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      <title>Italia dei Valori</title>
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      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
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         <title>Campania: scelte difficili, fiducia ed attenzione</title>
         <description><![CDATA[Sono passati solo pochissimi giorni dalla mia elezione a Coordinatore Nazionale Giovani, ma già molto succede nella scena politica italiana. Per Italia dei Valori è tempo di scelte difficili, impopolari, sofferte, dove viene messa alla prova tutta la nostra fiducia.<br>
<strong>Il caso di De Luca</strong>, candidato per il centrosinistra alla presidenza della regione Campania, <strong>tocca anche le coscienze dei più giovani</strong>, che come me seguono Italia dei Valori come un faro nella nebbia della politica italiana. Restii al compromesso, lontani dalla logica della "ragion di stato", noi giovani viviamo la vicenda dell'appoggio a De Luca in Campania col fiato sospeso.<br>
Il fatto che quest'ultimo sia destinatario di inchieste giudiziarie ovviamente ci spaventa. <strong>La paura è quella di perdere</strong>, dietro lui, <strong>la rotta verso la legalità</strong>, tracciata e mantenuta fino ad oggi con coerenza e severità dal nostro Presidente <strong>Antonio Di Pietro</strong>, e di trovarci in un battito di ciglio alla stregua dei partiti che abbiamo sempre combattuto. Davvero può avverarsi questo oggi? Tutto nasce purtroppo dalla necessità di doversi fidare. Con buona parte dell'elettorato campano pronto a votare il centrodestra di <strong>Cosentino</strong>, ed un Pd che non può da solo ingaggiare proficuamente questa competizione elettorale, quel che ci viene chiesto oggi è un atto di estrema fiducia, ed <strong>uno slancio di coraggio per aiutare la Campania</strong>, schierandosi con la coalizione di centrosinistra. Perdere la regione significherebbe perdere la possibilità di contribuire al risollevamento delle sue sorti, dopo che essa, negli ultimi anni, è salita agli onori della cronaca per le questioni più umilianti. <strong>La Campania sicuramente merita di più, e merita il nostro aiuto</strong>. <br>
A De Luca devo riconoscere il coraggio di aver affrontato la numerosissima platea dei delegati al Congresso di Italia dei Valori per raccontare la sua versione dei fatti, poiché, al primo passo compiuto per salire il palco, <strong>i fischi avrebbero potuto sovrastare di gran lunga gli applausi</strong>. Al nostro Presidente l'onestà di aver confessato la difficoltà della scelta, attraverso la condivisione di questa con tutti i delegati. Solo ora riesco ad avvertire precisamente quella che viene chiamata la "<strong>solitudine del leader</strong>", che si manifesta nei momenti delle scelte più ardue. Ma <strong>ho deciso di vivere in un paese dove non debbano servire più eroi, pertanto intendo compartecipare all'assunzione di questa responsabilità</strong>. <br>
"Rispetto dell’autonomia della magistratura; accettazione dei processi e dimissioni immediate in caso di condanna" sono i punti inderogabili che fissano le condizioni della nostra alleanza. <strong>Anche i giovani dell'Italia dei Valori vigileranno attentamente sul loro rispetto</strong>, e di certo non attenderanno la sentenza della Cassazione per condannare una eventuale violazione di questo sofferto patto d'onore.  <br>
Confido che la verità processuale che verrà accertata possa dare ragione alla platea presente al Congresso, e <strong>che la Campania possa così trovare in noi un valido protagonista per la lotta alla camorra e alla "malagestione" della cosa pubblica</strong>.]]></description>
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         <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:05:27 +0000</pubDate>
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         <title>Congresso nazionale: i video</title>
         <description><![CDATA[Pubblichiamo i video interventi del primo Congresso nazionale dell'Italia dei Valori.<br>
Riportiamo di seguito il testo dell'intervento di Sonia Alfano.<br>
<strong>Testo dell'intervento</strong><br>
<p>Questo &egrave; il primo congresso del partito ed &egrave; il primo congresso  anche per me, sono molto emozionata. Sono emozionata perch&egrave; come diceva  Ivan &egrave; un percorso che ho vissuto con tantissima emozione e devo dire  grazie ad <strong>Antonio Di Pietro</strong>, devo dire grazie all'<strong>Italia dei Valori</strong>,  e se io oggi sono qui a parlare &egrave; il segnale pi&ugrave; evidente che questo &egrave;  probabilmente l'unico partito che si &egrave; davvero aperto alla <strong>societ&agrave; civile</strong>.</p>
<p>E vorrei fare una piccolissima premessa. Non vuole essere  assolutamente una polemica con nessuno, devo fare una premessa doverosa  e la faccio svestendo i panni di parlamentare, la faccio parlando da <strong>Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia</strong>.  Ringrazio il partito perch&egrave; quando le pi&ugrave; alte cariche dello Stato, due  settimane fa, compreso il Presidente della Repubblica, hanno preferito  beatificare e osannare un pregiudicato, delinquente, morto da latitante  ad Hammamet, questo partito e il suo Presidente Antonio Di Pietro,  hanno preferito ricordare non solo mio padre, ma tutte le vittime della  mafia e le vittime del terrorismo, i <strong>veri eroi di questo Paese</strong>.  E non &egrave; una polemica, lo ripeto, perch&egrave; qualcuno di voi sapr&agrave; che c'&egrave;  stata una corrispondenza fitta tra me e il Capo dello Stato, a volte  tramite il suo consigliere Cascella. Era la prima volta che un  consigliere senza carta intestata scriveva ad un parlamentare, per dire  che le parole di quel parlamentare erano <strong>sconcertanti</strong>.  Mi &egrave; stato anche detto che mi devo assumere le responsabilit&agrave; per  quello che ho detto; probabilmente ci sar&agrave;, non so, vilipendio al Capo  dello Stato? Beh, se questo dovesse accadere io mi prender&ograve; le mie  responsabilit&agrave; con estremo <strong>onore</strong>, perch&egrave; io credo che ci sia stato <strong>vilipendio nei confronti dello Stato</strong>,  ricevendo, beatificando e mandando lettere alla moglie di un  delinquente. Perch&egrave; se qualcuno ha subito un torto sono tutti gli <strong>italiani onesti</strong> che non sono mai andati a rubare, che continuano a faticare, e sono  soprattutto quelle vittime che hanno difeso questo Paese, e hanno  difeso la <strong>Carta Costituzionale</strong> di questo Paese.</p>
<p>Detto questo, io sono molto preoccupata perch&egrave; ultimamente ho sentito spesso affermare che il <strong>ruolo</strong>&nbsp; dei  partiti dovrebbe essere quello di ascoltare cosa bolle nella pancia  della societ&agrave; e assecondarne gli impulsi viscerali. Io sono molto in  disaccordo con questo, perch&egrave; questo si chiama <strong>conservatorismo</strong>,  ed &egrave; assolutamente l'opposto di quello che serve a questo Paese, ed &egrave;  assolutamente l'opposto di quello che deve essere il nostro partito.</p>
<p>Noi dobbiamo spingere, osservare la realt&agrave; di questo Paese, dobbiamo  capire che cosa sta accadendo in questo Paese e indicare la strada del <strong>cambiamento</strong>,  il pi&ugrave; positivo possibile. Per&ograve; c'&egrave; una cosa fondamentale da dire. Oggi  pi&ugrave; che mai mancano quei pilastri che sono stati fondamentali per la  vita repubblicana di questo Paese. La <strong>Carta Costituzionale</strong>,  che dovrebbe essere la nostra stella polare, non a caso,  quotidianamente, &egrave; sotto attacco da tutto il Parlamento e dalle pi&ugrave;  alte cariche dello Stato. E non abbia timore questo partito di essere  additato come l'<strong>unico difensore</strong> della Carta  Costituzionale, questo &egrave; un onore per l'Italia dei Valori. Questo &egrave; un  onore per il partito, perch&egrave; significa che siamo gli unici a difendere  la nostra Carta Costituzionale, per la quale ricordo che sono morte  decine, centinaia, <strong>migliaia di persone</strong>. Quella Carta  Costituzionale &egrave; intrisa del sangue di quelle persone che hanno creduto  nell'unit&agrave; di questo Paese. Guardate che cosa accade invece  quotidianamente nelle aule del Parlamento italiano e nelle aule del  Parlamento europeo.</p>
<p>C'&egrave; un virus che sta dilagando, quotidianamente. E' il virus del <strong>razzismo</strong> e della <strong>xenofobia</strong>. I discorsi che la <strong>Lega Nord </strong>scrive  quotidianamente sono intrisi di odio verso le minoranze, verso gli  immigrati. Dimenticano volutamente che questo &egrave; stato un Paese di  migranti, e provo davvero molta mortificazione quando davanti alle aule  e alle commissioni del Parlamento europeo, personaggi squallidi come <strong>Borghezio</strong> gridano dicendo che l'Italia &egrave; un faro in Europa per la lotta  all'immigrazione clandestina. Loro probabilmente non si sono resi conto  di essere non un faro, ma la <strong>vergogna</strong> per la gente onesta di questo Paese.</p>
<p>Persiste un atteggiamento, studiato a tavolino, che ha dei nomi e  cognomi. Abbiamo assistito in questi anni a pseudoriforme della scuola,  portate avanti, pensate, dal Ministro <strong>Mariastella Gelmini</strong>, che con la sua sola figura &egrave; la <strong>negazione vivente della meritocrazia</strong>, lei che abusivamente ha sostenuto gli esami di procedura legale a Reggio Calabria nonostante operasse a Brescia.
  Vogliono distruggere la scuola, vogliono rendere questo Paese un Paese  di ignoranti, vogliono mortificare l'istruzione perch&egrave; devono ridurre  questo popolo a un popolo di persone non autonome nel proprio modo di  pensare. Ecco che nascono i <strong>tagli alla scuola</strong> e continuano a dare <strong>sovvenzioni agli istituti privati</strong> violando palesemente l'articolo 33 della nostra Costituzione, che recita:</p>
<p>"<strong><em>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.</em></strong>"</p>
<p>Per&ograve; fate attenzione, perch&egrave; mentre continuano a mortificare la  classe degli insegnanti italiani a cui noi tutti genitori dovremmo dire  un sentito grazie per quello che stanno facendo e fanno quotidianamente  nel tentativo di educare i nostri figli, l'unica categoria che non  viene colpita da questi tagli &egrave; la classe degli <strong>insegnanti di religione</strong>, che vengono s&igrave; pagati dallo Stato, ma la loro assunzione &egrave; soggetta alle determinazioni delle <strong>curie</strong>.  E' evidente che gli interventi del Ministro Gelmini manifestano  un'insofferenza verso l'istruzione del popolo italiano, e ho come  l'impressione che lei abbia in mente (<em>sempre che riesca ad avere in mente qualcosa</em>)  di poter portare avanti uno stravolgimento del genere. E, vi dicevo  prima, c'&egrave; tutta una serie di vicende aberranti che sono sotto gli  occhi di tutti quotidianamente. La Lega che si erge a detentore del  sapere, della verit&agrave;, del buon governo, &egrave; ostinatamente contraria all'<strong>abolizione delle province</strong>,  perch&egrave; altrimenti dovrebbe rendere meno servigi ai propri politicanti  perch&egrave; avrebbe meno poltrone da poter distribuire. E, riallacciandomi  all'istruzione, io vi voglio dire che una persona straordinaria come <strong>Anatole France</strong> diceva che "<em>non  si regna sulla natura, non si acquista l'impero dell'Universo, non si  diventa Dio che attraverso la conoscenza. E non sar&agrave; il coraggio cieco  a darci il potere dei cieli. Ci vogliono lo studio e la riflessione</em>"  per cui questo partito deve mettere, come ha gi&agrave; fatto, al primo punto  del proprio programma e delle proprie battaglie politiche un <strong>diritto serio all'istruzione</strong>,  per poter creare un Paese libero e in grado di poter pensare  autonomamente, e non un Paese ingabbiato nei reality e in trasmissioni  che continuano a essere la <strong>mortificazione</strong> della capacit&agrave; di analisi dell'essere umano.</p>
<p>Ci sono tanti altri aspetti che vanno trattati, ma soprattutto  bisogna avere il coraggio, oggi, di dire delle verit&agrave;. E ci sono tante  verit&agrave;, che riguardano per esempio la <strong>mafia dei rifiuti</strong>;  nessuno parla di quello che sta accadendo nel nostro Paese, di come il  nostro territorio venga quotidianamente devastato, deturpato e  violentato. E non &egrave; un caso, credetemi, se la stampa continua a non  parlare del processo che vede <strong>Bassolino</strong> imputato per  quello che ha fatto e ha consentito di fare nella sua terra: deturparla  e inquinarla in maniera criminale. E soprattutto, questo partito deve  essere in grado di continuare a dire seccamente <strong>NO</strong> a  quelle che sono teorie e approdi mentali scellerati di colori i quali  vorrebbero cercare di far credere agli italiani, che l'unico rimedio  per combattere il problema dei rifiuti possano essere gli <strong>inceneritori</strong>.  Questa &egrave; una cosa devastante, ed &egrave; una cosa sulla quale non possiamo  venir meno assolutamente perch&egrave; significa continuare a distribuite  morte ai nostri figli in questo Paese. Questo partito deve continuare  ad essere in grado di dire no alla costruzione di inceneritori cos&igrave;  come deve continuare a manifestare il suo secco <strong>no al nucleare</strong> in questo Paese, perch&egrave; &egrave; un'incoerenza.</p>
<p>E&rsquo; un&rsquo;incoerenza fondamentale.</p>
<p>Tornando ad un tema che mi &egrave; molto caro, al Parlamento Europeo sono in una commissione straordinaria  - <em>e devo ringraziare questo partito e la societ&agrave; civile che mi ha dato l&rsquo;opportunit&agrave; di arrivare al parlamento europeo</em> -  che si occupa di <strong>libert&agrave; civili, di immigrazione, di sicurezza, di giustizia e di affari interni</strong> e credetemi, ogni qual volta abbiamo cercato, con successo ribadisco,  di portare nelle aule del Parlamento Europeo non le tematiche italiane,  ma quello che in Italia non riescono a risolvere, alcuni personaggi e  alcune &ldquo;veline&rdquo; , perch&eacute; questo sono, hanno pensato bene di alzarsi  dalle loro sedie e di gridare a noi dell&rsquo; Italia dei Valori che eravamo  degli <strong>anti-italiani</strong>. Solo perch&eacute; avevamo osato parlare al Parlamento Europeo della <strong>libert&agrave; di stampa</strong> in Italia, della libert&agrave; di informazione. E&rsquo; un nostro dovere farlo,  perch&eacute; l&rsquo;informazione oggi potrebbe essere l&rsquo;ultimo baluardo di <strong>democrazia</strong> in questo paese e sottolineo il <strong>potrebbe essere</strong>.  E quando ci sono stati questi notevoli attacchi da alcuni personaggi  che hanno ribadito che io, che in quel momento stavo parlando, ero  anti-italiana, mi sono premurata di rispondere che io non sono  anti-italiana bens&igrave; sono <strong>anti-mafiosa</strong>.</p>
<p>E&rsquo; dovere di questo paese chiedere la verit&agrave; in maniera assoluta, in maniera determinata su tutto quello che &egrave; accaduto.</p>
<p>Vi dicevo che per me uno dei temi pi&ugrave; cari, oltre alla lotta alla mafia, &egrave; il tema dell&rsquo;<strong>immigrazione</strong>.  Palesemente questo Governo viola l&rsquo;articolo 3, lo ha sempre violato, ha  cercato di porre in essere situazioni davvero sconvolgenti,  anticostituzionali, avvallate da chi non avrebbe dovuto farlo. Ma <strong>l&rsquo;art.3 vale anche per gli immigrati</strong>,  vale soprattutto per loro nel momento in cui dobbiamo pensare alla loro  integrazione. E a proposito di opposizione, visto che noi al parlamento  facciamo proprio questo, io vorrei dire una cosa senza tentennamenti  alcuni: siamo in campagna elettorale, ci si appropinqua ad alleanze, ci  si appropinqua ad accordi elettorali, ma io credo che <strong>questo partito nulla ha e nulla pu&ograve; aver a che fare con l&rsquo;UDC</strong>. E lo dico perch&eacute; sono convinta che quel partito ha da sempre svolto la parte di &ldquo;<em>stampella</em>&rdquo; del governo, sempre, a prescindere da quello che succedeva al Governo. E non bisogna dimenticare che l&rsquo;UDC &egrave; il partito di <strong>Tot&ograve; Cuffaro</strong>.  Non possiamo dimenticarlo perch&eacute; &egrave; vero che all&rsquo;interno dell&rsquo;UDC ci  sono persone corrette ed oneste, allora se queste persone vogliono  continuare, vogliono sancire un percorso, che buttino fuori dal loro  partito UDC il buon 85% della <strong>classe dirigente siciliana</strong>.  Perch&eacute; se non ci fosse stato l&rsquo;UDC in Sicilia, oggi questo non sarebbe  nelle aule del Parlamento Italiano. Questo purtroppo &egrave; un dato  suffragato da dati e numeri. Per cui io mi auguro fortemente che questo  partito si tenga alla larga dall&rsquo;UDC e anzi gli consenta di navigare  verso il partito di <strong>Dell&rsquo;Utri</strong>, stretti da un&rsquo;<strong>alleanza in salsa mafiosa</strong>, perch&eacute; quella &egrave; l&rsquo;unica cosa che credo li possa legare.</p>
<p>Il nostro partito non deve essere arroccato sul <strong>comparativismo</strong> e lo dico perch&eacute; in questi ultimi mesi abbiamo visto quanto importante  sia stata la difesa, soprattutto nei confronti dei magistrati.
  E se abbiamo visto e sentito, poco fa, <strong>Gioacchino Genchi</strong> parlare di magistrati straordinari che sono morti per questo paese, &egrave;  pur vero che ci sono dei magistrati, ex magistrati come Luigi (de  Magistris, ndr), magistrati come <strong>Clementina Forleo</strong>.  Per&ograve; guai a fare una difesa ad oltranza perch&eacute; ci sono anche magistrati  come Squillante e come Carnevale che bene farebbero ad essere fuori  dalle aule del tribunale perch&eacute; hanno <strong>mortificato</strong> la  giustizia italiana e nel riconoscere le devianze del potere che si sono  sviluppate nella politica italiana, attraverso la diretta discendenza  di <strong>Licio Gelli</strong>, <strong>Bettino Craxi</strong> e <strong>Silvio Berlusconi</strong>,  ognuno antenato e favoreggiatore diretto dell&rsquo;altro, dobbiamo svolgere  un presidio intelligente di libert&agrave;, legalit&agrave; e uguaglianza. E non  bisogna avere paura di farlo, n&eacute; bisogna essere timorosi di essere  additati perch&eacute; facciamo questo.</p>
<p>A proposito di magistrati non possiamo dimenticare l&rsquo;operato aberrante condotto dal <strong>CSM</strong>, a capo del quale c&rsquo;&egrave; quel simile <strong>Nicola Mancino</strong> che invece di dirigere l&rsquo;organo di autogoverno della magistratura, bene  farebbe a mettersi a disposizione della giustizia delle Procure di  Caltanissetta e Palermo con un rigurgito di memoria su ci&ograve; che avvenne  nelle settimane che precedettero la <strong>strage di Via D&rsquo;Amelio</strong>. E diciamolo chiaramente che questa causa &egrave; in corso un&rsquo;opera di revisionamento per infamare la stagione delle indagini di <strong>Mani Pulite</strong>,  la stessa pretesa di porre sotto processo i comportamenti illegali del  potere per sottrarre al controllo di legalit&agrave; gli apparati di potere.
  E&rsquo; sulla spinta di queste tendenze che proprio negli ultimi anni hanno  preso spinta e piede, aberranti posizioni politiche che dobbiamo avere  la forza di respingere.</p>
<p>Il declino del paese &egrave; favorito dal progressivo ammutolirsi anche della <strong>classe intellettuale</strong>,  sono davvero pochi gli intellettuali che fanno da pungolo e da  coscienza critica in questo Paese e si sono forse piegati, purtroppo,  alle logiche del tubo catodico. Se voi ci pensate, <strong>Pasolini</strong> oggi sembra veramente una reliquia, Pasolini sembra qualcosa che deve  essere assolutamente dimenticato. E la defaillance della classe  intellettuale &egrave; dimostrata anche dall&rsquo;indirizzo assunto dal giornalismo  italiano. A giornalisti liberi come <strong>Marco Travaglio</strong> e pochi altri, a cui permettetemi di aggiungere un nome a me caro quello di <strong>Beppe Alfano</strong>,  corrispondono moltitudini e falangi ed intere testate giornalistiche  che intendono i mezzi di informazione strumenti per nascondere la  realt&agrave; ed orientare il consenso. La recente campagna di disinformazione  lanciata nei giorni scorsi dal <strong>Corriere della Sera</strong> nei confronti di Antonio Di Pietro &egrave; un esempio mirabile. Esistono  frotte di giornalisti infeudati ai servizi segreti pi&ugrave; o meno deviati  ed invece si cerca di creare dal nulla un caso che non &egrave; mai esistito.</p>
<p>Il permanente processo al palazzo &egrave; un dovere della classe  intellettuale perch&eacute; senza di esso non potremmo avere assolutamente  nessun barlume di libert&agrave; e oggi pi&ugrave; che mai nel momento in cui non  esiste una libera informazione ma nel momento in cui spesso i  giornalisti fanno a gara per asservirsi al potere, per autocensurarsi  chi fa la differenza &egrave; la <strong>rete</strong> e il <strong>popolo di internet</strong>.
  Ed &egrave; per questo che dobbiamo continuare a porci a difesa di questo  strumento cosi come faremo proprio noi dell&rsquo; Italia dei Valori al  gruppo <strong>ALDE</strong> questa settimana, lunedi pomeriggio, perch&eacute; porteremo al Parlamento Europeo quello scandalo obbrobrioso del <strong>Decreto Romani</strong>. L&rsquo;hanno chiamato &ldquo;<em>un imponente adeguamento alla direttiva CEE</em>&rdquo;, vi assicuro che<strong> non esiste</strong> in nessun&rsquo;altra parte del mondo, neanche in <strong>Cina</strong>. L&rsquo;altro ieri ho ricevuto nel mio ufficio il responsabile di <strong>Google</strong> per l&rsquo;Europa che stranamente &egrave; venuto a ringraziarci e ha detto grazie  perch&eacute; state cercando di difendere la libert&agrave; di informazione su  internet.
  E proprio perch&eacute; sono venute fuori <strong>proposte liberticide</strong>,  bisogna avere oggi pi&ugrave; che mai un&rsquo;intransigenza determinata ed ostinata  per difendere quello che in questo paese potrebbe farci riapprovare  verso la democrazia, perch&eacute; questo &egrave; un paese ormai in piena fase  dittatoriale, non so se soft, perch&eacute; non mi interessa affermare se &egrave;  soft, so semplicemente che siamo in <strong>piena dittatura</strong>.</p>
<p>A questo punto, poich&eacute; il primo strumento della difesa pubblica,  dell&rsquo;ambiente, della giustizia, della libert&agrave; e dell&rsquo;informazione &egrave; la  rete dobbiamo rifarci a <strong>Piero Gobetti</strong> che diceva che : &ldquo;<em>l&rsquo;intransigenza &egrave; l&rsquo;unico valore e noi ne siamo i disperati sacerdoti</em>&rdquo;.</p>
<p>Tanto pi&ugrave; critica &egrave; la situazione del nostro Paese e tanto pi&ugrave; noi  dobbiamo avere la forza per difendere i valori che hanno creato questo  Paese. Ed io voglio chiudere ricordando le parole di una persona a me  cara, che ho conosciuto da cittadina italiana che era fiera di  identificarsi in lui e che oggi pi&ugrave; che mai lo rimpiange. Vorrei che ci  rifacessimo tutti quanti all&rsquo;insegnamento del caro <strong>Presidente Pertini</strong>: <em>non c&rsquo;&egrave; vera libert&agrave; senza giustizia</em>.</p>
<p><strong>Giustizia e libert&agrave; devono essere i cardini anche di questa nuova resistenza</strong>. Da l&igrave; bisogna muovere per prefigurare un&rsquo;<strong>alternativa</strong>. Riabituiamoci ad avere care giustizia e libert&agrave; e riabituiamo allo stesso modo il popolo italiano.</p>
<p><strong>Grazie</strong>.</p>
]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
        
         <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:01:38 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Illegittimo impedimento</title>
         <description><![CDATA[Riporto il video e il testo dell'intervista rilasciata a <strong>RepubblicaTv</strong>, oggi 4 febbraio 2010, dove rispondo alle domande degli spettatori in tema di "legittimo impedimento".<br>
<strong>Testo dell'intervista</strong><br>
<strong>RepubblicaTV: </strong><em>Quali sarebbero, secondo lei, i motivi per i quali si potrebbe dichiarare incostituzionale il legittimo impedimento?</em>
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Perchè sostanzialmente è un'amnistia e perchè il legittimo impedimento già c'è. Se si viene chiamati dal giudice, e in quel momento si è ammalati in ospedale, si è fatto un incidente, o è morta la moglie, il figlio, c'è un legittimo impedimento, è già previsto. Questa norma cosa dice? Che per il fatto che sei Ministro o Presidente del Consiglio non puoi andare. Avrà il tempo per andare al bagno, o no? Avrà un po di tempo per andare a sciare, o no? Avrà un po di tempo per andare con la sua Noemi, o no? Avrà un po di tempo per “escortare” a destra e a sinistra, o no? E un pochettino di tempo per andare a spiegare se quell'operazione “strana strana” l'ha fatta lui ce l'ha o no? Potevamo fare una norma in cui si deve concordare con la magistratura che, per esempio, nei quindici giorni successivi si troverà del tempo per rispondere alla domanda. La verità è che hanno usato questo stratagemma non per dire che si è impediti e non possono presentarsi, ma per dire che non possono venire mai siccome sono al governo.<br>
<strong>RepubblicaTV: </strong><em>Su questa questione del legittimo impedimento c'è un altro aspetto molto importante che chiama in causa il Presidente della Repubblica. Ieri c'è stato un incontro al Quirinale tra il Capo dello Stato e il Ministro della giustizia Alfano. Da quello che siamo riusciti a capire, sembra che da parte di Napolitano ci sia stata una sostanziale apertura sul provvedimento relativo al legittimo impedimento, il che lascia pensare che, con ogni probabilità, il Capo dello Stato firmerà questa legge quando sarà poi ratificata anche dal Senato. Ricordiamo che ora è stata approvata solo da un ramo del Parlamento. Lei, in più di un'occasione non è stato, come dire, tenero con Napolitano. In questa vicenda cosa si sente di dire?</em>
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Dai retta a me! Hai capito come funziona l'informazione? Hai capito come funziona la disinformazione? Se accusiamo il Governo e la maggioranza parlamentare di usare le istituzioni per farsi le leggi ad personam, per una persona sola, è un fatto gravissimo. Se dovessimo intercalare citando anche il Capo dello Stato, siamo noi ad essere attaccati, facendo passare in secondo piano l'affermazione principale. Non parlo del Capo dello Stato, faccia quello che deve fare e quello che crederà di fare. La Corte costituzionale, se è chiamata a verificare su questo punto, faccia quello che deve fare. Noi dell'Italia dei Valori vogliamo informare voi cittadini, perchè se quelli stanno in Parlamento a fare le leggi a loro piacimento qualcuno ce li ha mandati.  Una o due volte si può essere raggirati, la terza volta si diventa complici.<br>
<strong>RepubblicaTV: </strong><em>La posizione di Casini, che tra l'altro si è astenuto su questo voto, dice: "è meglio il male minore, è meglio il legittimo impedimento per un ristretto numero di politici, piuttosto che il processo breve che invece ammazza migliaia di processi importantissimi”.</em>
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Infatti ho detto: si diventa complici. La complicità fa male, ma sapesse quanto fa più male e dà fastidio essere Ponzio Pilato. Loro non hanno votato, noi diciamo che il legittimo impedimento è una norma criminogena, immorale e incostituzionale. Casini dice: “io non dico”. D'accordo. Ponzio Pilato ha detto: “io non prendo posizione”, ma la giustizia è stata ammazzata.<br>
<strong>RepubblicaTV: </strong><em>Ricordiamo che sono stati loro i primi a proporre il legittimo impedimento come provvedimento che serviva alla cosiddetta riduzione del danno, no?
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Si può accettare la regola in cui poichè questi non vogliono essere processati, e poichè noi dobbiamo fare i processi agli altri, non processiamo loro e processiamo gli altri? E' uno Stato di diritto o è uno Stato delle banane?]]></description>
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         <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:27:19 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Nucleare: la soluzione si chiama referendum</title>
         <description><![CDATA[Contro le regioni che non vogliono il nucleare, <strong>il Governo usa il bastone</strong>. Sfacciatamente ricorre alla consulta per far dichiarare incostituzionali le leggi regionali che rivendicano la loro autonomia sulle scelte energetiche, proprio come vuole, invece, la Costituzione.<br>
<strong>Di incostituzionale c’è solo la legge del Governo sul nucleare </strong>e se non sarà la Consulta a riconoscerlo lo faranno i cittadini italiani con il referendum abrogativo che noi dell’Italia dei valori abbiamo promosso. Ma non basta questa: il programma nucleare italiano ha già cominciato a presentare il conto. Per inseguire il miraggio delle centrali nucleari <strong>il governo si è dimenticato di rispettare gli impegni presi con l'Europa per il contenimento delle emissioni di gas serra e lo sviluppo delle energie rinnovabili</strong>. Le centrali, infatti, se pure si faranno (il pure riguarda il fatto che le centrali tipo EPR attualmente in costruzione stanno subendo gravissimi ritardi per inattese difficoltà realizzative, inerenti anche la sicurezza), non entreranno in funzione prima del 2020, mentre il contenimento delle emissioni deve essere effettuato entro il 2012. Per questa data l'Italia e il ministro <strong>Scajola </strong>non saranno pronti e non raggiungeremo gli obiettivi europei. <strong>Da qui le sanzioni monetarie, cioè vere e proprie multe</strong>.<br>
Questo costerà agli italiani la bella cifra di un miliardo di euro l'anno, mentre se avessimo avviato subito il programma per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico saremmo rientrati nei vincoli della direttiva 20-20-20 che vuole appunto, entro il 2020, il risparmio del 20% di emissioni e l'aumento del 20% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili e quindi avremmo avuto più energia verde e meno multe da pagare.<br>
Negli anni che vanno dal 2012 al 2020 <strong>l'Italia pagherà per l'infrazione comunitaria più di 9 miliardi di euro di sanzioni</strong>. Questo sarebbe pari al costo di due centrali nucleari, ai costi previsti da Scajola e dall'<strong>ENEL</strong>. O forse di una, poiché i conti di Scajola sono sempre truccati in difetto, per rendere appetibili le centrali nucleari. <strong>Noi sappiamo che in realtà una sola centrale nucleare costa più di 8 miliardi di euro</strong>. A questo costo di realizzazione il chilowatt nucleare, sommando anche i costi di stoccaggio delle scorie e di smantellamento degli impianti, <strong>è più caro di quello da fonti convenzionale e costa quasi quanto quello dell'eolico</strong>.<br>
Se qualcuno si chiede dove starebbe, allora, il guadagno dei gestori degli impianti nucleari, la risposta è semplice. Nella garanzia dello Stato di una lievitazione preordinata e sancita contrattualmente con i gestori degli impianti delle tariffe elettriche, attraverso un adeguamento costante delle stesse, in modo da garantire la congrua e forzosa remunerazione dell'investimento. <strong>Ecco il miracolo delle centrali nucleari: se ne fai una poi non puoi più spegnerla e devi pagarne i costi senza fiatare</strong>.<br>
Come si dice: se le conosci le eviti. Scajola, però, non ha questo problema. Lui non teme l'epidemia . Lui la diffonde. Un moderno untore nucleare. <strong>La protezione contro l'infezione nucleare si chiama referendum</strong>. ]]></description>
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         <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:47:44 +0000</pubDate>
      </item>
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         <title>Nasce l&apos;Associazione Lavoratori Vittime del Precariato</title>
         <description><![CDATA[Oggi nasce <strong>ALViP</strong>, l'Associazione Lavoratori Vittime del Precariato.<br>
Non è un'associazione. E' l'associazione, l'unica che per la prima volta si preoccupa di <strong>tutelare tutte le categorie di lavoratori</strong>, senza distinzione alcuna. Molte volte abbiamo dei problemi che sembra siano proprie delle nostre situazioni, ma riuscendo a scambiarci le idee ed entrando in contatto con altre realtà possiamo scoprire che i nostri problemi sono gli stessi di tanti altri lavoratori.<br>
L'associazione nasce in Lombardia, ma <strong>ha già dei riferimenti in tutte le regioni d'Italia</strong>. Ci auguriamo che la nostra rappresentatività possa aumentare, perché il nostro scopo è quello di mettere luce e porre evidenza su tutte quelle realtà che oggi sono al limite dello <strong>sfruttamento</strong>. In Italia non esiste una vera flessibilità, <strong>esiste una precarietà</strong> che è diventata lo stile di vita di tantissime persone.<br>
Siamo qui oggi per cercare di aiutare voi e aiutarci. Ricordiamo che in questo momento, mentre stiamo parlando, qualcuno è andato a cercare lavoro, qualcuno non lo ha trovato e qualcun altro lo ha perso. Per tutte queste persone, che sono tantissime e che tenderanno ad aumentare nonostante ci facciano credere che la crisi sia finita,  noi oggi ci siamo. <strong>Se non avrete la forza e il coraggio per parlare lo faremo noi per voi.</strong>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:47:06 +0000</pubDate>
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         <title>Verso il congresso: come seguire e come partecipare</title>
         <description><![CDATA[Il 5-6-7 febbraio si terra' a Roma il congresso nazionale dell’Italia dei Valori: <strong>l'alternativa per una nuova Italia</strong>. I dettagli dell'evento sono disponibili sul sito <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/congresso/index.php" target="_blank">www.italiadeivalori.it/congresso</a>.<br>
Al congresso parteciperanno <strong>3600 delegati per eleggere il Presidente nazionale</strong>, il <strong>Coordinatore nazionale Giovani IDV</strong>e la <strong>Coordinatrice nazionale Donne IDV</strong>. Oltre alle elezioni verranno presentate e discusse le mozioni ai dieci punti del programma attualmente pubblicati sul portale Idv.<br>
L’evento potrà essere seguito in diretta streaming, ma sono disponibili già da oggi anche i social media come <strong>Twitter </strong>e <strong>Faceook </strong>per consentire a chi volesse di cominciare ad interagire dalla pagina <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/congresso/index.php" target="_blank">www.italiadeivalori.it/congresso</a>. Durante le tre giornate tramite le due aree sarà possibile interagire anche con la sala del congresso ed i delegati (oltre che per ricevere aggiornamenti sui dispositivi di mobile-internet) che utilizzino le due piattaforme (ndr. TW e FB).<br>
Con <strong>Twitter </strong>sarà possibile pubblicare il proprio messaggio riportando nel testo il tag "<strong>congresso idv</strong>", questo accorgimento farà comparire il tweet anche all’interno della finestra nel sito del congresso.<br>
Con <strong>Facebook </strong>invece si potrà scrivere, accedendo con il proprio profilo, sulla bacheca contenuta nel sito. Il messaggio inserito comparirà oltre che nella bacheca del sito del congresso anche nel vostro profilo in automatico.<br>
<strong>Testo del video intervento</strong><br>
<em>La nostra vita è piena di tante realtà che si sono realizzate grazie alla determinazione di qualcuno che ha creduto nell’utopia: l’accendere comodamente la luce, volare, essere in collegamento col mondo grazie alla rete internet sono solo alcuni esempi. <br>
Anche Italia dei Valori nasce da un’utopia: nasce dalla necessità di una politica al servizio della collettività con tre precondizioni irrinunciabili: trasparenza – legalità e giustizia. <br>
Nasce dall’intuizione che fosse il momento di costruire un partito diverso, oltre le ideologie, in grado di coinvolgere persone oneste. <br>
L’intuizione che fosse il momento per costruire un progetto politico con al centro la giustizia sociale; il momento di dar vita a un partito diverso, in grado di contrapporsi al partito dei furbi interessati al benessere dei pochi a scapito dei Cittadini. <br>
Dopo l’esperienza di mani pulite e la presa d’atto che il “potere” stava attuando un ritorno al passato studiato a tavolino secondo una logica piduista, Antonio Di Pietro afferrava l’<strong>utopia del cambiamento</strong>. <br>
Assieme a lui la società civile a cui pian piano si avvicinavano validi amministratori delusi della vecchia politica …. insieme per dare voce prima al popolo bianco della lotta contro le mafie, poi al popolo arcobaleno della pace, oggi al popolo viola dell’indignazione verso un devastante modello berlusconiano. <br>
Quanta fatica, quanti sacrifici, quante delusioni.<br>
Ma quanta forza, quanta determinazione il sapere di aver visto oltre l’apparenza, quanto <strong>orgoglio</strong> il sentirsi parte attiva della costruzione di un futuro migliore. <br>
Ecco allora il forte senso di <strong>responsabilità</strong>, l’imperativo di dover costruire con coerenza e credibilità la casa delle persone perbene; una casa che mattone dopo mattone sapesse crescere nonostante il tentativo di farne crollare prima il pilastro principale (Antonio Di Pietro), poi i muri portanti dei nostri valori e infine con l’ultimo intento di delegittimare, con subdole lezioni di democrazia, quanto abbiamo costruito. <br>
Questo fine settimana celebreremo il nostro Congresso Nazionale e sarà chiaro a tutti che la nostra utopia, portata avanti con orgoglio, costruita con grande senso di responsabilità è diventata <strong>realtà</strong>. <br>
Oltre 3.600 delegati rappresenteranno, in occasione dei lavori congressuali presso l’Hotel Marriott di Roma, le quasi centomila persone che hanno aderito ad Italia dei Valori e partecipato alle 110 assemblee provinciali. <br>
Il 5-6-7 febbraio vivremo tre giornate arricchite dai contributi regionali emersi nelle 20 assemblee appena concluse, sentiremo interventi e mozioni, ascolteremo e voteremo le relazioni di chi, democraticamente, si candida alla guida dei dipartimenti donne e giovani. <br>
Dopo aver sentito perché IDV c’è, dopo aver colto l’importanza di avere IDV presente nella scena politica, dopo aver fatta nostra la lungimiranza di IDV quale lievito di una rinnovata alternativa di governo, dopo aver condiviso la strategia futura di IDV ... eleggeremo il presidente nazionale del partito. <br>
Vi sembra poco?<br>
E’ un momento importantissimo dove l’<strong>utopia </strong>a cui abbiamo creduto con <strong>orgoglio </strong>dedicando con <strong>responsabilità </strong>tante energie, sta diventando <strong>realtà</strong>. <br>
Una realtà  che ad altri dà fastidio, una realtà sicuramente perfettibile e migliorabile, una realtà che presuppone ancora tanto impegno da parte di tutti …  <br>
Ma una realtà concreta, necessaria per impedire che la nostra Costituzione sia smantellata, per tutelare il diritto al lavoro, per fare in modo che la bilancia della giustizia non penda a favore dei più furbi, per contrastare il ritorno al nucleare, per difendere la disponibilità dell’acqua dalla privatizzazione a vantaggio di pochi. <br>
Ci vediamo a Roma, intanto buon impegno a tutti!</em>]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/verso_il_congresso_2.php</link>
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         <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:04:23 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Legittimo impedimento: truffa legislativa</title>
         <description><![CDATA[Il legislatore sta preparando la soluzione finale con tre provvedimenti, servendosi del gioco delle tre carte. La prima carta è il processo breve. <strong>Berlusconi </strong>non vuole essere processato nella vicenda <strong>Mills </strong>ed allora, con una norma retroattiva, cancella il processo.<br>
La seconda carta è il <strong>legittimo impedimento</strong>: se il premier è impegnato politicamente è legittimato a non partecipare ai processi e, quindi, devono essere rinviati. Siccome lui è sempre impegnato, si realizza l'<strong>impunità permanente attraverso legge ordinaria</strong>.<br>
Terza carta? La modifica dell'<strong>articolo 3 della Costituzione</strong>. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge,<strong> tranne uno</strong>. Indovinate chi?<br>
Quella che è stata la culla del diritto è divenuta ormai<strong> la bara del diritto</strong>. Anzi, la terra dei bari del diritto, dei giocatori delle tre carte. Per favore almeno, non invocate l'Europa. Assumetevi la responsabilità di voler essere servi di un padrone che invece di perseguire gli interessi degli italiani piega le <strong>norme a suo uso e consumo</strong>.<br>
<strong>Testo dell'intervista:</strong><br>
<strong>Giornalista: </strong><em>Come giudica la protesta dei magistrati?</em>
<strong>Luigi de Magistris: </strong>La giudico legittima. E' un governo che sta massacrando la Costituzione, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, che fa passare il processo breve come una riforma della giustizia, quando invece è un provvedimento che interessa una sola persona. Che poi questo provvedimento crei un effetto collaterale, producendo l'azzeramento di centinaia di migliaia di processi dove a pagarne le conseguenze saranno le persone offese e le vittime di reato, questo non interessa al governo. E' una protesta giusta, legittima, pacifica e rispettosa delle istituzioni, ma in questo momento c'è bisogno di questo tipo di proteste.<br>
<strong>Giornalista: </strong><em>Come giudica il legittimo impedimento? C'è chi ha un apertura su questo provvedimento.</em>
<strong>Luigi de Magistris: </strong>E' una truffa legislativa, perché si dice che se uno ha attività politiche non può andare davanti al giudice. Siccome il Presidente del Consiglio considera come attività politica ogni cosa che fa, anche un viaggio in Costa Smeralda, non ci sarà mai nessun processo.
Ecco perché non è sufficiente il processo breve, che lo salva solo dai processi Mills e Mediaset, mentre il legittimo impedimento non consentirà di celebrare gli altri processi. Qualora ci sarà un magistrato che non consideri legittimo impedimento alcune attività del Presidente del Consiglio ci sarà, dopo il lodo Schifani e il lodo Alfano, il terzo lodo, uno scudo personale e definitivo a Berlusconi che non sarà più processato: verrà modificato l'articolo 3 della Costituzione, “la legge è uguale per tutti tranne che per il Presidente del Consiglio”.]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">giustizia</category>
        
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">video</category>
        
         <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 17:22:52 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Sacconi, ministro del non lavoro</title>
         <description><![CDATA[I dati che appaiono oggi sulla <strong>disoccupazione </strong>in Italia e su l’uso della <strong>cassa ordinaria e straordinaria</strong> da tempo sono noti all’Italia dei Valori. Da questi dati abbiamo ricavato precise proposte avanzate in Finanziaria e puntualmente respinte dal governo e che oggi riproponiamo chiedendo che l’economia, l’impresda sana, e l’occupazione a tempo indeterminato siano considerate emergenze nazionali.<br>
Ai dati resi noti oggi se ne aggiunge uno ben più drammatico nel 2010 <strong>oltre 400 mila lavoratori termineranno la cig ordinaria e straordinaria </strong>ed entreranno nel buio della disoccupazione e della mobilità .Purtroppo<strong> in Italia abbiamo un ministro del non lavoro</strong>, Sacconi, che si rifiuta di accettare le nostre proposte concertate e costruite con tutte le organizzazioni sindacali e condivise con le associazioni datoriali.<br>
Noi proponiamo il <strong>raddoppio immediato della cig ordinaria</strong>, la <strong>detassazione degli stipendi </strong>dei lavoratori e pensionati per rilanciare i consumi, i <strong>contratti di solidarietà</strong> per impedire i licenziamenti. Il governo italiano ha un grave, gravissima responsabilità: ha prima ignorato la crisi mentre oggi dichiara che questa è superata, impedendo cosi al nostro sistema economico di reagire almeno con gli stessi strumenti messi a disposizione da parte degli altri Paesi europei, a partire da Francia e Germania.<br>
L’Italia dei Valori comunque è vicina ai lavoratori di tutta Italia che in questo momento sono in difficoltà, dai dipendenti dell’<strong>Alcoa </strong>in Sardegna, agli operai siciliani dello <strong>stabilimento Fiat di Termini Imerese</strong>, a tutti <strong>i precari dei call center</strong> a rischio chiusura e soprattutto a tutti i numerosi invisibili che sono a partita Iva, prima malpagati e senza diritti e ora <strong>gettati nel buio del mercato nero</strong>.]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/lavoro/i_dati_che_appaiono_oggi.php</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">lavoro</category>
        
        
         <pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:44:18 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Caccia: Prestigiacomo, dimettiti</title>
         <description><![CDATA[Ho chiesto le dimissioni del ministro <strong>Prestigiacomo </strong>perche', per l'ennesima volta, e' stato sconfessato dalla sua maggioranza. L'ultimo schiaffo al ministro è avvenuto qui in Senato. Il testo dell'accordo, tra ministero dell'Ambiente, delle Politiche agricole e delle Politiche comunitarie sugli <strong>emendamenti in materia di caccia alla Comunitaria 2009  </strong>prevedeva che regioni e province autonome potessero determinare i limiti dei periodi  della caccia, sulla base di analisi scientifiche preventivamente validate dall'<strong>Ispra </strong>(istituto superiore protezione e ricerca ambientale). Invece, il testo licenziato dall'Aula allarga le maglie a interpretazioni estensive, senza le necessarie garanzie previste sulla <strong>tutela delle specie protette e migratorie</strong>.<br>
<strong>L'approvazione di questa vera e propria deregulation sulla caccia è vergognosa</strong> perché  apre a sicure nuove procedure d'infrazione comunitarie e prende in giro milioni di italiani. 
Le decisioni dell'on.le Prestigiacomo vengono continuamente ribaltate dal parlamento, addirittura con il parere favorevole dell'esecutivo.<br>
La prossima settimana in Senato discuteremo il <strong>Milleproroghe </strong>e, anche in questo provvedimento, la maggioranza sta per giocare un<strong> brutto scherzo in materia paesaggistica</strong> con gli emendamenti in materia di  sanatorie edilizie e aumenti di volumetria degli edifici senza limiti. A cosa serve - mi chiedo - un ministro dell'ambiente in un Governo che non fa che attentare all'ecosistema e alla biodiversità?]]></description>
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         <pubDate>Sat, 30 Jan 2010 18:14:51 +0000</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Ambrogio Mauri: imprenditore, onesto, suicida</title>
         <description><![CDATA[Oggi in un articolo de <strong>L'Espresso </strong>il giornalista <strong>Marco Travaglio</strong> racconta un fatto che avevo accantonato senza mai dimenticarlo. Un fatto lontano della mia vita da magistrato. Quelle poche righe hanno riportato alla memoria, intatto, il ricordo di un uomo: <strong>Ambrogio Mauri</strong>. Mauri è un eroe degli anni di <strong>Tangentopoli</strong>, un'imprenditore onesto che piuttosto che lavorare sotto il ricatto delle mazzette si è sparato un colpo di pistola al cuore. Questi sono gli eroi a cui vanno dedicate le vie e le piazze del Paese e che vanno celebrati dallo Stato al posto di coloro che hanno armato la mano della disperazione di Mauri.<br>
<strong>Ambrogio Mauri una vittima vera (di Marco Travaglio)</strong><br>
<em>La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell'aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un'azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell'Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l'inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell'Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. "I dirigenti corrotti dell'Atm", ricorderà Di Pietro, "gli avevano fatto una serie di soprusi.
Era una vittima del sistema e fu uno dei primi e dei pochissimi a collaborare spontaneamente. La testimonianza andò benissimo. Col tempo si creò un rapporto di stima e amicizia. Ci veniva a trovare in Procura, ci incoraggiava ad andare avanti. Ci diceva: meno male che c'è Mani Pulite, grazie al vostro pool sono tornato a credere nella giustizia. Si era illuso che potessimo ripulire l'Italia. Invece, dopo Tangentopoli, è scattata la vendetta". Nel 1996 Mauri fu escluso anche dalla gara bandita dall'Atm per la fornitura di cento autobus. Pochi mesi dopo scrisse poche parole su un biglietto: "Dopo Tangentopoli tutto è tornato come prima". E una lettera alla moglie Costanza: "Tu sei il mio primo e ultimo bene. Forse, se fossi stato più malleabile, le cose sarebbero andate diversamente e non ti avrei dato tutti questi problemi. Il mio suicidio è l'atto finale del mio amore". E si sparò. Anziché inviare un messaggio di cordoglio alla famiglia o partecipare ai funerali, durante le esequie i vertici dell'Atm convocarono una conferenza stampa per rivendicare l'"assoluta trasparenza" dell'ultima gara. I figli, che non avevano mai collegato il gesto paterno a quell'appalto, parlarono di "excusatio non petita".
Ecco, la prossima volta che le verrà il trip di cambiare nome a un parco di Milano, la sindaca Letizia Moratti potrebbe dedicarlo ad Ambrogio Mauri. La prossima volta che Renato Schifani cercherà una "vittima sacrificale di Tangentopoli" da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia di Ambrogio Mauri. La prossima volta che a Giorgio Napolitano scapperà la voglia scrivere alla vedova di un uomo trattato con "una durezza senza eguali", Giorgio Napolitano potrebbe rivolgerla a Costanza Mauri. Risparmierebbe pure sull'affrancatura: la signora non abita ad Hammamet, ma a Desio (Brianza, Italia).</em>
]]></description>
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         <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:30:11 +0000</pubDate>
      </item>
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         <title>Uno sguardo verso il futuro</title>
         <description><![CDATA[La situazione italiana è sempre più allarmante. Il centrodestra scardina l'equilibrio tra i poteri costituzionali e punta a realizzare una repubblica presidenziale <strong>nelle mani di un uomo solo</strong>.<br>
In questo momento così arduo IdV deve assumersi maggiori responsabilità. Sono milioni i cittadini di centrosinistra che non hanno più fiducia nella rappresentanza politica. IdV ha il compito principale di parlare loro, ascoltare le loro opinioni, <strong>costruire le basi di una nuova vittoria elettorale</strong> e così attuare nel modo più incisivo i principi costituzionali di uguaglianza e libertà.<br>
E’ un dovere per il partito ma prima ancora una necessità per il paese: ricostruire un’idea progressiva di società, riaffermare il primato dell’interesse pubblico sugli interessi privati, assicurare la salvaguardia dei beni comuni, dare a ogni individuo pari opportunità nella competizione sociale, <strong>garantire a tutti il reale diritto alla conoscenza</strong>.<br>
Il primo congresso del partito può e deve essere l’<strong>occasione per compiere un deciso salto di qualità</strong>. Prima di tutto dobbiamo dire con massima chiarezza che cosa si dovrà fare subito appena il centrosinistra sarà in grado di governare. E’ presto detto. <strong>Abrogare tutte le leggi ad personam, nessuna esclusa</strong>. Stabilire l’ineleggibilità e l’incompatibilità con ruoli di governo per i possessori di mezzi di comunicazione. <strong>Sciogliere il nesso Rai-Mediaset</strong>. Rendere indipendente la Rai dalla politica e introdurre un sistema che assicuri condizioni di parità tra tutti i potenziali competitori nelle reti private.<br>
Ma la politica in Italia è malata in profondità. La classe dirigente è sempre più percepita come minoranza organizzata per la propria riproduzione. E la legge elettorale ha rafforzato la convinzione. Dunque <strong>va cambiata la legge elettorale</strong>: i cittadini devono avere il diritto di scegliere la propria rappresentanza. Va imposta la più chiara pubblicità e trasparenza dei bilanci di partito.<br>
Misure per evitare che la politica diventi il meno rischioso e il più conveniente dei mestieri. <strong>Ridurre i privilegi degli eletti, facendoli cessare senza deroghe alla fine del mandato</strong>. Stabilire l’incompatibilità tra mandato elettivo e qualsiasi carica in aziende e attività di rilievo pubblico. Impossibilità di assumere per almeno cinque anni dalla fine del mandato elettivo cariche in aziende di rilievo pubblico.<br>
Il partito attuale è impari al compito. Nuova politica economica,  capace di produrre sviluppo sostenibile, equità e progressività dell’imposizione fiscale, impulsi dinamici al lavoro e alle imprese, scelte strategiche a favore di istruzione, ricerca, energie rinnovabili, possono risultare convincenti solo su proposta di un partito rinnovato da persone competenti, capace di interloquire con la cultura e soprattutto in grado di dare attuazione vigorosa all’articolo 49 della Costituzione: “<strong>Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale</strong>”.<br>
La nuova IdV esisterà solo quando avrà persuaso la vasta platea -che ora si limita a concederle il voto o il consenso occasionale e temporaneo- a dare il proprio consapevole contributo.<br>
Pubblico di seguito la mozione congressuale che presenterò al Congresso Nazionale del 5,6 e 7 febbraio a Roma, un rapido quadro dei provvedimenti da prendere appena il centrosinistra sarà tornato al governo. La mozione è aggiuntiva e non alternativa a quella di Antonio Di Pietro.<br>
Si prega tutti gli interessati a sostenere il senso di questa mozione di mandare la propria sottoscrizione alla mail <a href="mailto:francesco.pardi@senato.it">francesco.pardi@senato.it</a><br>
<a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/pardi_mozione2.pdf" target="_blank">Mozione congressuale</a> (<a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/pardi_mozionecongressuale.pdf" target="_blank">allegato 1</a> - <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/pardi_codiceetico.pdf" target="_blank">allegato 2</a> - <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/pardi_modifichestatuto.pdf" target="_blank">allegato 3</a> - <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/congresso/documenti/pardi_organidirigenti.pdf" target="_blank">allegato 4</a> -  - <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/congresso/documenti/pardi_diecipuntiprogrammatici.pdf" target="_blank">allegato 5</a>)]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/verso_il_congresso_con_uno_sgu.php</link>
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         <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:06:11 +0000</pubDate>
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         <title>Con il Popolo Viola a difesa della Costituzione</title>
         <description><![CDATA[Il 30 gennaio scenderemo di nuovo in piazza con il <strong>Popolo Viola</strong> per difendere la Costituzione.<br>
Il ministro <strong>Brunetta </strong>vuole cambiare l’articolo 1 perche', secondo lui, non vuole dire niente che una Repubblica sia <strong>fondata sul lavoro</strong>.<br>
Il ministro della Giustizia, <strong>Alfano</strong>, sotto dettatura di <strong>Berlusconi</strong>, prova sistematicamente a stravolgere l’articolo 3: "<em>tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, a meno che non siano presidente del Consiglio, della Camera, del Senato o della Repubblica</em>". Per fortuna, la Corte costituzionale gli ha spiegato che se la legge è uguale per tutti, non si possono fare eccezioni. Ma, evidentemente, i membri del Governo non digeriscono proprio tutta questa uguaglianza. E adesso ci stanno ritentando con il processo breve e il legittimo impedimento. Insomma, provano a far rientrare dalla finestra, quello che è stato buttato fuori dalla porta!<br>
<strong>Bondi </strong>e la <strong>Gelmini </strong>sognano una riforma dell’articolo 9: "<em>la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma i ricercatori devono restare precari e le famiglie devono adeguarsi silenziosamente ai tagli di fondi e personale</em>".<br>
Il sottosegretario Bonaiuti e l’ex-ministro delle Telecomunicazioni, <strong>Maurizio Gasparri</strong>, vorrebbero che l’articolo 21 dicesse: "<em>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ma se questo pensiero sarà diverso da quello del Governo non verrà trasmesso in televisione</em>".<br>
Tutti questi tentativi di riscrivere la Costituzione sono un segno di vandalismo istituzionale. Il Governo parla di riforme condivise: questa è la cipria con cui nasconde il <strong>bubbone delle leggi ad personam</strong>.<br>
Comunque, l’aggressione più forte è nei confronti della divisione e autonomia dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il Governo cerca di azzerare la funzione del Parlamento andando avanti a colpi di decreti legge, sottraendo così il potere legislativo ai legittimi proprietari, cioè Camera e Senato. E, allo stesso tempo, attacca continuamente la Magistratura sia verbalmente sia nei fatti approvando norme che non solo attentato all’autonomia e all’indipendenza dei giudici, ma ne esautorano la funzione.<br>
Insomma, questo Governo, che ha un progetto piduista diametralmente opposto ai principi fondanti della nostra Carta costituzionale, va fermato. <strong>Per questo, l’Italia dei Valori si mobilita insieme al Popolo Viola e tutti quei cittadini che chiedono il rispetto della democrazia e vogliono che Berlusconi vada a casa</strong>.<br>
A <strong>Roma </strong>il sit-in si svolgerà alle 15 in Piazza Santi Apostoli, mentre a <strong>Milano </strong>l'incontro dei manifestanti è previsto alle 16 in Piazza Mercanti. In ogni sit-in (la lista delle città e gli orari in cui si svolgeranno è disponibile sul sito <a href="http://30gennaio2010.wordpress.com/" target="_blank">http://30gennaio2010.wordpress.com</a>) saranno distribuite copie della Costituzione.]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:35:17 +0000</pubDate>
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         <title>Liberta&apos; di parola ai cittadini lombardi</title>
         <description><![CDATA[Il video qui di seguito è stato pubblicato su Youtube, nel dicembre 2009, dalla <strong>Regione Lombardia</strong>,  con lo scopo di creare un filo diretto coni cittadini. Si tratta di un breve messaggio del <strong>Presidente Formigoni </strong>con il quale il governatore inaugura ufficialmente un canale, aperto in realtà dalla stessa regione già il 30 ottobre 2007.<br>
L'operazione sarebbe encomiabile se non ci fosse un "ma". Infatti, nonostante le numerose visualizzazioni da parte dei cittadini - si parla di 55.000! - (grazie anche alla gran quantità di pubblicità commissionata a Youtube dalla Regione e <strong>pagata fior di quattrini pubblici</strong>) chiunque guardi il video e mandi un commento, non riceve risposta, né può visualizzare il suo o il commento di altri. <strong>Tutto è oscurato o filtrato</strong>.<br>
L'Italia dei Valori, che è un partito al servizio dei cittadini, pubblicando questo video, intende dare spazio a tutti coloro che vogliano lasciare un commento, <strong>senza censure, senza blocchi, liberamente e in maniera trasparente</strong>, al contrario di quanto fatto fino ad ora dalla Regione Lombardia. ]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica</category>
        
        
         <pubDate>Wed, 27 Jan 2010 14:55:50 +0000</pubDate>
      </item>
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         <title>Il centrosinistra e la ricerca dell&apos;anima</title>
         <description><![CDATA[Congratulazioni a <strong>Nichi Vendola</strong> che, con la sua caparbietà e passione, ha prima imposto al <strong>Partito Democratico</strong> quel grande esercizio democratico che sono le primarie e ieri ha dimostrato che quando la politica, aperta e trasparente, sa essere vicina ai cittadini vince ogni ostacolo. <strong>A lui va il nostro pieno appoggio</strong>, nella convinzione che ora vi siano le condizioni migliori per riconfermare il centrosinistra alla guida di una regione importante come la Puglia. Ma dalle primarie pugliesi arriva un segnale ben più significativo.<br>
Vi è nel centrosinistra, soprattutto nel PD, una significativa maggioranza della classe dirigente convinta di due cose, entrambe sbagliate. La prima è che in questo paese vi sia una inevitabile e fisiologica prevalenza elettorale del centrodestra. La seconda, in larga misura conseguenza della prima, che <strong>le alleanze abbiano una valenza esclusivamente elettoralistica</strong>, e che vadano, quindi, costruite a tavolino, volta per volta, come una specie di alchimia, mettendo insieme sigle, interessi, gruppi sociali, poteri.In quest’ottica, la scelta di un’alleanza preferenziale con l’<strong>UDC</strong>, della quale la Puglia doveva essere il laboratorio, per poi replicarla a livello nazionale, rispondeva a questa logica angusta. <strong>Un’alleanza di convenienza</strong>, fatta nella convinzione che per vincere si debbano prendere tout court pezzi del centrodestra e spostarli da questa parte, senza che a questo corrisponda un progetto politico per la gente o l’elaborazione di una visione culturale complessiva. Anzi, questa “<strong>alleanza a freddo</strong>”, proprio in quanto nasceva dai due errori di fondo di cui ho appena detto, portava in sé anche il germe del superamento del bipolarismo, concetto così caro a <strong>Casini</strong>, ma anche a <strong>D’Alema </strong>e ad una  parte non marginale della dirigenza PD.<br>
D’altra parte il ragionamento – se non fosse sbagliato nelle premesse – non farebbe una grinza: posto che la maggioranza degli elettori è di centrodestra, e non di centrosinistra, in un confronto bipolare, perderemo sempre. Meglio allora tornare al proporzionale dove “ognuno fa per sé” e le alleanze si fanno il giorno dopo il voto ….. a tavolino! <strong>Per fortuna gli elettori pugliesi del centrosinistra hanno bocciato</strong>, forse oltre ogni previsione, non solo e non tanto il candidato del PD, ma <strong>questa politica senza anima e senza cuore</strong>.<br>
Gli elettori italiani, in questi ultimi anni, hanno premiato il centrodestra anche perché, dopo la caduta del primo governo <strong>Prodi</strong>, il centrosinistra non è riuscito più a mettere in campo una coalizione degna di questo nome. Con un progetto chiaro e, soprattutto, condiviso. Quello che gli elettori hanno bocciato, al contrario, era proprio una <strong>coalizione avvertita come precaria</strong>, instabile, rissosa e conflittuale, oppure frutto proprio di quelle alchimie o convenienze elettoralistiche che non solo non salveranno mai il centrosinistra, ma lo condanneranno in perpetuo ad una dimensione minoritaria, come lo è (in ultima analisi) la cultura di chi le propone.<br>
Questo è il grande compito che, se vogliamo tornare a vincere, dobbiamo svolgere, tutti ed insieme, senza perdere  tempo. <strong>Ripartire dai valori, dalle idealità, da un progetto di ampio respiro</strong> dove una pluralità di soggetti politici si mette in discussione per offrire al paese un modello di governo valido per i prossimi 10 anni. Se vorrà anche l’UDC, ma secondo una scelta chiara e coerente. <strong>Bisogna ripartire da una politica fatta soprattutto di anima e cuore</strong>. Ma anche di cultura di governo. Quella cultura fatta di responsabilità e di positivo pragmatismo che non può più essere sacrificata a visioni ideologiche della politica.<br>
L’IDV è pronta a questa sfida. Vedremo se, nei prossimi giorni, anche il PD avrà il <strong>coraggio di cambiare marcia e ripartire dal cuore e dall’anima</strong>.<br>
<em><a href="http://www.massimodonadi.it" target="_blank">www.massimodonadi.it</a></em>]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/il_centrosinistra_e_la_ricerca.php</link>
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         <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:09:53 +0000</pubDate>
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         <title>La cultura politica del &quot;cuffarismo&quot;</title>
         <description><![CDATA[Ancora una volta non commento una sentenza penale. Ma non si puo', pero' attendere che si chiuda con una sentenza definitiva un procedimento per commentare i fatti ammessi o accertati, dai quali quel procedimento trae origine, e che sara' la sentenza definitiva a definitivamente qualificare come reati.<br>
I fatti, ammoniva George Bernard Shaw, sono argomenti testardi. La nota, accertata e sinanco ammessa <strong>frequentazione da parte di Cuffaro di esponenti mafiosi e il loro sostegno elettorale</strong>, la "promozione" politica anche con la elezione al Parlamento siciliano di esponenti delle forze dell'ordine infedeli allo Stato e fedeli a mafiosi e clientele, la presenza - in prima persona o per interposto congiunto - nel mondo degli affari (alberghi, cliniche private, investimenti immobiliari e aziende agricole), i sodalizi con imprenditori e banchieri beneficiari di risorse e privilegi regionali sono fatti che <strong>hanno profondamente condizionato la vita politica regionale e contribuito all'imbarbarimento etico della Sicilia</strong>.<br>
Quanti hanno avuto e tuttora hanno frequentazioni e sodalizi alla Cuffaro? La domanda non mira ad alleggerire la severissima critica a Cuffaro ma, al contrario, a denunciare il rischio che divenga "<strong>cultura politica</strong>" la spregiudicatezza nelle frequentazioni  e nei sodalizi di affari, l'<strong>accaparramento famelico di risorse pubbliche</strong>, la confusione tra pubblico e privato, il conflitto di interessi. <strong>Il "cuffarismo" come il "berlusconismo" sono una disastrosa perversione dei valori della politica</strong>, della economia, della cultura, e ciò a prescindere dalle sentenze penali di condanna, che per loro natura arrivano, comunque, sempre dopo che il danno è stato provocato.<br>
<strong>La politica deve lasciare la Magistratura svolgere il proprio compito in autonomia e indipendenza</strong>.<br>
Faccia invece la politica la propria parte censurando ed <strong>espellendo, non candidando, quanti hanno strane frequentazioni e utilizzano ruoli pubblici per accaparramento di privilegi e  risorse pubbliche</strong>.]]></description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/la_cultura_politica_del_cuffar.php</link>
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         <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:02:18 +0000</pubDate>
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