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Domenica 12 Settembre 2010 - ore 11:30
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Che film ha visto la Gelmini?
2 Settembre 2010
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Il Paese deve liberarsi di Berlusconi

Ieri sono stato a Torino alla Festa Nazionale del...
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2 Settembre 2010

DISOCCUPAZIONE, L’EMERGENZA CHE IL GOVERNO IGNORA




Autore Maurizio Zipponi Maurizio Zipponi

I dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat, se letti superficialmente, potrebbero indurre ad un facile quanto ingiustificato ottimismo. Ad una prima lettura, infatti, colpisce il numero dei disoccupati, sceso a luglio di 15mila unità rispetto al mese precedente, e passato dall’8,5 all’8,4 per cento.
In realtà le cose stanno diversamente. La disoccupazione è e resta, insieme ad una ripresa troppo lenta dell’economia, il vero problema del nostro Paese. Lo dice molto chiaramente l’Istituto Nazionale di Statistica: il numero dei senza lavoro a luglio è comunque cresciuto di ben 121mila unità rispetto allo stesso mese del 2009. Inoltre sempre a luglio di quest’anno diminuisce il totale delle persone occupate: meno 18mila rispetto a giugno, e meno 172mila rispetto a luglio 2009. Questo perché sono aumentate le persone che a causa delle troppe difficoltà rinunciano a cercare un’occupazione.
Il problema del lavoro nel nostro Paese è tanto più grave se si considera la situazione dei giovani. Quasi il 27% di loro (circa 1 su 4), tra 15 ai 24 anni, infatti, non riesce a trovare un impiego - una vera emergenza nazionale - e, cosa più grave, molti di questi ragazzi hanno rinunciato a cercarne uno. Oltretutto i pochi giovani che hanno un lavoro, tendono a concentrarsi in quei tre milioni di individui (maschi e femmine di ogni età) che compongono il bacino dei precari. Drammatica la situazione al Sud dove è disoccupato un giovane su tre.
Vanno poi considerati i 670mila lavoratori che nei primi sette mesi del 2010 sono finiti in cassa integrazione. Un dato, è vero, in calo del 25% ma che è tornato a salire del 9,8% proprio a luglio.
Numeri che sottolineano non tanto l’inadeguatezza, quanto la sostanziale mancanza di politiche del lavoro da parte del governo. Un governo che invece di preoccuparsi delle famiglie e delle difficoltà che queste affrontano quotidianamente pensa a risolvere i guai giudiziari del presidente del Consiglio riproponendo come prioritaria la legge - canaglia - sul cosiddetto ‘processo breve’.
L’Italia dei Valori, al contrario, ha fatto del lavoro il tema principale del suo Programma politico, indicando i punti per uscire da un’emergenza che il Governo Berlusconi finge di non vedere.
Pensiamo che occorra potenziare il ricorso ai contratti di solidarietà; disporre ammortizzatori sociali a favore di tutti coloro che ne sono privi a partire dai precari; abbattere il costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato; infine, stabilire un salario minimo d’ingresso per i giovani pari ad almeno 1.000 euro al mese. Solo così i consumi delle famiglie potranno tornare a salire, l’economia a crescere, il sistema-paese innescare un nuovo ciclo virtuoso.

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2 Settembre 2010

La difesa della scuola pubblica è nel nostro DNA




Martedì pomeriggio mi sono recato davanti a Montecitorio per incontrare i precari del mondo della scuola. Sono entrati in sciopero della fame per protestare contro i tagli da 8 miliardi che i ministri Tremonti e Gelmini hanno deciso per la scuola pubblica. Li ho incontrati per sottoscrivere un appello da loro rivolto a tutte le forze politiche. Condivido ogni parola di quell’appello, che è già nel nostro programma. Tanto che abbiamo creato un dipartimento specifico sulla scuola. E al primo posto abbiamo messo proprio queste due questioni: la restituzione del maltolto alla scuola pubblica e il passaggio al contratto indeterminato di tutti i precari. Noi dell’IdV ci stiamo impegnando al massimo, protestando in Parlamento, manifestando tutti i giorni nelle piazze: lunedì, ad esempio, abbiamo piantato la “tenda della legalità” contro ... continua

1 Settembre 2010

UNIVERSITA', I QUIZ NON HANNO NULLA A CHE FARE CON LA MEDICINA




Ci auguriamo che la protesta dei presidi e dei rettori delle facoltà di medicina di tutta Italia venga ascoltata dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini e dal governo, altrimenti L’Italia rischia di rimanere nel giro di un decennio senza camici bianchi. Domani, giovedì, inizieranno i test per la prova nazionale di medicina e chirurgia che vede impegnati oltre 90mila candidati per soli 8.755 posti. Una situazione insostenibile che non a caso sta provocando polemiche anche tra i diretti interessati, gli studenti e le loro associazioni. Giustamente, perché gli attuali test d'ingresso sono quiz utili per portare denaro nelle casse delle scuole private, ma non hanno nulla a che fare con la scienza medica; spesso anzi, impediscono ai più meritevoli l'accesso agli studi. E' necessaria una programmazione seria che ... continua

31 Agosto 2010

BERLUSCONI-GHEDDAFI: L’OBIETTIVO E’ IL CONTROLLO DELLA FINANZA ITALIANA




Autore La Redazione La Redazione
Il leader libico Gheddafi è arrivato a Roma con la sua grottesca “carovana”: la tenda piantata nella Città Eterna, la lezione di Corano alle hostess pagate all’uopo (con annessa conversione all’Islam di tre di loro), il carosello dei cavalli berberi, le soldatesse amazzoni. Il circo mediatico del Rais è servito, ad uso e consumo dei media; sia arabi, sia occidentali. “Fuffa”, come direbbe qualcuno, che nasconde - ma nemmeno tanto - ben altro. Il Trattato d'amicizia bilaterale firmato nel 2008 ha portato agli accordi per il controllo dei flussi migratori dalle coste libiche, e per sanare i danni causati dal colonialismo italiano al Paese arabo. Sia chiaro, stiamo parlando di un regime classificato come una delle peggiori dittature al mondo dalle organizzazioni umanitarie. Un regime dal quale molte nazioni occidentali ... continua
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Il nuovo sacco di Roma: le mani di Alemanno sulla città




Autore Vincenzo Maruccio Vincenzo Maruccio
Al centro del dibattito politico a Roma e nel Lazio, in questi giorni, c’è la riforma delle competenze amministrative, la cosiddetta bozza del decreto per Roma capitale. Si tratta di un decreto che dovrebbe essere approvato entro il 20 settembre dal consiglio dei ministri, e che ridistribuirà le competenze tra comune, provincia, regione e stato centrale. Il primo rilievo che muoviamo è di ordine costituzionale: non è possibile legiferare in una materia così complessa, che di fatto ridistribuisce i poteri assegnati dalla costituzione, attraverso una legge ordinaria. Occorre un ben più complesso iter, con una legge costituzionale, e di conseguenza un dibattito più ampio, in parlamento e in tutte le assemblee locali interessate. Entrando poi nel merito del documento, l’anomalia più evidente è la totale consegna di interi comparti alla ... continua
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30 Agosto 2010

BERLUSCONI HA PAURA DELLE URNE: L’IDV PER UNA COALIZIONE FORTE CHE LO MANDI A CASA




Autore La Redazione La Redazione
Il Cavaliere ha gettato la maschera. Anche lui ha paura delle urne. L'incontro di settimana scorsa tra Lega e Pdl è la prova che Berlusconi non è invincibile. E di questo il Centrosinistra (soprattutto i leader del Pd) dovrebbe tener conto. Dopo settimane di pretattica: “Se non c’è più una maggioranza si va subito al voto”, il presidente del Consiglio smentisce se stesso; merito o colpa dei suoi sondaggi che evidentemente lo danno in caduta libera. La montagna, infine, ha partorito il classico topolino: “Si va avanti, ma senza Udc''. L’annuncio l’ha dato Umberto Bossi uscendo, prima degli altri, dal vertice di maggioranza a Villa Campari. Niente elezioni anticipate e, soprattutto, no all’allargamento della maggioranza di governo a Casini. Risultato: il Governo non cade subito, ma non avrà vita facile, ... continua
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