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      <title>Italia dei Valori</title>
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         <title>Lodo Alfano: aborto giuridico e politico</title>
         <description><![CDATA[Riporto il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori al Senato sul <strong>lodo Alfano</strong>.<br>
<strong>Felice Belisario</strong>: Signor Presidente, signor Ministro della giustizia, colleghe e colleghi, dopo lo spiegamento di forze messo in atto dalla maggioranza per giustificare, legittimare e addirittura esaltare lo scudo giudiziario reso al Presidente del Consiglio, provo un certo imbarazzo nel prendere la parola, perché il provvedimento che è stato inventato, ma forse è meglio dire copiato, dal precedente lodo Schifani, blindato e difeso secondo un copione imparato ormai a memoria, è talmente insopportabile politicamente e brutto giuridicamente da ingenerare vergogna e preoccupazione. Si tratta di una norma confezionata a dovere per rendere sempre più profondo il solco tra il Paese reale e il Palazzo.
Io non so se nelle vostre coscienze, colleghi di maggioranza, vi sia stato lo spazio per un approfondimento sereno ed obiettivo, se davvero siete tutti convinti che il cosiddetto salva-Berlusconi sia una norma che fa onore al nostro ordinamento giuridico. Infatti, al di là delle dichiarazioni di stile, un principio simile, quello di salvaguardia del Presidente del Consiglio, è ignoto alle democrazie occidentali e, anche per quanto riguarda il Presidente della Repubblica, lo ritroviamo scarsamente applicato nella Costituzione greca, in quella portoghese e in quella francese. Per la Gran Bretagna e per la Spagna si tratta di immunità assoluta perché si parla di sovrani. In Germania, invece, il Cancelliere e i Ministri sono considerati titolari di una funzione pubblica e ad essi si applica la disciplina generale dei funzionari del pubblico impiego.
L'Italia dei Valori ha denunciato ovunque questa bruttura che voi, colleghi di maggioranza, vi accingete ad approvare e per questo tutti noi, perché lo abbiamo detto anche nelle piazze, siamo stati additati come espressione dell'antipolitica e come forze giustizialiste, anche questa mattina qualcuno lo ha detto. Ma a chi è ipocritamente bugiardo intendo restituire l'espressione "giustizialista" che non mi offende ma non mi appartiene e non appartiene neppure al mio partito <font color="red"><font color="red"><em>(Applausi dal Gruppo IdV)</em></font></font>, a meno che a dire la verità, opporsi strenuamente alle leggi vergogna, chiedere di governare con trasparenza e sempre nel rispetto della legalità sia oggi sinonimo di giustizialismo. Inoltre, a coloro che sono pieni di orticaria perché l'Italia dei Valori è presente sullo scenario politico italiano, difendendo quei principi elementari di libertà ed uguaglianza voluti dai nostri costituenti e che migliaia di nostri eroi hanno difeso con la vita, diciamo di non farsi affliggere dalla disperazione ma di curarsi con pillole di democrazia, di rispetto di tutti gli organi costituzionali a cominciare dal Parlamento e soprattutto di eliminare il macroscopico conflitto d'interessi, vera metastasi di un Paese occidentale che non risolve i problemi della gente, ma solo quelli del Capo, padrone, Presidente. <font color="red"><em>(Applausi dal Gruppo IdV)</em></font>.
Signor Presidente del Senato, onorevoli colleghi, l'Italia dei Valori ha dato prova in questi mesi di sapersi confrontare in queste Aule sui contenuti dei provvedimenti, coerente con i suoi princìpi e con il suo programma. E come emerso nel dibattito anche di questo provvedimento, abbiamo avuto la perseveranza e la determinazione di voler lavorare insieme ai colleghi del Partito democratico, mantenendo un rapporto leale e con la volontà - spero comune - di costruire una credibile alternativa di Governo con il coinvolgimento delle energie vive della società italiana.
Pur nelle reciproche differenze e con quelle criticità che sono emerse ad inizio legislatura, è questo il dato politico che emerge nel dibattito e che fa dispiacere a qualcuno e che anche l'informazione non ha sufficientemente e proficuamente sottolineato.
Ma veniamo a noi, signor Presidente del Consiglio, che dopo le belle e finte parole pronunciate al suo insediamento si è abilmente nascosto, forse arrossendo un pochino per la norma che lei non ha voluto, che hanno scritto i suoi parlamentari legali e che il ministro Alfano ha solo avuto l'onere di marchiare con il proprio nome.
Signor Presidente del Consiglio, o - se preferisce - signor numero 1816 della Loggia P2... <font color="red"><em>( Applausi dai banchi dell'opposizione. Vivaci commenti dei banchi da maggioranza)</em></font>.<br>
<strong>Presidente:</strong> Colleghi, per cortesia, lasciamo completare l'intervento del senatore Belisario.<br>
<strong>Felice Belisario</strong>: Riporto solo dati che ormai sono alla storia e agli atti parlamentari.
...o - se preferisce - signor numero... <font color="red"><em>(Commenti del senatore Asciutti)</em></font> ...signor numero 1816 della Loggia P2, il disegno del suo ispiratore si sta compiendo: impunità a vita, magistratura insultata e chiamata dai suoi mentori con il gentile appellativo di fogna; l'informazione a suo completo servizio e presto con il bavaglio; l'immunità alle porte per la classe parlamentare; intercettazioni legali da eliminare, mandando in galera chi le ordina e chi le fa conoscere alla pubblica opinione, anche quando fanno emergere il marcio che esiste nella nostra società. Altro che chiacchiere!
Questi sono oscurantismo e nebbia che cercano di avvolgere per far deviare le nostre coscienze. Questa norma è un errore. Continueremo a sottolinearlo; un errore marchiato, compiuto perché la sua megalomania, signor Presidente del Consiglio, la porta ad essere primo anche nelle smargiassate politico-istituzionali. E' una norma-privilegio quella per cui il Parlamento è stato di fatto sequestrato perché bisognava fare presto, perché lei aveva ed ha paura di essere giudicato.
Lei, signor Presidente del Consiglio, non passerà mai alla storia come statista, ma verrà riportato nel guinness dei primati per l'abilità con cui da slalomista provetto è riuscito ad evitare tutti i processi in cui è stato coinvolto.
L'anomalia italiana sta tutta qui, nel presentare al mondo un Presidente del Consiglio sempre più assente dalle Aule parlamentari perché indaffarato ad evitare quelle giudiziarie che, dopo la Cirami, la Cirielli, l'abolizione del falso in bilancio, il lodo Schifani, la bloccaprocessi, adesso ha configurato questa nuova norma firmata Alfano.
Signor Ministro della giustizia, lei ci ha anticipato in qualche sua battuta che in autunno il PdL farà la riforma della giustizia. Ma quale, quella che vuole introdurre l'immunità per la casta rendendo deputati e senatori sciolti da ogni vincolo di legge e che vuole mettere la mordacchia ai giudici separandone le carriere, oppure quella che pensa alle elezioni popolari dei giudici? Ed è possibile parlare di riforme, signor Ministro, di quella della giustizia o di quella sul federalismo, se il Ministro delle riforme è stato condannato per avere prima oltraggiato la bandiera e, l'altro ieri, persino l'inno nazionale? <font color="red"><em>(Commenti dai Gruppi PdL e LNP)</em></font>.
Mi chiedo e chiedo a voi, senatori di maggioranza, con chi e su che cosa...<br>
<strong>Presidente:</strong> Senatore Belisario, si avvii a concludere, mancano venti secondi al termine del tempo a sua disposizione. <font color="red"><em>(Commenti dai Gruppi PdL e LNP)</em></font>. Colleghi, per cortesia, lasciamo concludere il senatore Belisario.<br>
 <strong>Felice Belisario</strong>: Con chi e su che cosa dovremo dialogare? Pensate davvero, come una Penelope al contrario, che si possa scucire di giorno con la proposta Alfano e tessere di notte sulle riforme? Riteniamo che ciò non sia possibile. Per questo diremo convintamente il nostro no a questo aborto giuridico e politico. <font color="red"><em>(Vivaci commenti dei Gruppi PdL e LNP)</em></font>.<br>
<strong>Voce dai banchi della maggioranza:</strong> Ma cosa dici? <font color="red"><em>(Commenti dei senatori Collino e Asciutti)</em></font>.
<strong>Gramazio (PdL):</strong> Bravo!<br>
<strong>Presidente:</strong> Per cortesia, colleghi, il senatore Belisario sta concludendo il proprio intervento, lasciamolo finire.<br>
<strong>Felice Belisario</strong>: Diremo il nostro no convinto a questo aborto giuridico e politico, lo faremo in Parlamento, utilizzeremo i mezzi referendari che la Costituzione repubblicana ci mette a disposizione e scenderemo nelle piazze, una, cento o mille se servirà <font color="red"><em>(vivaci commenti dai Gruppi PdL e LNP)</em></font>, per continuare il nostro dialogo con la gente, lasciando voi a rimanere casta. <font color="red"><em>(Applausi dai Gruppi IdV e PD)</em></font>.]]></description>
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         <pubDate>Wed, 23 Jul 2008 08:17:12 +0000</pubDate>
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            <item>
         <title>Universita&apos;: premiamo il merito</title>
         <description><![CDATA[Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati sul tema dei finanziamenti delle università.<br>
"Signor Presidente, il motivo per cui oggi intendiamo esporre il nostro ordine del giorno è perché in Italia vi è sempre stata una scarsa propensione ad investire nella ricerca scientifica, quasi come se fosse qualcosa di opzionabile o uno spreco di energia.
Quei <strong>pochi soldi </strong>che arrivano negli atenei sono pochi e vengono distribuiti «a pioggia», <strong>senza alcun criterio di merito</strong>.
Mi dispiace che l'onorevole <strong>Bindi </strong>vada via, perché come ricercatrice universitaria, avevo impiantato il discorso proprio su qualcosa, a mio avviso, di condivisibile; rimarrà, tuttavia, agli atti.
Non dobbiamo stare qui ad esaltare o spiegare i motivi per cui <strong>l'investimento sulla ricerca è indispensabile per un Paese</strong>, in quanto sappiamo bene che oggi nel mondo siamo sei miliardi e mezzo di individui: ciò corrisponde ad una nascita di circa tre neonati al secondo e, pertanto, vi è più bisogno di energia e di fonti energetiche. La ricerca serve sia a migliorare la qualità della vita, sia perché - vi sono i risultati degli studi - l'età media è molto aumentata negli ultimi decenni, ma anche per costruire nuove fonti alternative di energia, che siano alternative a quelle a rischio, potenzialmente e non ancora sicuramente innocue per il resto della collettività e dell'umanità.
Sappiamo bene, inoltre - e ci rivolgiamo al Presidente che è subentrato all'onorevole Bindi - che è necessario operare dei tagli: sicuramente essi vanno eseguiti, ma il problema è come farlo. A nostro avviso (cioè dell'Italia dei Valori), è necessario distinguere, sul <strong>criterio meritocratico</strong>. Durante la campagna elettorale, avete tanto parlato del merito: secondo noi è indispensabile intercettare il merito e, quindi, <strong>premiare quelle università virtuose</strong>, che hanno requisiti particolari. Le università che dovrebbero ricevere meno fondi sono quelle in cui la durata del corso di laurea è sensibilmente più lunga, in cui l'abbandono degli studenti è maggiore, l'indice di gradimento dei professori è più basso e la ricerca - quella che viene espressa dalle pubblicazioni scientifiche - è più scarsa o di più scarsa qualità.
Pertanto, a nostro avviso, bisogna smetterla con il pullulare delle sedi distaccate delle università, che servono soltanto a sistemare i soliti figli dei soliti nomi illustri. Il nostro Paese, l'Italia, è il primo in Europa in cui si perpetuano sempre gli <strong>stessi cognomi</strong>: da noi vi è il più alto numero di notai figli di notai, di primari figli di primari, di dirigenti ASL figli di dirigenti ASL e di professori figli di professori. Non va bene così: non è questo il sistema d'intercettare il merito. Ormai vi sono una serie di dati: in tutte le università si moltiplicano i «libri bianchi», in cui viene dimostrato e testimoniato che, oltre alla perpetrazione dei soliti cognomi, la produzione scientifica di maggiore spessore appartiene alla fascia docente più bassa e, quindi, ai ricercatori piuttosto che ai professori ordinari.
In questa maniera crediamo non bisognerebbe andare avanti: quindi i fondi per la ricerca che il Governo vorrà stanziare, anche se in maniera sensibilmente minore a quella precedente, dovrebbero tenere conto della meritocrazia. Intercettare il merito è quindi l'invito dell'Italia dei Valori a voi del Governo. Come avete promesso in campagna elettorale: premiate le università più virtuose e meritevoli e concentrate su di esse le vostre risorse finanziarie! Se quindi un taglio deve esserci a tali fondi, deve essere a carico delle università meno meritevoli. In altri termini, onorevoli del Governo, fate in modo che in Italia più che i «ricercatori» <strong>vengano premiati i «trovatori»</strong> <em>(Applausi dei deputati del gruppo dell'Italia dei Valori e del Partito Democratico)</em>".]]></description>
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         <pubDate>Tue, 22 Jul 2008 17:15:40 +0000</pubDate>
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            <item>
         <title>Lodo Alfano: diktat ipocrita</title>
         <description><![CDATA[Riporto il resoconto stenografico del mio intervento al Senato sul <strong>lodo Alfano</strong>.<br>
"Signor Presidente, il lodo è il prodotto di un arbitrato tra due parti che vogliono trovare un accordo. <strong>Questo è un diktat</strong>, per di più ipocrita, perché si promette a vantaggio di quattro cariche e in realtà funziona per una sola. <strong>Leopoldo Elia</strong>, nel corso di un'audizione in Commissione, ha insistito sull'unicità di questa norma nel panorama giuridico conosciuto, tant'è che sono protetti i capi di Stato e non i capi di Governo.<br>
La modifica è possibile solo con legge costituzionale e ne è prova il fatto che la richiesta di autorizzazione a procedere fu modificata con legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3. Per infrangere la saldezza di questo principio, si dice che il Premier è stato scelto dal popolo e quindi deve poter svolgere il proprio mandato. Non è il Premier: la parola è ambigua e lede l'idea della natura collegiale del Governo. Al Titolo III della Costituzione, "Il Governo", la Sezione I reca il titolo "Il Consiglio dei Ministri", non "Il Presidente del Consiglio". Inoltre, <strong>non è vero che è stato scelto</strong>, perché è stato nominato dal Presidente della Repubblica e <strong>non è stato eletto con un'elezione diretta</strong>, anche se, come è già stato fatto rilevare, è stato un errore anche del centrosinistra aver accettato l'idea di porre il nome del candidato sulla scheda elettorale, peraltro con una forzatura rispetto alla tradizione.<br>
In ogni caso, <strong>la vittoria elettorale non scioglie dal vincolo delle leggi</strong>. L'enfasi sulla scelta, su questa idea dell'elezione da parte del popolo, svilisce la natura collegiale del Governo e mette in pericolo anche la dialettica tra il Governo e le Camere. Far svettare su tutto il rapporto a senso unico tra capo e popolo costituisce una sorta di forzatura della dialettica democratica.<br>
All'origine dell'unicità della storia del provvedimento sta l'unicità della vicenda giudiziaria che l'ha prodotta; ma questa, a sua volta, è prodotta dall'unicità di un'anomalia istituzionale che non ha pari nel mondo occidentale. Senatore <strong>Saro</strong>, l'anomalia istituzionale italiana non è data dalla magistratura, ma dal fatto che è salito al vertice del potere politico un soggetto che era del tutto <strong>incompatibile con l'esercizio di quel potere</strong>.<br>
Da tutto ciò deriva una serie di <strong>forzature indicibili</strong>. Le ultime le vediamo e le vedremo nel prossimo periodo, con l'avanzare dei tempi e il susseguirsi di decreti‑legge, proroghe dei termini, voti di fiducia, il prossimo per scassare definitivamente la spesa pubblica, con danni incalcolabili.<br>
Ci si appella al criterio della serenità: lui deve essere sereno. Ma lui sapeva di questa situazione già da molto tempo; quindi, se aveva una sensibilità tale da pregiudicare la sua serenità, già da tempo avrebbe dovuto smettere di essere sereno.<br>
Il provvedimento dovrebbe svelenire il confronto. Niente di più sbagliato: in realtà lo avvelena alla radice e in modo irrimediabile. Con un <strong>atto di prepotenza</strong> non si può aprire un periodo di pace. Come si possono discutere le modifiche costituzionali con chi si mette la Costituzione sotto i tacchi? Si tratta di danni irreparabili ai principi costituzionali e l'eguaglianza viene calpestata.<br>
Vi è un solo aspetto positivo: chi ha bisogno di protezione per svolgere semplicemente il proprio compito di Presidente del Consiglio non potrà mai aspirare davvero a superiori funzioni istituzionali.<br>
Ci sorregge, infine, una speranza. Abbiamo di fronte a noi un impegno nobile e fondamentale: <strong>restaurare il primato dell'uguaglianza</strong>. Lo faremo. <em>(Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni)</em>."]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
        
         <pubDate>Tue, 22 Jul 2008 09:15:27 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Bocconi amari della Lega</title>
         <description><![CDATA[E' certamente interessante vedere in questi mesi qual'è l'atteggiamento della <strong>Lega Nord</strong> nei confronti dei provvedimenti del governo, perché in realtà siamo di fronte ad un partito che ha preso tanti voti al nord, che in campagna elettorale ha parlato di federalismo e di interventi sulla sicurezza, che però agli atti pratici sta dimostrando di comportarsi <strong>in modo diverso</strong>. <br>
I mezzi d'informazione lo dicono troppo poco. A partire dal <strong>caso Alitalia</strong>, in cui è stato fatto un regalo ad una società che non era più in grado di funzionare, dove la Lega ha votato a favore dei 300 milioni di euro <strong>presi dalle tasche dei cittadini </strong>per darli ad una società pubblica nazionale, cosi come non ha esitato a votare 500 milioni di euro per <strong>Napoli </strong>e non esiterà a votare 500 milioni per <strong>Roma capitale</strong>, anche questo un regalo del governo ad un sindaco amico, perché non si giustifica altrimenti un intervento di questo tipo.<br>
In generale, abbiamo avuto un ministro come <strong>Tremonti</strong>, il nostro Robin Hood alla rovescia, che è riuscito a fare degli interventi che sono esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare quando si è federalisti. <strong>Ha abolito l'Ici </strong>sulla prima casa, <strong>l'imposta più federalista che esisteva in Italia</strong>. Ma non solo, nella manovra economica che stiamo per approvare, sulla quale la Lega Nord  in commissione bilancio si appresta a votare a favore, ci sono tutta una serie di interventi che di fatto riportano al centro, cioè a Roma, le decisioni che riguardano le entrate degli enti locali dove vengono addirittura <strong>stoppati nella loro autonomia</strong> perché viene assolutamente sospesa, cosi che nei prossimi anni non potranno intervenire con tasse sostitutive a quelle dello Stato. Eppure viene tolto agli enti locali una quantità rilevantissima di denaro, miliardi di euro, nei prossimi tre anni.<br>
Per non parlare poi della <strong>sicurezza</strong>, un dato emblematico. La Lega ha fatto una campagna elettorale sulla sicurezza nel nord e dopodiché era pronta a votare la legge che conteneva il cosiddetto decreto “<strong>blocca processi</strong>”, con la quale dei reati che al nord sono particolarmente sentiti dalla popolazione come stupri, rapine e scippi, erano praticamente considerati cosi poco rilevanti da essere rinviati per un anno, anche per reati commessi da extracomunitari, uno dei temi rilevanti e cavalli di battaglia su cui la Lega gioca.<br>
Sono stati pronti a votare il “<strong>lodo Alfano</strong>”, che io chiamo “dolo Alfano”, per salvare Berlusconi dal suo processo, ed erano pronti a votare il “blocca processi”. Questa è la dimostrazione che siamo in presenza di un partito che immagina di sacrificare una legge futura, ma molto futura secondo me, sul federalismo fiscale e intanto accetta tutte le schifezze che sta facendo questo governo in tema di sicurezza e legalità, ed è pronto ad accettare tutte le norme di natura economica che sono assolutamente <strong>norme antifederaliste</strong>.]]></description>
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         <pubDate>Mon, 21 Jul 2008 16:04:18 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Abruzzo: adesso tocca a Voi</title>
         <description><![CDATA[Le dimissioni di <strong>Del Turco</strong> ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo!
Il <strong>partito trasversale</strong> - costituito a tempo di record da chi, dichiarandosi pronto al sacrificio di andare avanti per il bene dell’Abruzzo, voleva in realta’ prolungare l’agonia della nostra regione e restare in sella fino alla prossima primavera, nel tentativo di riorganizzarsi e magari anche nella speranza di far dimenticare cio’ che gli abruzzesi non potranno mai piu’ dimenticare ha subito un <strong>duro colpo</strong>.<br>
Adesso <strong>tocca a Voi </strong>rendere questa sconfitta definitiva.
Tocca a Voi occupare gli spazi ed i ruoli che i principali partiti di centrodestra e di centrosinistra hanno dimostrato di voler occupare solo per <strong>scopi personali</strong>.
Tocca ai professionisti, ai lavoratori autonomi, agli imprenditori scendere in campo per dimostrare che, senza l’insopportabile oppressione di politici che pensano solo agli affari propri, l’economia abruzzese puo’ riprendere a crescere.<br>
Tocca ai lavoratori dipendenti della Regione, delle ASL e di ogni altra istituzione pubblica <strong>scendere in campo</strong> per dimostrare che per raggiungere gli stessi livelli di efficienza del lavoro privato non serve il Ministro <strong>Brunetta</strong>, ma basta<strong> liberarsi di una politica clientelare</strong> che vincola tutte le attivita’ e tutte le decisioni al perseguimento esclusivo di scopi clientelari.
Tocca ai precari, ai giovani in attesa di un lavoro ed agli stessi lavoratori del settore privato scendere in campo per dimostrare che per il progresso della nostra societa’ solo il <strong>merito</strong>, non le raccomandazioni, deve essere il criterio selettivo nella ricerca di un posto di lavoro e che la competitivita’ del nostro sistema produttivo e’ compatibile con la flessibilita’ del lavoro, ma non con la sua congenita ed ormai cronica precarieta’.<br>
Tocca alle scuole ed alle universita’ abruzzesi scendere in campo per dimostrare che con la formazione e le competenze, di oggi e di domani, gli abruzzesi saranno in grado di sostenere e <strong>vincere le sfide della globalizzazione</strong>.
Tocca alle famiglie abruzzesi scendere in campo per dimostrare che un progetto credibile di cambiamento della nostra societa’ conta mille volte di piu’ di una promessa di un posto di lavoro o di un incarico, quasi sempre costruito e conferito con lo scopo di mortificare la stessa dignita’ di chi e’ destinato a ricoprirlo.<br>
Per noi dell’Italia dei Valori il partito non e’ mai stato il fine, ma solo il mezzo, <strong>lo strumento da mettere a disposizione dei cittadini </strong>per affermare valori all’interno delle istituzioni, per promuovere dal basso il cambiamento della nostra societa’.
Per questo siamo pronti a raccogliere la sfida, a fare tutto quanto e’ nella nostre possibilita’ per contribuire al superamento del baratro tra presente e futuro che la drammatica situazione in cui versa la nostra regione ci ha messo di fronte.
<strong>Lo faremo aprendo le nostre liste</strong> e contribuendo, con la nostra organizzazione, <strong>anche alla nascita di liste civiche</strong> espressione di movimenti, di associazioni e di liberi cittadini animati dallo stesso nostro desiderio di rinnovare in profondita’ la politica regionale.
Lo faremo riconsiderando alla radice la stessa idea di alleanza, rendendo nostri alleati le persone e non i partiti.
Lo faremo con l’orgoglio e la determinazione tipica di un popolo, quello abruzzese, ferito, profondamente ferito, ma non ancora sconfitto.]]></description>
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         <pubDate>Sun, 20 Jul 2008 18:21:18 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Mi autotasso</title>
         <description><![CDATA[<strong>Devolverò </strong>una somma pari a una mia indennità mensile alle forze dell'ordine della zona nolana, in provincia di <strong>Napoli</strong>, per contribuire, nel mio piccolo, ad aiutare i commissariati e le caserme più impegnate contro la criminalità a <strong>superare le enormi difficoltà economiche</strong> che sono costretti ad affrontare a causa dei tagli di bilancio operati dal governo. <br>
Mai si era vista una mobilitazione così ampia di tutte le rappresentanze delle forze di polizia, a dimostrazione della <strong>gravissima riduzione di risorse</strong> al comparto attuata dal governo di centrodestra, che con una mano difende la <strong>Casta </strong>riproponendo l'immunità parlamentare e con l'altra <strong>mette in ginocchio le forze dell'ordine</strong>. Mi sembra quindi doveroso aiutare i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri che ogni giorno combattono la criminalità, ma che spesso non ricevono i fondi necessari nemmeno per comprare la benzina, pagare gli straordinari, riparare le auto e acquistare materiale di cancelleria per gli uffici. <br>
Nei prossimi giorni, quindi, andrò a effettuare una donazione al ministero dell'Interno, al comando generale dell'Arma e della Guardia di Finanza, chiedendo che venga indirizzata ai presidi di polizia del mio territorio. Sarebbe quantomai utile che anche altri parlamentari provvedano a loro volta ad <strong>autotassarsi </strong>per sostenere, con un gesto concreto, l'attività di poliziotti, finanzieri e carabinieri e <strong>garantire davvero più sicurezza ai cittadini</strong>.]]></description>
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         <pubDate>Sat, 19 Jul 2008 18:44:59 +0000</pubDate>
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         <title>Nell&apos;interesse di tutti i cittadini</title>
         <description><![CDATA[E’ uno dei più brutti momenti della storia della Repubblica italiana. Un uomo ha deciso di piegare il parlamento ai suoi voleri introducendo prima una norma canaglia per bloccare il suo processo fermandone centomila, poi ha deciso di darsi l’immunità o meglio l’impunità a vita con il <strong>lodo Alfano</strong>, o meglio la <strong>vergogna</strong> Alfano. <strong>Berlusconi </strong>è un uomo discutibile che ha scalato le massime vette delle istituzioni senza avere un minimo di etica dei comportamenti, piegando tutto e tutti.<br>
Il lodo Alfano, la prossima settimana, approderà al Senato, lì faremo un’opposizione uguale e se possibile più dura di quella che c’è stata alla Camera. Quanto meno dovrà essere una opposizione che continuerà a guardare e a dialogare con il paese, un dialogo sulle riforme con persone che hanno fatto dello stato una loro succursale, quasi una bottega commerciale ed impossibile. Impossibile in un momento in cui <strong>salari e pensioni sono ai minimi termini</strong>, in cui il Paese è in ginocchio e bisogna cercare di venir sù non con riforme istituzionali di cui non i cittadini non  avvertono la necessità, ma con riforme di sistema che riguardino l’economia e quindi meno banche, meno petrolieri, meno assicurazioni e più lavoro dipendente e stabile, accessibile ai giovani senza precarietà.<br>
Per questo <strong>l’Italia dei Valori è scesa nelle piazze e continuerà a farlo</strong> perché questi sono i bisogni dei cittadini: ridurre i costi della politica, mettere all’angolo tutte le caste, a cominciare da quelle della politica che pensa di essere il centro del mondo. Al centro del mondo ci sono i bisogni, le passioni, le insicurezze delle italiane e degli italiani. L’Italia dei Valori continuerà a lavorare,a parlare, a capire, ad ascoltare le esigenze del  territorio e allo stesso tempo, nelle aule parlamentari, continuerà a produrre il massimo sforzo possibile <strong>nell’interesse di tutti i cittadini</strong>. ]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">video</category>
        
         <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 14:11:05 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Lontani dalla legalita&apos; e dall&apos;Europa</title>
         <description><![CDATA[Questa mattina il ministro <strong>Tremonti </strong>è venuto in Aula a raccontarci che il <strong>federalismo fiscale </strong>sarà strumento efficace per la <strong>lotta all’evasione</strong>. Ci perdoni il ministro Tremonti, ma non riusciamo proprio a dargli un minimo di credibilità ma, quel che più conta, è che credibilità non gliela attribuisce neanche la <strong>Corte di Giustizia Europea</strong> che, proprio oggi, ha <strong>condannato senza appello la Finanziaria 2003</strong> voluta da Tremonti perchè ha indotto i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfetaria invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato.<br>
I giudici della Corte di Giustizia Europea hanno respinto la giustificazione avanzata dall’Italia che attribuisce al <strong>condono fiscale</strong> il merito di avere consentito all'erario di recuperare immediatamente e senza la necessità di avviare lunghi procedimenti giudiziari, una parte dell'IVA non dichiarata inizialmente, ritenendo, al contrario, che la misura in questione, introdotta appena dopo la scadenza dei termini entro cui i soggetti passivi avrebbero dovuto pagare l'Iva e implicante il pagamento di <strong>un importo assai modesto rispetto a quello effettivamente dovuto</strong>, consente ai soggetti passivi di sottrarsi definitivamente agli obblighi in materia di IVA, perfino quando le autorità fiscali nazionali <strong>avrebbero potuto individuare le irregolarità</strong>.<br>
Non serve altro per dimostrare che, ancora una volta, Tremonti e la sua politica ci portano <strong>lontano dalla legalità e lontano dall’Europa</strong>.]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">economia</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 16:54:56 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Via libera alla criminalita&apos;</title>
         <description><![CDATA[Riporto il video e il resoconto stenografico dell'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro per il rapporti con il Parlamento <strong>Elio Vito</strong>.<br>
<strong><a target="_blank" href="http://video.camera.it/video.aspx?id=137110">L'interrogazione (guarda il video)</a></strong><br>
<strong>Fabio Evangelisti:</strong> Signor Presidente, noi abbiamo presentato l'interrogazione a risposta immediata in esame perché come Italia dei Valori siamo preoccupati per l'attività legislativa del Parlamento che ci sembra vieppiù sacrificata dall'iniziativa legislativa del Governo che procede, tra l'altro, a colpi di fiducia. Ne abbiamo appena parlato poco fa in Conferenza dei capigruppo. Basta ricordare il voto di fiducia della scorsa settimana, quello della settimana in corso e un altro è già preannunciato in ordine alla manovra economica e finanziaria.
Si tratta, per lo più, da parte del Governo di leggi ad personam, «leggi pernacchio», «leggi vergogna», dolo piuttosto che lodo, norme «salva Premier» e via dicendo. Queste, tra l'altro, sono solo una minima parte delle etichette che giustamente sono state assegnate ai provvedimenti voluti da questa maggioranza e dal suo datore di lavoro, l'amministratore delegato Silvio Berlusconi. Perciò affermiamo - lo facciamo dinanzi al Paese - che state espropriando l'Aula di Montecitorio.
Poco fa l'onorevole Volpi ha parlato del cosiddetto «decreto-legge sicurezza». Mi riservo di esporre in fase di replica cosa ne penso, ma siamo di fronte ad un decreto-legge che potremmo ribattezzare «decreto via libera alla criminalità».<br>
<strong>Presidente:</strong> Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.<br>
<a  target="_blank" href="http://video.camera.it/video.aspx?id=137111"><strong>La risposta (guarda il video)</strong></a><br>
<strong>Elio Vito:</strong> Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, non si può negare che il decreto-legge, come strumento normativo di natura eccezionale utilizzabile solo in casi straordinari di necessità e urgenza, abbia visto, nelle ultime legislature, un largo ricorso.
D'altra parte, la significativa presenza della decretazione d'urgenza è ormai un sintomo costante, onorevole Evangelisti, di tutte le legislature più recenti come emerge dal raffronto dei dati dalla XIII legislatura alla XIV alla XV sino ad arrivare alla legislatura in corso.
Anzi, è un sintomo anche dell'avvio di legislatura, un ricorso particolarmente frequente alla procedura d'urgenza, proprio per fare fronte alla necessità di risolvere ed affrontare i problemi che non hanno trovato risposta dai precedenti Governi.
È il caso della necessità che il Governo Berlusconi ha dovuto affrontare per avviare a soluzione i problemi dell'emergenza rifiuti in Campania e l'emergenza sicurezza (per la quale si è fatto ricorso alla decretazione di urgenza) oltre all'esigenza di abolire l'ICI, la cui rata di pagamento era in scadenza.
D'altra parte, se si raffronta l'attività in questi primi mesi del Governo Berlusconi con quella del Governo precedente emerge che il Governo Berlusconi ha fatto ricorso a dieci decreti-legge, di cui un numero minore è stato portato alla conversione da parte delle Camere, a fronte di quattordici disegni di legge. Il Governo Prodi, nello stesso periodo, aveva adottato, invece, sei decreti-legge e cinque disegni di legge. Era stato fatto, nello stesso periodo, un ricorso maggiore al voto di fiducia, ma soprattutto, onorevole Evangelisti, in un quadro corretto di collaborazione tra Governo, maggioranza e Parlamento l'ampio ricorso per ragioni obiettive alla decretazione d'urgenza, pur minore di quello della legislatura precedente, non ha leso i diritti dell'opposizione e della minoranza parlamentare per quanto attiene al calendario dei lavori. Emerge, dai dati pubblici della Camera, infatti, che è stata non solo rispettata la quota prevista dai Regolamenti parlamentari, ma che tale quota è addirittura superiore al 30 per cento.
Non vi è stata, quindi, alcuna lesione delle prerogative parlamentari. Pertanto, comunque il Governo conviene che sePag. 144si realizzasse, nel corretto rapporto di collaborazione tra maggioranza, opposizione e Governo, quel regime di riconoscimento che l'indirizzo politico è fondato sul consenso si potrebbe fare un minore ricorso a procedure che comunque riducono l'attività legislativa delle Camere. Inoltre, l'attività parlamentare può essere improntata a una procedura dialettica fra maggioranza e opposizione che è in grado di raggiungere risultati positivi quando è fondata su un atteggiamento di sostanziale collaborazione, quanto meno nel diritto del Governo di affrontare temi essenziali per il Paese.<br>
<strong>Presidente:</strong> L'onorevole Evangelisti ha facoltà di replicare.<br>
<a  target="_blank" href="http://video.camera.it/video.aspx?id=137112"><strong>La replica (guarda il video)</strong></a><br>
<strong>Fabio Evangelisti:</strong> Signor Presidente, ringrazio il Ministro Vito per la sua risposta. Onorevole Vito, lei è stato tanti anni sui banchi dell'opposizione; i precedenti che lei deprecava sempre sono tuttora deprecabili e, nonostante, i toni garbati che lei ha voluto utilizzare per rispondere, non dimentichi che lei gode, insieme al suo Governo, della maggioranza più ampia che la storia repubblicana ricordi.
Allora non può venire qui e riproporsi esattamente come si propone il suo Presidente del Consiglio che dice: «sì al il dialogo, se si fa come dico io». Noi dell'Italia dei Valori, così come spero qualsiasi altra formazione politica responsabile, non possiamo che opporci. Non cadiamo in tentazione od ammiccamenti: non abbiamo alcuna difficoltà ad affrontare a muso duro i diktat, gli aut aut e i colpi di spugna da qualunque parte vengano.
Però, volevo tornare un attimo al fatto che poco fa è stata illustrata un'interrogazione rivolta al Ministro Maroni nella quale si esaltava il decreto-legge sulla sicurezza che è stato imposto grazie all'ennesima furbata, all'ennesimo coupe de theatre, a quella che forse è stata la peggiore e più irresponsabile azione della maggioranza che ha preferito imporre al Parlamento e al Paese un preciso e becero ricatto: o accettare il «lodo Alfano» oppure, pur di salvare Berlusconi, sarebbero stati bloccati 100 mila processi.
Ora, qualcuno forse si congratula, come abbiamo sentito, perché non siamo più di fronte ad un provvedimento «blocca processi», ma la realtà è che ora siamo di fronte ad unPag. 145decreto-legge che potremmo ribattezzare «decreto-legge via libera alla criminalità», aggravato dal fatto che il ministro Tremonti, che domani verrà qui in Aula ad annunciarlo, ha tagliato tre miliardi di euro per quanto riguarda le dotazioni alle forze di polizia e di sicurezza (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/giustizia/via_libera_alla_criminalita.php</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">giustizia</category>
        
        
         <pubDate>Wed, 16 Jul 2008 18:38:17 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Un grande momento di confronto</title>
         <description><![CDATA[Stiamo lavorando per le donne assiduamente, stiamo organizzando diverse cose, sia un <strong>momento elettivo </strong>all'interno del partito, per ricreare un organismo che si occupi delle politiche al femminile, ma vogliamo che sia un <strong>organismo non chiuso</strong>, perché siamo sicure che quando inizieremo ad essere presenti sul territorio a fare iniziative, a fare proposte di legge sulle tematiche al femminile, ci saranno tante donne che si avvicineranno al partito. Quindi non vogliamo un organismo statico che non possa aprirsi ad altre capacità e professionalità, per questo stiamo pensando di creare una <strong>struttura organizzata </strong>ma nello stesso tempo capace di attrarre <strong>nuovi soggetti </strong>che arriveranno nel partito nel prosieguo delle attività, e che vorranno impegnarsi sulle politiche al femminile. 
Le donne che stanno lavorando a questa nuova organizzazione, a questo nuovo settore del partito, stanno anche organizzando un grande evento, un <strong>momento pubblico </strong>a <strong>Vasto </strong>quando avremo la festa nazionale del partito il 12, 13, 14 settembre. 
A Vasto ci sarà un momento ritagliato sulle politiche al femminile, e questo sarà per noi un momento importante dal punto di vista mediatico. Stiamo lavorando a questa organizzazione, ci vogliamo occupare di <strong>lavoro </strong>e le donne, della <strong>famiglia </strong>e le donne. E' emerso recentemente da un indagine a livello europeo che le donne ancora occupano, o meglio sono occupate, in settori lavorativi sempre un pò <strong>ghettizzati</strong>, non riescono ad accedere a tutti i tipi di lavoro. Le donne sono anche retribuite meno degli uomini ed hanno più difficoltà ad accedere a livelli dirigenziali. Inoltre penso ad esempio ad altre tematiche che in qualche modo mettono in difficoltà la categoria nella carriera sul lavoro.<strong> I temi su cui lavorare sono molti</strong>. 

Noi lavoreremo questa estate per organizzare l'evento e speriamo che ci siano molte donne che vogliano lavorare con noi perchè nella nostra idea non vogliamo creare qualcosa di chiuso ma un <strong>momento di confronto </strong>in cui le donne non si sentano più un minus rispetto il genere maschile ma veramente in grado di potersi confrontare su temi qualunque esso sia con la società.
Questo è un messaggio importante perchè troppo spesso fino ad oggi la politica al femminile è stata una politica di tutela delle donne basta le <strong>quote rosa </strong>basta alle <strong>pari opportunità</strong>. Le donne hanno coscienza delle loro valore delle loro capacità, della loro professionalità, si tratta solo di farle valere e noi stiamo lavorando in questa direzione.
]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">video</category>
        
         <pubDate>Tue, 15 Jul 2008 16:20:47 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>La politica abruzzese è marcia</title>
         <description><![CDATA[La politica abruzzese è marcia.

Le prime notizie parlano di <strong>milioni di euro di tangenti</strong>, che avrebbero interessato trasversalmente sia il <strong>centrodestra</strong>, che il <strong>centrosinistra</strong>.

Il centrodestra avrebbe <strong>ideato </strong>un sistema illegale di gestione di affari nel mondo della Sanità, finalizzato a produrre tangenti per i politici.
Il centrosinistra avrebbe la responsabilità altrettanto grave di aver <strong>proseguito </strong>con lo stesso andazzo.
In questo contesto sentiamo il dovere in primo luogo di <strong>ringraziare la magistratura </strong>pescarese, che ha avuto il merito, con professionalità e capacità  investigativa, di far emergere un sistema di illegalità che aveva ormai irrimediabilmente inquinato le istituzioni regionali.
Ed il ringraziamento è ancora più forte in un momento di forte attacco da parte della politica alla Magistratura, una politica che contesta il medico e non si occupa del male, una politica che sempre trasversalmente torna a parlare di immunità per i Parlamentari. Una politica che non dialoga più con la gente, con le piazze, che si sente sempre di più una <strong>casta intoccabile </strong>e che di una casta intoccabile rivendica i privilegi.

Noi da anni, pur se da alleati del Partito Democratico, denunciamo un rapporto tra istituzioni e politica incompatibile con il rispetto dei principi di legalità e di rispetto nei confronti dei cittadini.
I fatti hanno confermato che <strong>avevamo ragione </strong>e l’unico rammarico che ci portiamo dietro è quello di aver pensato, soli pochi giorni fa, di poter svolgere questa funzione di sentinelle, di garanti dall’interno.    
La velocità degli sviluppi delle indagini non ce lo hanno consentito, i fatti sono stati molto più veloci delle nostre intenzioni.
A fronte di quanto emerso l’<strong>Italia dei Valori</strong> chiude definitivamente ogni rapporto con l’attuale gruppo dirigente del <strong>PD in Abruzzo</strong>.
Il dialogo, questo PD, se lo vuole, lo <strong>insegua con il centrodestra</strong>, così come stanno facendo a livello Nazionale e così come hanno fatto fino ad oggi alle nostre spalle a livello locale.

<strong>Noi </strong>continueremo a parlare con la gente e tra la gente nelle piazze e nelle assemblee pubbliche, poichè è innegabile il bisogno di un <strong>radicale rinnovamento </strong>di uomini, di idee, di proposte, di un modello di gestione della Pubblica Amministrazione rivelatosi fallimentare.

In coerenza con questo quadro abbiamo già deciso di preparare immediatamente una <strong>mozione di sfiducia </strong>da sottoporre al voto del Consiglio Regionale e di ritirare la nostra rappresentanza in Giunta”.
]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
        
         <pubDate>Mon, 14 Jul 2008 15:57:10 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>La nostra e&apos; vera politica</title>
         <description><![CDATA[Pubblico il video ed il testo della prima parte del mio intervento di chiusura del 1° Forum Giovani dell'Italia dei Valori a Bellaria.<br>
"Facciamo un po il punto della situazione, il resoconto di questi due giorni. Oggi e ieri abbiamo fatto un primo incontro, il primo Forum, tra i giovani dell'Italia dei Valori, quindi questa prima parte del mio intervento sarà dedicata a questo aspetto organizzativo. Non deve essere un incontro una tantum per passare due giorni in compagnia, ma deve essere <strong>un momento fondativo e fondante</strong> di qualcosa che sarà e che dovrà essere l'azione politica dell'Italia dei Valori, cioè il coinvolgimento dei giovani attraverso l'Italia dei Valori nell'azione politica. Se questo è l'obiettivo, permettetemi alcune brevi precisazioni su cosa faremo prossimamente. <br>
Primo, questa realtà giovanile deve avere una sua funzione e una sua partecipazione diretta nell'azione delle attività di partito. Quindi, ci accingiamo ad una <strong>modificazione statutaria complessiva</strong> nell'ambito della quale anche il dipartimento delle politiche giovanili troverà una sua collocazione, identità, azione, individualità e una sua responsabilità di gestione. Questa è la prima delle prime decisioni che possiamo prendere per trasformare quello che è un momento d'incontro e di conoscenza collettiva in una <strong>strutturazione all'interno di un partito che c'è</strong>.<br>
Ho detto modifiche statutarie, si, perché il nostro statuto è nato veramente tra quattro mura con grande impegno di chi fin dall'inizio ci ha creduto e che ha dovuto per forza fare da mamma, da papa, da fratello maggiore per fare questo partito, ma ormai il risultato elettorale che abbiamo ottenuto e gli impegni che ci aspettano in futuro, con le grandi <strong>responsabilità di giovani e meno giovani </strong>che sono coinvolti nel partito, ci impongono a liberare lo statuto dalla azione delle responsabilità del primo giorno per passare ad una seconda fase, quella appunto di una <strong>maggiore democratizzazione e responsabilizzazione</strong> di tutti gli organi di partito all'interno delle attività dello stesso.<br>
Inizia da un percorso importante nel congresso che faremo a <strong>Vasto</strong>, dove sarà proposta una nuova versione statutaria nell'ambito della quale appunto il dipartimento giovanile avrà una sua identità sia nelle organizzazioni regionali sia in quella nazionale. Nell'ambito di questo non sceglieremo noi, se non dalla primissima fase un comitato che si dovrà occupare cominciando da voi, e per tutti quelli che ci vogliono stare, di autodeterminarvi anche nella scelta e individuazione delle vostre rappresentanze all'interno del partito. Creeremo un gruppo di lavoro che avrà questo scopo tecnico attraverso una procedura che ci auguriamo possa essere pronta per il congresso del 12, 13, 14 settembre a Vasto. <strong>Siete invitati tutti</strong>, voi e quelli che non ci sono."<br>
<strong>A breve il testo completo dell'intervento.</strong>]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/1_forum_giovani_dellitalia_dei.php</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">video</category>
        
         <pubDate>Sun, 13 Jul 2008 08:31:58 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>1, 10, 100, 1000 Piazze</title>
         <description><![CDATA[Pubblico il video ed il testo del mio intervento all'apertura del 1° Forum Giovani dell'Italia dei Valori a Bellaria.<br>
"Salve ragazzi.
Il discorso a nuora per far sapere a suocera ve lo vengo a dire domani. Oggi è solo un breve intervento, un saluto e un assaggio, anche perché noto che qualche infiltrato c'è, nel senso che qualcuno qua dentro ha più di trent'anni. 
Abbiamo voluto questo incontro con i giovani perché, come diceva mia sorella “una lezione dal passato, piedi fermi sul presente, dritto verso futuro”, <strong>il futuro dell'Italia dei Valori siete voi</strong>, siete voi giovani che potete cambiare non solo migliorare l'azione dell'Italia dei Valori ma potete contribuire a cambiare la credibilità delle istituzioni nel nostro Paese. Voi dell'Italia dei Valori e tutti quanti i giovani che lavorano negli altri partiti, perché mi auguro davvero che si possa trovare un Paese pacificato dove i giovani si possano <strong>confrontare sulle idee e non più sulle furbizie</strong>.
Credo che quel che sta accedendo in questi giorni non sia un buon esempio per la gioventù, l'utilizzo personale delle istituzioni, il sequestro delle funzioni parlamentari, l'approfittamento del bisogno. Ecco perché noi dell'Italia dei Valori abbiamo voluto questo incontro per i giovani perché volevamo e vogliamo che tra di voi vi conosciate un po e vi rendiate conto che non siamo soli. Qualcuno in questi giorni, guardando quella piazza sconfinata di persone, ha detto “sono pochi, sono tre quattro”. Tre quattro li, tre quattro qui, saremo la maggioranza di coloro che vogliono <strong>affrontare responsabilmente</strong> le proprie responsabilità e quindi l'impegno verso il Paese. 
Abbiamo voluto questo incontro perché siamo convinti che il nostro scopo e ragion d'essere è contribuire al ricambio generazionale della classe dirigente nel nostro Paese attraverso di voi. 
Questo incontro di oggi è stato organizzato oltre che da <strong>Silvana Mura</strong>, da me e dalle persone qui presenti, da una persona che qui non c'è e che vi voglio presentare lo stesso. Si chiama <strong>Jean-Leonard Touadi</strong>. Ve lo voglio presentare perché dovete sapere esattamente da me come stanno i fatti, perché altrimenti se provate a leggere quello che sta sui giornali c'è una disinformazione totale.  Jean-Leonard Touadi è una persona che non conoscevo, e quando avevamo fatto l'accordo con il Partito Democratico <strong>Veltroni </strong>mi ha detto che non riusciva a candidarlo nelle file del suo partito. Chissà perché, ma comunque non riusciva. Mi disse di fargli un favore, candidarlo per farlo eleggere nelle mie e poi però resterà del Partito Democratico. Cosi è stato candidato, eletto, e insieme me, a Silvana e a tutti gli altri ha organizzato questo incontro. 
C'è una tensione nei rapporti tra alleati per le ragioni che voi sapere, e Jean-Leonard Touadi che era stato candidato in nome e per conto del Partito Democratico nel nostro partito non poteva fare diversamente che essere coerenti con le ragioni di quella candidatura. Un ospitalità nei nostri confronti. Sono convinto che se lui fosse qui, anche non essendo qui, vi abbraccerebbe tutti. Ho avuto modo di conoscerlo in questi mesi dove ha lavorato con noi. E' una persona per bene, brava, che ha sofferto. Una persona che proprio alle incomprensioni della politica ha messo in un dramma umano che noi dobbiamo comprendere e apprezzarlo. 
Ho detto questa mattina, e lo ripeto davanti a voi, che noi abbiamo dovuto dargli ospitalità perché non è e non era del nostro partito, ma <strong>siamo orgogliosi di aver portato una persona come Touadi in Parlamento</strong>. Ve lo dico perché l'Italia dei Valori continuerà in quest'opera. Alcuni di voi potrebbero anche ripensarci o conoscere tante altre persone che non vogliono essere etichettate dall'Italia dei Valori, ma sono persone per bene. L'Italia dei Valori è uno strumento attraverso il quale persone per bene devono andare nelle istituzioni. Se fanno parte dell'Italia dei Valori va bene, ma l'importante è che nelle istituzioni ci siano <strong>persone per bene</strong>. 
Ecco perché voi non dovete sentirvi legati all'Italia dei Valori per diventare consigliere comunale o il parlamentare, ma dovete entrare in quelle funzioni per il bene del Paese, non per il bene vostro o dell'Italia dei Valori.
Noi cosi come abbiamo fatto con Touadi, cosi come con altre personalità che abbiamo candidato in queste elezioni, non dell'Italia dei Valori, a cui abbiamo dato ospitalità e ne siamo orgogliosi. Pensiamo a <strong>Beppe Giulietti</strong> con Articoli 21, con <strong>Pancho Pardi</strong> in nome dei movimenti e cosi via. Lo continueremo a fare perché l'Italia dei Valori non si chiude dentro ad una conta all'interno di un parco buoi dove c'è chi porta più voti o soltanto chi è più ligio ad alzare la mano quando il padrone lo dice anche se deve votare delle leggi vergogna che gli fanno schifo. Noi invece vogliamo portare in Parlamento delle <strong>persone che hanno una testa e che sanno ragionare</strong>."<br>
<strong>A breve il testo completo dell'intervento.</strong>]]></description>
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         <pubDate>Sat, 12 Jul 2008 09:21:49 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Fiaccolata per Peppino Basile</title>
         <description><![CDATA[Un mese fa, nella notte tra il 14 e 15 di giugno, in un paese della Puglia, Ugento, veniva barbaramente ucciso a coltellate un iscritto dell'Italia dei Valori, un amministratore consigliere comunale e consigliere provinciale, che per noi è l'amico <strong>Peppino</strong>.<br>
Impegnato soprattutto in battaglie per la propria terra, ricordo ancora il manifesto dell'ultima campagna elettorale: “<strong>Vota il figlio del popolo</strong>”. Ecco, Peppino Basile era cosi, e pur mantenendo la piena fiducia nell'azione della magistratura e degli inquirenti, indipendentemente dal movente che ci sta dietro ad un omicidio cosi efferato voglio ricordarlo come un amministratore <strong>intransigente</strong>, un amministratore <strong>corretto</strong>, come un amministratore che ha fatto battaglie per la <strong>trasparenza </strong>ed il <strong>rispetto del territorio</strong>.<br>
Voglio ricordarne un paio, perché sono significative. Aveva denunciato un grosso villaggio turistico che sarebbe stato costruito in un parco naturale che da appena un anno la regione Puglia aveva individuato in quelle terre. Aveva chiesto ed ottenuto il sequestro di un area di tutela ambientale, una macchia mediterranea, sbancata da privati per farci un albergo. Ecco, Peppino Basile era una persona che <strong>amava il territorio</strong> e che chiedeva alle istituzioni, prima degli interessi economici, la tutela del territorio. Ecco perché mi lascia senza parole e con la rabbia di chi forse conosce bene Peppino Basile, leggere quello che il sonato giornale nazionale “<strong>Il Messaggero</strong>” ed il giornalista <strong>Nino Cirillo</strong> ha voluto scrivere una sorta di presa di pulsione per cercare la notizia facile andando a scavare nella storia personale di Basile.<br>
Presenterò un'<strong>interrogazione parlamentare</strong> a risposta scritta al governo, chiedendo se nel contesto di Ugento, della città dove Basile operava, viveva e svolgeva il ruolo di pubblico amministratore, vi fossero le condizioni idonee per svolgere il proprio compito. Dovete sapere che Basile, nel proprio comune, per due anni e mezzo dopo l'elezione del centrodestra ha dovuto camminare per le proprie strade leggendo <strong>minacce</strong>, che il sindaco di quella città ha dovuto cancellare il giorno prima dei funerali di Peppino, gravemente premonitrici: “Basile devi morire”, “Basile muori”. Ecco perché chiederò a questo governo attraverso questa interrogazione di sapere se c'era il clima per poter svolgere il ruolo di pubblico amministratore e per poter svolgere il suo ruolo di opposizione.<br>
Dovete sapere, e forse questo la stampa non ve lo dice, che in quel paese che il sindaco vuole far passare per sereno era anche un luogo dove appena un anno fa un ordigno rudimentale esplodeva davanti al portone del municipio. <br>
Noi dell'Italia dei Valori, il 14 luglio, <strong>vogliamo ricordare Basile</strong> ritornando sul proprio territorio, e vogliamo ritornare ad Ugento per fare una <strong>fiaccolata per la legalità</strong>, che era l'obiettivo di Peppino Basile. Noi della Puglia, ma ci auguriamo anche tanti amici di altre regioni, saremo in quelle strade, in silenzio con le fiaccole ad illuminare il ricordo di Peppino Basile, e con quella luce cercare la verità perché Peppino non diventi un altro Peppino Impastato. 
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         <pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:14:37 +0000</pubDate>
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         <title>La triste cordata Lodo Alfano</title>
         <description><![CDATA[Con prepotenza, arroganza, prevaricazione, sottomissione del Parlamento Italiano ai suoi voleri, ancora una volta ce la ha fatta. <strong>Da ieri Berlusconi e fino a che sarà Presidente del Consiglio non è più perseguibile per i processi in corso.Non un "lodo" dunque (che sarebbe una cosa buona) ma un "dolo" (cioè una colpa grave)</strong>, che marchierà per sempre l’immagine di questo Ministro della Giustizia (che bacia i mafiosi).<br>
Da quindici anni questo signore, spergiuro poiché è provato che già in passato aveva dichiarato il falso ai giudici che lo interrogavano sulla sua appartenenza alla P2, sfugge ai tribunali ed ai suoi processi, anche attraverso parecchie legge fatte a suo uso e consumo, e falsifica la realtà sostenendo che viene sempre assolto. <strong>In realtà finora se la è sempre cavata grazie agli ostacoli frapposti a chi indagava su di lui</strong> (come con gli impedimenti alle rogatorie internazionali), a svariati meccanismi che costringevano a rinviare le udienze dei suoi processi (come il fatto che non potesse essere presente perché impegnato in attività di governo), al gioco delle prescrizioni (da lui perfezionato dimezzandole).<br>
E’ triste vedere l’intera classe politica della sua maggioranza ridotta ad una accolita di domestici pronti a qualunque cosa per accondiscendere al padrone di casa.
E’ triste vedere <strong>Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa</strong> ( e tutta Alleanza Nazionale) ridotti a fare i<strong> servitori di casa Berlusconi</strong>, mentre nel 1993 inneggiavano a Di Pietro ed alle sue inchieste e firmavano la legge che toglieva l’immunità ai membri del Parlamento, dichiarando che “L'uso dell'immunità e soprattutto l'abuso del diniego dell'autorizzazione a procedere vengono visti ...come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia".<br>
E’ triste vedere <strong>Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Castelli </strong>(e tutti i leghisti) ridotti oggi a fare i <strong>servitori di casa Berlusconi</strong>, mentre nel 1993 inneggiavano a Di Pietro ed alle sue inchieste e firmavano la legge che toglieva l’immunità ai membri del Parlamento, dichiarando la “inaccettabile degenerazione nell'applicazione dell'immunità parlamentare trasformata in immotivato e ingiustificato privilegio" con "conseguenze inaccettabili e aberranti" che vanno "eliminate" al più presto.<br>
E’ triste vedere <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, ridotto oggi a fare il <strong>mendicante che bussa all’uscio di casa Berlusconi</strong>, mentre nel 1993 fu relatore della legge che abrogava l'immunità dichiarando che "Il principio del princeps legibus solutus (cioè il principe non è soggetto alla legge) è medievale e quindi superato. Se vi è istanza di eguaglianza, quindi, essa deve riguardare in primo luogo gli autori della legge".]]></description>
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         <pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:55:08 +0000</pubDate>
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