30 Settembre 2009
La clamorosa bocciatura, da parte dei vertici del Pdl romano, del coordinamento calabrese definito dall'aspirante governatore Scopelliti toglie definitivamente il finto velo di compattezza dietro il quale in quel partito si nascondono personalismi, striscianti guerre intestine e conflitti tra interessi ben lontani da quelli della generalita' dei calabresi. Commentare le lacerazioni all'interno del Pdl, cosi' come l'autentica guerra che si sta consumando tra i comitati d'affari del Partito democratico non e' un modo poco garbato di interessarsi di cio' che avviene in casa d'altri, se poi chi non riesce a definire un piccolo organismo di partito senza rendersi responsabile di gravi e palesi violazioni statutarie aspira poi a gestire una realta' complessa come la Regione, che invece necessita di una svolta nel segno della legalita' e della trasparenza. Non e' un caso che il primo nome ad essere 'sacrificato' da Scopelliti e' stato quello di Angela Napoli, donna di indubbia onesta' e riconosciuta capacita' politica, che ha sempre lavorato nell'esclusivo interesse dei calabresi, e che evidentemente e' ritenuta troppo libera da condizionamenti di apparato o forse troppo estranea al coacervo di interessi che alberga in quella parte del centrodestra calabrese che attende famelico dietro l'immagine piacente di Scopelliti per avventarsi nuovamente sulle risorse pubbliche come gia' avvenuto ai tempi del mai rimpianto governo Chiaravalloti. Per questo ribadiamo il nostro appello ai calabresi onesti, al di la' degli steccati ideologici e delle appartenenze di partito affinche' sostengano la corsa di Pippo Callipo verso la presidenza della Regione: un'occasione unica per riscattare la regione da decenni di feudalesimo che hanno portato solo sottosviluppo, clientelismo e una pessima gestione della cosa pubblica, come dimostrano i tanti scandali nei settori della sanita' e della tutela ambientale.
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