13 Aprile 2009
ROMA (ITALPRESS) - "Al di la' delle generalizzazioni, resta un dato di fatto, che la politica non abbia aiutato nel contrastare la penetrazione territoriale nel centro nord e' cosa fuori di dubbio.
Questo lo vado dicendo da quando sono magistrato. Non solo adesso.
E' un errore gravissimo ritenere la criminalita' organizzata un problema meridionale. E' un problema nazionale e internazionale. E la classe politica del nord non ha aiutato a combatterla". Lo ha detto l'ex pm Luigi De Magistris, candidato alle Europee per l'IdV, nel corso di una intervista a Klauscondicio programma condotto su you tube da Klaus Davi.
"La criminalita' organizzata - ha aggiunto - non ha un colore politico, non ha un referente unico. Interloquisce con chiunque possa fare affari di qualsiasi partito sia. Ci sono realta' fragili, piu' consone alla penetrazione e realta' meno vulnerabili.
Non c'e' dubbio che la Lega debbia cambiare atteggiamento vista l'alta penetrazione al nord della mafia: da una parte c'e' una predica giusta, che io ho condiviso in questi anni, sul tema dei finanziamenti pubblici e della legalita'. Poi pero' vedo dalle norme che i leghisti approvano e constato i comportamenti nelle amministrazioni dove governano, e dico che talvolta razzolano in modo diverso rispetto alla predica fatta ...".
"Questo - ha detto De Magistris - e' anche un problema di chi deve votare la Lega, perche' una contraddizione di comportamenti assolutamente c'e'.
Per evitare generalizzazioni direi che sulla penetrazione della mafia al nord c'e' una responsabilita' complessiva della classe dirigente e della politica perche' in questo paese non si sono fatte da un lato leggi che contrastino la criminalita' organizzata e dall'altro, e in questo la Lega ha contribuito attivamente, sono stati fatti provvedimenti amministrativi che hanno addirittura ostacolato l'attivita' investigativa".
"Non c'e' dubbio - ha concluso l'ex pm - che se parliamo di una penetrazione cosi' evidente la politica e l'economia nel nord non sono state in grado, anche qui senza fare generalizzazione, di porre un argine alle infiltrazioni della criminalita' organizzata. La mia esperienza mi insegna che la gestione illegale del denaro pubblico il rapporto spesa pubblica e criminalita' organizzata non e' un problema solo siciliano e calabrese, ma anche valdostano e piemontese".