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Blog di Antonio Di Pietro

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DIMETTETEVI VII: giu' la maschera
3 Luglio 2009
Nell'attesa delle azioni legali del giudice della Consulta Paolo...
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DIMETTETEVI VI: la Corte abbandonata
2 Luglio 2009
Il Presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, nonostante un...
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3 Luglio 2009

Contro la mafia una rivoluzione culturale




Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”. E' la frase, solenne e profonda, di Giovanni Falcone, che fa da cornice alla grande iniziativa che si terrà domani a Pomigliano D'Arco, in provincia di Napoli, alle ore 16.30 presso la sala consiliare del Comune.

Il convegno, promosso dai “familiari delle vittime della mafia” al quale parteciperanno, tra gli altri, Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Salvatore Borsellino e il sottoscritto, rappresenta un'occasione preziosa di riflessione: non un ricordo tout court, solo rituale, dei drammi del passato, ma anche un momento per riaccendere i riflettori, ribadire ad libitum l'imprescindibilità di valori, come quello della giustizia, della legalità, dell'antimafia, sempre più umiliati ed offesi da una politica imbarbarita, svilita, avvitata su se stessa, incapace – perchè spesso non è suo interesse - di rispondere ai veri bisogni dei cittadini e di impegnarsi per costruire proposte concrete di rafforzamento dei diritti e della tenuta democratica.

Un incontro, quello di Pomigliano, che sarà un momento non solo di commemorazione ma anche un'occasione di coraggioso e fiero riscatto: da una città della profonda provincia di Napoli, un territorio segnato troppo spesso dal degrado sociale, dalla presenza invasiva della camorra e dove ad ancora troppi giovani è stato rapita anche la speranza per un futuro meno incerto, deve venire un segnale di speranza, di grande forza. Di ritorno del primato dell'etica nella politica.

L'antimafia deve tornare tra le priorità della politica perchè la mafia, la camorra, la 'ndrangheta ogni giorno continuano a prosperare, a diffondersi, a uccidere. Nel silenzio di tanti, troppi. Questo governo ha appena approvato dei provvedimenti iniqui, assurdi e contrari ai valori della Costituzione, utili solo ad alimentare una propaganda becera ed insulsa e che di fatto renderanno ancora più debole chi lo è già e ancora più feroce chi è già forte. La vera lotta alla criminalità e all'illegalità – al contrario - si fa innanzitutto colpendo i tentacoli di questo “mostro”, una vera e propria metastasi presente nella politica, nelle istituzioni, nella società, nell'economia. Una piovra che contamina, distrugge, influenza, che va affrontata non solo con leggi serie e risorse economiche adeguate (sebbene il governo Berlusconi abbia clamorosamente fallito anche su queste priorità, su cui peraltro si era impegnato in campagna elettorale. Alla faccia della sicurezza!) ma anche, e soprattutto, investendo nel grande capitale umano, quello sano, per arrivare ad una grande rivoluzione culturale.

Sostenere chi merita e isolare la subcultura della violenza e delle commistioni di comodo. Un nuovo senso di comunità, un nuovo vigore alla battaglia antimafia: principi fondamentali per misurare la qualità di una democrazia. Qualità che in Italia è messa sempre più a dura prova da un sistema politico inquinato, tossico, grigio, che avviluppa anche un'informazione troppo spesso prona alle esigenze della propaganda. E quando un diritto viene squalificato a mero strumento di esercizio del potere, significa che la democrazia è in pericolo. Ed allora è giunto il momento di dire basta, di cominciare a ribellarsi, di lavorare insieme per riscattare territori piegati dalla violenza, dalla sopraffazione, dalla subcultura.

Diceva Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale dell'indifferenza, delle contiguità e quindi della complicità”. Ogni giorno, in Italia, ognuno di noi viene privato di un pezzettino di libertà: quella di riuscire a trovare un lavoro sano, di poter vivere con tranquillità nella propria città, di non dover essere costretto ad aver paura. Ed un diritto negato a un cittadino è un diritto negato ad un'intera società. E l'antidoto per una società in pericolo è unirsi, tutti. Facendo, ognuno per il suo ruolo e le sue responsabilità, fronte comune per debellare un cancro che continua ad innervare la nostra bella Italia. Una ribellione necessaria per condurre una grande, magnifica, fondamentale, corale battaglia di civiltà.


2 Luglio 2009

Ronde: insicurezza medievale




Il problema della sicurezza dei cittadini dovrebbe essere al centro delle politiche di qualsiasi tipo di governo. Per l'Italia dei Valori è un tema fondamentale su cui intendiamo da sempre - e lo faremo anche per il futuro - porre la nostra attenzione. Devo dire però che ci sembra di vivere in un incubo in queste settimane: stiamo affrontando il tema delle ronde. Le ronde non sono un'invenzione della Lega, le ronde sono associazioni di cittadini che nel Medioevo, pensate, e si occupavano della sicurezza del territorio. Ma stiamo parlando appunto del Medioevo, quando non c'era lo stato di diritto, quando non c'era la democrazia, quando la legalità non si sapeva cosa fosse, cioè stiamo parlando del Medioevo. E oggi la Lega col governo di centrodestra ripropone le ronde. Io ... continua

1 Luglio 2009

G8: appello alle first ladies




Anche le donne del''Italia dei Valori aderiscono alla richiesta proveniente dal mondo della cultura, in particolare dalla professoressa Chiara Volpato, rivolta alle First Ladies del mondo che dovrebbero venire al G8. Vogliamo unirci a questo appello per sollecitare l'attenzione di queste donne, che rivestono un ruolo importante accanto a uomini importanti, per evidenziare la totale disgregazione che sta avvenendo nel nostro Paese a seguito degli ultimi eventi e delle ultime notizie sui comportamenti tenuti dal nostro Premier, Silvio Berlusconi. Non stiamo parlando di reati, ci penserà la magistratura ad accertarli, ma questo non ci interessa. Come donne dell'Italia dei Valori ci sentiamo di affermare che i comportamenti tenuti dal Premier sono deprecabili dal punto di vista morale ed etico. Credo che le First Ladies darebbero un bel segnale, forte, se ... continua

30 Giugno 2009

Pino Maniaci assolto




Autore Sonia Alfano Sonia Alfano
Il direttore di Telejato, Pino Maniaci, non ha mai richiesto l'iscrizione nell'albo dei giornalisti. Il 30 marzo 2009 è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista, nonostante il 10 luglio 2008 fosse già stato assolto con formula piena in un altro processo per la stessa accusa, perché il fatto non sussisteva. Chi vuole colpire la liberta' di stampa, in verita' vuole colpire al cuore la democrazia; perche' una democrazia per sopravvivere ha bisogno di una stampa indipendente e autorevole. Pino Maniaci e' un uomo libero e un giornalista con la schiena dritta che non obbedisce a padrini o a padroni, un giornalista che non ha timidezze o cautele nel raccontare i fatti. A Pino esprimo tutta la mia solidarieta' e mi auguro che prosegua serenamente, ed ... continua

29 Giugno 2009

Malati terminali: governo insensibile




Dopo l'inserimento del testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento nel calendario del prossimo trimestre di lavori della XII Commissione mi sembra giusto ribadire che questo Governo ha dimostrato, in quest'anno di legislatura, di essere molto più sensibile all'inizio-vita e al fine-vita piuttosto che al tratto intermedio, che verosimilmente interessa i comuni mortali ed in particolare a quel tratto terminale che riguarda i malati che soffrono. L'aver sottratto le risorse economiche attraverso un'informale lettera del Presidente della Commissione Bilancio, On. Giorgetti che ha svuotato di fatto di ogni contenuto un testo condiviso in Commissione anche dalle opposizioni e al quale si è arrivati dopo mesi di lavoro, rappresenta a mio avviso un inequivocabile segnale di insensibilità di questo Governo a questioni per noi irrinunciabili in un Paese che si definisce civile. ... continua

28 Giugno 2009

L'ombra di un nuovo indulto




In Commissione Giustizia, nella qualità di capogruppo Italia dei Valori, ho posto un problema fondamentale per la democrazia e per i lavori parlamentari. I disegni di legge presentati dall'intero gruppo Italia dei Valori, che a termine di regolamento dovrebbero essere fissati nel calendario dei lavori della commissione entro due mesi, a distanza di circa un anno non sono stati ancora fissati, e le nostre numerose interrogazioni parlamentari, atti ispettivi formulati al governo, non hanno ancora ricevuto risposta. In Commissione Giustizia ho posto delle richieste di informativa, termine di regolamento al governo e al ministro della Giustizia, sul problema dell'edilizia penitenziaria e sul problema delle risorse finanziarie. Questo sistema di ignorare il lavoro dei parlamentare, di impedire che i disegni di legge vadano avanti e che vengano esaminati, ci ha veramente ... continua

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