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      <title>Italia dei Valori</title>
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         <title>Andrea Zanoni</title>
         <description>Membro del Gruppo dell&apos;Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l&apos;Europa
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Europarlamentare</category>
        
         <pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:59:37 +0000</pubDate>
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         <title>L’ombra sinistra del fascismo </title>
         <description>A sentire le dichiarazioni del senatore Maurizio Gasparri, che non è un passante qualsiasi ma addirittura il capogruppo dei senatori di Berlusconi, c’è da provare un brivido alla schiena. Ed è impossibile non ricordare (come è capitato a me, da storico) che  è stato il regime fascista di Benito Mussolini a parlare di arresti preventivi per chi voleva manifestare il proprio dissenso.
La Costituzione repubblicana sancisce invece, all’art. 21, che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Non bastasse l&apos;articolo 21, gli altri principi contenuti nella carta del 1948 riaffermano ad ogni passo questa e le altre libertà fondamentali che sono alla base di una democrazia moderna. 
E allora come fa il senatore Gasparri, che ha giurato sulla Costituzione, a dire una così grande e pericolosa sciocchezza? Forse bisognerebbe chiederlo all’esperto politico almeno con un’apposita interrogazione.
Se neppure i parlamentari osservano la costituzione, come fanno a fare il loro mestiere e addirittura a voler riscrivere le regole costituzionali? 
Insomma le domande si affollano di fronte a questa  come  ad altre sortite di questi giorni. 
Non sarà il caso di rimandare a scuola (o a casa) molti esponenti della maggioranza berlusconiana, a cominciare dal loro capo carismatico?</description>
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         <pubDate>Mon, 20 Dec 2010 13:58:24 +0000</pubDate>
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         <title>Di Pietro: Gasparri assassino di democrazia</title>
         <description> &apos;&apos;L&apos;unico vero potenziale assassino è Gasparri: è un assassino della democrazia&apos;&apos;. Lo ha detto Antonio Di Pietro rispondendo al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che
stamattina ha messo in guardia dalla presenza di &apos;&apos;potenziali assassini&apos;&apos; nelle manifestazioni di piazza degli studenti contro il governo. &apos;&apos;Governo e maggioranza - ha dichiarato il leader Idv - continuano a provocare e tentano con la repressione di far tacere il disagio sociale. Alimentano la violenza, soffiando sul fuoco, con prese di posizione e azioni di stampo fascista.  Tutto ciò - ha sottolineato Di Pietro - è gravissimo, ed è lo specchio dei peggiori regimi. Per questo motivo, bisogna stare lontani dai vari Gasparri e non certo dalle legittime e pacifiche manifestazioni di piazza&apos;&apos;.</description>
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         <pubDate>Mon, 20 Dec 2010 10:55:40 +0000</pubDate>
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         <title>Se canti &quot;Silvio c&apos;è&quot; la Brambilla ti premia</title>
         <description><![CDATA[“Pur essendo a libro paga del ministero del Turismo, avrebbero svolto attività di partito”. Questo, nero su bianco, il verdetto della Corte dei Conti di Roma che, dopo la denuncia de il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/17/brambilla-la-corte-dei-conti-indaga-sui-consulenti/82455/">Fatto quotidiano</a>, ha aperto un’istruttoria sull’attività del ministro Michela Brambilla e sul ministero del Turismo. L’ipotesi in campo è danno erariale per utilizzo di risorse pubbliche per lo svolgimento di attività diverse da quelle oggetto delle consulenze. Cosa avrebbe fatto il ministro Brambilla? Secondo quanto riportato dal quotidiano il Fatto, avrebbe affidato consulenze per rilanciare l’immagine dell’Italia ad una decina di persone di varia estrazione professionale ma con un minimo comun denominatore: avrebbero lavorato tutti nel settore dello spettacolo, nelle televisioni Mediaset e svolto attività presso i Circoli delle libertà di Silvio Berlusconi. Ovviamente, come era d’altronde immaginabile, lei si è difesa da ogni accusa, in piena retorica berlusconiana: sono addebiti infondati e strumentali nel tentativo di gettare discredito sull’azione di governo. I contenuti di tali articoli, ha poi ribadito la ministra, sono assolutamente privi di fondamento e volti unicamente a strumentalizzare fatti e circostanze di tutt'altra portata, come troppo spesso accade in Italia. Manco a dirlo si è scatenato tutto lo stato maggiore di governo e della maggioranza a sfoderare per la signora ministra la più arguta e sentita difesa d’ufficio. L’immancabile ministro Gianfranco Rotondi: è corretta, chiarirà tutto. E’ arrivata anche la difesa accorata di Ignazio La Russa, un po’ interessata per la verità visto che, dalla denuncia della trasmissione Report, il figlio Geronimo si sarebbe aggiudicato una consulenza all’Aci grazie alla signora dei salmoni. Si è scomodato persino l’ineffabile presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto che, per l’occasione, ha fatto sfodero di cultura del giallo, citando i dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Non sono riusciti a far fuori Berlusconi, ora ci provano con i ministri uno ad uno. E, infine, Sandro Bondi, quello che ha rivolto un appello accorato ai compagni a ritirare la mozione di sfiducia che pende anche sulla sua testa per il disastro di Pompei. Desidero esprimere la mia piena solidarietà al ministro Brambilla per la solita brutale, infondata e completamente inventata campagna di denigrazione che scatta ormai come una caccia all'uomo da parte della sinistra: queste le parole del ministro dei Mali Culturali. Infondata campagna, innocente ministra, sarà. Noi, come d’altronde il ministro, attendiamo sereni e pazienti i risultati dell’istruttoria della Corte dei Conti con un “ma” grande come una casa. Se la Corte dei Conti dimostrerà in maniera incontrovertibile che gli addebiti a lei contestati risultano veri, un istante dopo chiederemo al ministro del Turismo di dimettersi. Saremo degli inguaribili romantici delle istituzioni, ma un ministro che avrebbe usato il suo dicastero come ufficio di collocamento di supporters di partito e i soldi pubblici per pagare i sostenitori dei Circoli della Libertà del suo capo partito, ha una sola strada davanti: quella delle immediate dimissioni]]></description>
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         <pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:43:16 +0000</pubDate>
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         <title>Fiat, Zipponi: Sacconi conferma servilismo del governo</title>
         <description>Si apriranno questa settimana le contrattazioni tra la Fiat e i sindacati che, secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, potrebbero essere definite entro Natale. «Le affermazioni di Sacconi confermano, per l&apos;ennesima volta, il servilismo e l&apos;inutilità del governo Berlusconi nella vicenda Fiat – ha commentato Maurizio Zipponi, responsabile del Dipartimento Lavoro e Welfare dell’Italia dei Valori -. Il ministro della disoccupazione, infatti, ha assecondato in tutto e per tutto l&apos;azienda e Marchionne, ignorando sistematicamente le richieste legittime dei lavoratori». Zipponi ha fatto anche notare che «negli Stati Uniti e nel resto d&apos;Europa chi governa è riuscito a far prevalere gli interessi nazionali e a mantenere un settore strategico come quello dell&apos;auto in Italia, invece, abbiamo finanziato la Fiat per anni e oggi Marchionne si concede persino il lusso di insultare il Paese e gli operai, utilizzati come capro espiatorio per coprire la drammatica perdita di mercato dell&apos;azienda. Una strategia – ha concluso il parlamentare - che ha ricevuto la benedizione del governo, che sin dal primo giorno di legislatura, ha pensato esclusivamente ad attaccare i diritti dei lavoratori».</description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">cronaca</category>
        
        
         <pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:39:38 +0000</pubDate>
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         <title>Ocse: cresce la disoccupazione giovanile, Italia penultima</title>
         <description>Il 2010 sta per concludersi ed è tempo di bilanci. Purtroppo non sono affatto rassicuranti. Cattive notizie giungono da oltralpe, l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico) ha denunciato un drammatico scenario per l’occupazione giovanile: nel terzo trimestre del 2010, nei 33 Paesi aderenti all’organizzazione ci sono 3,5 milioni di giovani disoccupati in più rispetto allo stesso periodo del 2007 e almeno 16,7 milioni di ragazzi identificati come “neet” (Not in education, employment or training), ovvero i ragazzi che non studiano, non lavorano né cercano un impiego. La situazione italiana è anche peggiore: siamo penultimi nell’area Ocse per l’occupazione di ragazzi tra i 15/16 e 24 anni, pari soltanto al 21,7%, ben al di sotto della media degli altri Stati che è del 40,2%. Dietro di noi, magra consolazione, c’è soltanto l’Ungheria con il 18,1% di giovani occupati.  Un vero e proprio crollo, se si pensa che nel 1999, il 27,3 dei giovani aveva un posto di lavoro.
In un periodo così nero, coloro che hanno trovato un impiego sono considerati privilegiati, ma la loro condizione non è certo invidiabile. Sempre l’Ocse, infatti, denuncia che il 44,4% di chi ha un lavoro è precario e il 18,8% ha contratti part-time.  Il dato più sconfortante è quel 15,9% di ragazzi che non studiano né lavorano: 16,7 milioni di persone che vivono senza far nulla, loro malgrado. Secondo l’Ocse 6,7 milioni di questo gruppo sono alla ricerca di un posto di lavoro ma altri 10 milioni hanno addirittura smesso di cercare perché scoraggiati dalla situazione.  Sono ragazzi che non credono più in un futuro migliore, ai quali sono stati tolti anche i sogni e la possibilità di fare progetti.
Questo quadro sconfortante è confermato anche dal Centro studi di Confindustria che in una ricerca parla di una diminuzione, dal primo trimestre 2008 al terzo trimestre 2010, del numero di occupati in Italia pari a 540mila persone, alle quali si aggiungono le ore di Cassa integrazione guadagni che hanno un impatto pari a 480mila unità di lavoro. Il numero dei disoccupati a ottobre 2010 era di 2,167 milioni, più del doppio rispetto ad aprile 2007. Confindustria non lascia spazio a previsioni ottimistiche nemmeno per il prossimo anno, stimando che “il numero delle persone occupate continuerà a diminuire nel 2011”, con un calo atteso dello 0,4%. Il tasso di disoccupazione toccherà il 9% nel quarto trimestre 2011 e “inizierà a scendere molto gradualmente nel corso del 2012”.
L’Italia fotografata nel pieno della sua crisi economica sembra essere diversa da quella della quale parla Silvio Berlusconi. Il governo vive rinchiuso nel Palazzo ignorando l’insofferenza  che regna in tutti gli strati sociali, dagli studenti delle superiori che non sanno se verrà tolto loro il diritto di studiare in università pubbliche ai neolaureati che continuano a mandare curricula senza ricevere alcuna risposta, passando per i precari a 800 euro al mese, per coloro ai quali il Capodanno coinciderà con lo scadere del contratto e per le migliaia di operai in cassa integrazione. I ministri preferiscono sminuire le manifestazioni, bloccare i cortei e attribuire le rivolte a pochi facinorosi. È più facile dire che il problema non esiste piuttosto che affrontarlo con proposte concrete.
L’Italia dei Valori continuerà, ora più che mai, a difendere il diritto al lavoro dei cittadini e soprattutto dei ragazzi, facendo proprio l’invito dell’Ocse rivolto a tutti gli Stati affinché “vengano lanciati programmi d’intervento che forniscano un’efficace assistenza alla ricerca di lavoro per i diversi gruppi di giovani”. Tra gli 11 punti del programma Idv c’è una seria riforma dello stato sociale che prevede nuovi e più adeguati ammortizzatori sociali e misure di stimolo all’occupazione, come ad esempio l’abbattimento del costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato, un salario minimo d’ingresso per i giovani pari ad almeno mille euro al mese, la copertura dei periodi di assenza per maternità, malattia e infortunio per le partite Iva con un reddito inferiore a 20.000 euro l’anno.
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         <pubDate>Sun, 19 Dec 2010 14:16:21 +0000</pubDate>
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         <title>Orlando: da Franceschini scuse per tardare alleanza</title>
         <description>Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, commenta il video messaggio di Franceschini proponendo al Pd di guardare oltre il 14 dicembre. «Ribadiamo con chiarezza e determinazione la condanna di chi, nel Pd come nell&apos;IdV – ha detto Orlando - con il proprio comportamento ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori. Adesso ci chiediamo però se Franceschini non stia andando alla ricerca di scuse per evitare di rispondere, per i soliti contrasti interni al Pd, alla proposta strategica, da noi avanzata, di costruire con serietà un&apos;alternativa di governo per contrastare Berlusconi oggi e il berlusconismo domani». </description>
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         <pubDate>Sun, 19 Dec 2010 09:40:26 +0000</pubDate>
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         <title>Lazio: con nuove commissioni speciali, più controlli e trasparenza </title>
         <description>Incidenti sul lavoro, infiltrazioni mafiose, federalismo fiscale e Roma Capitale. Sono solo alcuni dei temi di stretta attualità che avranno un&apos;attenzione maggiore e un controllo più puntuale e stringente, grazie ad una proposta di legge, istitutiva di alcune commissioni speciali, approvata dal Consiglio regionale del Lazio lo scorso 13 dicembre. 
La proposta, passata con il solo voto contrario del Partito radicale, è stata votata anche dal gruppo consiliare dell&apos;Italia dei valori d&apos;intesa con il centro sinistra, e rafforzerà il ruolo dell&apos;opposizione assegnandole un potere ispettivo e di controllo maggiore. Inoltre, grazie all&apos;Idv, si è riusciti ad inserire importanti correttivi. 
Tra le commissioni speciali previste dalla proposta di legge, quella per la sicurezza sul lavoro, avanzata dal consigliere Idv, Claudio Bucci, è particolarmente importante, perché il Lazio è la seconda regione italiana per incidenti e morti bianche; una vera e propria piaga sociale sulla quale già nella scorsa legislatura è iniziato un percorso di iniziative e finanziamenti, che senza nuovi impulsi rischierebbe di interrompersi.
Urgente è anche la Commissione d&apos;Indagine sulle infiltrazioni mafiose. Prova ne è lo scioglimento per mafia di diversi comuni laziali come Nettuno. Mentre altri, vedi Fondi ma non solo, dove l&apos;Idv ha svolto un&apos;importante azione politica, sono in odore di infiltrazioni malavitose. A Roma, inoltre, sono stati accertati ingenti investimenti da parte della criminalità organizzata e la magistratura ha sequestrato attività commerciali usate dalla &apos;ndrangheta per riciclare i proventi di traffici illeciti. Il quadro preoccupa l&apos;Italia dei valori che da tempo denuncia il fenomeno, a differenza della destra laziale che ha sempre cercato di minimizzarlo. L&apos;istituzione di questa commissione, quindi, insieme a quella sul federalismo fiscale e Roma Capitale, è un importante dato politico che l&apos;Italia dei valori rivendica. Per Roma Capitale, soprattutto, siamo alla vigilia di un cambiamento normativo che riguarda tutta la Regione e sono molti i problemi ancora da risolvere, soprattutto di carattere normativo. Esiste, infatti, il rischio che vengano escluse dalla riforma aree del territorio della provincia di Roma, con ripercussioni negative sul loro sviluppo economico. 
E&apos; importante sottolineare che l&apos;istituzione di queste nuove commissioni non peserà sul bilancio del Consiglio e non ricadrà sulle spalle dei cittadini. Grazie all&apos;impegno trasparente e puntuale del gruppo Idv, infatti, è stato approvato un articolo secondo il quale i costi di queste commissioni saranno coperti riducendo i contributi ai gruppi politici presenti in Consiglio regionale. Quindi togliendo fondi alla partitocrazia per restituirli al ruolo delle Istituzioni. Un segnale importante in un momento così difficile per il nostro Paese. 
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         <pubDate>Sun, 19 Dec 2010 09:28:00 +0000</pubDate>
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         <title>Di Pietro: Napolitano sciolga le Camere</title>
         <description>«Prima il Capo dello Stato scioglie le Camere e meglio è». Lo ha dichiarato Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sottolineando la difficile situazione in cui si trova tutta l’Italia. «L&apos;Italia dei Valori - ha aggiunto Di Pietro - crede che bisogna partire da una constatazione: il Governo Berlusconi sul piano politico non ha più una maggioranza. Può solo contare su un voto in più, un voto in meno per vivacchiare e assicurare la propria impunità. Ma dovere verso i cittadini è quello di offrire e trovare le condizioni per avere un Governo e un Parlamento che si occupino dei problemi di lavoro, occupazione, giovani, Mezzogiorno e tutte le altre questioni prioritarie sul tappeto. Per questa ragione - ha concluso il presidente dell&apos;Idv - noi riteniamo che prima il capo dello Stato scioglie le Camere e meglio è».</description>
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         <pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:20:51 +0000</pubDate>
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         <title>Privatizzazioni contro parentopoli e scarsa efficienza</title>
         <description>Il centrodestra si era presentato all’Italia come una coalizione attenta al mercato e alla concorrenza. In realtà, però, in questi anni il governo Berlusconi ha fermato il processo di liberalizzazione dei mercati e di privatizzazione delle aziende pubbliche, in particolare ha bloccato l’apertura dei servizi – penso alle professioni – e la liberalizzazione di quelli pubblici locali che svolgono varie funzioni legate ai cittadini e alle imprese economiche (energie, trasporti, smaltimento dei rifiuti…). Il fatto che queste prestazioni locali siano in gran parte, in quasi tutte le città italiane, affidate ai Comuni, spesso in regime di semimonopolio, ha diminuito i vantaggi che i cittadini avrebbero potuto ricevere dalle liberalizzazioni avviate dal governo Prodi e dai precedenti esecutivi del centrosinistra. 
Quindi si è creato un collo di bottiglia: le liberalizzazioni fatte a livello centrale si sono bloccate a quello locale perché incontrano dei monopoli gestiti da enti pubblici. Su questo fronte c’erano diverse proposte di legge mai portate avanti. 
Noi dell’Italia dei Valori siamo convinti che sia importante riprendere il processo di apertura di questi servizi, non perché crediamo in assoluto che il privato sia meglio del pubblico ma perché in concreto pensiamo sia necessario rimuovere i monopoli che di fatto riducono i benefici dei cittadini, mantengono prezzi più alti per i servizi erogati, offrono una qualità più bassa rispetto a quella che si avrebbe se fossero offerti in regime di concorrenza. C’è un altro fattore che bisogna tenere in considerazione: in questi giorni a Roma è stato scoperto che in molte aziende municipalizzate, che offrono servizi pubblici locali, sono state assunte decine e decine di persone vicine al centrodestra e in particolare all’ex Alleanza Nazionale (il partito del sindaco Gianni Alemanno). Questa commistione tra politica e economia è uno dei fattori che ci fa ritenere che sia necessario dare la gestione di questi servizi ai privati perché probabilmente sarebbero molto più attenti alle assunzioni. Abbiamo scoperto che sono stati assunti parenti, amici, segretari, spesso privi di titoli di studio e curricula pertinenti, di competenze adeguate per ricoprire le funzioni a loro assegnate; tutto questo in un momento storico in cui migliaia e migliaia di persone perdono il loro posto di lavoro, tantissimi giovani vivono in una situazione di precariato lavorativo. Ecco, proprio quando le persone “normali”, senza parentele importanti, sono costrette a cercare lavoro con grande fatica, gli amici degli amici di chi governa la capitale vengono assunti con estrema facilità nelle aziende municipalizzate. 
Noi dell’Idv non siamo in astratto contro le aziende pubbliche ma siamo contro l’abuso che si fa di queste aziende, perciò pensiamo che sia importante avviare la liberalizzazione delle imprese pubbliche locali per garantire ai cittadini una migliore qualità dei servizi, tariffe più basse, innovazione tecnologica e per evitare che tali aziende diventino una riserva di privilegi per coloro che governano gli enti locali.  </description>
         <link>http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/economia/privatizzazioni_contro_parento.php</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">economia</category>
        
        
         <pubDate>Sat, 18 Dec 2010 08:58:50 +0000</pubDate>
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         <title>AGGIUNGI UN POSTO ALL&apos;ATAC</title>
         <description>Il primo capitolo di quella che tutti definiscono “la parentopoli romana” si è aperto con il caso Atac, l’azienda dei trasporti pubblici della Capitale. La storia è riassumibile con il numero di assunzioni a chiamata diretta negli ultimi due anni, 854, per un costo di circa 50 milioni di euro l’anno che in due anni equivalgono al deficit che sta portando al fallimento l’azienda. Nella lista ci sono tutti: congiunti dei dirigenti Atac, amministratori vicini politicamente all&apos;ex a.d. Adalberto Bertucci (che prima di lasciare il suo posto si è auto assegnato una consulenza di oltre 200mila euro), parenti degli assessori, persino una cubista promossa alla segreteria della direzione industriale. E ancora: Francesco Bianco, ex Nar, e Gianluca Ponzio, già Terza Posizione, con alle spalle processi per rapina e omicidio;  un esercito di mogli, cugini, fratelli, figli. Tutti assunti senza selezione e con retribuzioni elevate. Tutto questo mentre emergevano i dati del numero elevatissimo di corse che ogni anno saltano, con buona pace dei passeggeri che aspettano alle fermate, e un inquietante caso di appalti gonfiati sulle forniture di pezzi di ricambio delle vetture.
Un insulto a tutti i romani, coloro che usufruiscono di mezzi pubblici sempre più scadenti, quelli che hanno figli in cerca di occupazione, chi passa la vita a studiare e si vede scavalcare nella ricerca di un impiego da persone che possono mettere nel curriculum solo le famigerate &quot;conoscenze&quot;. Uno scandalo che non concede margini di difesa.
Il secondo capitolo, con le stesse modalità ma con dimensioni se possibile maggiori si è aperto su Ama, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, della manutenzione dei giardini e di numerosi altri servizi. Ancora una volta i numeri parlano chiaro: 1400 assunzioni, a chiamata diretta, in due anni e mezzo, in un&apos;azienda che ha in tutto 7mila dipendenti. Sono state così pagate tutte le cambiali elettorali di Alemanno e dei suoi seguaci, e qualche assunzione è servita pure per accontentare gli alleati. Gli effetti concreti di queste nuove assunzioni in ogni caso ai cittadini non sono pervenuti: la città è sempre più sporca.
Ora si sta per aprire il terzo capitolo, quello che riguarda Acea, l’azienda quotata in borsa ma a maggioranza pubblica, che si occupa di energia e acqua. Ma non mancano altre segnalazioni di assunzioni sospette nelle altre aziende della galassia capitolina.
Alemanno si è difeso dicendo di essere all’oscuro di tutto. Salvo poi accettare le dimissioni del suo capo scorta, al quale ha sistemato entrambi i figli nelle due municipalizzate. Il sindaco ha anche ammesso una carenza di controllo e ha annunciato  un “segno di discontinuità” rispetto al passato. Parole che non significano niente e alle quali proviamo noi a dare un senso, sotto forma di consiglio: le dimissioni.</description>
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         <pubDate>Fri, 17 Dec 2010 14:23:05 +0000</pubDate>
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         <title>Di Pietro a Bersani e Vendola: organizziamoci entro Natale</title>
         <description>«È inutile che ci giriamo attorno. Tanto alla fine saremo noi tre: Idv, Pd e Sel. E quindi, a questo punto, formalizziamo subito la coalizione. Se matrimonio deve essere, sposiamoci entro Natale». Antonio Di Pietro sollecita così Pd e Sel a rompere gli indugi e a strutturare la coalizione. «Ho parlato qui alla Camera con Bersani e ho telefonato a Vendola – continua Di Pietro -. Ho detto a tutti e due che, visto che il terzo polo si è organizzato, a maggior ragione è ora che lo facciamo anche noi. Non possiamo stare a guardare mentre gli altri si strutturano: lanciamo la coalizione entro Natale». Di Pietro spiega poi: «Sia Bersani che Vendola mi hanno chiesto 24 ore. Per me se ne possono prendere pure di più. E comunque chi deve decidere è Bersani perché Vendola, come me, sta aspettando le risposte del Pd. Io a Bersani dico che aspettare le decisioni dell&apos;Udc è come rincorrere la luna. Meglio uscire subito allo scoperto ma ho l&apos;impressione che il Pd, prima di dire sì a noi, vuole vedere se c&apos;è qualcosa di meglio di Di Pietro...». Sull’ipotesi di un’alleanza con il terzo polo, il leader dell’Italia dei valori chiarisce che «loro stanno in mezzo e devono fare una scelta. Se vogliono un&apos;alleanza con il centrosinistra devono entrare nel centrosinistra. Non pensino di fare intese dopo il voto, perché significa prendere voti per venderseli il giorno dopo»</description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">cronaca</category>
        
        
         <pubDate>Fri, 17 Dec 2010 12:54:15 +0000</pubDate>
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         <title>UNIPOL: DI PIETRO, PREMIER RESTA L&apos;UTILIZZATORE FINALE</title>
         <description>Sul rinvio a giudizio di Paolo Berlusconi per la vicenda Unipol, il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha fatto notare che “come al solito, ancora una volta, Silvio Berlusconi se la cava scaricando tutte le sue responsabilità sul fratello Paolo. Era già successo in occasione dell&apos;inchiesta sulla corruzione della Guardia di Finanza, durante Mani Pulite, e sta succedendo ora con la richiesta di archiviazione della sua posizione”. Il presidente dell’Idv aggiunge che «la cosa certa è che il premier, anche in questo caso, di fatto risulta essere l&apos;utilizzatore finale delle false accuse a Fassino per la vicenda Unipol. Al di là delle responsabilità penali, per le quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Paolo Berlusconi, Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli, è stata commessa una violazione enorme delle regole processuali e del segreto istruttorio al fine di screditare l&apos;avversario politico. L&apos;intercettazione fra Fassino e Consorte fu regalata a Silvio Berlusconi alla vigilia di Natale nella sua Villa d&apos;Arcore. E il gradito omaggio – conclude Di Pietro - fu utilizzato dal premier, tramite Il Giornale di famiglia, per delegittimare l&apos;allora segretario dei Ds”.</description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">cronaca</category>
        
        
         <pubDate>Fri, 17 Dec 2010 09:50:31 +0000</pubDate>
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         <title>Successo Idv in Europa: Kessler presidente dell&apos;Olaf</title>
         <description>Arriva da Strasburgo, in questa fine 2010 una buona notizia, la nomina di Giovanni Kessler alla direzione dell&apos;Olaf, l&apos;Ufficio antifrodi dell&apos;Unione europea, un organo molto importante che vigila con poteri ispettivi diretti sul buon utilizzo dei fondi europei che spesso, e soprattutto nel nostro paese, sono utilizzati per altri fini che non quelli istituzionali.
Si tratta di una vittoria importante per l&apos;Italia, dopo molti schiaffi ricevuti soprattutto durante la fase si nomina dei vari ambasciatori dell&apos;Unione europea che ha penalizzato pesantemente il nostro paese. Una vittoria, quindi, anche del sistema italiano che ha fatto in buona parte quadrato intorno alla candidatura di Giovanni Kessler ma, devo dire, soprattutto una vittoria per l&apos;Italia dei valori. 
La Commissione del controllo dei bilanci che ha atteso, come dire, la regia di questa nomina, presieduta da Luigi De Magistris, ha infatti avuto un ruolo determinante in questa nomina. E credo che abbiamo fatto bene, l&apos;anno scorso, neoeletti al Parlamento europeo, a negoziare in una trattativa che all&apos;epoca non fu assolutamente facile per noi dell&apos;Idv, la presidenza della Commissione del controllo dei bilanci, per una persona come De Magistris che abbina le capacità politiche alle sue straordinarie conoscenze come magistrato, soprattutto e non solo, nel campo delle frodi comunitarie. 
Si tratta quindi di una grande soddisfazione perché quella di Kessler era una candidatura tutt&apos;altro che scontata; c&apos;erano dei concorrenti assai agguerriti, appoggiati da Stati che hanno un peso specifico nelle trattative europee assai pregnante e anche candidati interni all&apos;organizzazione, o comunque appoggiati dall&apos;Olaf stessa, oppure candidati dietro ai quali si poteva intuire forse la presenza di qualche potere forte come la Massoneria. 
L&apos;Olaf, infatti, ripeto, ha un ruolo cruciale; ha bisogno anche di un nuovo slancio e di qualche riforma e noi crediamo che Kessler sia la persona giusta: ha avuto un&apos;esperienza come politico, come magistrato, si è occupato molto anche di supervisione elettorale, ha quindi quel tipo di capacità multidisciplinare che, abbinata peraltro alla sua ottima conoscenza linguistica (si tratta del resto di un cittadino italiano di minoranza linguistica tedesca) , fa si che con lui penso, l&apos;Europa avrà  la persona giusta in un settore estremamente cruciale. Ripeto, anche se c&apos;è stato un concorso generale per questa nomina che era tutt&apos;altro che scontata, credo che l&apos;Italia dei valori possa giustamente e, in particolar modo Luigi De Magistris come presidente della Commissione controllo bilanci, vantarne il merito principale. 
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">politica estera</category>
        
        
         <pubDate>Fri, 17 Dec 2010 09:44:20 +0000</pubDate>
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         <title>Di Pietro a Bersani e Vendola: costruiamo l&apos;alternativa di governo</title>
         <description>Antonio Di Pietro sollecita Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola a costruire subito, entro Natale, la coalizione di centrosinistra per contrastare il formarsi del Terzo polo. &quot;Due aree ben precise si sono strutturate in Parlamento - dice il presidente dell&apos;Italia dei Valori -. Pdl e Lega da una parte e un’area di mezzo, che si è messa in coordinamento e che deve scegliere se lavorerà in appoggio o in antitesi a Berlusconi. Si deve costituire necessariamente un&apos;area di opposizione oggi e di alternativa domani ben chiara, riconoscibile&quot;. Di Pietro crede “nel sistema bipolare&quot; e considera ambigua la scelta di &quot;un Terzo polo che prende il voto ai cittadini senza dire con chi si allea, per fare cosa e con quale responsabilità di governo. Quello vuole dire solo prendere il voto per venderselo dopo”.</description>
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         <pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:25:30 +0000</pubDate>
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