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7 - Diritto alla conoscenza

Carta dei diritti della conoscenza europea per un pari accesso all’informazione da parte dei cittadini ed eliminazione del divario esistente tra l’Italia ed i Paesi membri nell’accesso ad internet.

Commenti

Sono Pietro Adami, candidato IDV alle europee nel collegio Centro. Intervengo per esprimere sinteticamente il mio pensiero sul tema. Tra le tante cose che non funzionano, in questo Paese, una delle maggiori riguarda il passaggio dal mondo dello studio a quello del lavoro. Il nostro sistema è così articolato. Fino ad un certo momento sei considerato un bambino, ti seguono in tutto, ti costringono per ore in classe, o in un aula. Poi: fuori!. Da un certo giorno ti trovi nel mondo, e nessuno si interessa più di che cosa ti capita. Per cui, dopo qualche mese, i tuoi studi da perito informatico, o da archeologo vengono lasciati da parte e ti trovi dietro il bancone di un bar. Nulla di male, per carità, se è quello che ti piace. Diverso è se invece avresti volentieri applicato quello che avevi imparato.
Se vuoi passare dalla scuola al mondo del lavoro, devi superare un buco vastissimo. E qui c’è, peraltro la grave ingiustizia sociale. Chi può, continua ad investire ed aiuta i propri figli a passare il guado. Per le altre famiglie il problema è notevole.
Io credo che le persone debbano essere accompagnate verso il lavoro. Questo è un primario interesse della società, ed è una basilare forma di rispetto umano per loro.
Su questo tema ho realizzato un breve cartone animato:

http://www.youtube.com/watch?v=Qwueg4SLuww

Postato da: Pietro Adami | 04.06.09 16:20


Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.

...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.

Postato da: ragusini | 31.05.09 07:54


Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.

...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.

Postato da: ragusini | 31.05.09 06:55


Brunetta chiude Internet agli statali!!!!!!!!!!!!!!!

http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/2009/05/30/Brunetta_chiude_Internet_agli_statali.html

Postato da: Mak-89 | 30.05.09 14:22


Mi sembra di aver capito che qui si stia parlando di accesso alla cultura e all’informazione che sono diritti fondamentali di ogni persona che vive in una società che almeno a parole si definisce democratica e nella quale si promulga l’uguaglianza tra tutti i cittadini.
Bene, quando hanno cominciato a diffondersi le tecnologie di informatizzazione e i personal computer, come privo della vista ho cominciato a sperare di poter anch’io entrare tra gli “uguali”. Purtroppo la mia semplicistica e ottimistica speranza si è scontrata con la realtà di prodotti pensati solo per chi vede, una delle parole più in voga è “visuale”, e fatti in funzione di chi può puntare con precisione una freccina sul video e schiacciare un pulsante. Tutti quanti si riempiono la bocca di parole di solidarietà, di proposte di aiuti e supporti vari ma resto sempre stupito quando provo ad utilizzare un sito e lo screen reader si comporta in maniera buffa perché ci sono delle componenti grafiche o legge delle cose in modo poco “ortodosso” e viene lasciato alla mia fantasia o all’intuito o al passa parola il trovare la strategia per fare quello che un normodotato fa in un colpo d’occhio. Mi sembra che anche l’ultima normativa sulla digitalizzazione dei libri di testo non vada in contro alle necessita di alunni o insegnanti ciechi o ipovedenti. Tutto questo mi sembra quanto mai strano perché non posso pensare che di questi tempi si appresti a scrivere un qualunque testo non si metta davanti ad una tastiera e produca un oggetto che abbia un’estensione doc, txt ecc… o comunque che venga prima o poi riportata su un supporto magnetico. Mi augurerei che chi mi rappresenta perché da me indicato faccia anche i miei interessi e cerchi di porre anche questi argomenti all’attenzione degli organi istituzionali che possono agire perché questo stato di cose venga modificato.
P.s. anche questo sito mi ha dato un po’ di problemi infatti per scrivere il commento dopo una decina di tentativi ho dovuto scriverlo in word e poi fare un copia e incolla. Spero!

Postato da: Sergio Favetti | 29.05.09 09:33


Non sarebbe male spolverare tutti gli armadi chiusi nei palazzi dove, coperti da segreto di stato, giacciono sepolti dalla polvere i dossier contenenti le verità sui periodi più torpidi degli ultimi 50 anni.

Postato da: Marco Marras | 24.05.09 22:39


Con emendamenti chirurgici, portati avanti da mesi, introdotti sottobanco, ma rivendicati ad alta voce nelle assemblee dei diretti interessati, il Governo Berlusconi ha smontato le principali riforme per la concorrenza realizzate nella scorsa legislatura su input di Bersani: dalla class action resa impossibile per l’esclusione delle associazioni dei consumatori, alle para-farmacie costrette alla chiusura; dalle professioni riportate fuori da una primissima regolazione di mercato, alle Authority di controllo assoggettate ai poteri di nomina della maggioranza parlamentare; dalle Assicurazioni ri-autorizzate all’utilizzo dell’agente monomandatario, alle banche “liberate” dall’onere della portabilità dei mutui. In sostanza “hanno messo le mani nelle tasche degli italiani” e stanno compromettendo le prospettive di crescita economica del paese e di occupazione e mobilità sociale per i giovani. Con l’ideologia mille usi dell’anti mercatismo questa destra ha coperto gli interventi a favore dei più forti interessi corporativi, anzi, ha approfittato della crisi per realizzare il suo programma fondamentale di sempre: proteggere le rendite e scaricare sul lavoro, sui diritti e sulle retribuzioni, l’aggiustamento strutturale necessario a dare competitività alle imprese italiane. I lavoratori e le lavoratrici vengono colpiti due volte. Come cittadini lavoratori e come cittadini consumatori. Perdono potere d’acquisto, diritti ed opportunità. Di Pietro, visto che lo stesso Bersani (stranamente) non se ne accorge (o non gli va di comunicarlo all'opinione pubblica), perchè non lo fa Lei ???

Postato da: vito bruno | 22.05.09 10:09


E' impressionante e istruttivo vedere come i fan di Berlusconi riescono a chiudere entrambi gli occhi davanti al cumulo di menzogne relative all'affaire Noemi Letizia. Non soltanto ha mentito riguardo all'estemporaneità della visita, ma ha mentito anche sulle origini della sua amicizia con il padre, Benedetto Letizia. Prima ha detto che lo conosceva perché in passato era stato l'autista di Craxi. Quando il figlio di quest'ultimo e altri notabili del partito socialista hanno negato che Craxi avesse un autista napoletano, Berlusconi ha dichiarato che doveva discutere con lui delle candidature per le prossime elezioni. Peccato però che Letizia non svolga alcun ruolo all'interno del PdL. Sul Corriere della Sera di ieri è intervenuto un oscuro ex assessore napoletano del Psi, tale Arcangelo Martino, per dire di aver presentato lui Letizia a Berlusconi, quando questo frequentava l'hotel Raphael dove soggiornava Craxi. Ma anche stavolta - leggo oggi su Repubblica - vari esponenti socialisti di allora hanno negato che Martino fosse un assiduo del Raphael. A questo punto basterebbe che Berlusconi rispondesse a una domanda -: chi è davvero questo Benedetto Letizia? Potrebbe anche darsi che non sia una faccenda così privata come asserisce. Magari potremmo scoprire che anche lui è un eroe, proprio come il famoso stalliere di Arcore.

Postato da: ragusini | 18.05.09 20:43


Desidero sapere se l'IDV in vista delle prossime elezioni europee ha una posizione ben definita circa il tema della neutralita' dell'accesso alla rete, su cui si e' discusso in questi ultimi mesi nel parlamento europeo e che e' ancghe meglio conosciuto come "Telecoms Package".

Per approfondire il tema consiglio di visitare il seguente sito, dove si possono reperire utili informazioni sull'argomento gia' abbastanza complesso di su:
http://www.laquadrature.net/wiki/Telecoms_Package

Grazie in anticipo se qualche autorevole candidato all'europee mi vorra' rispondere.

Postato da: Fabrizio C. | 15.05.09 19:37


Internet è la NOSTRA VOCE e nessuno deve toccarla.

Detto questo passiamo aI finanziamenti ai giornali. Sono la causa della cattiva informazione ed è un punto dove si deve internenire.

Un partrito politico può avere un suo giornale ma deve essere auto-finanziato e deve portare il proprio logo, non deve camuffarsi viscidamente come un giornale di informazione imparziale.

I giornali devono essere finanziati dai propri acquirenti come qualsiasi attività imprenditoriale, se questo comporta la scomparsa di tanti giornali tanto meglio, altra monnezza che va via e altri direttori di giornale che se vogliono campare vanno a lavorare nelle catene di montaggio, come tanti altri!

Postato da: marcello di florio | 15.05.09 11:39



nessun giornale riporta la notizia, da fonti svizzere risulta arrestata in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma con 8 KG di cocaina.
E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia.--
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html

La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media - stranamente - pare averla ripresa..."
Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO

Postato da: mariuccia | 11.05.09 01:13


Non so se questo sia la sezione corretta, comunque. Per me diritto alla conoscenza significa in primis fornire conoscenze in maniera gratuita e secondariamente garantire l'accesso a tali contenuti. E' inutile parlare di accesso se i contenuti non esistono o non sono organizzati. Io credo che l'europa dovrebbe farsi promotrice insieme a tutti gli altri stati del mondo (o il maggior numero possibile) di una sorta di enciclopedia universale, un po' sulla falsa riga di wikipedia, ma stesa in maniera coordinata e scritta da professionisti. Una versione unica aperta ai commenti e alle indicazioni di tutti, ma non modificabile direttamente dagli utenti (sarebbe comunque possibile/consigliabile permettere agli utenti di creare versioni personali degli stessi articoli da affiancare in apposita sezione agli "orginali" tramite collegamenti ecc.), tradotta in tutte le lingue (ma la versione di partenza dovrebbe sempre essere unica) e gratuitamente disponibile e interamente citabile da tutti. Tale opera dovrebbe anche avere una parte didattica, essere cioè struttarata come i libri di testo/manuali, finalizzata all'istruzione delle persone. Si avrebbe così un testo unico per tutti (teoricamente il migliore possibile), in particolare per gli studenti, che così non avrebbero più il problema di spendere cifre considerevoli in libri di testo (per quello che a parole viene definito un diritto). Naturalmente dovrebbe essere lasciata la possibilità agli insegnanti di adottare/consigliare altri testi. Il punto nodale comunque è la stutturazione della conoscenza in forma organica e organizzata al fine di permetterne una FACILE e RAPIDA consultazione ed acquisizione dei contenuti (ad esempio tramite struttura ipertestuale) iniziando così l'abbandono di uno strumento poco comodo e antico come il libro cartaceo (senza considerare il quantitativo di alberi che si eviterebbe di abbattere in questo modo).

Postato da: Maurizio Recalcati | 10.05.09 14:43


ad ogni diritto corrisponde anche un dovere.
nel settore informatica, il dovere relativo alla diffusione della conoscenza compete alle istituzioni e deve essere rivolto a favorire lo sviluppo e la diffusione del software libero.

negli altri settori, il diritto alla conoscenza è connesso ad una gestione prudente e misurata degli strumenti di concessione dei brevetti, che sono tollerabili, in una società civile, solo nella misura in cui favoriscono l'interesse comune, premiando con misura e tempi decorosi ma ragionevoli coloro i quali realizzano opere di ingegno degne di rilievo e protezione.

Postato da: m. c. | 09.05.09 21:17


Siamo alle solite...tutti a suggerire tecnologie nuove e innovative (per noi! In altri paesi già superate...)ma com'è che nessuno dell'IdV quando va in televisione riesce a spiegare in modo sintetico e incisivo come funzionano? Possibile che sa farlo solo Grillo nei suoi spettacoli? Siamo daccordo che internet è il futuro, il sapere alla portata di tutti ecc ecc, ma in Italia quelli che non lo usano o non sanno usarlo (o non ce l'hanno nemmeno!)sono così tanti che bisogna partire dalla diffusione televisiva, prima del web. Se tanti vedono porta a porta perchè vogliono sentirsi rassicurati, deve esserci qualcuno che, col sorriso sulla bocca e modi adeguati al programma, gli spara la verità senza che nessuno dei presenti riesca a contraddirlo. Con capacità comunicative adeguate, bisogna far si che le verità oggettive passino! E questo vale per le idee sul diritto alla conoscenza e per tutto il resto!!!

Postato da: Nicola M | 09.05.09 19:31


1)Connessione wi-fi gratuita nelle principali piazze della città , sopratutto nel centro storico , penso che sia indispensabile l'accesso immediato e gratuito a tutti i giovani o a chiunque voglia navigare su internet perché la conoscenza dev'essere di tutti ; e poi potrebbe essere uno stimolo per i navigatori di internet magari passare più tempo al centro dando magari stimoli all'economia del centro storico. Tale progetto esiste in diverse città all'estero come Parigi , Bruxelles, Londra ma anche in Italia vedi Modena etc.Sarà un progetto che vorrò portare avanti subito , in caso di mie elezioni al consiglio comunale di Ascoli piceno quale sono candidato

Postato da: mario pennisi | 09.05.09 15:53


Secondo me serve internet libero e gratuito ovunque con ripetitori pubblici. Ovviamente la banda minima ed un strozzata, niente accesso a certi siti o servizi da decidere. Nel privato invece la banda molto elevata e senza restrizioni, naturalmente a pagamento ma non esagerato, alla portata di studenti ed affini.

Postato da: Luca Rosso | 09.05.09 03:35


Ci vogliono anche norme che impongano la scelta dei direttori dei vari media pubblici e privati non dai proprietari di tali mezzi ma dalla federazione dei giornalisti dei vari paesi di cui fanno parte.

Maggiore diffusione della tecnologia di internet... senza la possibilità di istituire commissioni e quant'altro che possano censurare o limitare la libertà di informazione e di espressione.

Imporre ai paesi membri dei limiti sul possesso dei media e quindi favorire la pluralità di editori e possessori di diritti televisivi.

Postato da: Salvatore D'Urso | 07.05.09 16:30


Io sono del parere che internet sia come in una piazza dove ognuno dice quello che crede, cose serie e fandonie, scambi e truffe. Comunque meglio dell'isolamento di massa.
In quanto all'informazione sarebbe utile ripristinare i notiziari esteri in lingua italiana, cioè fonti verificabili, con un altro punto di vista.
In passato al nord si seguiva con iteresse il notiziario svizzero o quello slavo, prima che fossero oscurati dalle autorità italiane.
Ricordo la mitica "Radio Praga" nell'agosto '68.

Postato da: Alvise | 06.05.09 13:07


wi-max pubblico in piazze e parchi.
Riconoscimento ufficiale delle CREATIVE COMMONS come complemento all'ordinamento europeo.
INCENTIVO ALL'UTILIZZO DI SOFTWARE LIBERO negli uffici pubblici e OBBLICO DI RILASCIARE IL CODICE SORGENTE del SOFTWARE usato dalla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Postato da: Rino | 04.05.09 23:44


Dott. Di Pietro, nel programma manca rendere l'europa più vicina ai cittadini e l'espulsione diretta dalla carica di chi si assenta in idv dal parlamento europeo.
perchè vede dott. di pietro lei, come noi , sicuramente intende la politica al servizio dei cittadini e non il contrario giusto ?
il tema comunuqe è oggetto di un fondo diretto e quindi di un programma direttamente gestito dalla commissione CE, per il 2007-2013 ed è oggetto della decisione del parlamento (solo che no trovo il numero ora) per incentivare forme di partecipazione e la cittadinanza europea.
E' sembrato nella precedente euro legislatura che ai parlamentari europei non importasse poi molto se i cittadini partecipino all'unione e quindi vadano a scoprire che primo essi non vanno neanche al parlamento europeo , secondo non sanno ne interessa quello che vanno a fare.
Comunque il tema della politica europea e i cittadini lo considero , diciamo così trasversale a tutti i suoi 12 punti e lo ritengo da lei considerato implicitamente va bene dott. di pietro?

Postato da: emiliano varanini | 04.05.09 23:23


C'è proprio bisognio, in Italia, di chi difende ed accresce le potenzialità della rete.
Solo chi usa sistematicamente internet si accorge della scarsa attenzione che, questo settore, riceve dai governi italiani.

Postato da: umberto santacroce | 04.05.09 19:59


mi domando perchè vengo a sapere notizie a volte scioccanti per i contenuti, in trasmissioni sporadiche o di notte. Ma la cosa ancora più strana è che dopo rivelazioni sconcertanti, mi aspetto il giorno dopo, non dico un colpo di stato, ma quanto meno la reazione da parte di chi è all'opposizione ad usarlo come pretesto invece delle solite polemiche facilmente avvallabili, quante volte si smonterebbe il genio Berlusconi,o i befattori della destra ( Catania bilanci comunali), misteri degli appalti pubblici ( Roma tor fergata)e cosi via. Non fateci pensare che esistono SISTEMI d'opposizione

Postato da: antonino M. | 04.05.09 17:56


L'informazione libera è un diritto del cittadino e un dovere dell'organo di informazione, quindi sono d'accordo

Postato da: VINCENZO noce | 04.05.09 14:09


Collegandomi a quanto detto da Fabrice, sarebbe interessante istituire un organo di vigilanza europeo (con "gruppi di controllo" diversi per ogni Stato) per verificare la correttezza, trasparenza e l'onestà dei telegiornali e di altri programmi di informazione.
Si potrebbero dare anche dei limiti di tempo in base ad ogni argomento e alla sua importanza: ad esempio 15 minuti alla politica nazionale, 10 all'economia, 10 a quanto avviene nel Parlamento Europeo (visto che non si sa quasi niente), 5 alla cronaca nera (che invece prende anche più della metà delle notizie!), ecc...
Insomma, stabilire regole che devono essere seguite da tutti gli stati, ma soprattutto l'Italia avrebbe bisogno di qualcosa del genere.
Oltre a liberare il consiglio d'amministrazione Rai (e di altre reti europee) dalle mani dei partiti politici!

Non si potrebbe fare una legge sul conflitto di interessi a livello europeo?

Postato da: Danilo C | 04.05.09 11:11


L'accesso alla conoscenza dovrebbe includere una riforma del sistema televisivo e giornalistico nazionale. Non se ne può più di aver informazioni taroccate, edulcorate, o taciute, e di sapere ogni parola che Berlusconi, Bossi, Calderoli e qualche altro dicono, anche quando non c'entrano niente. Basta con i delitti di Garlasco e Perugia che sono coperti per anni, mentre cose gravi come l'impunità auto-votata da Berlusconi, non vengono neanche criticate.

Postato da: Avaltroni Fabrice | 04.05.09 07:41


sono d'accordo con voi.

non solo banda larga ma anche wi-fi pubblico in parchi, piazze e biblioteche

Postato da: luciano p. | 03.05.09 20:43


Rendere la connettività gratuita, quindi rendere la conoscenza accessibile a tutti.

Postato da: Danilo C | 03.05.09 13:42


... tradotto? Si dovrebbe procedere su due versanti: a) portare la banda larga su tutto il territorio nazionale; b) diminuire le tariffe. Quanto all'accesso all'informazione: solo tramite Internet? Come si fa con chi non può permettersi un computer o non ha idea di come usarlo?

Postato da: Alberto M | 02.05.09 15:22

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