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9 - Corpo di difesa europeo

Corpo dell’esercito europeo con l’obiettivo di ottimizzare le spese militari e di finanziamento delle missioni all’estero, finalizzata ad una linea omogenea di intervento e ad una reale presenza politica internazionale.

Commenti

Unico punto su cui sono titubante.
Preferirei un impegno politico CONTRO ogni tipo di guerra e violenza nel mondo. Perchè bisogna sempre tenere a mente che non c'è guerra al mondo giusta o da farsi.

Postato da: Milton Minervino | 06.06.09 11:53


Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.

...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.

Postato da: ragusini | 31.05.09 07:57


Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.

...Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.

Postato da: ragusini | 31.05.09 06:58


Ritengo la NATO uno degli organismi sovranazionali più affidabili, 100 a a 1 nei confronti dell'ONU, 1000 a 1 nei confronti del FMI; bisogna stare molto attenti a non giocarsi la NATO in favore di un Corpo di Difesa Europeo espressione armata di un'Europa delle banche e dei poteri forti, più simile ad un mercato delle vacche che ad una democrazia reale.

Per ciò che riguarda il procurement, bisogna stare attenti alla tutela del know how; non sarebbe piacevole ritrovarsi con pezzi di sistemi d'arma prodotti in subappalto in chi sa quale "grazioso" paese; fantasie? Speriamo, anche perchè, i cinesi ad esempio, a scopiazzare ci vanno proprio bene: avete presente il trainer L-15?

L'ideal di una Forza Aramta Europea ha sicuramente il suo fascino oltre che positive ricadute sull'industria delle difesa di cui qualcosa fortunatamente è stata salvata (sudo freddo se penso a Fincantieri); ma può essere molto, molto pericolosa.

Postato da: Emanuele Mazzaglia | 25.05.09 22:55


Lasciamo stare la Russia, a parte "il papi" e pochi altri nessuno la vuole in Europa, per un motivo semplicissimo: è troppo grossa e a troppo in termini di potere politico e risorse economiche dovrebbero rinunciare gli stati membri per far posto a Mosca.
E poi, dai, ce li vedete voi polacchi, estoni, lettoni e lituani accettare l'ingresso della Russia dopo tutto quello che hanno subito in 40 anni di comunismo?

Sul rapporto USA-UE: non è questione di contrapposizione; la scelta migliore è essere alleati (attraverso la NATO) con gli americani perchè spesso i nostri interessi coincidono. Il punto è evitare la sudditanza, il vassallaggio che inevitabilmente tanti piccoli alleati vanno a subire nei confronti dell'unico grande stato.

Un patchwork delle forze armate europee è improponibile. Uno degli obiettivi del corpo europeo di difesa (preferirei Forze Armate Europee come nome) è razionalizzare le spese. Perchè dobbiamo avere 25 stati maggiori separati, mezzi diversi, 25 piccole strutture gerarchiche per comandare e controllare 25 piccoli eserciti, ecc..
No, vanno unificati sia il procurement (attraverso l'istituzione di un Ministero europeo della Difesa, che avrebbe una forza contrattuale enorme con le industrie visti i numeri e i contratti in gioco) sia il comando e controllo delle forze, attraverso la creazione di uno Stato Maggiore Europeo.
Semmai, come in America, si può lasciare ai vari paesi il controllo della riserva, cioè della guardia nazionale, per compiti di difesa del territorio e protezione civile, lasciando Marina, Aeronautica e le forze più addestrate, equipaggiate, mobili e proiettabili dell'esercito sotto controllo europeo.

Ovviamente, non sono stupido, una soluzione di questo tipo presuppone anche l'esistenza di un Ministero degli Esteri europeo. Politica estera e militare non hanno senso di esistere se separate l'una dall'altra. La prima sarebbe velleitaria, la seconda sarebbe inutile come un martello senza la mano che lo impugna, resterebbe inutilizzato.

Postato da: Riccardo Camboni | 22.05.09 12:02


Bisogna frenare i facili entusiasmi, non ci vuole molto a trasformare l'Europa da colonia degli USA a colonia della Russia; più volte Berlusconi ha aspicato l'ingresso della Russia nella UE e mi pare che il livello di democrazia russo sia sotto gli occhi di tutti; a quanti rappresentanti nell'eroparlamento avrebbe diritto la Russia in tale eventualità? Quale sarebbe il suo peso? E' irrealistico pensare che un Esercito Europeo nel quale confluiscano nella loro totalità le Forze Armate dei Paesi UE, potrebbe essere seriamente condizionato da scelte russe nel caso in cui la UE accolga la Russia come membro? Quest'inverno è passato ma chi ci garantisce che la guerra del gas sia finita? Bisogna evitare che con la costruzione della UE non si trasformi nello scavo della fossa della democrazia in Europa.
Mi riguardo la lista dei candidati alle europee ed in troppi casi rido per non piangere...

Postato da: Emanuele Mazzaglia | 21.05.09 16:03


Sono d'accordo con quanto scritto da Jean Pierre ("Senza una politica autonoma di Difesa Europea, saremo sempre dipendenti dalla politica estera e dalle iniziative militari degli USA") il 3 maggio scorso. Il problema -a mio avviso- è politico-culturale. Il legame a filo doppio con la NATO e gli USA (che "sono" la NATO, inutile girarci intorno) va spezzato. Per farlo, però, occorre -oltre a un coraggioso abbandono di velleità nazionalistiche o peggio regionalistiche - lo sganciamento progressivo degli europei tutti da modelli culturali imposti attraverso i media. Siamo "colonizzati", non ce ne accorgiamo nemmeno più. Sui fatti della Storia, la maggior parte delle tv continentali dà letture "angloamericane", che i ragazzi assorbono spesso acriticamente. Ma la Storia va letta e compresa a 360 gradi, per non ripeterne le pagine più oscure. Invece, oggi, i nostri giovani crescono senza sapere cosa sia realmente l'Europa, da quali macerie è sorta, senza conoscere le idee di chi l'ha voluta (quanti sanno chi è stato Walter Rathenau? Lui, ben prima della II Guerra Mondiale, prima di Spinelli, di Adenauer, di R.Schuman, di De Gasperi, aveva intravisto la possibilità di un'Europa unita non solo dal punto di vista economico) e quindi non si interessano in modo serio al futuro del nostro continente. Un continente che, con una propria politica estera e un proprio contingente armato, attraverso il superamento culturale dei due steccati rappresentati dal nazionalismo e dalla sudditanza culturale verso i "valori" USA, potrebbe ergersi a protagonista per garantire al mondo l'esperienza che deriva da secoli di errori (guerre) e di speranze. Noi europei non possiamo, non dobbiamo imparare dagli americani. E' vero il contrario. E, anche in questa ottica, possiamo imporre una nuova lettura dell'articolo 51 della Carta Onu (legittima difesa), una lettura che non sia quella della guerra preventiva bushiana (e obamiana, non facciamoci illusioni...) e che eviti altri scempi del diritto internazionale come quelli perpetrati, col silenzio disperante dell'UE, negli ultimi anni. Smettano, gli europei, di sentirsi ed essere sudditi. Acquistino coscienza di essere parte di un continente che ha alle spalle millenni di storia e che può parlare, volendo, la stessa lingua di conoscenza e di pace.

Postato da: Paola Gottardi | 20.05.09 11:01


E' impressionante e istruttivo vedere come i fan di Berlusconi riescono a chiudere entrambi gli occhi davanti al cumulo di menzogne relative all'affaire Noemi Letizia. Non soltanto ha mentito riguardo all'estemporaneità della visita, ma ha mentito anche sulle origini della sua amicizia con il padre, Benedetto Letizia. Prima ha detto che lo conosceva perché in passato era stato l'autista di Craxi. Quando il figlio di quest'ultimo e altri notabili del partito socialista hanno negato che Craxi avesse un autista napoletano, Berlusconi ha dichiarato che doveva discutere con lui delle candidature per le prossime elezioni. Peccato però che Letizia non svolga alcun ruolo all'interno del PdL. Sul Corriere della Sera di ieri è intervenuto un oscuro ex assessore napoletano del Psi, tale Arcangelo Martino, per dire di aver presentato lui Letizia a Berlusconi, quando questo frequentava l'hotel Raphael dove soggiornava Craxi. Ma anche stavolta - leggo oggi su Repubblica - vari esponenti socialisti di allora hanno negato che Martino fosse un assiduo del Raphael. A questo punto basterebbe che Berlusconi rispondesse a una domanda -: chi è davvero questo Benedetto Letizia? Potrebbe anche darsi che non sia una faccenda così privata come asserisce. Magari potremmo scoprire che anche lui è un eroe, proprio come il famoso stalliere di Arcore.

Postato da: ragusini | 18.05.09 21:15


Allo stato attuale si può parlare solo di un "corpo di difesa europeo" inteso coem armata europea a cui ciascun Paese contribuisce con una certa quantità di uomini e mezzi, sicuramente non di un'armata europea in sostituzione delle forze armate di ciascuna nazione; l'Europa è terribilmente fragile e una guerra finanziaria (che è pur sempre un'azione di guerra condotta con strumenti non militari) a far perdere pezzi ad un'eventuale armata unica erupea; sapendoci fare si potrebbe pure scatenare una bella guerra fratricida per la delizia di altre potenze; forse è il caso di ricordare che c'è chi preme per far entrare la Russia nell'Unione Europea?

E' inutile parlare di esercito ed armi europee se poi la UE non riesce a far nulla per fermare il fenomeno dei clandestini; volendo un'azione di guerra tradizionale come uno sbarco anfibio, non necessiterebbe di LPD ed LST; basterebbero un pò di zatteroni. Ironia, certo, anche perchè chi inizia una guerra, in genere la inizia per vincerla e per vincere contro l'Europa, meglio usare fondi sovrani, paradisi fiscali, lobbisti & compagnia bella.

Postato da: Emanuele Mazzaglia | 17.05.09 00:05


Non conmmettiamo l'errore di immaginare il ruolo di un esercito europeo esaminando quadri strategici contemporanei.
Le operazioni militari descritte dal sig. Camboni
si rifanno a classici scenari di difesa in un panorama politico attuale e nessuno mette in dubbio la, purtroppo, utilità deterrente delle forze armate organizzate.
Io preferisco esaminare scenari futuribili che giorno per giorno si configurano reali.
E' da poco stata votata in Italia la legge 112 che nell'art. 23/bis consente la privatizzazione dell'acqua,
questo provvedimento cosa c'entra con i militari?
La privatizzazione graduale in tutto il mondo di tale risorsa (attenti RISORSA) potrebbe portare ad un controllo sempre più stringente delle masse?
Perche da noi l'acqua è triplicata di prezzo quando ceduta alle multinazionali?
Perchè non si fanno davvero piani macro e microeconomici per raccogliere e canalizzare al meglio l'acqua piovana?
Forse la stessa DEVE diventare una RISORSA di SCARSA QUANTITA'?
Cosa è successo dall'11 Settembre in poi?
Si è fatta davvero una caccia sfrenata ai capi del terrorismo o, come in una partita di risiko,
si è occupato un territorio che da solo detiene una grossa percentuale del petrolio mondiale?
Una macchina da guerra come gli USA può "ESPORTARE" la democrazia e nello stesso tempo può occupare strategicamente aree ricche di risorse in via di esaurimento globale.
Tendiamo ad un modello simile?
Anche noi diventeremo esportatori di democrazia?
La risorsa ACQUA se sempre più SCARSA e sempre più CARA servirà internamente per CONTROLLARE le masse come moneta di scambio?
Un esercito europeo risponderà alla politica, alle multinazionali od al popolo sovrano?
Sapete che la BANCA MONDIALE quando concede un prestito ad una nazione in cambio chiede lo sfruttamento di RISORSE?
Questi sono gli argomenti che onestamente mi interessano anche per il futuro dei miei figli.
La precisione di un determinato sistema d'arma ed il suo uso strategico mi lascia indifferente.
Il trattato di Lisbona tra tanti articoli splendidi nasconde piccole frecce velenose che, a mio parere, dovrebbero essere esaminate più attentamente.
E' un po' come l'attuale governo italiano che in una legge qualsiasi "infila" la classica norma "salvamanager" a danno della collettività.
Voterò IDV con convinzione ma, mi auguro, che la stessa attenzione che dimostra per l'italia e le sue leggi vergogna venga posposta in europa.

Postato da: Giuseppe Leone | 11.05.09 13:37



nessun giornale riporta la notizia, da fonti svizzere risulta arrestata in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma con 8 KG di cocaina.
E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia.--
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html

La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media - stranamente - pare averla ripresa..."
Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO

Postato da: in galera | 11.05.09 01:17



nessun giornale riporta la notizia, da fonti svizzere risulta arrestata in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma con 8 KG di cocaina.
E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia.--
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html

La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media - stranamente - pare averla ripresa..."
Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO

Postato da: in galera | 11.05.09 01:16


riprendendo il post di giovanni leone che ci dice qualcosa sul trattato di lisbona: "Il trattato di Lisbona,tra l'altro,votato all'unanimità tra camera e senato, spaventa."... vorrei capire qual'è la posizione dell'IDV su questo tema ( ho visto un video dove un tizio del pubblico chiedeva a De Magistris se sapeva qualcosa del trattato di lisbona e lui è quasi caduto dalle nuvole...).
io voterò per l'IDV ma mi chiedo a che servirà se il potere vero è sempre nelle mani dei soliti pochi
invito tutti a guardare questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=8E2fjWf_ifU

spero che l'IDV prenda una posizione su questo tema e dia al popolo italiano la possibilità di scegliere se aderire o no al trattato di lisbona (magari con un referendum)
grazie

Postato da: donato m. | 09.05.09 22:06


Sono assolutamente daccordo con i commenti espressi da altri prima di me che illustrano meglio di quanto avrei saputo fare io l'importanza strategica per una nazione (in questo caso Entità sovranazionale) di un esercito. Il mio commento riguarda la compatibilità di questo punto con la candidatura, ad esempio, dell'architetto Giorgio Schultze, promotore di un ideale più vicino alla soppressione dei fondi militari che alla loro ottimizzazione (da quanto ho capito io....qualora mi sia sbagliato meglio così).

Il mio voto andrà quasi sicuramente all'IDV ma non sarebbe male una sfera di valori di riferimento che vada un po' più lontano del valore della legalità e dell'onestà...guardando a un lontano (spero non troppo) futuro, mi è ancora difficile capire cosa farebbe un'Italia guidata dall'IDV

Postato da: Umberto Morgagni | 09.05.09 01:43


Mi scuso per il doppio post ma volevo sottolineare anche come il nono punto del suo programma corrisponda esattamente a quanto ho scritto.

Con un esempio facile facile si può spiegare cosa significhi ottimizzare le spese militari. L'Italia e la Francia (e, relativamente al solo sistema, anche UK) hanno sviluppato insieme una nuova classe di cacciatorpedinieri antiaerei, ottenendo navi all'avanguardia (il sistema europeo è addirittura migliore della controparte americana, il famoso AEGIS). Questo vuol dire ottimizzare: al posto di mille miniprogrammi nazionali grandi programmi europei comuni.

Una reale presenza nella politica internazionale, sono sempre parole del suo programma, altro non vuol dire che uno strumento proiettabile e in grado di influire nelle principali aree di crisi nel mondo. Fuor da ogni utopia, le forze militari sono uno strumento fondamentale se si vuole fare politica estera. Questa, Signori, non è una opinione; è un fatto che vi piaccia o no.

Quanto ai fanatici dell'art 11, invito a leggerlo nella sua completezza. Sono vietate le guerre di conquista stile abissinia, non gli interventi internazionali che, pur limitando la sovranità di un altro paese, mirano ad obiettivi di giustizia. E, solo per fare un ultimo esempio, non mi pare che lo sport principale dei talebani (il taglio della mano all'intervallo delle partite di pallone) fosse un chiaro esempio di giustizia e libertà
De iure i nostri padri costituenti hanno solamente voluto fare una dichiarazione di principio, senza voler in alcun modo limitare l'autonomia della nostra politica estera

Cordiali saluti

Postato da: Riccardo Camboni | 08.05.09 21:29


Sono completamente d'accordo con questo punto che considero, seppur difficilmente raggiungibile dal Parlamento Europeo, il più qualificante di tutto il suo programma.

Non è questione ne di pacifismo (lasciamolo ai comunisti insieme alle loro utopie) ne di risparmiare qualche soldo.

Qui si tratta di un discorso di ampissima portata strategica, qual'è e quale deve essere il futuro che noi vogliamo e immaginiamo per l'Unione Europea: semplice club finanziario, sorta di Svizzera ingrandita chiusa e isolazionista rispetto a quello che succede nel mondo o vera entità politica, un global player capace di agire nello scacchiere mondiale e influenzare le scelte degli altri paesi?

Il modello a cui guardare, a cui riferirsi nell'immaginare l'UE di domani sono gli Stati Uniti d'America; non quelli di Bush ovviamente, ma quelli di Obama. USA in cui lo strumento militare ha sempre giocato un ruolo di primo piano nel difendere gli interessi strategici del paese, insieme alla loro economia e alla diplomazia. Questa (economia, diplomazia ovvero forza politica ed esercito ovvero forza militare) è la triade a disposizione di ogni paese, i tre strumenti fondamentali per poter identificare uno stato unitario.

Sia ben chiaro un concetto: uno strumento altamente proiettabile ed evoluto non vuol dire buttare bombe a casaccio.
Piccolo esempio: pensate a questa situazione. C'è una grossa crisi internazionale in atto e il paese X, per risolverla, manda una portaerei a 50km dalla capitale di uno dei due paesi coinvolti e mette a terra un migliaio di uomini usando elicotteri, navi da sbarco e carri armati anfibi. L'ennesima operazione guerrafondaia di Bush? No, un'operazione in cui non si è sparato un colpo o quasi, compiuta dall'Italia nel 2006 (la più grande e complessa operazione anfibia mai intrapresa dalla nostra Marina) che ha permesso all'Italia di fermare la guerra tra israeliani e libanesi.

Riflettete gente, so che qua molti sono antimilitaristi e pacifisti ma senza questi strumenti (portaerei, elicotteri ecc.. non parlo di mezzi difensivi, parlo di mezzi per la proiezione di forza) ma senza la garanzia delle armi italiane Israele non avrebbe mai rimosso il blocco navale; ci avrebbe rimesso il nostro paese (in termini di mancato prestigio e di interessi economici, visto l'interscambio commerciale tra Roma e Beirut) e ci avrebbero rimesso i libanesi visto che i bombardamenti e il blocco navale israeliano stavano mettendo in ginocchio l'economia del paese.

Saluti

Postato da: Riccardo Camboni | 08.05.09 21:13


Commentare il progetto di difesa Europeo senza altre informazioni riguardo la strutturazione dello stesso e le gerarchie di comando è cosa ardua.
Il trattato di Lisbona,tra l'altro,votato all'unanimità tra camera e senato, spaventa.
La possibilità di cagionare la morte legalmente
in caso di insurrezioni popolari non è assolutamente tranquillizzante.
Perchè i popoli dovrebbero insorgere?
Per una follia generalizzata?
Il popolo se arriva a tali determinazioni lo fa in quanto evidentemente esasperato da politiche contro la libertà personale o quant'altro capace di renderlo disperato.
Il trattato di Lisbona non prevede nemmeno un esercito di natura difensiva ma, lo utilizzerebbe anche preventivamente (vedi la folle guerra di Bush in Iraq).
Non dimentichiamo tra l'altro che ci avviamo sempre di più ad una politica serva del potere economico.
Ciò va combattuto, cercando di riprendere le giuste distanze dai gruppi economici di potere.
Quindi, se la politica è sempre più contaminata dai grandi padroni del vapore, essa agirà anche militarmente per gli interessi dei banchieri e delle grandi multinazionali e,
a maggior ragione, un esercito comune dal comando unificato, sarà più facile da gestire in questo sistema.
Eserciti nazionali, separati a livello di comando, accomunati da regole comuni, avrebbero la possibilità di un controllo "reciproco" auspicabile nel rispetto della pace e delle soluzioni "dialogate".

Postato da: Giuseppe Leone | 08.05.09 15:35


siccome l'esercito/gli eserciti, c'è/ci sono, ne concludiamo che ci DEVONO essere, (?). Personalmente non ne sono convinto. Non mi convince l'esercito di 'pace'. Per me l'esercito, la "forza armata" è sempre di natura offensiva. Quando cominceremo a compiere una vera "rivoluzione" di pensiero, e cioè cominciare a pensare di abolire gli eserciti e le "forze" varie, sarà sempre troppo tardi. Utopia? chissà. Ingenuità? chissà. Pensate alle IMMENSE risorse che si libererebbero. Dice:..produce ricadute...
pensate a quelle risorse impiegate nella ricerca medico-scientifica; nel soccorso a chi letteralmente muore di fame ... Altro che ricadute
sarebbe tutto un rialzarsi. L'unico vero problema è che tutto questo a certi signori della terra semplicemente NON CONVIENE!! è tutto e solo qui. ciao a tutti.ANTONIO.C.

Postato da: antonio colasuonno | 08.05.09 13:27


Gentile C. Cazzaniga, a prescindere dal Suo secondo punto, mi spiace ma il
modo di ragionare dovrebbe essere differente, ovvero,mi spieghi lei perchè
cambiare il sistema attuale incentrato sugli eserciti nazionali?

Non devo essere io a spiegare la necessità di un esercito Nazionale.
Necessità che mi pare comunque ovvia, non potendo dare ancora per scontata
una politica di sicurezza Europea univoca e comune.

Inoltre, io tentavo di sottolineare l'incosistenza di questo punto, di mio
particolare interesse. Due righe di testo per parlare dell'implementazione
di un sistema di sicurezza regionale, di tipo assolutamente nuovo nel
panorama internazionale, mi sembra riduttivo.

Diciamo troppo riduttivo anche nell'ottica programmatica di un programma
politico.

Per la Sua prima domanda, le ricordo che l'espressione della potenza
militare di uno stato è una delle principali componenti della sua politica
estera.
Inoltre l'esercito non è solo uno strumento di guerra. Esercito è
ricerca, ricadute sul bilancio statale, sull'economia del paese e sulla
tecnologia.

Tutto questo per ribadire che mi sembra un punto importante, ma troppo
lungimirante, vago e malposto.

Inoltre mi dia del Lei, senza offesa, glielo assicuro, ma non La conosco.

Spero di essere stato più comprensibile.

E vorrei capire con chi sto parlando per capire che registro e precisione
nei termini utilizzare.
In caso voglia approfondire il discorso, la mia mail è pubblica.


Francesco F.

Frattaz@hotmail.it

Postato da: Francesco F | 07.05.09 16:50


anche qui, come la mettiamo con il voto dei Liberali europei favorevole alla risoluzione sul potenziamento del ruolo della NATO nelle politiche di sicurezza dell'Unione Europea?

Postato da: maryanna rossi | 07.05.09 15:36


Vorrei chiedere a Francesco F,
1. perche´ non si puo´ rinunciare agli eserciti nazionali?
Hai paura che ci invada l´Austria-Ungheria?
2. ma come scrivi?

Postato da: Carlo Cazzaniga | 07.05.09 13:03


Sono d'accordo.

Postato da: Gianni Rubbo | 05.05.09 23:11


Anzi per raccordarmi al mio intervento precedente, se qualche testa pensante IDV fosse remotamente interessata alle opinioni di un laureando in Scienze Internazionali, riguardo ad argomenti relativi a questo punto del programma, il mio indirizzo Email è :

Frattaz@hotmail.it

Postato da: Francesco F | 05.05.09 22:26


Assolutamente un Idea da discutere, molto.

Innanzitutto nei problemi di coesistenza con gli eserciti nazionali, assolutamente indispensabili e a cui NON si può rinunciare.

Secondariamente analizzando le diverse culture strategiche, militari e di guerra dei paesi partecipanti.

Inoltre occorre analizzare la coerenza dei vertici militari e di quelli politici europei, il rapporto con la società europea.

Il problema dell'articolazione interforze internazionale non è assolutamente scontanto.

Mi sembra un punto leggermente troppo lungimirante per essere descritto in due misere righe.

A mio parere, la mia visione realista delle relazioni internazionali asseconda questo mio sentire, la proiezione della forza militare è sempre statocentrica e fondamentale per la stabilità.

Non dimentichiamo che neanche in sede ONU si è riusciti a mettere insieme un contingente internazionale come dalla stessa carta istitutiva delle NU.

Frattaz@hotmail.it

Postato da: Francesco F | 05.05.09 21:22


Corpo di difesa europeo? Reale presenza politica internazionale? Come con le armi?
Il resto del programma è ok ma questo punto, espresso così non mi sento affatto di condividerlo.
E' troppo fumoso perchè non dice nulla a proposito della cosiddetta guerra preventiva, delle armi nucleari e non parla neanche delle Nazioni Unite.

Postato da: Daniele Battisti | 05.05.09 18:30


sono contrario alla formazione di un esercito europeo

Postato da: emiliano varanini | 05.05.09 16:47


sono contrario alla formazione di un esrcito europeo

Postato da: emiliano varanini | 05.05.09 16:46


L'Esercito Europeo Sarebbe un'ottima idea se formato da professionisti che parlino correntemente l'inglese, ma la dislocazione, che è essenziale, dovrebbe essere distribuita in tutti i Paesi, non si puo' lasciare un paese senza difesa, è impensabile. Sarebbe piu' logico lasciare la difesa cosi' com'è, ma riducendo gli organici ottimizzandoli. La Difesa italiana, presenta un'anomalia tutta sua, con l'abolizione della leva e la rovinosa modifica della legge 212 che regolava l'avanzamento della carriera dei Sottufficiali delle FF.AA. separando le carriere in militari di truppa. sergenti e marescialli, a creato una piramide rovesciata formata da pochissimi militari di truppa, pochi sergenti ed un esubero di 20.000 marescialli professionisti, dove li mettiamo? Non solo: continua la politica di far fuori dagli organici i sottufficiali per aumentare gli organici di colonnelli e tenenti colonnelli (che allo stato costano almeno il doppio). Come nelle ferrovie viene eliminata la manovalanza per far posto ai dirigenti figli di papa' che costano allo stato almeno il quadruplo. Dove andremo a finire? abbiamo un esercito che costa parecchio, forse in linea con i costi Europei, ma quanti sono i generali e quanti i soldati e quanto ci costano singolarmente?

Dino TARQUINI

Postato da: Dino TARQUINI | 05.05.09 11:35


Dott. Di Pietro, nel programma manca rendere l'europa più vicina ai cittadini e l'espulsione diretta dalla carica di chi si assenta in idv dal parlamento europeo.
perchè vede dott. di pietro lei, come noi , sicuramente intende la politica al servizio dei cittadini e non il contrario giusto ?
il tema comunuqe è oggetto di un fondo diretto e quindi di un programma direttamente gestito dalla commissione CE, per il 2007-2013 ed è oggetto della decisione del parlamento (solo che no trovo il numero ora) per incentivare forme di partecipazione e la cittadinanza europea.
E' sembrato nella precedente euro legislatura che ai parlamentari europei non importasse poi molto se i cittadini partecipino all'unione e quindi vadano a scoprire che primo essi non vanno neanche al parlamento europeo , secondo non sanno ne interessa quello che vanno a fare.
Comunque il tema della politica europea e i cittadini lo considero , diciamo così trasversale a tutti i suoi 12 punti e lo ritengo da lei considerato implicitamente va bene dott. di pietro?

Postato da: emiliano varanini | 04.05.09 23:25


La cosa migliore che possa fare l'europa e' rendersi un paese neutrale con un esercito semmai di difesa: vedi svizzera.
Il resto e' meglio lasciarlo fare ad altri: ONU.

Postato da: iezzi antonio | 04.05.09 16:32


La cooperazione consente di poter effettuare con costi minori e miglior coordinamento la difesa dell'europa.

Postato da: Vincenzo NOCE | 04.05.09 14:15


Penso sia un progetto fondamentale al quale lavorare con il massimo impegno. In primis per ridimensionare le spese militari dei singoli paesi aderenti e inoltre per fare un ulteriore passo verso un Europa realmente unita e forte. In questo modo sarà possibile contribuire in modo determinante alla politica internazionale, e, riequilibrando in parte l' egemonia statunitense, l 'Europa potrà finalmente trovarsi in condizione di operare per la pace.

Postato da: filippo perlo | 04.05.09 11:36


Un "corpo di difesa" dovrebbe disporre delle armi più avanzate... per difendere il territorio sia da aggressioni umane sia da catastrofi naturali!...
Se questi scopi sono giusti... non si può certo abbandonare la ricerca nucleare!... al momento... infatti... per dissuadere invasioni di eserciti stranieri o per neutralizzare asteroidi in rotta di collisione nessun'arma è più potente di un missile a testata atomica! .-(

Postato da: Chip En Sai | 04.05.09 09:56


Da notizie via Web, pare che la BASE NATO di Sigonella sia in via di trasformazione per impieghi in Medio Oriente ed Europa Orientale, con massiccio impiego di risorse economiche ed umane.
Senza una politica autonoma di Difesa Europea, saremo sempre dipendenti dalla politica estera e dalle iniziative militari degli USA, con poca o nessuna facoltà di interloquire.

Postato da: Jean Pierre | 03.05.09 20:06


credo anche io che oggi giorno non abbia senso che ogni Stato debba provvedere alla propria difesa singolarmente e che ci sarebbe bisogno di un corpo di difesa europeo... ma una cosa è il corpo di difesa ed un'altra sono i militari all'estero (c'è già l'ONU per questo e fa già abbastanza danni!)... su questo penso che l'Italia dovrebbe avere la possibilità di decidere in proprio, e prendersi le responsabilità delle proprie scelte

@ carlo manzo: l'articolo 11 è un po' più lungo di quello che ti ricordi...

Postato da: luciano p. | 03.05.09 19:31


Personalmente sarei favorevole ad una diminuzione drastica a livello europeo dei fondi per le forze armate, per un'Europa della PACE (come DEVE essere) e non per un'Europa interventista sul modello "Bush". Mai più una sciagura come la guerra (e non "missione di pace" come la chiamano) all'Iraq.

Postato da: Danilo C | 03.05.09 13:49


Da tenere presente che il Trattato di Lisbona non è conforme con alcuni articoli della nostra Costituzione,tra cui l'Art.11 che l'Italia ripudia la guerra,mentre il trattato la giustifica la guerra per prevenzione.

Postato da: carlo manzo | 02.05.09 15:01

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