6 Ottobre 2009
Prendo atto dell'assenza della Regione Calabria, ieri, all'udienza preliminare del procedimento nato dall'indagine Why not. La notizia, per la verita', non mi coglie esattamente di sorpresa, ma certamente non mi pare un segnale positivo e rassicurante in una vicenda che tanto ha segnato il volto e l'animo di una cittadinanza e di una terra maltrattate e depredate. Nessuna sorpresa, ripeto, dal momento che proprio il presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, e' tra gli imputati, come lo e' il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti. E' fin troppo evidente, dunque, l'enorme conflitto di interessi venutosi a creare, che non lascia margini esattamente ampi di manovra all'Ente, chiamato a reclamare giustizia contro chi, attualmente, lo dirige, o lo faceva fino a ieri. A chi si chiede comunque come sia possibile uscire da una tale empasse, ricordo che l'ordinamento prevede appositi strumenti per affidare a chi possa avere l'animo piu' sereno e libero da 'debiti di fedelta' o di appartenenza' la scelta del come ed in che misura difendere gli interessi di tutti quei calabresi onesti e di un intero territorio che la Regione ha il dovere di rappresentare
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