9 Ottobre 2009

SCUDO FISCALE, CONTRASTA CON NORME UE SU RICICLAGGIO E TERRORISMO

Lo scudo fiscale, contenuto nella legge n. 141, sarebbe in contrasto con la normativa europea riguardante la lotta al riciclaggio e al terrorismo perché stabilisce che “il rimpatrio o la regolamentazione si perfezionano con il pagamento dell’imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente” e perché inoltre “non comporta l’obbligo di segnalazione relativamente ai rimpatri” da parte dei mediatori finanziari di queste operazioni. Lo sostiene, chiedendone conto in una interrogazione scritta presentata alla Commissione europea, Luigi de Magistris, europarlamentare dell’IdV. Si legge infatti nel documento che lo scudo fiscale appare “in manifesto contrasto con quanto affermato nel Regolamento CE n. 1781/2006 del 15 novembre 2006 che prevede l'obbligatorietà di comunicazione da parte del prestatore di servizi di pagamento (banca) dell'ordinante, in caso di trasferimento di fondi come previsto nella Direttiva 2005/60 del 26 ottobre 2005, per quanto riguarda le disposizioni relative alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”.

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