Ciao Di Pietro, è la prima volta che ti voto e sono felice perchè lo meriti.
Tutti sono con te a cominciare dal grande Travaglio Marco e tutto il popolo.
Davvero rappresenti l'Italia dei valori.
solo ti chiedo una politica circa la ricerca scientifica che non sia dipendente dal Vaticano, perchè tanto quello non ti regala niente.
Un valore è la laicità, non fare mai la fine di altri partiti asserviti...
Un'altro valore che mi ha spinto a lasciare il partito P.D. è la difesa all'esistenza di Israele
Tu rappresenti il nuovo, le minoranze, il diritto, la vera opposizione.
Dio benedica il tuo progetto politico.
mik
E i conservatori di musica? L'italia è forse l'ultima nazione europea rimasta ad ignorare il livello e il rango di queste istituzioni musicali, che una legge (508/99) ha riconosciuto di livello universitario. I conservatori sono le uniche istituzioni di tale livello che attraggono studenti stranieri e che quindi meriterebbero, se ci fosse veramente le meritocrazia, di essere sostenuti e incoraggiati.
Al contrario la Gelmini, senza consultare nessun musicista, ha promesso che li smantellerà quasi totalmente.
Il discorso sarebbe lungo, ma la questione è fuori dalle agende di tutte le forze politiche, perché legata ai finanziamenti pubblici dell'istruzione scolastica e universitaria, dove la Chiesa Cattolica Romana, tramite la CEI e la Santa Sede, la fa da padrona, essendo sempre più affamata di risorse economiche per le sue 8779 scuole (di cui 140 strutture universitarie) che vengono finanziate considerevolmente con risorse sottratte al sistema pubblico, contravvenendo all'art. 33 della Costituzione Italiana (..senza oneri per lo Stato...)
E lItalia dei Valori che fa? Come presentiamo il sistema universitario italiano musicale ridotto in stracci in Europa?
Ha forse paura anche l'IDV di mettersi contro il Vaticano?
Cosa possiamo offrire ai nostri partner europei in termini di ricerca, quando neanche noi abbiamo le risorse per farla?
Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.
...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.
Il mio sogno rimane la cancellazione della legge 133. Possibile poi che negli anni passati abbia speso di più la rai per i diritti della serie A che lo stato nella ricerca scientifica? Eppure in tale campo i ricercatori italiani primeggiano in europa e in molti casi nel mondo.. paghiamo per formarli e poi li regaliamo ai paesi esteri..olte che fuga di cervelli è fuga di ricchezza! dunque maggiori fondi alla ricerca per una ancor maggior ricchezza futura, ovvero i nostri ricercatori.. che già ci sono e tutti i paesi, tranne il nostro, accolgono.
E' impressionante e istruttivo vedere come i fan di Berlusconi riescono a chiudere entrambi gli occhi davanti al cumulo di menzogne relative all'affaire Noemi Letizia. Non soltanto ha mentito riguardo all'estemporaneità della visita, ma ha mentito anche sulle origini della sua amicizia con il padre, Benedetto Letizia. Prima ha detto che lo conosceva perché in passato era stato l'autista di Craxi. Quando il figlio di quest'ultimo e altri notabili del partito socialista hanno negato che Craxi avesse un autista napoletano, Berlusconi ha dichiarato che doveva discutere con lui delle candidature per le prossime elezioni. Peccato però che Letizia non svolga alcun ruolo all'interno del PdL. Sul Corriere della Sera di ieri è intervenuto un oscuro ex assessore napoletano del Psi, tale Arcangelo Martino, per dire di aver presentato lui Letizia a Berlusconi, quando questo frequentava l'hotel Raphael dove soggiornava Craxi. Ma anche stavolta - leggo oggi su Repubblica - vari esponenti socialisti di allora hanno negato che Martino fosse un assiduo del Raphael. A questo punto basterebbe che Berlusconi rispondesse a una domanda -: chi è davvero questo Benedetto Letizia? Potrebbe anche darsi che non sia una faccenda così privata come asserisce. Magari potremmo scoprire che anche lui è un eroe, proprio come il famoso stalliere di Arcore.
negli scorsi giorni, al Parlamento europeo si sono votate nuove norme riguardanti, purtroppo, la sperimentazione sugli animali, da molta parte del mondo scientifico ritenuta inutile (vedi sito Equivita.org) e peraltro intollerabile umanamente e moralmente .
Il voto degli eletti IDV non è stato propriamente a favore degli animali ed anzi , per un deputato, decisamente a sfavore ( vedi il sito LAV ).
Ritengo estremamente importante una sensibilità di IDV a questi temi.
Per Antonio Iezzi (ma non solo)
Non intendo sostenere che i baroni non esistono. Figuriamoci. Dico solo che togliere fondi all'Università non è un buon modo per farla crescere. Se si tolgono i fondi tutto quello che rimane lo gestiscono in pochissimi. Dico solo che noi spendiamo per Università e ricerca metà di quello che spendono gli altri paesi europei. Dico solo che Harvard ha da sola il doppio abbondante del budget di tutto il sistema universitario italiano (e a Boston ci sono altre tre università importanti tra le quali Il MIT).
Il fatto che vi siano degli sprechi non dimostra che i soldi sono troppi ma solo che spesso sono gestiti male.
Se si introducesse un criterio di valutazione serio della produzione scientifica e della qualità dei laureati, sarebbe ovviamente meglio per tutti. Ma il criterio non è: se non produci con quello che hai adesso ti tolgo il poco che hai (criterio Gelmini). Dovrebbe essere: se con il poco che hai produci qualcosa che all'estero riconoscono, vuol dire che debbo darti di più. Se è vero- come è vero - che, per fare un esempio, l'Italia, con il budget ridicolo che ha, è al settimo posto al mondo nella ricerca medica, ci saranno tutti i baroni che vuoi ma qualcuno che merita c'è.
Marco Innamorati
Il problema dell'università italiana è il reclutamento del personale che avviene non per concorso, come tutti dicono, ma quasi esclusivamente per coptazione. (come tutti sanno i concorsi sono pesantemente truccati, vedi inchieste de L'ESPESSO per esempio). I bravi laureati italiani, che esistono, semplicemente trovano i posti che potrebbero agevolmente vincere in un concorso regolare occupato dai soliti noti. Non occorre aumentare il numero dei posti, che andrebbero a familiari ed affini di qualche barone. Occorrerebbe negli statuti delle università inserire qualche norma come per esempio:
(1) Non è possibile diventare ricercatore o professore nell'università in cui ci si è laureati
(2) come sopra in caso di presenza nella stessa facoltà dii familiari o affini
(3) Indipendenza di ricerca e valutazione, vera, alla fine di 3 anni
nessun giornale riporta la notizia, da fonti svizzere risulta arrestata in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma con 8 KG di cocaina.
E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia.--
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html
La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media - stranamente - pare averla ripresa..."
Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO
PER MARCO INNOMORATI.
Non mi sono fatto condizionare da Berluscones attraverso la campagna Gelmini sull'universita' e scuola ma bisogna essere obbiettivi e su alcuni aspetti dell'universita' non hanno tutti i torti.
Vede non parlo per sentito dire o letto, io l'universita': ingegneria elettronica di 5 anni al politecnico di Milano, l'ho fatto, sono stato ricercatore subito dopo e di recente ci ho insegnato 3 anni.
Le cose che ho scritto le ho vissute sulla mia pelle. Devo farle un esempio sui fondi per la ricerca versati aiosa ? Un laureando a Bergamo in ingegneria meccanica fa una analisi di vibrazioni (tesi),
con 4 strumenti datati,il prof. ne fa un grande lavoro di ricerca e incassa (l'universita') per l'argomento 1.600.000 euro. Una stronzata di lavoro spacciato per non prusulta che una ditta normale avrebbe fatto per qualche centinaio di euro. Non mi dilungo sugli altri aspetti !!
Buon lavoro, io i ricercatori li stimo ma se avra' la possibilita' di diventare professore per lei molte cose cambieranno.......
Vorrei aggiungere qualche precisazione ad un post che ho inviato qualche giorno fa. Penso che per l’indipendenza della ricerca e quindi per la sua liberta’ (e di conseguenza anche per la sua valenza pubblica) sia importante svincolare l’Universita’ e gli Istituti di Ricerca dai metodi clientelari di attribuzione delle risorse. Nel perverso meccanismo dei favori incrociati questo sistema si traduce purtroppo anche in metodi clientelari di selezione delle persone che quelle ricerche svolgeranno, e che a loro volta dovranno dimostrare gratitudine se vorranno continuare ad averene l’opportunita’.
Credo che le Universita’ Italiane debbano imparare a essere “attraenti”, ad attrezzarsi per essere libere dai pesanti vincoli di questo modello di finanziamento pubblico. Debbano accettare di farsi concorrenza per convogliare a se studenti paganti e docenti in grado di “vincere” risorse pubbliche e private per svolgere le loro ricerche (modello di successo che peraltro esiste gia’ in Italia e SDA Bocconi ne e’ un esempio).
L’IDV dovrebbe farsi promotore di norme capaci di provocare questo cambiamento in Italia da subito.
La storia del finanziamento pubblico descritto come panacea per la conoscenza, poi, non mi convince. Si vuol per caso sostenere che se un Ente o una Fondazione privati dovessero bandire fondi tramite concorsi Europei, in cui le richieste di finanziamento fossero vagliate da esperti indipendenti in maniera anonima (il ricercatore che fa la domanda non sa da chi e’ valutato, mentre il valutatore non sa da chi proviene la domanda), i ricercatori non dovrebbero parteciparvi? Dovrebbero forse aspettare i fondi che gli Enti Pubblici preposti non possiedono o (peggio) fingono di non possedere per privilegiare i soliti noti?
La serieta’ della ricerca dovrebbe essere garantita dale qualita’ etico-professionali di chi la svolge e dalla sua indipendenza da chi la finanzia, non dalla provenienza dei soldi.
Questi passi, peraltro, sono gia’ stati descritti con professionalita’ e dovizia di particolari da Roberto Perotti ne L' università truccata, Einaudi, 2008 (ma per chi vuole approfondire ulteriormente puo’ guardare anche: Carlucci D. e Castaldo A., Un paese di baroni. Truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'università italiana, Chiarelettere, 2009; Gardini N., I baroni. Come e perchè sono fuggito dall'università italiana, Feltrinelli, 2009).
Sono un po’ piu’ di 4 pagine, ma rendono meglio l’idea.
Una cosa su cui dovrebbe battersi l'IDV è, a mio avviso, l'eliminazione dei fondi pubblici alle università private. Quei soldi dovrebbero essere poi reimpiegati nell'università pubblica. Stesso discorso per la sanità. Una scuola o un' azienda ospedaliera PRIVATA, in quanto tale, va considerata alla stregua di una qualsiasi altra impresa che deve quindi competere sul mercato con le proprie forze. L'attuale situazione è assolutamente inaccettabile.
ciao a tutti,
rispondo a chi, come Leonardo, dice che le università dovrebbero procacciarsi fondi per la ricerca dai privati.
Io penso che la conoscenza deve rimanere pubblica; è di tutti, come l'aria e l'acqua. Questo è il problema: chi finanzia la ricerca ha il diritto di usare le scoperte a proprio vantaggio.
Se la ricerca è finanziata dal pubblico, si può avere una pubblica discussione, e le scoperte saranno a beneficio di tutti, altrimenti no.
Il punto è questo: chi mette i soldi vorrà giustamente trarne guadagno.
il problema è descritto benissimo da Michael Crichton nell'introduzione (4 pagine) a Jurassic Park. Trama di fantasia, ma temi più che reali.
Quindi non aggiungo altro e lascio alla lettura di quelle pagine. (come di tutto ciò scritto da Crichton)
Io conosco marginalmente il settore della ricerca universitaria italiana ma penso che prima di preoccuparci della giusta collaborazione con le università straniere sarebbe opportuno riqualificare la ricerca universitaria italiana finanziando progetti finalizzati ad obiettivi di sviluppo imprenditoriale.
Fulcro del futuro dell'uomo, Istituzione di un centro di ricerca Europeo, forti incentivi da tutti i paesi dell'unione. Lo sviluppo,l'economia e il benessere di tutti dipende dalla Ricerca. Nelle università riforme Comunitarie che regolarizzano la struttura in uno standard Europeo.
Sono un ricercatore universitario di ruolo iscritto all'IDV. Leggo questo punto del programma con grande piacere. Sembrava che l'Università non interessasse più a nessuno.
Noto dai commenti che mi hanno preceduto che anche i simpatizzanti dell'IDV sono vittime di una campagna di stampa denigratoria verso l'Università italiana che è stata ampiamente pompata dai Berluscones (se l'Università è una delle poche cose non in mano al cavaliere bisogna distruggerla, e c'è già un ricco programma di privatizzazioni pronto alla bisogna). Ragionate un attimo: perché ci sarebbe una fuga di "cervelli" se i nostri laureati non fossero di valore? La verità è che l'istruzione italiana ha formato studiosi di livello che poi non hanno trovato posto qui. Il motivo non sono soltanto le baronie, ma anche e soprattutto il fatto che all'Università italiana vengono dati pochissimi soldi e quindi intere generazioni rimangono fuori dalla possibilità di fare concorsi per entrare. Quanto ai fondi di ricerca, la situazione è veramente imbarazzante.
Su una cosa vorrei attirare ancora l'attenzione: tutti si scandalizzano per l'aumento dei corsi di laurea e per l'apertura di sedi distaccare in luoghi improbabili. Ma nessuno dice che (a) i corsi sono stati sdoppiati da quadriennali in lauree di base (triennali) e specialistiche (biennali) con conseguente automatico raddoppio del numero dei corsi di laurea (ma è un raddoppio tecnico, non aumenta il numero dei percorsi di studio); (b) per anni il ministero dell'Università ha incoraggiato l'apertura di sedi distaccate rendendole uno dei pochissimi modi per acquisire finanziamenti (salvo che oggi il ministero si sveglia dicendo che la politica finora seguita va abbandonata).
Ultimissima cosa: non è assolutamente vero che le Università straniere ci schifino. Già con i nostri pochi soldi siamo in grado di aprire collaborazioni significative. Dateci due lire in più e vedrete che faremo l'impossibile. Ve lo dice uno che, al livello più basso della gerarchia universitaria, non può essere certo definito un barone.
Marco Innamorati
università nazionali, ne esistono ancora? Il punto di non ritorno lo abbiamo già passato da tempo caro antonio, ed i rettori hanno pensato solo agli interessi dei professori.
Dott. Di Pietro, nel programma manca rendere l'europa più vicina ai cittadini e l'espulsione diretta dalla carica di chi si assenta in idv dal parlamento europeo.
perchè vede dott. di pietro lei, come noi , sicuramente intende la politica al servizio dei cittadini e non il contrario giusto ?
il tema comunuqe è oggetto di un fondo diretto e quindi di un programma direttamente gestito dalla commissione CE, per il 2007-2013 ed è oggetto della decisione del parlamento (solo che no trovo il numero ora) per incentivare forme di partecipazione e la cittadinanza europea.
E' sembrato nella precedente euro legislatura che ai parlamentari europei non importasse poi molto se i cittadini partecipino all'unione e quindi vadano a scoprire che primo essi non vanno neanche al parlamento europeo , secondo non sanno ne interessa quello che vanno a fare.
Comunque il tema della politica europea e i cittadini lo considero , diciamo così trasversale a tutti i suoi 12 punti e lo ritengo da lei considerato implicitamente va bene dott. di pietro?
Mi spiace per l’IDV, che seguo da vicino, ma questo punto del programma e', ahime', troppo generico e vago per essere discusso nel merito. Incapace, a mio avviso, di cogliere il cuore paradosso universitario italiano che risiede nei criteri clientelari di procacciamento e di spesa delle risorse e nei conseguenti meccanismi feudali di reclutamento del personale docente.
Se, su questi punti, il sistema italiano fosse in linea con le Universita’ di punta dello scenario europeo la collaborazione e l’integrazione transnazionale ne sarebbero l’automatica conseguenza. E’ su questo, quindi che suggerisco all’IDV di spingere.
Due, in particolare, sono gli aspetti sui quali vorrei attirare l’attenzione di coloro che su questi temi si faranno voce di noi cittadini italiani in Europa: liberta’ e responsabilita’.
Mi spiego. Le universita’ dovrebbero essere libere di procacciarsi le risorse facendo leva, sia sulla loro capacita’ attrattiva, che (limitatamente e con criteri ben definiti) su finanziamenti pubblici.
Le risorse del primo tipo dipenderebbero dall’accoglienza diretta (biblioteche , mense e residenze universitarie) dalle strutture (strutture e tecnologie), dalla qualita’ del personale docente (capace di veicolare studenti e fondi), dalle opportunita’ di futuro impiego al termine degli studi, ecc.
Quelle del secondo tipo potrebbero essere elargite dallo Stato in maniera decrescente in base ad una graduatoria costruita su meriti scentifici oggettivamente determinati e fondati su criteri internazionalmente riconosciuti.
Ad una simile liberta’ di acquisizione seguirebbe quella di investire quelle risorse in strutture, tecnologie e docenti per alimentare il ciclo virtuoso dell’attrattivita’ (di studenti sempre piu’ meritevoli e ambiziosi che contribuirebberro con rette sostanziose, di docenti capaci e promettenti che provvederebbero a diffondere il nome dell’Universita’ e ad attirare fondi di ricerca), di dirigenti in grado di guidarne la strategia complessiva, e di risorse).
Non piu’ circoscritta ai confini nazionali ma su un piano globale.
Va da se che l’attuale meccanismo del reclutamento del personale docente andrebbe sostituito con uno che permettesse alle Universita di contendersi i migliori cervelli attraverso strutture e risorse e nel quale chi decide e’ responsabile per le scelte fatte. (ecco la seconda faccia della medaglia).
Due semplici principi (liberta’ e responsabilita’) dei quali oggi piu’ che mai si sente un gran bisogno.
Bella cosa, il fatto e' che con ogni probabilita' le universita' straniere
ci schifano !!!
Le nostre universita' sono centri di potere alle stregua di tutte le altre
istituzioni.
Le nostre universita' sono lottizzate dai partiti e in seconda battuta dai
baroni. Nelle nostre universita' passano solo raccomandati e raramente
persone capaci e meritevoli. Passano e non lo dico io (vedi giornale
repubblica) i figli dei figli dei figli (esperienza diretta). Le
universita' che si lamentano tanto dei fondi che non bastano sono uno
schifo di sperpero di denaro pubblico. Inventano progetti cazzuti
(esperienza diretta) per ottenere finanziamenti e per non parlare d'altro.
Parlo di come fanno formazione e di come elargiscono lauree a pieni voti
con lode (per i lecchini) mentre per quelli che non possono c'e' la laurea
e basta. (esperienze personali).
Una volta risolte tutte le storture del nostro sistema, non a caso le
universita' italiane sono considerate tra le peggiori al mondo, allora
possiamo integrarci con quelle europee tra le prime al mondo. Pero' vuoi
vedere che integrandole da subito qualche rettore potrebbe dire: mah !
Tutto sommato sti europei hanno le palle, si potrebbe anche in Italia fare
come a Oxford, bene diamoci allora una smossa, cominciamo col rimettere in
campo i valori veri dei ricercatori veri tanto per fare un esempio
(esperienza personale)
Un saluto"
Bella cosa, il fatto e' che con ogni probabilita' le universita' straniere ci schifano !!!
Le nostre universita' sono centri di potere alle stregua di tutte le altre istituzioni.
Le nostre universita' sono lottizzate dai partiti e in seconda battuta dai baroni. Nelle nostre universita' passano solo raccomandati e raramente persone capaci e meritevoli. Passano e non lo dico io (vedi giornale repubblica) i figli dei figli dei figli (esperienza diretta). Le universita' che si lamentano tanto dei fondi che non bastano sono uno schifo di sperpero di denaro pubblico. Inventano progetti cazzuti (esperienza diretta) per ottenere finanziamenti per non parlare d'altro. Parlo di come fanno formazione e di come elargiscono lauree a pieni voti con lode (per i lecchini) mentre per quelli che non possono c'e' la laurea e basta. (tutte esperienze personali).
Una volta risolte tutte le storture del nostro sistema, non a caso le universita' italiane sono considerate tra le peggiori al mondo, allora possiamo integrarci con quelle europee tra le prime al mondo. Pero' vuoi vedere che integrandole da subito qualche rettore potrebbe dire: mah ! Tutto sommato sti europei hanno le palle, si potrebbe anche in Italia fare come a Oxford, bene diamoci allora una smossa, cominciamo col rimettere in campo i valori veri dei ricercatori veri tanto per fare un esempio (esperienza personale)
Un saluto
Caro Alberto, scusa avevo letto male il tuo post.
Concordo, i ricercatori non devono avere buste paga da fame anzi, visto che il futuro, anche economico, dipende dal loro lavoro.
Per quanto riguarda la salute vorrei che IDV si battesse per la libertà di cura, infatti in Italia ci sono tanti medici che vengono sospesi o addirittura radiati perchè escono dal branco e non fanno gli interessi delle multinazionali del farmaco.
SE TUTTI PAGASSIMO LE TASSE, CI POTREBBE ESSERE PIU' LAVORO E, QUINDI CI SAREBBERO MENO DISOCCUPATI ED UN MIGLIORE WELFARE,MA ANCHE LA DISPONIBILITA' DI FONDI PIU' CONSISTENTI PER SOSTENERE LE UNIVERSITA' PUBBLICHE E LA RICERCA E, QUINDI, ANCHE L'OCCUPAZIONE DI GIOVANI LAUREATI CHE, ALTRIMENTI COME SUCCEDE OGGI, SONO COSTRETTI AD EMIGRARE ALL'ESTERO DOVE TROVANO L'AMBIENTE E LE RISORSE ADATTE PER SVILUPPARE NUOVE CONOSCENZE ED OTTENERE IMPORTANTI RISULTATI,A VANTAGGIO SDEI PAESI CHE LI ACCOLGONO,
PERCIO' AL PROGRAMMA PER L'EUROPA, MANCA IL 13° PUNTO, IL PIU' IMPORTANTE1
13) TUTELA DEL CONTRIBUENTE: RIFORMA DEL SISTEMA FISCALE IN ITALIA PER ELIMINARE L'EVASIONE DELLE TASSE.
PAGARE TUTTI LE TASSE PER PAGARNE MENO E, COME STATUISCE LA COSTITUZIONE, CHI PIU' GUADAGNA PIU'
DEVE CONTRIBUIRE AL MANTENIMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI PAGANDO PIU' TASSE!
QUESTA E TANTE ALTRE PROPOSTE PER LA PROMOZIONE DELLA SOCIETA'NEL MIO "ALFABETO PER LA PROMOZIONE SOCIALE" PUBBLICATO SUL MIO BLOG www.nicolaconocchiella.spaces.live.com, nel mese di febbraio del 2008.
nicola conocchiella
Silvio, forse non mi sono espresso al meglio: credo sia indegno che un lavoro così importante come quello del ricercatore abbia delle paghe da fame. La ricerca e l'istruzione rappresentano il futuro del Paese? Credo di sì. Allora perché non si pongono delle condizioni migliori per arginare la famosa fuga dei cervelli?
caro Alberto M, non ci mancano ricercatori in Italia, anzi, alcuni sono stati riconosciuti come i migliori ricercatori.... nei Paesi esteri dove lavoravano, come negli USA. dobbiamo rendere prioritario questo settore, e non secondario, come del resto tante altre cose del nostro Paese. Non solo più fondi, ma anche strutturarla come ha suggerito Mauro Mazzola, la cui proposta sottoscrivo e appoggio. Grazie
Lavoro (da precario) nella ricerca da alcuni anni.
Alcuni punti che mi piacerebbe venissero presi in considerazione:
- introduzione della valutazione e della meritocrazia negli enti di ricerca. Troppa gente si nasconde in questi enti e porta a casa lo stipendio senza dare nessun contributo alla ricerca. Quindi commissioni di valutazione anche internazionali.
- svecchiamento del personale. Oggi l'età media dei ricercatori è spaventosamente alta. E' noto che il ricercatore da il meglio di se sotto i 40 anni. Inoltre, sono moltissimi i ricercatori che nonostante abbiano raggiunto la pensione rimangono negli enti e vogliono ancora comandare.
- naturalmente aumentare i fondi alla ricerca, se ancora vogliano essere un paese che fa innovazione.
- accentramento e ottimizzazione degli istituti. In italia ci sono tantissimi doppioni di istiuti che fanno le stesse ricerche.
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Commenti
Ciao Di Pietro, è la prima volta che ti voto e sono felice perchè lo meriti.
Tutti sono con te a cominciare dal grande Travaglio Marco e tutto il popolo.
Davvero rappresenti l'Italia dei valori.
solo ti chiedo una politica circa la ricerca scientifica che non sia dipendente dal Vaticano, perchè tanto quello non ti regala niente.
Un valore è la laicità, non fare mai la fine di altri partiti asserviti...
Un'altro valore che mi ha spinto a lasciare il partito P.D. è la difesa all'esistenza di Israele
Tu rappresenti il nuovo, le minoranze, il diritto, la vera opposizione.
Dio benedica il tuo progetto politico.
mik
Postato da: Michele Altieri | 06.06.09 17:30
E i conservatori di musica? L'italia è forse l'ultima nazione europea rimasta ad ignorare il livello e il rango di queste istituzioni musicali, che una legge (508/99) ha riconosciuto di livello universitario. I conservatori sono le uniche istituzioni di tale livello che attraggono studenti stranieri e che quindi meriterebbero, se ci fosse veramente le meritocrazia, di essere sostenuti e incoraggiati.
Al contrario la Gelmini, senza consultare nessun musicista, ha promesso che li smantellerà quasi totalmente.
Il discorso sarebbe lungo, ma la questione è fuori dalle agende di tutte le forze politiche, perché legata ai finanziamenti pubblici dell'istruzione scolastica e universitaria, dove la Chiesa Cattolica Romana, tramite la CEI e la Santa Sede, la fa da padrona, essendo sempre più affamata di risorse economiche per le sue 8779 scuole (di cui 140 strutture universitarie) che vengono finanziate considerevolmente con risorse sottratte al sistema pubblico, contravvenendo all'art. 33 della Costituzione Italiana (..senza oneri per lo Stato...)
E lItalia dei Valori che fa? Come presentiamo il sistema universitario italiano musicale ridotto in stracci in Europa?
Ha forse paura anche l'IDV di mettersi contro il Vaticano?
Cosa possiamo offrire ai nostri partner europei in termini di ricerca, quando neanche noi abbiamo le risorse per farla?
Grazie dello spazio concessomi.
Postato da: Sandro Savagnone | 06.06.09 13:00
Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.
...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.
Postato da: ragusini | 31.05.09 07:56
Il mio sogno rimane la cancellazione della legge 133. Possibile poi che negli anni passati abbia speso di più la rai per i diritti della serie A che lo stato nella ricerca scientifica? Eppure in tale campo i ricercatori italiani primeggiano in europa e in molti casi nel mondo.. paghiamo per formarli e poi li regaliamo ai paesi esteri..olte che fuga di cervelli è fuga di ricchezza! dunque maggiori fondi alla ricerca per una ancor maggior ricchezza futura, ovvero i nostri ricercatori.. che già ci sono e tutti i paesi, tranne il nostro, accolgono.
Postato da: Umberto Battino | 25.05.09 00:42
Ma cosa vuol dire? Ci sono altre cose da fare alle universita italiane.
Postato da: lino ghezzi | 18.05.09 21:18
E' impressionante e istruttivo vedere come i fan di Berlusconi riescono a chiudere entrambi gli occhi davanti al cumulo di menzogne relative all'affaire Noemi Letizia. Non soltanto ha mentito riguardo all'estemporaneità della visita, ma ha mentito anche sulle origini della sua amicizia con il padre, Benedetto Letizia. Prima ha detto che lo conosceva perché in passato era stato l'autista di Craxi. Quando il figlio di quest'ultimo e altri notabili del partito socialista hanno negato che Craxi avesse un autista napoletano, Berlusconi ha dichiarato che doveva discutere con lui delle candidature per le prossime elezioni. Peccato però che Letizia non svolga alcun ruolo all'interno del PdL. Sul Corriere della Sera di ieri è intervenuto un oscuro ex assessore napoletano del Psi, tale Arcangelo Martino, per dire di aver presentato lui Letizia a Berlusconi, quando questo frequentava l'hotel Raphael dove soggiornava Craxi. Ma anche stavolta - leggo oggi su Repubblica - vari esponenti socialisti di allora hanno negato che Martino fosse un assiduo del Raphael. A questo punto basterebbe che Berlusconi rispondesse a una domanda -: chi è davvero questo Benedetto Letizia? Potrebbe anche darsi che non sia una faccenda così privata come asserisce. Magari potremmo scoprire che anche lui è un eroe, proprio come il famoso stalliere di Arcore.
Postato da: ragusini | 18.05.09 21:14
negli scorsi giorni, al Parlamento europeo si sono votate nuove norme riguardanti, purtroppo, la sperimentazione sugli animali, da molta parte del mondo scientifico ritenuta inutile (vedi sito Equivita.org) e peraltro intollerabile umanamente e moralmente .
Il voto degli eletti IDV non è stato propriamente a favore degli animali ed anzi , per un deputato, decisamente a sfavore ( vedi il sito LAV ).
Ritengo estremamente importante una sensibilità di IDV a questi temi.
Postato da: Maria Fiore | 16.05.09 19:40
Per Antonio Iezzi (ma non solo)
Non intendo sostenere che i baroni non esistono. Figuriamoci. Dico solo che togliere fondi all'Università non è un buon modo per farla crescere. Se si tolgono i fondi tutto quello che rimane lo gestiscono in pochissimi. Dico solo che noi spendiamo per Università e ricerca metà di quello che spendono gli altri paesi europei. Dico solo che Harvard ha da sola il doppio abbondante del budget di tutto il sistema universitario italiano (e a Boston ci sono altre tre università importanti tra le quali Il MIT).
Il fatto che vi siano degli sprechi non dimostra che i soldi sono troppi ma solo che spesso sono gestiti male.
Se si introducesse un criterio di valutazione serio della produzione scientifica e della qualità dei laureati, sarebbe ovviamente meglio per tutti. Ma il criterio non è: se non produci con quello che hai adesso ti tolgo il poco che hai (criterio Gelmini). Dovrebbe essere: se con il poco che hai produci qualcosa che all'estero riconoscono, vuol dire che debbo darti di più. Se è vero- come è vero - che, per fare un esempio, l'Italia, con il budget ridicolo che ha, è al settimo posto al mondo nella ricerca medica, ci saranno tutti i baroni che vuoi ma qualcuno che merita c'è.
Marco Innamorati
Postato da: Marco Innamorati | 12.05.09 10:53
Il problema dell'università italiana è il reclutamento del personale che avviene non per concorso, come tutti dicono, ma quasi esclusivamente per coptazione. (come tutti sanno i concorsi sono pesantemente truccati, vedi inchieste de L'ESPESSO per esempio). I bravi laureati italiani, che esistono, semplicemente trovano i posti che potrebbero agevolmente vincere in un concorso regolare occupato dai soliti noti. Non occorre aumentare il numero dei posti, che andrebbero a familiari ed affini di qualche barone. Occorrerebbe negli statuti delle università inserire qualche norma come per esempio:
(1) Non è possibile diventare ricercatore o professore nell'università in cui ci si è laureati
(2) come sopra in caso di presenza nella stessa facoltà dii familiari o affini
(3) Indipendenza di ricerca e valutazione, vera, alla fine di 3 anni
Postato da: frederik | 11.05.09 12:17
nessun giornale riporta la notizia, da fonti svizzere risulta arrestata in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma con 8 KG di cocaina.
E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia.--
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html
La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media - stranamente - pare averla ripresa..."
Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO
Postato da: mariuccia | 11.05.09 01:14
PER MARCO INNOMORATI.
Non mi sono fatto condizionare da Berluscones attraverso la campagna Gelmini sull'universita' e scuola ma bisogna essere obbiettivi e su alcuni aspetti dell'universita' non hanno tutti i torti.
Vede non parlo per sentito dire o letto, io l'universita': ingegneria elettronica di 5 anni al politecnico di Milano, l'ho fatto, sono stato ricercatore subito dopo e di recente ci ho insegnato 3 anni.
Le cose che ho scritto le ho vissute sulla mia pelle. Devo farle un esempio sui fondi per la ricerca versati aiosa ? Un laureando a Bergamo in ingegneria meccanica fa una analisi di vibrazioni (tesi),
con 4 strumenti datati,il prof. ne fa un grande lavoro di ricerca e incassa (l'universita') per l'argomento 1.600.000 euro. Una stronzata di lavoro spacciato per non prusulta che una ditta normale avrebbe fatto per qualche centinaio di euro. Non mi dilungo sugli altri aspetti !!
Buon lavoro, io i ricercatori li stimo ma se avra' la possibilita' di diventare professore per lei molte cose cambieranno.......
Postato da: iezzi antonio | 08.05.09 09:37
Vorrei aggiungere qualche precisazione ad un post che ho inviato qualche giorno fa. Penso che per l’indipendenza della ricerca e quindi per la sua liberta’ (e di conseguenza anche per la sua valenza pubblica) sia importante svincolare l’Universita’ e gli Istituti di Ricerca dai metodi clientelari di attribuzione delle risorse. Nel perverso meccanismo dei favori incrociati questo sistema si traduce purtroppo anche in metodi clientelari di selezione delle persone che quelle ricerche svolgeranno, e che a loro volta dovranno dimostrare gratitudine se vorranno continuare ad averene l’opportunita’.
Credo che le Universita’ Italiane debbano imparare a essere “attraenti”, ad attrezzarsi per essere libere dai pesanti vincoli di questo modello di finanziamento pubblico. Debbano accettare di farsi concorrenza per convogliare a se studenti paganti e docenti in grado di “vincere” risorse pubbliche e private per svolgere le loro ricerche (modello di successo che peraltro esiste gia’ in Italia e SDA Bocconi ne e’ un esempio).
L’IDV dovrebbe farsi promotore di norme capaci di provocare questo cambiamento in Italia da subito.
La storia del finanziamento pubblico descritto come panacea per la conoscenza, poi, non mi convince. Si vuol per caso sostenere che se un Ente o una Fondazione privati dovessero bandire fondi tramite concorsi Europei, in cui le richieste di finanziamento fossero vagliate da esperti indipendenti in maniera anonima (il ricercatore che fa la domanda non sa da chi e’ valutato, mentre il valutatore non sa da chi proviene la domanda), i ricercatori non dovrebbero parteciparvi? Dovrebbero forse aspettare i fondi che gli Enti Pubblici preposti non possiedono o (peggio) fingono di non possedere per privilegiare i soliti noti?
La serieta’ della ricerca dovrebbe essere garantita dale qualita’ etico-professionali di chi la svolge e dalla sua indipendenza da chi la finanzia, non dalla provenienza dei soldi.
Questi passi, peraltro, sono gia’ stati descritti con professionalita’ e dovizia di particolari da Roberto Perotti ne L' università truccata, Einaudi, 2008 (ma per chi vuole approfondire ulteriormente puo’ guardare anche: Carlucci D. e Castaldo A., Un paese di baroni. Truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'università italiana, Chiarelettere, 2009; Gardini N., I baroni. Come e perchè sono fuggito dall'università italiana, Feltrinelli, 2009).
Sono un po’ piu’ di 4 pagine, ma rendono meglio l’idea.
Postato da: Leonardo Rinaldi | 07.05.09 23:12
Una cosa su cui dovrebbe battersi l'IDV è, a mio avviso, l'eliminazione dei fondi pubblici alle università private. Quei soldi dovrebbero essere poi reimpiegati nell'università pubblica. Stesso discorso per la sanità. Una scuola o un' azienda ospedaliera PRIVATA, in quanto tale, va considerata alla stregua di una qualsiasi altra impresa che deve quindi competere sul mercato con le proprie forze. L'attuale situazione è assolutamente inaccettabile.
Postato da: francesco | 07.05.09 18:51
ciao a tutti,
rispondo a chi, come Leonardo, dice che le università dovrebbero procacciarsi fondi per la ricerca dai privati.
Io penso che la conoscenza deve rimanere pubblica; è di tutti, come l'aria e l'acqua. Questo è il problema: chi finanzia la ricerca ha il diritto di usare le scoperte a proprio vantaggio.
Se la ricerca è finanziata dal pubblico, si può avere una pubblica discussione, e le scoperte saranno a beneficio di tutti, altrimenti no.
Il punto è questo: chi mette i soldi vorrà giustamente trarne guadagno.
il problema è descritto benissimo da Michael Crichton nell'introduzione (4 pagine) a Jurassic Park. Trama di fantasia, ma temi più che reali.
Quindi non aggiungo altro e lascio alla lettura di quelle pagine. (come di tutto ciò scritto da Crichton)
Postato da: Carlo Cazzaniga | 06.05.09 15:45
Io conosco marginalmente il settore della ricerca universitaria italiana ma penso che prima di preoccuparci della giusta collaborazione con le università straniere sarebbe opportuno riqualificare la ricerca universitaria italiana finanziando progetti finalizzati ad obiettivi di sviluppo imprenditoriale.
Postato da: Alvise | 06.05.09 13:16
Fulcro del futuro dell'uomo, Istituzione di un centro di ricerca Europeo, forti incentivi da tutti i paesi dell'unione. Lo sviluppo,l'economia e il benessere di tutti dipende dalla Ricerca. Nelle università riforme Comunitarie che regolarizzano la struttura in uno standard Europeo.
Postato da: Marco | 05.05.09 17:38
Sono un ricercatore universitario di ruolo iscritto all'IDV. Leggo questo punto del programma con grande piacere. Sembrava che l'Università non interessasse più a nessuno.
Noto dai commenti che mi hanno preceduto che anche i simpatizzanti dell'IDV sono vittime di una campagna di stampa denigratoria verso l'Università italiana che è stata ampiamente pompata dai Berluscones (se l'Università è una delle poche cose non in mano al cavaliere bisogna distruggerla, e c'è già un ricco programma di privatizzazioni pronto alla bisogna). Ragionate un attimo: perché ci sarebbe una fuga di "cervelli" se i nostri laureati non fossero di valore? La verità è che l'istruzione italiana ha formato studiosi di livello che poi non hanno trovato posto qui. Il motivo non sono soltanto le baronie, ma anche e soprattutto il fatto che all'Università italiana vengono dati pochissimi soldi e quindi intere generazioni rimangono fuori dalla possibilità di fare concorsi per entrare. Quanto ai fondi di ricerca, la situazione è veramente imbarazzante.
Su una cosa vorrei attirare ancora l'attenzione: tutti si scandalizzano per l'aumento dei corsi di laurea e per l'apertura di sedi distaccare in luoghi improbabili. Ma nessuno dice che (a) i corsi sono stati sdoppiati da quadriennali in lauree di base (triennali) e specialistiche (biennali) con conseguente automatico raddoppio del numero dei corsi di laurea (ma è un raddoppio tecnico, non aumenta il numero dei percorsi di studio); (b) per anni il ministero dell'Università ha incoraggiato l'apertura di sedi distaccate rendendole uno dei pochissimi modi per acquisire finanziamenti (salvo che oggi il ministero si sveglia dicendo che la politica finora seguita va abbandonata).
Ultimissima cosa: non è assolutamente vero che le Università straniere ci schifino. Già con i nostri pochi soldi siamo in grado di aprire collaborazioni significative. Dateci due lire in più e vedrete che faremo l'impossibile. Ve lo dice uno che, al livello più basso della gerarchia universitaria, non può essere certo definito un barone.
Marco Innamorati
Postato da: Marco Innamorati | 05.05.09 11:05
Sacrosanta la ricerca ma prefiggiamoci pure l' abbattimento del n° di facoltà inventatesi negli ultimi anni nei c.d. laureifici!!
Postato da: angelo umana | 05.05.09 09:39
università nazionali, ne esistono ancora? Il punto di non ritorno lo abbiamo già passato da tempo caro antonio, ed i rettori hanno pensato solo agli interessi dei professori.
Postato da: Rino | 04.05.09 23:47
Dott. Di Pietro, nel programma manca rendere l'europa più vicina ai cittadini e l'espulsione diretta dalla carica di chi si assenta in idv dal parlamento europeo.
perchè vede dott. di pietro lei, come noi , sicuramente intende la politica al servizio dei cittadini e non il contrario giusto ?
il tema comunuqe è oggetto di un fondo diretto e quindi di un programma direttamente gestito dalla commissione CE, per il 2007-2013 ed è oggetto della decisione del parlamento (solo che no trovo il numero ora) per incentivare forme di partecipazione e la cittadinanza europea.
E' sembrato nella precedente euro legislatura che ai parlamentari europei non importasse poi molto se i cittadini partecipino all'unione e quindi vadano a scoprire che primo essi non vanno neanche al parlamento europeo , secondo non sanno ne interessa quello che vanno a fare.
Comunque il tema della politica europea e i cittadini lo considero , diciamo così trasversale a tutti i suoi 12 punti e lo ritengo da lei considerato implicitamente va bene dott. di pietro?
Postato da: emiliano varanini | 04.05.09 23:24
Mi spiace per l’IDV, che seguo da vicino, ma questo punto del programma e', ahime', troppo generico e vago per essere discusso nel merito. Incapace, a mio avviso, di cogliere il cuore paradosso universitario italiano che risiede nei criteri clientelari di procacciamento e di spesa delle risorse e nei conseguenti meccanismi feudali di reclutamento del personale docente.
Se, su questi punti, il sistema italiano fosse in linea con le Universita’ di punta dello scenario europeo la collaborazione e l’integrazione transnazionale ne sarebbero l’automatica conseguenza. E’ su questo, quindi che suggerisco all’IDV di spingere.
Due, in particolare, sono gli aspetti sui quali vorrei attirare l’attenzione di coloro che su questi temi si faranno voce di noi cittadini italiani in Europa: liberta’ e responsabilita’.
Mi spiego. Le universita’ dovrebbero essere libere di procacciarsi le risorse facendo leva, sia sulla loro capacita’ attrattiva, che (limitatamente e con criteri ben definiti) su finanziamenti pubblici.
Le risorse del primo tipo dipenderebbero dall’accoglienza diretta (biblioteche , mense e residenze universitarie) dalle strutture (strutture e tecnologie), dalla qualita’ del personale docente (capace di veicolare studenti e fondi), dalle opportunita’ di futuro impiego al termine degli studi, ecc.
Quelle del secondo tipo potrebbero essere elargite dallo Stato in maniera decrescente in base ad una graduatoria costruita su meriti scentifici oggettivamente determinati e fondati su criteri internazionalmente riconosciuti.
Ad una simile liberta’ di acquisizione seguirebbe quella di investire quelle risorse in strutture, tecnologie e docenti per alimentare il ciclo virtuoso dell’attrattivita’ (di studenti sempre piu’ meritevoli e ambiziosi che contribuirebberro con rette sostanziose, di docenti capaci e promettenti che provvederebbero a diffondere il nome dell’Universita’ e ad attirare fondi di ricerca), di dirigenti in grado di guidarne la strategia complessiva, e di risorse).
Non piu’ circoscritta ai confini nazionali ma su un piano globale.
Va da se che l’attuale meccanismo del reclutamento del personale docente andrebbe sostituito con uno che permettesse alle Universita di contendersi i migliori cervelli attraverso strutture e risorse e nel quale chi decide e’ responsabile per le scelte fatte. (ecco la seconda faccia della medaglia).
Due semplici principi (liberta’ e responsabilita’) dei quali oggi piu’ che mai si sente un gran bisogno.
Postato da: Leonardo Rinaldi | 04.05.09 20:21
La cooperazione europea comporterebbe un maggior finanziamento con un minor spreco di risorse economiche ed intelletuali, per questo sono concorde
Postato da: Vincenzo NOCE | 04.05.09 14:13
Bella cosa, il fatto e' che con ogni probabilita' le universita' straniere
ci schifano !!!
Le nostre universita' sono centri di potere alle stregua di tutte le altre
istituzioni.
Le nostre universita' sono lottizzate dai partiti e in seconda battuta dai
baroni. Nelle nostre universita' passano solo raccomandati e raramente
persone capaci e meritevoli. Passano e non lo dico io (vedi giornale
repubblica) i figli dei figli dei figli (esperienza diretta). Le
universita' che si lamentano tanto dei fondi che non bastano sono uno
schifo di sperpero di denaro pubblico. Inventano progetti cazzuti
(esperienza diretta) per ottenere finanziamenti e per non parlare d'altro.
Parlo di come fanno formazione e di come elargiscono lauree a pieni voti
con lode (per i lecchini) mentre per quelli che non possono c'e' la laurea
e basta. (esperienze personali).
Una volta risolte tutte le storture del nostro sistema, non a caso le
universita' italiane sono considerate tra le peggiori al mondo, allora
possiamo integrarci con quelle europee tra le prime al mondo. Pero' vuoi
vedere che integrandole da subito qualche rettore potrebbe dire: mah !
Tutto sommato sti europei hanno le palle, si potrebbe anche in Italia fare
come a Oxford, bene diamoci allora una smossa, cominciamo col rimettere in
campo i valori veri dei ricercatori veri tanto per fare un esempio
(esperienza personale)
Un saluto"
Postato da: iezzi antonio | 04.05.09 11:55
Bella cosa, il fatto e' che con ogni probabilita' le universita' straniere ci schifano !!!
Le nostre universita' sono centri di potere alle stregua di tutte le altre istituzioni.
Le nostre universita' sono lottizzate dai partiti e in seconda battuta dai baroni. Nelle nostre universita' passano solo raccomandati e raramente persone capaci e meritevoli. Passano e non lo dico io (vedi giornale repubblica) i figli dei figli dei figli (esperienza diretta). Le universita' che si lamentano tanto dei fondi che non bastano sono uno schifo di sperpero di denaro pubblico. Inventano progetti cazzuti (esperienza diretta) per ottenere finanziamenti per non parlare d'altro. Parlo di come fanno formazione e di come elargiscono lauree a pieni voti con lode (per i lecchini) mentre per quelli che non possono c'e' la laurea e basta. (tutte esperienze personali).
Una volta risolte tutte le storture del nostro sistema, non a caso le universita' italiane sono considerate tra le peggiori al mondo, allora possiamo integrarci con quelle europee tra le prime al mondo. Pero' vuoi vedere che integrandole da subito qualche rettore potrebbe dire: mah ! Tutto sommato sti europei hanno le palle, si potrebbe anche in Italia fare come a Oxford, bene diamoci allora una smossa, cominciamo col rimettere in campo i valori veri dei ricercatori veri tanto per fare un esempio (esperienza personale)
Un saluto
Postato da: iezzi antonio | 04.05.09 11:50
Caro Alberto, scusa avevo letto male il tuo post.
Concordo, i ricercatori non devono avere buste paga da fame anzi, visto che il futuro, anche economico, dipende dal loro lavoro.
Postato da: Silvio Socolovsky | 04.05.09 09:55
Per quanto riguarda la salute vorrei che IDV si battesse per la libertà di cura, infatti in Italia ci sono tanti medici che vengono sospesi o addirittura radiati perchè escono dal branco e non fanno gli interessi delle multinazionali del farmaco.
Postato da: Rosalba P. | 03.05.09 23:42
SE TUTTI PAGASSIMO LE TASSE, CI POTREBBE ESSERE PIU' LAVORO E, QUINDI CI SAREBBERO MENO DISOCCUPATI ED UN MIGLIORE WELFARE,MA ANCHE LA DISPONIBILITA' DI FONDI PIU' CONSISTENTI PER SOSTENERE LE UNIVERSITA' PUBBLICHE E LA RICERCA E, QUINDI, ANCHE L'OCCUPAZIONE DI GIOVANI LAUREATI CHE, ALTRIMENTI COME SUCCEDE OGGI, SONO COSTRETTI AD EMIGRARE ALL'ESTERO DOVE TROVANO L'AMBIENTE E LE RISORSE ADATTE PER SVILUPPARE NUOVE CONOSCENZE ED OTTENERE IMPORTANTI RISULTATI,A VANTAGGIO SDEI PAESI CHE LI ACCOLGONO,
PERCIO' AL PROGRAMMA PER L'EUROPA, MANCA IL 13° PUNTO, IL PIU' IMPORTANTE1
13) TUTELA DEL CONTRIBUENTE: RIFORMA DEL SISTEMA FISCALE IN ITALIA PER ELIMINARE L'EVASIONE DELLE TASSE.
PAGARE TUTTI LE TASSE PER PAGARNE MENO E, COME STATUISCE LA COSTITUZIONE, CHI PIU' GUADAGNA PIU'
DEVE CONTRIBUIRE AL MANTENIMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI PAGANDO PIU' TASSE!
QUESTA E TANTE ALTRE PROPOSTE PER LA PROMOZIONE DELLA SOCIETA'NEL MIO "ALFABETO PER LA PROMOZIONE SOCIALE" PUBBLICATO SUL MIO BLOG www.nicolaconocchiella.spaces.live.com, nel mese di febbraio del 2008.
nicola conocchiella
Postato da: nicola conocchiella | 03.05.09 22:14
le università sono da riorganizzare!
certo a livello di collaborazioni ma non solo... soprattutto per quanto riguarda i fondi...
manca un grande disegno...
Postato da: luciano p. | 03.05.09 20:20
Silvio, forse non mi sono espresso al meglio: credo sia indegno che un lavoro così importante come quello del ricercatore abbia delle paghe da fame. La ricerca e l'istruzione rappresentano il futuro del Paese? Credo di sì. Allora perché non si pongono delle condizioni migliori per arginare la famosa fuga dei cervelli?
Postato da: Alberto M | 03.05.09 12:22
caro Alberto M, non ci mancano ricercatori in Italia, anzi, alcuni sono stati riconosciuti come i migliori ricercatori.... nei Paesi esteri dove lavoravano, come negli USA. dobbiamo rendere prioritario questo settore, e non secondario, come del resto tante altre cose del nostro Paese. Non solo più fondi, ma anche strutturarla come ha suggerito Mauro Mazzola, la cui proposta sottoscrivo e appoggio. Grazie
Postato da: Silvio Socolovsky | 03.05.09 10:41
Lavoro (da precario) nella ricerca da alcuni anni.
Alcuni punti che mi piacerebbe venissero presi in considerazione:
- introduzione della valutazione e della meritocrazia negli enti di ricerca. Troppa gente si nasconde in questi enti e porta a casa lo stipendio senza dare nessun contributo alla ricerca. Quindi commissioni di valutazione anche internazionali.
- svecchiamento del personale. Oggi l'età media dei ricercatori è spaventosamente alta. E' noto che il ricercatore da il meglio di se sotto i 40 anni. Inoltre, sono moltissimi i ricercatori che nonostante abbiano raggiunto la pensione rimangono negli enti e vogliono ancora comandare.
- naturalmente aumentare i fondi alla ricerca, se ancora vogliano essere un paese che fa innovazione.
- accentramento e ottimizzazione degli istituti. In italia ci sono tantissimi doppioni di istiuti che fanno le stesse ricerche.
Per ora è tutto. Forza IDV.
Postato da: Mauro Mazzola | 02.05.09 21:55
Per funzionare queste ricerche hanno bisogno di strutture e fondi, anche e soprattutto per i ricercatori!
Postato da: Alberto M | 02.05.09 15:25