20 Dicembre 2010
''L'unico vero potenziale assassino è Gasparri: è un assassino della democrazia''. Lo ha detto Antonio Di Pietro rispondendo al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che stamattina ha messo in guardia dalla presenza di ''potenziali assassini'' nelle manifestazioni di piazza degli studenti contro il governo. ''Governo e maggioranza
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A sentire le dichiarazioni del senatore Maurizio Gasparri, che non è un passante qualsiasi ma addirittura il capogruppo dei senatori di Berlusconi, c’è da provare un brivido alla schiena. Ed è impossibile non ricordare (come è capitato a me, da storico) che è stato il regime fascista di Benito Mussolini a parlare di arresti preventivi per chi voleva manifestare il proprio dissenso.
La Costituzione repubblicana sancisce invece, all’art. 21, che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Non bastasse l'articolo 21, gli altri principi contenuti nella carta del 1948 riaffermano ad ogni passo questa e le altre libertà fondamentali che sono alla base di una democrazia moderna.
E allora come fa il senatore Gasparri, che ha giurato sulla Costituzione, a dire una così grande e pericolosa sciocchezza? Forse bisognerebbe chiederlo all’esperto politico almeno con un’apposita interrogazione.
Se neppure i parlamentari osservano la costituzione, come fanno a fare il loro mestiere e addirittura a voler riscrivere le regole costituzionali?
Insomma le domande si affollano di fronte a questa come ad altre sortite di questi giorni.
Non sarà il caso di rimandare a scuola (o a casa) molti esponenti della maggioranza berlusconiana, a cominciare dal loro capo carismatico?
“Pur essendo a libro paga del ministero del Turismo, avrebbero svolto attività di partito”. Questo, nero su bianco, il verdetto della Corte dei Conti di Roma che, dopo la denuncia de il Fatto quotidiano, ha aperto un’istruttoria sull’attività del ministro Michela Brambilla e sul ministero del Turismo. L’ipotesi in campo è danno erariale per utilizzo di risorse pubbliche per lo svolgimento di attività diverse da quelle oggetto delle consulenze. Cosa avrebbe fatto il ministro Brambilla? Secondo quanto riportato dal quotidiano il Fatto, avrebbe affidato consulenze per rilanciare l’immagine dell’Italia ad una decina di persone di varia estrazione professionale ma con un minimo comun denominatore: avrebbero lavorato tutti nel settore dello spettacolo, nelle televisioni Mediaset e svolto attività presso i Circoli delle libertà di Silvio Berlusconi. Ovviamente, come era d’altronde immaginabile,
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Il 2010 sta per concludersi ed è tempo di bilanci. Purtroppo non sono affatto rassicuranti. Cattive notizie giungono da oltralpe, l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico) ha denunciato un drammatico scenario per l’occupazione giovanile: nel terzo trimestre del 2010, nei 33 Paesi aderenti all’organizzazione ci sono 3,5 milioni di giovani disoccupati in più rispetto allo stesso periodo del 2007 e almeno 16,7 milioni di ragazzi identificati come “neet” (Not in education, employment or training), ovvero i ragazzi che non studiano, non lavorano né cercano un impiego. La situazione italiana è anche peggiore: siamo penultimi nell’area Ocse per l’occupazione di ragazzi tra i 15/16 e 24 anni, pari soltanto al 21,7%, ben al di sotto della media degli altri Stati che è del 40,2%. Dietro di noi, magra
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Incidenti sul lavoro, infiltrazioni mafiose, federalismo fiscale e Roma Capitale. Sono solo alcuni dei temi di stretta attualità che avranno un'attenzione maggiore e un controllo più puntuale e stringente, grazie ad una proposta di legge, istitutiva di alcune commissioni speciali, approvata dal Consiglio regionale del Lazio lo scorso 13 dicembre. La proposta, passata con il solo voto contrario del Partito radicale, è stata votata anche dal gruppo consiliare dell'Italia dei valori d'intesa con il centro sinistra, e rafforzerà il ruolo dell'opposizione assegnandole un potere ispettivo e di controllo maggiore. Inoltre, grazie all'Idv, si è riusciti ad inserire importanti correttivi. Tra le commissioni speciali previste dalla proposta di legge, quella per la sicurezza sul lavoro, avanzata dal consigliere Idv, Claudio Bucci, è particolarmente importante, perché il Lazio è la seconda regione
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Il centrodestra si era presentato all’Italia come una coalizione attenta al mercato e alla concorrenza. In realtà, però, in questi anni il governo Berlusconi ha fermato il processo di liberalizzazione dei mercati e di privatizzazione delle aziende pubbliche, in particolare ha bloccato l’apertura dei servizi – penso alle professioni – e la liberalizzazione di quelli pubblici locali che svolgono varie funzioni legate ai cittadini e alle imprese economiche (energie, trasporti, smaltimento dei rifiuti…). Il fatto che queste prestazioni locali siano in gran parte, in quasi tutte le città italiane, affidate ai Comuni, spesso in regime di semimonopolio, ha diminuito i vantaggi che i cittadini avrebbero potuto ricevere dalle liberalizzazioni avviate dal governo Prodi e dai precedenti esecutivi del centrosinistra. Quindi si è creato un collo di bottiglia: le liberalizzazioni fatte
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Il primo capitolo di quella che tutti definiscono “la parentopoli romana” si è aperto con il caso Atac, l’azienda dei trasporti pubblici della Capitale. La storia è riassumibile con il numero di assunzioni a chiamata diretta negli ultimi due anni, 854, per un costo di circa 50 milioni di euro l’anno che in due anni equivalgono al deficit che sta portando al fallimento l’azienda. Nella lista ci sono tutti: congiunti dei dirigenti Atac, amministratori vicini politicamente all'ex a.d. Adalberto Bertucci (che prima di lasciare il suo posto si è auto assegnato una consulenza di oltre 200mila euro), parenti degli assessori, persino una cubista promossa alla segreteria della direzione industriale. E ancora: Francesco Bianco, ex Nar, e Gianluca Ponzio, già Terza Posizione, con alle spalle processi per rapina e omicidio; un
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