25 Settembre 2009
Dopo le parole pronunciate dal presidente del Consiglio verso le Procure di Caltanissetta, Palermo, Firenze e Milano e dopo l’assenza di una risposta governativa sul caso del comune di Fondi, essere domani in piazza è un atto di resistenza civile e democratica. Si devono difendere i magistrati che stanno indagando sulle stragi degli anni ’90 e sul rapporto fra mafia e politica, oltre che richiedere il rispetto della legalità in ogni luogo. La manifestazione di domani sarà nel ricordo di Borsellino e di quanti hanno lottato per un Paese libero dal ‘puzzo del compromesso morale’: lo stesso che li portò alla solitudine istituzionale, esponendoli infine alla violenza omicida della mafia. Uccisi dunque due volte. Dobbiamo oggi lottare contro chi vorrebbe ucciderli ancora. Per farlo, c’è un solo modo: respingere il tentativo in atto di coibentare la verità su gli anni ‘90.
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