Giustizia
<< 7 Proposte di Legge per la Sicurezza e la Giustizia
PER LA CERTEZZA DELLA PENA
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presentazione di: Gruppo IdV Senato
categoria: Giustizia stato lavori |
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In questa Proposta di legge si prevede l’innalzamento della pena per tutti i reati commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale e sugli infortuni sul lavoro, si inaspriscono le pene per la violenza sessuale commessa da chi abbia un rapporto di convivenza con la vittima, e per il reato di maltrattamenti in famiglia. |
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Commenti
secondo me sarebbe molto opportuna una modifica del c.p. e c.p.p per i reati di evasione fiscale con un inasprimento delle pene e la carcerazione immediata senza appello se le prove sono inconfutabili ( come si usa in USA) inoltre il sequestro dei beni per l'importo non pagato.
Il reato di evasione fiscale a mio parere, dopo l'omicidio premeditato, è il più grave reato che un cittadino possa compiere in quanto, oltre a non contribuire allo sviluppo sociale ed economico (sono stimati credo circa 200 MILIARDI di evasione all'anno, quanto ci si potrebbe fare con questi soldi !!!!) è un furto perpretato ai danni di tutti i cittadini che pagano. Si potrebbero innalzare le pensioni minime, gli stipendi, i finanziamenti alle pmi con un conseguente aumento del pil e un incremento dei consumi. Altro che le manovrine che tolgono a chi già si trova in difficoltà.
Saluti
Postato da: roberto gianantoni | 26.06.10 13:57
GENTILI,MEMBRI,POLITICI,,LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, E UNA ESSENZIALITA,INELUTTABILE,MA NON SI METTE MAI MANO ALLA FONTE DEI GUAI,CIOE LA CORRUZIONE POLITICA DILAGANTE,,SONO,CON IL,ON UE DE MAGISTRIS, CON IL,PARTITO,DELLE MANETTE, ,MA NON DOBBIAMO,ESSERE ,UN POPOLO, INCIVILE E ABERRANTE LA STORIA NON CI CONSENTE IL,FATTO,OK,E POI,CE IL,VATICANO, E LE LEGGI MORALI,CHE CI DICONO,IL,CITTADINO,CARCERATO,VA RIEDUCATO,OVVIO,NON FACENDONE DEI MIRACOLATI,POI,UNA CERTEZZA DELLA PENA MA EQUA,,E UN CARCERE PIU SOLIDALE DOVE NON SI BUTTANO,LI,PERSONE ,A CASACCIO,,,MA ,CERCANDO,DI,CAPIRE COME E COSA SPINGE UN ESSERE UMANO,A SBAGLIARE ,SIGNORI,CI,VUOLE PSCOLOGIA DEL,DETENUTO,E DEL,AZIONE PENALE E DEI LAVORATORI DEL,COMPARTO,POLIZIA PENITENZIARIA,,E ORA VI PARRA STRANO,MA IO,TROVO,CHE TUTTO,QUESTO,MONDO,GIURIDICO,POLITICO,CARCERARIO,,DEMANDANDOLO,SOLO,AL,,MINISTRO,ALFANO,CHE DA SICILIANO,E PERSONA CATTOLICAMENTE PREPARATA E UNO CHE STA FACENDO,IL,POSSIBILE,MA PER FARE SI CHE IL,POCO,POSSIBILE,SI POSSA FARE PROPONGO,UN ARISTIZZIO,POLITICO,TRA PDL,E,IDV,,ALMENO,SUL,CAMPO,GIUDIZIARIO,,UNA BICAMERALINA.PLITICA ALLA CAMERA,, UDC,IDV,PDL,,,OK,SE VOLETE ,UNA IDEA IO,LHO,MESSA SUL,PIATTO,IL,MIO,RUOLO,E QUELLO,POLITICO,VOI, MEDITATECI SU E VEDETE CHE FORSE IO NON FACCIO,SOLO,,PETIZIONI,ALLA CAMERA O,INCHIESTE,PARL,,MA BEATITUDINI,BICAMERALI,OK,IL,POETA,MATTEO LA CARA,,,DA,VERCELLI,
Postato da: matteo,la cara | 31.01.10 17:10
So di andare un po' contro corrente, ma io sono per la certezza della "finalità" della pena, come dice l'art. 27 della Costituzione. Dico questo non perchè non comprenda e non partecipi al dolore delle vittime del reato, ecc. ecc. ,ma perchè credo ancora che, come ha detto qualcuno di cui non ricordo il nome, la civiltà di un popolo si vede da come si trattano i bambini ed i detenuti(o qulcosa del genere....mi scuso per l'ignoranza!)Lavoro nell'Amministrazione Penitenziaria, assistente sociale in un Ufficio di Esecuzione Penale Esterna che si occupa di Misure Altrenative al carcere (Affidamento in prova al Servizio Sociale ed altro). Sono 20 anni che lavoro, ho visto persone che strumentalizzano i benefici dell'Ordinamento penitenziario, non avendo alcuna intenzione di cambiare vita che entrano ed escono dal carcere come da un albergo. Ho visto persone che hanno ben utilizzato la pena sia durante la detenzione sia durante la fruizione della Misura alternativa (Affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà).Ho visto Servizi del territorio, Enti Locali, associazioni ecc. che hanno fatto un buon lavoro insieme a noi per un vero reinserimento e "rigenerazione" di un condannato. Ho visto e vedo quanto insufficiente sia il personale civile dell'Area Pedagogica all'interno degli Istituti di pena. Se sono pochi i polizziotti penitenziari, infinitamente in numero inferiore sono gli educatori e gli psicologi. Ho visto quanto l'istruzione, il lavoro, le attività laboratoriali (teatro ecc.)diano veramente "senso" alla pena ed offrano una nuova possibilità a chi ha commesso un crimine.Ho visto che le nostre carceri sono piene prevalentemente di tanti...che non sono neanche capaci di essere "bravi" delinquenti!Ho visto che "Libera" ha fatto incontrare "vittime e carnefici" Alle vittime o ai familiari non si può chiedere, come a volte stupidamente si fa, il perdono, ma si può forse cercare di far comprendere loro ed a tutti i cittadini, che l'unica vera certezza della pena non è solo il trascorrere del tempo, di tutto il tempo della condanna, " a pane ed acqua" ed al "fresco" , ma la qualità di questo tempo. Dobbiamo chiedere allo Stato che il delinquente stia in carcere per affrontare un percorso evolutivo e di cambiamento e che venga fatto veramente, con personale specializzato. In qs. tempi oscuri va diffusa la cultura che sta dentro l'art.27 Cost.La punizione deve avere un senso ed un fine AltrimentiIoAcheServoNonSoloFannullonaPureLadra ahahaGRAZIEAUGURI
Postato da: ornella murciano | 19.12.09 22:15
Vorrei sapere quali reazioni delle opposizioni si avranno alle ultime dichiarazioni di Berlusconi di voler modificare la Costituzione per togliere il potere alla Magistratura
Postato da: Lorenzo Puleo | 10.12.09 12:32
In questa Italia, mi permetto di dire che questa sembra una legge perfetta.
Postato da: Stefano Pieroni | 07.07.09 10:59
Inasprimento. Finchè si parla di reati economici, finanziari mi può anche stare bene.
Molti reati però derivano dalle condizioni sociali in cui un individuo versa. Forse in alcuni casi, invece di inasprire le pene, dato che il reato è gia stato commesso, si dovrebbe intervenire sulla società ad eliminare le cause che portano un individuo a delinquere. Facile fare i giustizialisti se avete avuto una vita normale. Facile per uno sfortunato continuare ad esserlo.
Meno diritto penale, più sociologia, per cotesia.
Postato da: Andrea Sassini | 02.07.09 17:51
Sono d'accordo con Giacomo: facciamo in modo di avere le carceri che servono. Inizialmente ne serviranno molte, perchè una buona metà di italiani ci finirà dentro :) ma poi pian piano la situazione tornerà normale e gli edifici potranno eventualmente essere convertiti in qualcosa di altrettanto utile.
Postato da: Matteo Balestrieri | 17.06.09 22:31
Qualcuno diceva che questo porterebbe al collasso dei carceri...si potrebbero costruire piu carceri o meglio sfruttare strutture gia costruite ma abbandonate ovviamente ristrutturandole e lo stato potrebbe recuperare i fondi attraverso il lavoro svolto dai detenuti (gia loro svolgono lavori interni con il quale guadagnano un pò di soldi per le commissioni, sigarette saponi ecc) potrebbero svolgere servizi per lo stato ad esempio pulire le strade (come gia accade in america) o fare l'operaio dove i soldi vanno per la maggior parte allo stato (come pagamento del vitto e dell'alloggio al carcere come una sorta di albergo forzato)
Postato da: Giacomo | 17.06.09 18:41
Per avere la certezza bisogna abolire tutti gli sconti.
33% per rito abbreviato
25% per buona condotta
(Ogni 6 mesi 45 giorni) fatto questo la certezza dell'espiazione dovrebbe essere certa.
L'ergastolo deve tornare ad essere FINE PENA MAI.
Buon lavoro
Postato da: mario congiusta | 11.05.09 20:53
Prima di tutto Grazie.
Eccetto un paio di punti sui quali non ho esperienza, sono d'accordo, quasi emozionato, dalle proposte.
.-A mio avviso andrebbero costruiti altri carceri, ma meglio se esistesse un modo per far lavorare in maniera redditizia i carcerati, alcuni di loro sapranno pur fare qualcosa di lecito!! se costretti.
..-Le norme stradali ci sono, vanno fatte rispettare, inasprire le pene non cambierà nulla ma peggiorerà la situazione, l'uso intelligente della tecnologia invece può far rispettare le leggi che già esistono, la certezza della pena in questo caso porterà ad un addolcimento almeno nelle contravvensioni.Non mi riferisco a tutori o autovelox ma a veri impianti obbligatori all'interno delle automobili, i cervelli in italia per fare queste cose ce ne sono a volontà...se non sono ancora fuggiti tutti...
Ringrazio dell'opportunità di poter dire la mia.
Postato da: Matteo Pasuini | 01.04.09 16:50
1) Sospendere la prescrizione dal primo grado di giudizio
2) Abrogare le attenuanti generiche.
3) Eliminare il GUP (non fisicamente però :-D ).
4) Aumentare (e, in qualche caso, diminuire) le pene con la condizione, però, che la pena inflitta sia INTERAMENTE scontata in carcere.
5) Introdurre un valore medio al posto del massimo e del minimo.
6) Abrogare la legge Gozzini o, almeno, modificarla da "senza demerito" a "con merito".
7) Impossibilità di comunicare con l'esterno tranne che negli orari di visita (e, magari, aumentando un po' il numero di giorni di visita mensili - anche se qui non so nulla di quanto prescriva la normativa).
8) Sanzioni più pesanti, a parità di reato, per coloro che sono personaggi e/o funzionari pubblici.
9) Per i processi a carico di personaggi e/o funzionari pubblici, al termine dell'ultimo giudizio ammissibile (di qualunque grado), l'OBBLIGO di IMMEDIATA PUBBLICAZIONE della sentenza (qualunque essa sia) sui giornali a tiratura nazionale ed in maniera facilmente rintracciabile e leggibile per il lettore (magari in prima pagina).
10) Per i processi a carico di persone comuni, al termine dell'ultimo giudizio ammissibile (di qualunque grado), l'OBBLIGO di IMMEDIATA PUBBLICAZIONE della sentenza (qualunque essa sia) sui giornali a tiratura locale ed in maniera facilmente rintracciabile e leggibile per il lettore (magari in prima pagina).
Altre cose, per ora, non mi vengono in mente
Postato da: Antonio C. | 27.03.09 12:35
Si dovrebbe, anche, riallungare la prescrizione e sospenderla all'inizio del primo grado di giudizio (tribunale)
Postato da: Antonio C. | 27.03.09 11:57
Credo che queste proposte riempirebbe le carceri italiane già al collasso. I relativi costi non potrebbero essere sostenuti dalla collettività che è nelle difficoltà che sappiamo. Pur tutttavia bisogna prepararsi perchè credo che con questi chiari di luna la guerra dei poveri non terderà ad arrivare. Quindi io propongo una legge che consenta ai detenuti che lo vogliono di lavorare in opere pubbliche come rifacimento strade, scuole, ospedali ecc. Dando incentivi a chi renderà di più con sconti di pena. Mentre per chi non vuole lavorare niente sconti per nessun motivo. Questo in linea generale poi bisognerebbe studiarci. Saluti.
Postato da: Bartolo Pelligra | 20.03.09 12:09
Evo POSTopec Fusione Fredda LEVItazione Magnetica MAGLEV scorie TAV mafia KO ! Global Democrazia ARTSENU Trivoluzione Era Ora ! SHIracMON PERES cfr assassin MORO RABIN 3 KENNEDY 3 ...
B”H_Caro On. Antonio Di Pietro cari amici tutti di IDV , possiamo eliminare anche le scorie nucleari , la mafia , la sporcizia … Ho il piacere di comunicare a Voi il messaggio inviato alla Top autorita’ morale e tecnica nel Mondo della ENERGIA pulita . Grazie per l ‘ attenzione A : Alessandro.Clerici @ It.abb.com , Presidenza @ WEC-Italia.org Caro Presidente Prof. Ing. Alessandro Clerici , vogliamo appo BERGAMO sia le scorie sia le centrali nucleari ... YES BUT JUST in my backyard . Evo POSTopec Fusione Fredda Refluopetrolio LEVItazione Magnetica MAGLEV scorie TAV mafia KO Global Democrazia ARTSENU Trivoluzione Era Ora !
SHIracMON PERES cfr assassino’ MORO TOBAGI RABIN 3 KENNEDY 3 ...
Caro amico Prof. Ing. Alessandro Clerici , complimenti per le Sue iniziative e per i Suoi successi . Possiamo eliminare le scorie ANCHE NUCLEARI . E smaltire i rifiuti negli impianti Rossi per il RefluoPetrolio tranns formandoli in idrocarburi anzi Tanzi che’ in diossina nei vermo valorizzatori . Possiamo capovolgere il DNA alle NU Nazioni Unite ( dette ONU non propriamente ) grazie a Trivoluzione Era Ora Artsenu facendone la vera Global Democrazia anzi Tanzi che’ la casta dei dittatori ! Il Refluopetrolio realizzato dal nostro Andrea Rossi Adomi’m Husserl eon333 @ Libero.it va risolvendo i problemi rifiuti in mezzo Mondo in modo mondo . Ma qui Andrea Rossi fini’ in carcere per reati da cui poi e’ stato assolto ; qui intanto le sue attivita’ sono state annientate . Libero , Andrea fa meraviglie . Soltanto le ECOBALLE presenti in Campania sopra e sotto terra grazie agl’ Impianti Rossi per il Refluo Petrolio posson dare a tutta I TAL YA gl’ idrocarburi necessari per tre anni almeno sanza inquinare . In Ivri’th , nella lingua Ebraica , I TAL YA vuol dire Isola della Rugiada Divina . Vogliamo sotto casa nostra , appo Bergamo , magari in Valgoglio Novazza , sia le centrali , sia le scorie nucleari , sia il Refluopetrolio … YES BUT JUST in my backyard . Grazie ai Vostri INTER20 cari Ingegneri Combattenti , anche la Patria Repubblica I TAL YA si spera costruira’ Impianti Rossi Refluo Petrolio anzi Tanzi che’ i VERMO valorizzatori ! Diventiamo cosi’ il Paese primo nella lotta alle sporcizie d’ ogni pasta peste posto pista casta e casba ...
Postato da: FrancoLeviATtiscaliDOTit | 19.03.09 16:05
Sono perfettamente daccordo, ma aggiungo che tre gradi di giudizio sono troppi ed ancora chi venisse condannato in primo grado e dovesse ricorrere in appello, se ancora condannato, la pena andrebbe aumentata di un terzo e non come accade oggi che la pena viene ridotta grazie alle conoscende degli avvocati.
Postato da: tino coco | 17.03.09 15:47
Sono d'accordo, sebbene ritengo importante più che un aumento delle pene la certezza che la pena comminata dal giudice sia scontata tutta e che si proceda con la detenzione fin dal primo grado di processo.
Postato da: Mauro Papaleo | 07.03.09 13:09
Buongiorno a tutti, onorevoli, sostenitori e lettori.
Vorrei riportare la mia opinione riguardo alle proposte di legge in merito alla certezza della pena. Avete il mio appoggio incondizionato, per quanto possa valere, mi sembrano proposte sensate che vanno incontro all'esigenza della cittadinanza. Il bisogno di sicurezza non è di destra o di sinistra, appartiene a tutti, è alla base della convivenza civile e del consorzio umano. In Italia questa certezza non esiste, c'è chi imputa di questo scempio le idologie di sinistra, chi vede lo zampino delle nostre radici cristiane, è sicuramente importante risalire alle cause per combattere il male alle radici ma nel frattempo è obbligatorio intervenire subito, ed il fatto che si prendano di mira prima di tutto i reati economici e finanziari è un grande esempio, perchè il pesce puzza dalla testa e se vige un clima di impunità per la classe dirigente come si può pretendere che l'ultimo ladro di polli possa avere timore e rispetto dell'ordine e dei suoi tutori? Vorrei però sottolineare una cosa, premetto che sono napoletano trapiantato a Milano e quindi sono cresciuto in una delle realtà in cui più si avverte questo bisogno: non vedo, accanto a proposte di legge giustissime per assicurare la pena, proposte mirate a che l'ambiente che genera criminalità venga estirpato. Mi spiego: in alcuni quartieri l'alternativa al delinquere non esiste, da secoli. Sono zone d'Italia in cui non solo il lavoro non si sa cosa sia, ma mancano i principi base della coscienza civile. La società civile ha emarginato queste persone, lo stato è assente, perchè non presentare una proposta di legge che preveda delle misure di costruzione del senso civico e della civiltà della legalità? Esempio: un investimento concreto in strutture che tolgano i ragazzi dalle strade e li tengano in strutture dove possano fare sport, imparare musica, fare teatro etc. La privazione della patria potestà per genitori che non riescono ad assicurare un'esistenza legale ai loro figli e per coloro che non mandano i figli alla scuola dell'obbligo, un incentivo alle associazioni di volontariato perchè abbiano la possibilità di essere presenti su territori degradati, l'utilizzo di assistenti sociali seri e capaci e così via. La lotta alla criminalità deve partire dalla lotta alla barbarie che la genera, è necessaria un'opera di civilizzazione mancata per troppo tempo.
Sono a disposizione di chiunque voglia approfondire questo tema con me, cordiali saluti a tutti.
Postato da: Umberto Borrelli | 25.02.09 12:58
Ma dai,non esageriamo,è vero che quella é la foto di un presunto detenuto,ma alla fine si trova ad avere appoggiate le mani a una grata di ferro; definirla "gogna" e "immagine forcaiola" mi pare troppo,quello che dici sullo scopo della detenzione è certamente giusto,ma visto che si parla di pena...sinceramente non credo che quella foto sia lì per fare danni.Che poi la situazione delle carceri nel nostro paese,non sia la migliore,beh quello è un dato di fatto,purtroppo.
Ritengo che sarebbe saggio intervenire per migliorare le condizioni critiche in cui moltissimi sono costretti a vivere,ma sono sicura che la soluzione non è il "fuori tutti"prodotto dalla scellerata scelta dell'indulto:sappiamo tutti che la maggior parte di quelli che sono usciti in anticipo,poi sono anche rientrati velocemente in carcere,mi sorge il dubbio che qualcosa non abbia funzionato!
Buonanotte. Ornella
Postato da: Ornella S. | 22.02.09 01:22
Non entro nel merito del contenuto della proposta di legge. Semplicemente segnalo che l'immagine a corredo mi sembra poco appropriata e irrispettosa. La pena tende al recupero del reo e all'espiazione della colpa...
L'immagine di un galeotto alla gogna mi richiama una tendenza demagogica e qualunquista, assolutamente inadeguata al contenuto della proposta. Attenzione alle derive forcaiole, anche nei dettagli come nel caso di una semplice immagine didascalica.
Postato da: AndreaP | 19.02.09 16:30
Per avere la certezza della pena, è sufficiente fare una cosa banalissima:
come per il processo civile, una volta iniziato l'iter (con la denuncia o il rinvio a giudizio o l'inizio del procedimento) non devono piu' decorrere i termini di prescrizione.
Dai termini di prescrizione nasce la brutta abitudine di chiedere rinvii, non presentarsi alle udienze con certificati medici etc.
Chiedo scusa per eventuali imprecisioni nel linguaggio (non sono avvocato..)
Resisti Tonino! Sei la nostra unica speranza
Postato da: Massi S | 05.02.09 15:28
Reati contro la persona: nessuna prescrizione.
Reati contro il patrimonio: prescrizione solo prima dell'accertamento. Ogni reato accertato deve avere una sentenza.
Se non c'è denuncia, ad es. per furto, vuol dire che il derubato non si è accorto del fatto. I casi sono tre:
1) non sapeva neppure di possedere ciò che gli è stato sottratto (quindi equa ridistribuzione sociale della ricchezza);
2) gli è stato sottratto qualcosa che comunque non gli serviva, o di cui voleva sbarazzarsi (riuso di rifiuti che non finiscono in discarica);
3) il reo ha restituito (per paura o pentimento, non importa) il maltolto prima che venisse scoperto il furto.
Eventuali pressioni a non denunciare rientrano nei reati control la persona.
Postato da: Torquato | 01.02.09 11:47
Se si vuole la certezza della pena, oltre a rendere più efficace il codice penale, bisognerebbe a mio avviso costruire nuovi penitenziari (possibilmente non affidandone la responsabilità a grossisti di pesce). è giusto che chi commette reati vada in carcere a scontare la sua pena in modo dignitoso, e poi il sovraffollamento delle carceri è spesso usato come pretesto per varare indulti ,amnistie e colpi di spugna vari.
Postato da: Fabio Malanima | 20.01.09 23:30
Basterebbe abrogare leggi fatte da berlusconi, gasparri, alfano, ecc. per avere un pò di serenità ed un sicuro ritorno al futuro.
Postato da: gianni di gianni | 14.01.09 15:42
Basterebbe abrogare leggi fatte da berlusconi, gasparri, alfano, ecc. per avere un pò di serenità ed un sicuro ritorno al futuro.
Postato da: gianni di gianni | 14.01.09 15:42
Basterebbe abrogare leggi fatte da berlusconi, gasparri, alfano, ecc. per avere un pò di serenità ed un sicuro ritorno al futuro.
Postato da: gianni di gianni | 14.01.09 15:42
Io propongo di valutare le seguenti idee:
Raddoppio della pena se un contribuente viene pizzicato a evadere le imposte: al momento tale soluzione è prevista al contrario (Vedi Valentino Rossi..doveva 12 milioni di euro e alla fine ne ha patteggiati 2/3) Se dipendesse da me io fareil'esatto contrario..se ti becco ad evadere le tasse ti becchi il doppio di quello che dovevi. La legge come è impostata adesso invoglia a EVADERE..tanto se ti beccano paghi comunque meno.
Riduzione dei gradi di processo e di appello: quando ne hanno fatti 2 sono anche troppi secondo me...o al massimo si potrebbe fare con un grado solo e lasciare che l'accusato si accordi prima di entrare in aula come avviene in altri stati.
Istituzione dei tribunali nei giorni degli eventi sportivi principali con processo immediato dei teppisti il cui unico scopo è fare del male ad altra gente e NON godersi una partita in santa pace.
Sono in accordo con il divieto di patteggiamento in appello.
Ad oggi chi non ottiene piu' di 3 anni di carcere, in cella non ci finisce mai..quindi io cambierei questa legge facendo in modo che la gente in carcere ci vada anche per 15 giorni (così almeno la legge della Carfagna sulle prostitute conterebbe qualcosa!).
Quelli in carcere bisognerebbe che lavorassero o che perlomeno imparassero un mestiere, se non quando escono SIAMO DA CAPO. Per modificare questa legge però bisogna andare attorno alla Costituzione inquanto il lavoro viene visto come un diritto e quando uno va in carcere questo diritto lo perde!!
Le sanzioni dovute a sanzioni stradali andrebbero (sempre secondo me) pagate in rapporto allo stipendio del singolo autista: per me 150 euro possono essere molti, mentre per un altro sono roba da ridere!!
Innalzare le pene per gli infortuni sul lavoro o pe rgli incidenti mortali sul lavoro NON CREDO SERVA! In questo argomento posso parlare solo per il mio campo lavorativo (edilizia): se ad un operaio gli dici di mettersi le scarpe antinfortunistiche xkè sul tetto dove sta lavorando piove e si scivola e lui appena esci dal cantiere se le cava, si mette gli infradito e poi scivola dal 4 piano IL TECNICO CHE COLPA NE HA! Purtroppo adesso tanta!! Cmq io questo problema lo risolverei semplicemente dicendo che: ogni cantiere deve avere UN SOLO tecnico della sicurezza, che non deve compilare verbali o scartoffie, ma rimanere in cantiere x tutta la giornata. In questo modo un tecnico controlla 1 solo cantiere alla volta e rimanendo sempe li si avrebbero davvero i cont
Postato da: Matteo Botti | 07.01.09 18:24
Proporrei una legge che, pur permettendo all'imputato di mentire a sua discolpa, sia possibile incriminarlo con pene da 10 anni in su, se scoperto dalle indagini, per oltraggio al giudice. Gli avvocati si devono far rilasciare un documento, firmato dall'imputato, di essere al corrente, della legge in questione, per presentarlo al giudice insieme alle prove per discolpa. Questa legge è attuabile anche dopo la cassazione perchè non è riferita al reato processato. Un saluto
Postato da: Renato Fiorenza | 05.01.09 10:23
sono un autista e spesso dobbiamo imbrogliare sulle ore di guida,costretti dal padrone.Situazione questa comunissima dalle mie parti(NA)Perche' nei nostri casi ,come per le ore di guida le multe non vengono ripartite tra la ditta committente ed la ditta di trasporto ed in piccolissima parte all'autista diciamo il 10%?
Postato da: giuseppe ambrosio | 26.12.08 06:03
solo un pensiero sulla possibilità di consentire la punibilità del concorrente nel reato presupposto di riciclaggio (cd autoriciclaggio e autoreimpiego).
Normalmente quando si parla di riciclaggio, l'idea comune della provenienza illecita del denaro è quella di traffici di armi, stupefacenti, tratta degli esseri umani, sequestri, rapine, estorsioni ecc.
Reati riprovevoli nella maggiorparte delle coscienze degli italiani, e fin qui tutti d'accordo.
Il problema è che il 648 bis e ter non pongono "limitazioni" ai reati presupposti, quindi per esempio anche i reati tributari possono essere reato presupposto nel reato di riciclaggio.
Ora immaginate un imprenditore (sempre che si riesca a processare, prima, e a condannare poi - riuscendo ad evitare prescrizioni varie) che commetta uno dei reati previsti dal D.lgs 74/2000 (evasione fiscale sostanzialmente) e poi impieghi i soldi "risparmiati" per che ne so acquistare ville, mass media, una società di basket o pallavolo e/ o fondare un movimento culturale, bene commetterebbe reato di riciclaggio o meglio di reimpiego e le "cose acquistate" andrebbero confiscate.
Non credo sarà facile far passare tale disegno di legge.
Postato da: Andrea dal Colle | 17.12.08 09:41
Per quanto riguarda le pene sulla violenza sessuale sono daccordo, ma nel caso che la persona accusata sia innocente e per motivi di plagio o quant'altro deve subire una ingiusta condanna come spiegheremo questo alla sua famiglia costretta a subire un'ingiusta condanna?e soprattutto alla vittima innocente che per forza di cose sarà costretta a cancellare una parte della sua vita affettiva e lavoratriva?
Si è mai pensato a quante persone sono ingiustamente in carcere e quali sono i propositi dopo un'ingiusta condanna? anche loro sono persone e come tale vanno trattate, senza difendere certamente coloro che commettono violenze. Ma anche loro vanno rieducati
Postato da: giuseppina gagliano | 11.12.08 12:32
Chiedo dato che si fanno tante leggi perchè L'Italia dei valori non propone unalegge dove i ritardi di pagamenti i protesti che a volt per mancanza di fondi veniamo dichiarati cattivi pagatori e non possiao per 5 anni accedere a finanziamenti mutui ci ciudonoil conto bancario ci tolgono quel poco che abbiamo per continuare a lottare potrebbe esere una proposta poichè Di Pietro può farcela io persnalment con due protesti pagati sono titolare di una piccola azienda sono rovinata poco quasi niente lavoro uno sfratto e non posso chieder un aiuto bancario perchè lo negano non ho prestiti ne fidi perchè non possiamo essere aiutati?
Postato da: elenamariapia mancini | 22.11.08 19:28
Sono proposte che se attuate darebbero una sterzata decisiva all'andamento catastrofico attuale. Tuttavia tutti gli schieramenti politici saranno sicuramento contrari, per poter continuare a far rimanere le cose come stanno. Inoltre dalla parte loro hanno la temibile ed efficentissima arma dell'informazione, la quale quotidianamente appiattisce le fecoltà di ragionamento degli individui. Non dimentichiamoci che per moltissime persone, la rete o è sconosciuta, oppure è soltanto un'altro mezzo di divertimento, un parco giochi. Comunque rimane la bontà del disegno per la quale vale la pena di sostenere con tutte le forze.
Postato da: Remo Governatori | 21.11.08 10:55
ottime proposte ma irrealizzabili, semplicemente perke la volonta ferma dei politici e che tutto continui cosi per i loro malaffari e pacifico....
l unica vera soluzione e nn andare piu a votare,mandarli a casa tutti a lavorare visto ke n hanno mai lavorato
Postato da: roxxan | 19.11.08 23:37
In questi ultimi mesi i media ci informano quasi quotidianamente di vittime di incidenti stradali causati da conducenti ubriachi o drogati. Ma a quale numero di morti ammazzati vuole arrivare il nostro Parlamento, in quanto organo legiferante, prima di ascrivere il reato di omicidio alla guida in stato di ebbrezza come omicidio volontario a tutti gli effetti e non colposo? Non mi si venga a dire che non sussiste la volontarietà, dal momento che se sei ubriaco o fatto ti rendi conto, eccome se ti rendi conto, che sei fuori e che quindi puoi ammazzare chiunque si metta sulla tua strada.
Postato da: Agostino | 03.11.08 12:23
Tradurre in proposta di legge, vediamo come ne vengono fuori.
Via tutti i privilegi che i parlamentari si mantengono col denaro pubblico: quello sì è uno spreco non indifferente. Con i lauti compensi che vengono loro garantiti non vedo perchè devono gravare ulteriormente e spudoratamente sulle tasche dei contribuenti.
Spesse volte, poi, mi è capitato di riflettere sulle responsabilità soggettive che vanno sempre imputate.... Propongo che anche per il legislatore sia così. Durante il precedente governo Berlusconi sono state collezionate una serie di norme e di azioni contestate dall'Unione Europea che hanno fatto scattare la procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese (decoder digitale terrestre, IVA sulle auto aziendali,...). Le norme hanno creato privilegi o favoritismi nei confronti di aziende amiche del cavaliere, ma l'infrazione è sempre pagata col denaro dei contribuenti. Se un pubblico dipendente si rende responsabile di una perdita anche minima per un'azienda dello Stato viene processato e in qualche caso licenziato: perchè ciò non dovrebbe avvenire per chi ci governa? Se poi chi ci governa è in costante e palese conflitto di interessi e legiferando "male" favorisce le sue aziende o quelle dei suoi compari, perchè non dovrebbe essere processato? Perchè non dovrebbe risarcire il danno? Anche le norme successivamente dichiarate incostituzionali sono un chiaro spreco di denaro pubblico: perchè non sottoporre a risarcimento in favore del bilancio dello Stato italiano anche per questo?
Postato da: Sebastiano Marino | 31.10.08 18:57
Assolutamente d'accordo sulla vostra proposta di legge. Siate fermi, determinati ed onesti, la gente vera ha bisogno di voi. Siate un punto di riferimento per chi crede ancora nei valori del popolo.
Postato da: claudia | 23.08.08 21:35
da'Italians'di BeppeSevergnini su corriere.it
Organizzazioni mafiose? pena di morte
Caro Beppe, cari Italians,
la lotta alle organizzazioni mafiose ha tutte le caratteristiche, ormai, di una guerra di quarta generazione (4GW), e deve essere combattuta con strumenti adeguati.
Ho una proposta che secondo me sarebbe risolutiva: ripristiniamo la pena di morte per un solo e unico reato: la «mancata costituzione all'autorità di iscritti in apposite liste di indagati per crimini mafiosi». Il funzionamento dovrebbe essere questo: si pubblicano per 30 giorni sui giornali, presso le questure e i tribunali le liste degli indagati che si devono consegnare.
Se entro 60 giorni dalla pubblicazione gli indagati non si consegnano e non si sottopongono a eventuali misure cautelari, vengono sottoposti a processo in contumacia per il reato di cui sopra. La difesa è svolta d'ufficio. Una volta passata in giudicato la sentenza, l'esecuzione della pena è delegata a speciali squadre che, agendo sia in assetto militare che sotto copertura, hanno il compito di rintracciare il condannato e, rintracciatolo, eseguire la sentenza immediatamente sul posto.
La foto del cadavere e le impronte digitali dovranno essere allegate al certificato di avvenuta esecuzione dal pubblico ufficiale. La pena è sospesa se il condannato si consegna spontaneamente all'autorità. Un ulteriore articolo dovrebbe specificare che non è punibile il pubblico ufficiale che ferisce o uccide chi si oppone con la violenza all'esecuzione della sentenza. Questo, tra l'altro, avrebbe il vantaggio di consentire a reparti con armamento pesante di entrare in quartieri-fortilizio della mafia ed eseguire le condanne spazzando via ogni resistenza.
Le zone de-mafiosizzate, in cui almeno il 90% delle sentenze sono state eseguite e/o il 90% dei mafiosi si sono consegnati, hanno come premio uno sconto fiscale per i residenti e per le attività economiche che vi si insediano.
Ciao,
Giuseppe Scalas, gscalas@mail.com
Postato da: Francesco Spinosa | 20.08.08 06:04
Per migliorare lo stato di sicurezza e serietà in Italia non è necessario aumetare le pene in numero e in durata, ma secondo me sarebbe sufficiente renderle certe e soprattutto introdurre la pena di piccola se non piccolissima entità che non sia amministrativa. Faccio un esempio. Guidi ubriaco e sei beccato la prima volta: 3 giorni di carcere che si possono scontare nelle celle che spèero abbiano in questura. Vieni beccato una seconda volta: 3 mesi. La terza volta 6 mesi e così via. O gli passa la sbornia o passa la vita in carcere, perché tale persona resta un potenziale omicida.
Per il furto, la rapina deve valere lo stesso ragionamento: una progressione della durata della pena per il recidivo. La ragionevolezza della pena deve essere commisurata ai reati e alla loro reiterazione (?). In questo modo nemmeno i mafiosi e camorristi avrebbero motivo di esistere se uno di loro abituato a delinquere si vede prospettare 30 anni di carcere anche per un semplice insulto (minaccia).
Basta con la prescrione che è una cosa ridicola e fatta solo per salvare l'amministrazione della giustizia che non va. Basta con appelli e contrappelli che servono solo agli avvocati. Istituire un organo di vigilanza sui magistrati che ne approfittano. In questo caso propongo pena doppia per il pubblico ufficiale e licenziamento in tronco senza appello (della serie: vuoi fare il polizziotto, bene il conrratto dice che se ti macchi di un solo non so ché vai a casa e cambi lavoro, o vai in cella e ti fai il doppio della pena rispetto ad un qualunque cittadino.
Diamo importanza all'onorevole CITTADINO.
Postato da: Ciro Sparano | 15.08.08 17:09
Ritengo che limitare l'accessibilità ai riti alternativi e, soprattutto, ridurre drasticamente i benefici previsti dalla normativa premiale in favore dei detenuti sia assolutamente auspicabile.
L'attuale impostazione che consente un'applicazione quantomeno "elastica" della pena detentiva è, a mio avviso, il frutto perverso del duplice errore derivante, per un verso, dal trascurare che il diritto penale ha una funzione eminentemente retributiva, di sanzione per coloro che hanno violato in maniera grave le regole della convivenza civile. Il secondo, e forse ancor più grave errore, sta nell'interpretare la norma costituzionale che orienta la pena alla rieducazione del reo non come indicazione al legislatore sulle modalità di esecuzione della pena, ma come nesso tra obbiettivo rieducativo e durata della detenzione. E' già stato autorevolmente osservato come, portato alle sue estreme conseguenze, questo principio conduca alla pena indeterminata, ovvero che si esaurisce solo una volta realizzato il risultato rieducativo.
Provvedimenti restrittivi di questa natura, unitamente all'inasprimento delle pene per i soli reati più gravi, non devono essere visti e valutati sotto il profilo della loro idoneità a ridurre l'incidenza della criminalità. Sono certo, come la situazione che si riscontra in altri ordinanmenti sta a confermare, che l'effetto deterrente sarebbe comunque contenuto.
Essi vanno correttamente presentati e introdotti come mezzi atti a presevare la fiducia dei consociati, i quali debbono poter avere la sicurezza che, di fronte ad un torto patito, ad un danno subito, la loro sacrosanta domamda di ristoro non rimarrà inascoltata. Si tratta in definitiva di garantire la credibilità dello Stato nel momento in cui le sue Istituzioni perseguono la finalità forse più importante fra quelle sue proprie, ovvero quella di soddisfare il naturale, insopprimibile bisogno di Giustizia dei propri cittadini
Postato da: Sergio Cabassi | 11.08.08 14:21
Ritengo che limitare l'accessibilità ai riti alternativi e, soprattutto, ridurre drasticamente i benefici previsti dalla normativa premiale in favore dei detenuti sia assolutamente auspicabile.
L'attuale impostazione che consente un'applicazione quantomeno "elastica" della pena detentiva è, a mio avviso, il frutto perverso del duplice errore derivante, per un verso, dal trascurare che il diritto penale ha una funzione eminentemente retributiva, di sanzione per coloro che hanno violato in maniera grave le regole della convivenza civile. Il secondo, e forse ancor più grave errore, sta nell'interpretare la norma costituzionale che orienta la pena alla rieducazione del reo non come indicazione al legislatore sulle modalità di esecuzione della pena, ma come nesso tra obbiettivo rieducativo e durata della detenzione. E' già stato autorevolmente osservato come, portato alle sue estreme conseguenze, questo principio conduca alla pena indeterminata, ovvero che si esaurisce solo una volta realizzato il risultato rieducativo.
Provvedimenti restrittivi di questa natura, unitamente all'inasprimento delle pene per i soli reati più gravi, non devono essere visti e valutati sotto il profilo della loro idoneità a ridurre l'incidenza della criminalità. Sono certo, come la situazione che si riscontra in altri ordinanmenti sta a confermare, che l'effetto deterrente sarebbe comunque contenuto.
Essi vanno correttamente presentati e introdotti come mezzi atti a presevare la fiducia dei consociati, i quali debbono poter avere la sicurezza che, di fronte ad un torto patito, ad un danno subito, la loro sacrosanta domamda di ristoro non rimarrà inascoltata. Si tratta in definitiva di garantire la credibilità dello Stato nel momento in cui le sue Istituzioni perseguono la finalità forse più importante fra quelle sue proprie, ovvero quella di soddisfare il naturale, insopprimibile bisogno di Giustizia dei propri cittadini
Postato da: Sergio Cabassi | 11.08.08 14:20
ci vuole sangue.............il sangue dei politici.......oramai basta parole....vi odiooooooooooooooooooooooooooo
Postato da: domenico | 10.08.08 17:44
e l'aumento per le forze dell'ordine ,e soprattutto per i cogl ke sono in mezzo la strada ogni giorno....sn incaz....tissimo....facciamo la fame..le persone hanno pietà di noi....10 anni di servizio e prendo 1300€ mi fate schiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiifo, vi odiooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo,se potessi gridarlo in faccia ai politici li sputerei tutti............ke italia di mer.....
Postato da: domenico | 10.08.08 17:41
Sono pienamente daccordo su inasprimenti delle pene per violenze a livello familiare e non. A proposito del riciclaggio sono favorevolea una maggiore stretta, a proposito vorrei fare presente che negli ultimi anni qui a Modena vi è stato un aumento preoccupante di compere di attività e immobili da parte di cinesi, premetto che io non ho nulla contro di loro a patto che rispettino le leggi, il fatto è che queste persone si presentano nelle attività con borse piene di contante e comprano all'istante e tali attività spesso non sono neanche in vendita... quindi mi sembra molto una situazione da riciclaggio in cui queste organizzazioni hanno del denaro da dovere pulire!!!
Un'altra cosa.... torno a dire che sono daccordo per la certezza delle pene,ma visto il quantitativo di persone non proprio oneste in circolazione.... abbiamo posto nelle nostre carceri??Che non sia il caso di fare lavorare tutti questi detenuti e di fargli costrire a loro le loro future carceri??Sarà un'idea strana e non condivisibile... però penso che potrebbe essere un modo per farli sentire un pò meno inutili, e fargli quasi capire cosa significa guadagnarsi il pane quotidiano lavorando 8-9-10 ore al giorno e più, come molte persone sono attualmente costrette a fare!!
Postato da: Mirco Neri | 09.08.08 12:21
Sono assolutamente d'accordo sul fatto di avere la certezza della pena. L'inasprimento non è un calmiere del delinquere. Basta prescrizioni, Basta condoni, basta indulti. Solo a pensare che andreotti non puo' essere condannato per le sue amicizie mafiose avute prima del 1980 mi viene la gastrite. E deve ritornare il reato di falso in bilancio. Vi sembra una cosa da poco...
Postato da: Marco Praga | 05.08.08 10:28
non so esprimermi molto ma sono con le vostre idee.
Postato da: eduardo merone | 03.08.08 14:43
Le proposte in sostanza sono tutte condivisibili.
Tuttavia il mio pensiero consiste prioritamente in una riforma dei Corpi di Polizia che possa andare gradualmente verso un'unificazione degli stessi. Attraversiamo un periodo di vacche magre ed abbiamo un debito pubblico che sta strozzando in partenza ogni iniziativa atta ad incentivare il nostro sistema economico con risorse e progetti. Quindi si rende necessario anche nel settore sicurezza una revisione degli attuali assetti del medesimo per giungere ad una migliore efficienza del servizio svolto nei confronti dei cittadini con lo stesso personale e più risorse derivanti dai risparmi che si otterrebbero con una minore logistica ed una Gerarchia meno alta e numerosa. Attualmente per come sono organizzati i Corpi di Polizia esistenti, siamo di fronte ad un eccesso di Alte Gerarchie derivanti dalla frammentazione degli stessi e dei reparti esistenti al loro interno. Con i mezzi moderni di oggi con sono più necessarie le Stazioni dei CC su territori poco abitati. La vigilanza estesa può essere effettuata con automezzi veloci. Mentre per quella ravvicinata nei centri urbani e nelle periferie delle città dovrebbe essere effettuata con personale a piedi, in bici ed automezzi di città. Occorre rivedere l'attuale politica di sopperire alla mancanza di sicurezza con aumenti di organici che poi vengono dispersi negli uffici predisposti dalle varie gerarchie che in concomitanza si ampliano. Non si può continuare a chiudere gli occhi! Gli aumenti di organici dei vari Corpi fino ad oggi non sono mai riusciti a risolvere l'annoso problema della poco visibilità fra la gente del personale di Polizia. Occorre quindi ridurre gli attuali assetti logistici dei vari Corpi arrivando con gradualità ad un'accorpamento degli stessi, utilizzando le varie specializzazioni, mediante l'impiego di pattuglie miste (Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Forestali, Polizia Penitenziaria ed anche Polizie varie Municipali, Provinciali, etc.)
sul territorio. Così facendo sarebbero sempre ben visibili le responsabilità dei Dirigenti per migliorare sempre il servizio, a beneficio dei cittadini e non degli interessi di coloro che devono assicurare il servizio stesso. Ciò senza nulla togliere al benemerito servizio che stanno svolgendo i Corpi di Polizia, nonostante la poco efficiente organizzazione che hanno.
Parlo da ex appartenente ad un Corpo di Polizia. Sono stato un sottufficiale della Guardia di Finanza. Saluti. Luciano Ronchini Lugo RA
Postato da: Luciano Ronchini | 30.07.08 11:55
Non credo che l'inasprimento della pena possa portare ad una positività nella nostra organizzazione sociale, la certezza della pena sicuramente può essere un deterrente per chi commette un reato a patto che i primi ad essere certi della pena siano i dirigenti di questo malsano groviglio di popoli che è l'Italia.La legge è attualmente certa per i ladri di galline, i quali crescono nel verso criminale e diventasno delinquenti, e certamente scontano la pena.Io ne ho conosciuti parecchi che oltre la certezza della propria pena hanno conosciuto solo privazioni e violenza nella loro miserevole vita.In galera debbono passare e starci i politici locali e nazionali che a tutti gli effetti delinquono in associazioni che nulla hanno da invidiare alla mammasantissima MAFIA.
quando in Italia il Tronchetti di turno finirà nelle patrie galere e vi soggiornerà per qualche mesetto allora i popoli fatti di peones e uomini normali saranno più rispettosi delle leggi con molta più convinzione. Inoltre senza soldi non si fà alcuna sicurezza per i cittadini, e senza uomini e mezzi non si può controllare alcunchè.
Prima informazione, diritti, conoscenza e poi sanzioni e galera.
Postato da: Michele Marra | 22.07.08 22:29
Non credo che l'inasprimento della pena possa portare ad una positività nella nostra organizzazione sociale, la certezza della pena sicuramente può essere un deterrente per chi commette un reato a patto che i primi ad essere certi della pena siano i dirigenti di questo malsano groviglio di popoli che è l'Italia.La legge è attualmente certa per i ladri di galline, i quali crescono nel verso criminale e diventasno delinquenti, e certamente scontano la pena.Io ne ho conosciuti parecchi che oltre la certezza della propria pena hanno conosciuto solo privazioni e violenza nella loro miserevole vita.In galera debbono passare e starci i politici locali e nazionali che a tutti gli effetti delinquono in associazioni che nulla hanno da invidiare alla mammasantissima MAFIA.
quando in Italia il Tronchetti di turno finirà nelle patrie galere e vi soggiornerà per qualche mesetto allora i popoli fatti di peones e uomini normali saranno più rispettosi delle leggi con molta più convinzione. Inoltre senza soldi non si fà alcuna sicurezza per i cittadini, e senza uomini e mezzi non si può controllare alcunchè.
Prima informazione, diritti, conoscenza e poi sanzioni e galera.
Postato da: Michele Marra | 22.07.08 22:29
Un saluto a tutti voi :-D
Scrivo al Presidente di Italia Dei Valori
Onorevole Antonio Di Pietro
Egregio amico e Onorevole Antonio Di Pietro ,
vorrei proporre una legge per la certezza della pena.
..... PROPOSTA DI LEGGE .....
Egregi Parlamentari ,
prima cosa non mi sembra corretto che in Parlamento ci siano CONDANNATI CHE CI RAPPRESENTANO , perchè senò anche questo fa parte di conflitto di interessi , ora spiego il perchè ..... faccio un esempio ..... se Imbriaco Angela saprebbe di dover andare in GALERA ( ANCHE SE MI CI STAVANO MANDANDO PER LE VERITà CHE SCRIVEVO E PER NON FINIRE IN GALERA LORO )e sarebbe un Parlamentare , cosa farebbe , convincerebbe i suoi amici Parlamentari a fare una legge per EVITARE LA GALERA , CALPESTANDO I DIRITTI DEI CITTADINI CHE ASPETTANO LA LEGALITà O CHE VORREBBERO LA LEGALITà ( QUESTO NON VUOL DIRE CONFLITTO DI INTERESSI ? ). Siccome la nostra legge costituzionale dice che DAVANTI ALLA LEGGE DOBBIAMO ESSERE GIUDICATI , CON GLI STESSI DIRITTI , INDIFFERENTEMENTE DA COLORE DI PELLE ,STATO SOCIALE ,RELIGIONE O IDEE POLITICHE ..... BASTEREBBE APPLICARE QUELLA LEGGE , dove dentro alle aule dei tribunali c'è una grande scritta
..... LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI ..... Imbriaco Angela intende per legge uguale per tutti , che dal semplice cittadino al servitore dello Stato , se uno sbaglia DEVE PAGARE , NON DEVONO ESISTERE LEGGI CHE CALPESTANO I CITTADINI ONESTI ,senò in GALERA CI VANNO SOLO I POVERI E CHI NON HA AMICIZIE POLITICH CHE LE FACCIANO LA LEGGE PER NON ANDARE IN GALERA .
Poi se si accerta che un cittadino gli SONO STATI NEGATI I LORO DIRITTI USANDO APPOGGI MAFIOSI , IO A QUELLE PERSONE LI METTEREI IN GALERA A VITA .Solo in questo modo possiamo dire che LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI .
NON SERVONO ALTRE LEGGI , SERVONO CHI LE Fà APPLICARE LE LEGGI SE UN CITTADINO SI ACCORGE CHE NON LE SONO STATI DATI I DIRITTI DI LEGGE CON SENTENZE FATTE PER CALPESTARE CHI DICE ..... Nò ALLA MAFIA .....
Cordialmente saluto tutti Imbriaco Angela
Scala40 ..... VIA I CONDANNATI DAL PARLAMENTO CI AVETE ROVINATO GIà ABBASTANZA A NOI TUTTI CITTADINI ONESTI
Postato da: Imbriaco Angela | 21.07.08 16:20
Sono pienamente d'accordo!
Postato da: Giuseppe Luongo | 21.07.08 07:07
Gradisco gran parte del disegno di legge ma si dimentica sostanzialmente l'importanza della Polizia Locale in tali materie(sulla quale vengono fatti solo un paio di accenni)
Auspico che la stessa Polizia Locale sia oggetto di una profonda riforma atta a riqualificarla e a restituirle quel lustro che ha perso da ormai vent'anni!!!
Parlando di sicurezza la Polizia Locale potrebbe essere molto d'aiuto... BASTA A "FARE CASSA" per il Sindaco di turno o essere l'impiegato comunale "vestito da vigile"(termine ormai obsoleto visto che l'unico vigile esistente nel nostro ordinamento giuridico è il vigile del fuoco!!!)
E' UNA FORZA PRESENTE IN MODO CAPILLARE SUL TERRITORIO ITALIANO E CHE CONOSCE BENE IL TERRITORIO E LE PERSONE.... CHE VENGA UTILIZZATA PER FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA E (perchè no) IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA...
Grazie per l'ascolto
Postato da: Alessio Altieri | 18.07.08 12:36
L'ITALIA DEI VALORI.
L'Italia è il paese della tv che ti vende la nutella e la pillola dimagrante subito dopo! L'Italia è il paese che ti dice di offrire i due euro tramite cellulare per una causa sociale e poi ti invita a spenderne 300 per il nuovo modello di cellulare!
L'Italia è il paese che vuole le grandi opere utili ai ricchi senza completare quelle piccole e indispensabili per tutti!
L'Italia è il paese in cui ognuno pensa per sè e tutti fanno finta di pensare agli altri!
L'ITALIA NON POSSIEDE UNA MORALE, UN SENSO DI GIUSTIZIA PUBBLICA (privata sicuramente!!)...CHE SENSO HA ALLORA DIBATTERE SUGLI STRUMENTI E SUGLI ORGANI ESECUTIVI DI QUALCOSA CHE NON ESISTE??
Postato da: Romana Occhinegro | 16.07.08 15:03
Condivido in assoluto il commento di marrù
Postato da: Matteo | 16.07.08 11:11
Sono "appena 25.000" gli uomini e le donne della Polizia di Stato impiegati in mansioni prettamente amministrative.
Un vero e proprio esercito indebitamente sottratto al proprio ruolo istituzionale, ai servizi di prevenzione, di investigazione e repressione degli eventi delittuosi per svolgere, impropriamente, funzioni di carattere esecutivo, amministrativo e contabile! Vale la pena ricordare che, per l’adempimento di dette funzioni, i cittadini italiani già pagano di tasca loro altrettante migliaia d’impiegati civili, in forza al Ministero dell’Interno, con professionalità sicuramente più idonee, più adeguate e certamente meno onerose degli elevati costi relativi alla formazione, all’addestramento ed al mantenimento del personale di polizia e delle sue strutture! E' inaccettabile che un agente, un sovrintendente o un ispettore svolga funzioni amministrative, come ancora più irragionevole ed irresponsabile è che queste funzioni siano esercitate da un commissario o da un questore. E’, poi, inevitabile che lo stato di generale malessere dei dipendenti civili - mortificati nella loro professionalità - ma anche e soprattutto degli operatori della Polizia di Stato - divisi tra chi presta servizio sulle volanti e chi, pur avendo lo stesso grado e lo stesso trattamento economico, occupa la propria giornata lavorativa dietro ad una scrivania - si rifletta negativamente sulla sicurezza di tutti i cittadini italiani e sul buon andamento della pubblica amministrazione!
Il governo risponde alla richiesta di sicurezza dei cittadini non con provvedimenti strutturali - restituire poliziotti ed impiegati civili al loro vero ruolo istituzionale - ma con un pacchetto sicurezza che prevede l'impiego dell'esercito! Tant'è che subito dopo la conversione in legge del decreto sicurezza l'Esercito metterà a disposizione del Minisitero dell'Interno 3.000 soldati per contrastare la criminalità. Di questi, 1.000 daranno vita alle prime pattuglie in dieci città italiane tra cui sicuramente Roma, Napoli e Padova, gli altri 2.000, invece, saranno dislocati su siti sensibili per rafforzare la vigilanza, anche nei luoghi di vacanza: prepariamoci, dunque, a trascorrere le ferie sotto l'ombrellone con le pinne, gli occhiali ed il fucile... di un caporal maggiore!
Postato da: http://statali.blogspot.com | 15.07.08 13:24
Mi sono appena iscritto all'Italia dei Valori dopo aver assistito al teatrino giornalistico intentato contro la prima vera libera manifestazione in Italia da molti decenni a questa parte, alludo a piazza NAvona dell' 8 luglio.
Vi prego di tenere in tenere in seria considerazione che la criminalizzazione dei cittadini non paga, L'unica vera alternativa è un cambio di cultura verso una legalità ed un modo di vivere più umano che tenga veramente conto degli altri e delle sue differenze.
Non credo che inasprendo le leggi o applicando tecnologie invasive si possa migliorare la situazione.
Non sono in sintonia quindi con le proposte di inasprimento delle pene (tranne che per reati di corruzione e di associazione mafiosa, etc).
Non prendiamocela con i più deboli perchè se così facessimo avremmo già perso la battaglia che oggi stiamo conducendo contro questa maggioranza che ci governa
Postato da: Roberto C | 15.07.08 09:18
Ho già scritto qualcosa su questo argomento.
Condivido appieno spirito , principi e intenti, però vorrei ancora sottolineare a chiedere che vengano esaminati alcuni aspetti,per esperienza personale rilevati.
Deve essere impedito l'accordo fra avvocati, e deve essere impedito che vi sia qualunque possibilità di conoscenza personale fra avvocati e giudici.
I fatti devono essere accertati dalla polizia giudiziaria in modo esaustivo.
Eventuali attenuanti devono essere rilevate dal giudice stesso, senza consentire accordi o "panigirici" da parte degli avvocati.
Personalmente abolirei proprio la figura dell'avvocato: non mi piace cosa questi siano diventati, non riesco a vederli puliti e diffido di loro.
Mi rendo conto che è una guerra persa, e allora, almeno togliamo loro il troppo potere di "pasticci" che hanno, e anche la possibilità di essere eletti in parlamento o in altri organi rappresentativi (in modo che non ci arrivino per i voti dei loro protetti delinquenti o voti di ricatto dd tutela).
L'imputato deve avere garanzia obiettive, e quella più importante rimane un'indagine precisa e accurata.
Troppo spesso accade che qualcuno venga accusato e debba dimostrare la sua innocenza: DEVE ESSERE ACCERTATA LA VERITA', PRIMA DI OGNI ALTRA COSA !
Devono essere impediti "giudizi personali"...
E' ovvio che una persona innocente, accusata , sia nervosa e possa essere "aggressiva"... ma questa non può essere "prova di colpevolezza".
Il delinquente vero, colui che commette lucidamente reati o che è avezzo alle balle, è senz'altropiù capace di rimanere impassibile, rispetto a chi è accusato ingiustamente.
Tutto quindi ruota intorno alla precisione delle indagini e all'accertamento dei fatti.
Postato da: Graziella Denti | 13.07.08 09:40
Premetto che non sono un esperto di diritto ma penso che il principale problema della sicurezza sia la gistizia, non tanto per colpa dei giudici, ma per tutte le varie leggi che legano le mani ai magistrati.
Io nel disegno di legge aggiungerei l'apertura di nuove carceri perchè quelle esistenti sono stracolme (come dimostrato da striscia, ne esistono molte prnote ma abbandonate), inoltre proporrei di crearne di nuove con annessi itribunali perchè spostare gl'inputati è molto costoso.
Inoltre io direi che uno debba iniziare a scontare la pena nel momento in cui e' condannato al primo appello, non e' possibile vedere assassini che prima di entrare in carcere hanno 10 anni di libertà.
L'utilizzo della cassazione dovrebbe avvenire solo quando i giudizi dei primi due appelli sono discordanti, non è possibile come avviene in molti casi che la cassazione ribalti i risultati dei due precedenti appelli.
Cosa fondamentale e' che chi sbaglia deve pagare, se sei condannato a 10 anni non puoi uscire dopo 3 o 4 sennò diventa una barzelletta..come diceva beccaria è la certezza della pena quello che frena i criminali.
P.S. Di Pietro continua cosi che il consenso sta aumentando, sei rimasto l'unico a fare opposizione, ma soprattutto battiti come stai facendo per giustizia e meritocrazia che dopo il paese si riprenderà da solo.
Andrea Scarpellini
Postato da: scarpellini.andrea | 12.07.08 19:14
più che limitare la possibilità di sospensione della pena bisogna toglierla la possibilità di sospensione della pena. Vai in galera e ci rimani fino a che non sconti tutto
Postato da: Mauro Medici | 11.07.08 22:18
art 656 cooma 5 del codice di procedura penale: le pene fino a 3 anni, anche se residuo di pena maggiore non vengono eseguite..ABOLIRLO, PER OGNI REATO!
Postato da: massimo antoniazzi | 11.07.08 01:48
vogliamo aggiungere finalmente la costruzione di nuove carceri e di migliorare la condizione delle guardie penitenziarie (che annoverano un alto numero di suicidi)?
Postato da: davide botto | 10.07.08 11:10
Non capisco come un prete condannato per pedofilia nei confronti di 12 ragazzi, venga condannato a soli 4 anni di reclusione, che poi vengono ridotti a 2, e quindi con il "premio" dell' INDULTO e rimesso automaticamente in libertà. Questo si chiama CERTEZZA della PENA?.
Postato da: Ivan Ruffini | 09.07.08 13:11
Caro dr Di Pietro vada avanti per questa strada che saranno sempre più coloro che la seguiranno.
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci rappresenti nella volontà di opporci a ciò che fanno i "loro" beneamati inquisiti e/o condannati e/o probabili giudicati colpevoli al Governo. Personalmente se avessi votato per uno qualsiasi dei partiti della coalizione dell'attuale maggioranza mi RITERREI un COMPLICE di chi ha commesso reati e non si fa giudicare.
Starei molto più tranquillo se sapessi che chi mi Governa anzicchè sfuggire alla Legge si facesse giudicare non avendo niente da temere. Ma a mio parere il fatto stesso che egli sfugga continuamente è la prova che se i suoi legali complici non stanno attenti a colmare tutti i buchi corre seri rischi di essere "acchiappato" con le mani nel sacco.
Per quanto riguarda la Legge sulla Nostra Sicurezza (perchè oggi, purtroppo, dobbiamo distinguere le cose) sarei del parere di allungare i termini di prescrizione oltre che a sospendere tali termini ogni qualvolta il processo non può andare avanti per problemi non dipendenti dall'Autorità Giudiziaria.
Proporrei anche di legare le "punizioni" alla durata dei processi stessi rendendole cioè direttamente proporzionate alla durata del processo. Chi sa di aver commesso un reato, non avrebbe così tanto interesse a farlo durare tanto.Chissà potrebbe essere un'altra strada per velocizzare i processi.
Postato da: umberto dolce | 09.07.08 11:53
Caro on: Di Pietro,ho letto le proposte di legge che intende presentare l'IDV . Per quanto riguarda la certezza della pena in merito alla violenza sessuale, penso che l'inasprimento della pena non debba riguardare solo chi ha rapporti di convivenza con la vittima ma tutti i reati di violenza sessuale con l'eccezione dei reati di pedofilia dove la pena deve essere massima. Distruggere una vita appena sbocciata equivale ad uccidere l'anima di un innocente che non avrà mai più una vita normale.
Ritengo sia altrettanto importante tutelare le donne minacciate e perseguitate dagli ex o da chiunque altro permettendole un scorta che oggi è vietata. Questo al fine di evitare delitti annunciati che si sono regolarmente perpetrati perché ls vittima è stata lasciata sola in balia del persecutore.
Postato da: olga sansone | 08.07.08 10:42
Sono d'accordo a condizione che IDV porti avanti una proposta di legge che vieti ogni forma di "indulto".
Non servono inasprimenti di pena: è sufficiente fare scontare quelle edittali. Già dal primo grado di giudizio in caso di flagranza di reato. Negli altri casi, dopo il secondo grado. Obbligando i giudici a chiudere i processi entro un solo anno. Obbligando i periti del tribunale a lavorare con maggiore celerità: la maggior parte dei periti iscritti presso il tribunale non sono mai stati chiamati per una perizia.
Obbligando le parti in causa a non chiedere sospensioni od altro. Si tratta solo di lavorare (anche di domenica se del caso!).
Il resto potrebbe andare bene: ricordiamoci che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Quindi anche le più alte cariche istituzionali per i fatti che non riguardano l'attività politica debbono soggiacere alla legge penale.
Cultura del chi figlio e chi figliastro? Cultura del ricco e del povero? Cultura del potere ad ogni costo a discapito dei deboli ed indifesi?
Il senso di giustizia deve essere inteso di giustezza e non "giustizialismo".
Postato da: Domenico Scapati | 06.07.08 08:57
Il problema principale della lentezza dei processi, a mio modo di vedere , è quello che tra lungaggini dibattimentali, cavilli e altri mezzi, non si arriva mai al terzo grado di giudizio in tempi da escludere la prescrizione (accorciata dal sig. B). In altri paesi, certamente più democratici del nostro e dove le garanzie processuali per la difesa non sono inferiori alle nostre, la condanna diventa operativa dopo il primo livello (vedi paesi anglosassoni). Come mai se in Italia si propone una soluzione del genere si vene tacciati di giustizialismo forcaiolo? Ci sono delle proposte in tal senso in parlamento? Ringrazio dell'attenzione e saluto cordialmente, Massimo Galliani
Postato da: Massimo Galliani | 05.07.08 21:45
per quanto riguarda gli incidenti stradali, ritengo che la pena dovrebbe essere massima per coloro che dopo un incidente (volontario o casuale che sia) non si fermano per soccorrere le vittime eventuali : questo atteggiamento è il massimo dell'inciviltà e la sanzione (pena di prigione + ritiro patente a vita + sequestro veicolo ecc.) deve essere altissimamente dissuasiva.
Postato da: Maria Vittorja Jacquot | 04.07.08 23:42
ANGELINO ALFANO è COLLUSO CON LA MAFIA firmato NINO LA PLACA cell3313933493
Postato da: nino la placa | 03.07.08 10:11
La giustizia deve fare il proprio corso! E' inammissibile che un imputato possa decidere di bloccare un suo processo, soprattutto bloccandone altre migliaia.
Se si vuole migliorare la giustizia snellendola questo provvedimento non la aiuta, perchè tra un anno il numero di processi e il lavoro della magistratura sarà ancora più elevato del corrente anno.
Vorrei chiedere all'On. Di Pietro se una soluzione al problema della lentezza della giustizia possa essere l'abolizione del terzo grado di giudizio e una multa salatissima a chi ricorra in appello, al termine del quale venga confermata la sentenza di primo grado, per aver rallentato il lavoro della magistratuta stessa.
Vorrei sapere se è un argomento che potrebbe rientrare nella proposta di legge dell IdV oppure se la considera limitante del diritto di un cittadino a cui viene contestato un reato.
Grazie
Marco
Postato da: Marco Volpe | 02.07.08 20:35
Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia
Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:58
Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia
Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:56
Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia
Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:56
sono uno che ha votato italia dei valori all estero e me ne sono pentito perche non capisco a che cosa si sta giocando.sono d accordo con di pietro a combattere le leggi di berlusconi pero non capisco perche quando é stato approvato l indulto non siamo usciti dal governo perché con l indulto ne beneficiava anche berlusconi e continuo a non capire perché oggi tanto rumore giustamente e ieri silenzio assoluto vorrei una risposta per capire altrimenti comincio a credere che il caimano sotto sotto ha ragione.
Postato da: pietro pagano | 29.06.08 01:17
pur sostenendo IdV e essendo d'accordo con queste proposte mi vien da dire che è necessario fa applicare veramente ciò che esiste, farlo rispettare e poi aggiungere, modificare, migliorare.
Postato da: Luigi Massa | 28.06.08 23:57
LE FAMIGLIE HANNO BISOGNO DI PIU SOLDI GLI UOMINI HANNO PARI DIRITTO NEI CONFRONTI DEI RICCHI DISTRIBUZIONE DEI BENI EQUITA'CHI FA FRODE ALLO STATO DEVE RIDARE I SOLDI RUBATI LE MAFIE NON RESTITUISCONO INVESTONO STATE SALASSANDO TUTTE LE FAMIGLIE e i reati diminuiranno
UN MONDO SENZA MORTI E LA TERRA VI SARA' GRATA
VEGETARIANESIMO PER SALVARE LA TERRA E IL SUO SVILUPPO DI UN ESISTENZA UNIVERSALE
Postato da: salvatore romano | 28.06.08 19:54
Trovo più interessante e completo commentare sulle proposte di legge di idv i comportamenti che giudici completamente scorretti del nostro governo sul tema giustizia; più che di certezza della pena siamo al livello opposto di certezza di impunità e ritengo comico che si parli di conflitto di interessi per i magistrati, mentre si potrebbe parlare di ordine di interessi (assolutamente il contrario di conflitto di interessi) su quale politico del gruppo dell'on. Berlusconi cominciare a indagare, siccome nel simpatico gruppo ,penso ce ne siano parecchi; ovviamente complimenti e stima alla magistratura.
stefano sales
Postato da: stefano sales | 27.06.08 15:31
Anche questo è un tasto dolente del nostro paese dove le leggi sono dure con i cittadini onesti e di manica larga con i malviventi i cittadini a gran voce chiedono un cambiamento totale.
Bisognerebbe far produrre chi sbaglia se vogliono davvero reinserirsi nella società dovrebbero essere messi a lavorare e con i ricavi pagare le spese dei carceri non gravare sempre sui cittadini onesti che già non arrivano alla fin del mese. In oltre chi sbagli dovrebbe fare fino all'ultimo giorno di pena salvo eccezzioni per chi veramente collabora. Per snellire i processi basterebbe far si che chi viene preso nella flagranza del reato deve essere processato per rito direttissimo con la conseguente carcerazione in quanto la flagranza assicura la totale certezza che il reo è l'imputato. E sopratutto la cosa più importante è la partecipazione dei cittadini nel partecipare e aiutare le forze dell'ordine con denunce segnalazioni e quantaltr opossa servire a garantire la sicurezza di tutti
Postato da: vale x | 22.06.08 08:28
Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.
Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:23
Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.
Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:20
Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.
Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:20
Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.
Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:19
Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.
Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:17
Egregio Onorevole, sono d'accordo, in linea di massima con quanto proposto. Ciò che riscontro nella realtà dei procedimenti giudiziari è la differenza tra chi ha la possibilità di farsi rappresentare da avvocati di vaglia e chi no:in molti casi, per il medesimo reato, i primi in galera ci vanno per poco tempo, e proseguono con gli arresti domiciliari, i secondi vanno direttamente in galera e lì stanno fino al compimento dei procedimenti giudiziari. Perchè?
Postato da: cosetta sartori | 20.06.08 09:33
Non ho nè la competenza nè il diritto, non essendo un magistrato, di porre commenti sull'argomento "pena"; ritengo peraltro che per quanto riguarda l'argomento delle iniziative del Governo sul tema Giustizia siamo alla fantascienza e si tratterebbe di certezza dell'immunità per il Presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori.
Postato da: stefano sales | 18.06.08 14:26
Prima di tutto sento di dover ringraziare Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e quanti altri sono duramente, pacificamente e legittimamente impegnati in una battaglia che dovrebbe essere di tutti.Per questo non dimentico Falcone, Borsellino, Scopelliti, Dell Chiesa ecc.-
Sono del parere che le pene si debbano scontare interamente, specie per i recidivi che devono essere assoggettati a pene aggravanti.
Ogni reato consumato sotto l'effeto di droghe, alcoolici ecc. deve prevedere delle aggravanti di pena e non delle attenuanti, altrimenti è per tutti più facile ubriacarsi per commettere qualsiasi reato sentendosi non responsabile.
Occore abolire la prescrizione, confiscare il mal tolto fino alla settima generazione,PENE TRIPLICATE PER I POLITICI PERCHE' DEVONO DARE IL BUON ESEMPIO, ELIMINARE L'IMMUNITA' PARLAMENTARE,obbligo per ogni politico a qualsiasi livello di presentare l'inventario del patrimonio familiare insieme alle rendite prima della candidatura,consentire le intercettazioni, eliminare l'avviso di garanzia ( quest'ultimo lo vedo più simile ad un atto di collusione e di fiancheggiamento per facilitare l'elusione dei controlli da parte di chi commette reati). Sono favorevolissimo all'utilizzo dell'esercito per le strade fino all'eradicazione della criminalità( i cittadini devono poter camminare sicuri sempre, di notte e di giorno. Chi si comporta onestamente non ha bisogno di nascondersi ).Per i tossicodipendenti deve essere d'obbligo il ricovero per le cure, per il loro bene, per il bene dei loro familiari e della società in cui vivono.
Chi va in galera deve lavorare per pagarsi le spese.
Se si continuerà a tergiversare come si è fatto fino ad oggi, l'Italia avrà un futuro tutt'altro che roseo. Torneremo inesorabilmente nel Medioevo diventando - tutti - servi della gleba. La libertà che sbandierano oggi certi politici è funzionale solo al mantenimento dei loro privilegi e della loro privacy. Di quest'ultima ne hanno bisogno per nascondere meglio le loro malefatte. Ma, non si rendono conto che la gente comune, che è il popolo, si è autoreclusa nelle proprie abitazioni con doppie porte metalliche e con sistemi di allarme.
DI Travaglio e di Di Pietro ce ne vogliono ancora tanti. Io sono con voi e sono favorevole a qualsiasi disubbidienza civile non violenta per cause manifestamente giuste.
Con affetto e amicizia, C. Sacino
Postato da: Costantino Sacino | 17.06.08 16:50
La certezza della è una delle cose basilari che i cittadini onesti si attendono dai loro governanti. Basta sconti a chi delinque, basta cumulatività dei benefici di legge. Nella situazione attuale, si arriva al paradosso di cui parlò Travaglio, che è meglio uccidere la moglie piuttosto che pagarle gli alimenti per tutta la vita. Ma a parte questo, la certezza di andare in carcere e passare lì tutto il tempo per cui si è stati condannati migliora in un certo senso la sicurezza dei cittadini. Ma i parlamentari cosidetti, garantisti, si chiedono lo stato d'animo con cui affrontano i processi le vittime, per esempio di stupro, se poi rivedono i loro aguzzioni a piede libero dopo pochi mesi?
Postato da: Paolo Cossu | 16.06.08 07:41
Basterebbe la CERTEZZA DELLA PENA e processi più brevi.
Le attuali leggi lo avete sempre detto, sono idonee ad una GIUSTIZIA GIUSTA, salvo alcune piccole modifiche.
Ad esempio la prescrizione si interrompe se il rinvio delle udienze viene chiesto dalla difesa e per il periodo che trascorre tra un giudizio ed il successivo ( per capirci tra un appello e l'altro).
DA MODIFICARE SONO LA POSSIBILITA' DI ESSERE TUTTI UGUALI DIFRONTE ALLA LEGGE, COMPRESO I PARLAMENTARI E LE ISTITUZIONI. GLI UNICI ATTI NON GIUDICABILI SONO SOLO LE OPINIONI POLITICHE, NON GLI ATTI.
Postato da: michele d'achille | 14.06.08 12:27
Sono d'accordo con le proposte. In aggiunta vorrei dire che si dovrebbe ricorre più spesso a pene alternative serie al carcere, per i reati minori e non socialmente pericolosi.
Postato da: Onofrio Panzarino | 12.06.08 12:23
Io sul punto dell'inasprimento delle pene sulle violenze sessuali in ambito familiare e tra persone conoscenti non sarei pienamente daccordo;le pene devono essere alzate e garantite anche per i reati di violenza sessuale che avvengono normalmente tra persone che non si conoscono
Postato da: Francesco Ruzzo | 11.06.08 12:33
Premesso che non sono un'esperta, vorrei fare i seguenti appunti:
a) A mio parere, la possibilità di patteggiamento dovrebbe essere ulteriormente limitata. In particolare, auspicherei la modifica della legge n. 479 del 1999 con reintroduzione, almeno nel caso di reati gravi contro la persona, del consenso del P.M. alla richiesta avanzata dall'imputato. Non trovo morale che si consenta di accedere, senza esercitare nessun tipo di controllo, al patteggiamento, con conseguente abbondante sconto di pena, ad indagati responsabili di efferati omicidi.
b) Sarebbe auspicabile che gli sconti di pena, le pene alternative, la scelta del rito abbreviato non fossero CUMULABILI tra loro. La possibilità di usufruire contemporaneamente di tutto annulla di fatto la pena inflitta dal giudice.
c) I giudici che decidono gli sconti di pena o le pene alternative dovrebbero assumersi le responsabilità che la loro scelta comporta (se un medico sbaglia, paga, perchè non dovrebbe essere così anche per un giudice?). Se non erro, attualmente, non è dato, per questioni di privacy, conoscere nemmeno il mone del giudice responsabile di decisioni così importanti. Voglio ricordare che, in Italia, spietati killer seriali ed ex-brigatisti pluriomicidi condannati all'ergastolo sono tornati di fatto "liberi" di delinquere a causa di scelte errate. A chi va imputata la responsabilità?
Postato da: Angela Punzi | 10.06.08 17:33
Premesso che non sono un'esperta, vorrei fare i seguenti appunti:
a) A mio parere, la possibilità di patteggiamento dovrebbe essere ulteriormente limitata. In particolare, auspicherei la modifica della legge n. 479 del 1999 con reintroduzione, almeno nel caso di reati gravi contro la persona, del consenso del P.M. alla richiesta avanzata dall'imputato. Non trovo morale che si consenta di accedere, senza esercitare nessun tipo di controllo, al patteggiamento, con conseguente abbondante sconto di pena, ad indagati responsabili di efferati omicidi.
b) Sarebbe auspicabile che gli sconti di pena, le pene alternative, la scelta del rito abbreviato non fossero CUMULABILI tra loro. La possibilità di usufruire contemporaneamente di tutto annulla di fatto la pena inflitta dal giudice.
c) I giudici che decidono gli sconti di pena o le pene alternative dovrebbero assumersi le responsabilità che la loro scelta comporta (se un medico sbaglia, paga, perchè non dovrebbe essere così anche per un giudice?). Se non erro, attualmente, non è dato, per questioni di privacy, conoscere nemmeno il mone del giudice responsabile di decisioni così importanti. Voglio ricordare che, in Italia, spietati killer seriali ed ex-brigatisti pluriomicidi condannati all'ergastolo sono tornati di fatto "liberi" di delinquere a causa di scelte errate. A chi va imputata la responsabilità?
Postato da: Angela Punzi | 10.06.08 17:32
Gentile Di Pietro, condivido il suo programma sulla sicurezza in ogni punto, ma mi sembra incompleto. Attualmente sto effettuando un tirocinio alla Casa Circondariale di Forlì e, oltre ad osservare le condizioni in cui gli agenti devono lavorare, i problemi circa la mancanza di personale e di risorse, credo che devono essere promosse politiche che permettano ai detenuti di ricoprire un ruolo lavorativo, soprattutto prima della commissione del reato.
In carcere si trovano poveri disperati, non ho mai visto, nella breve esperienza che sto vivendo, un imprenditore o un "colletto bianco" detenuto. La giustizia deve essere più equa, colpire tutti coloro che sbagliano, ed i magistrati devono essere sostenuti nella loro attività.
La certezza della pena poi, secondo me, non deve essere solo una soddisfazione per la società più o meno civile, ma un deterrente alla commissione del reato e un mezzo per il reinserimento sociale. La società deve essere attenta alle carceri perché i delinquenti sono un prodotto sia delle loro scelte, che della nostre decisioni politiche. Mi sembra che invece si vuole distogliere l'attenzione dai reati dei colletti bianchi sottolineando quelli commessi dalle fasce povere.
"Dio" salvi le intercettazioni!
Postato da: Emanuela Azzarelli | 10.06.08 16:03
Il mio parere non ha l'autorevolezza di quello di un magistrato; io non sono un magistrato, sono un dirigente medico della Clinica Neurologica Ospedale Molinette Torino, ma apprezzo molto le iniziative della magistratura, in particolare quelle personali del dott. Di Pietro; ritengo molto importante il problema della sicurezza sul lavoro e ovviamente sono in tutale accordo con l'iniziativa in campo legislativo di IDV, della quale sono un sostenitore.
Postato da: stefano sales | 05.06.08 18:11
Condivido tutte le proposte, soprattutto quelle che inaspriscono una determinata pena nei confronti di chi agisce in condizioni che facilitano ulteriormente il compimento dell'illecito. E' un ottimo DDL, che riguarda la certezza della pena e la tutela di uno Stato di diritto.
Postato da: Gabriele Mureddu | 30.05.08 11:41
Le pene per la sicurezza stradale ci sono già...e con limiti assurdi, mentre quello della sicurezza è solo un problema percepito e di ignoranza!!
Preoccupiamoci dei FALSI IN BILANCIO, DI NUOVI SISTEMI PER I "COLLABORATORI DI GIUSTIZIA" (ormai la Mafia paga indennizzi e "pensioni" migliori dello Stato), di AMMINISTRATORI INTERDETTI E INABILITATI CHE CONTINUANO AD ESERCITARE, di CORRUZZIONE, di COLLUSIONE, di TANGENTI ed EVASIONE FISCALE!!!
Bisogna provare a fare le cose in grande per chiudere all'angolo questo Parlamento!!
Grande Barbato!!!
Postato da: Francesco Comastri | 30.05.08 10:18
vorrei che venisse abolita la prescrizione per TUTTI I REATI.si deve arrivare alla sentenza applicata in ogni caso.
Grazie
Stefano
Postato da: stefano pedrollo | 28.05.08 19:08
Abolizione della capcita di intendere e di volere
equiparazione dei reati commessi dai minoreri di anni 14 ai maggioreni
Postato da: edmondo dantes | 26.05.08 17:52
Posso fare una constatazione? La maggior parte dei detenuti sono tossico dipendenti che quando usciranno dalle carceri, non avendo fatto nessuna terapia psico-fisica per risolvere i loro problemi di astinenza cominceranno a delinquere come prima.
Dato che ogni detenuto costa allo stato 150 euro al giorno e che le carceri sono strapiene, non sarebbe opportuno coinvolgere le comunità di recupero per gestire il recupero di questi elementi? Anche dando contributi economici alle comunità (ad esempio se si dessero 50 euro al giorno per tossico dipendente si risparmierebbero comunque 100 euro al giorno)
Postato da: Salvatore Pannozzo | 26.05.08 17:45
Sila certezza della pena è fondamentale affinchè i reati diminuiscano .Facciamo in modo che le norme varate siamo applicate in modo univoco in ogni parte d'italia.
Postato da: danilo tecchiato | 22.05.08 22:24
Altra cosa fondamentale sarebbe che il rinvio a giudizio interrompesse la prescrizione del reato.
Postato da: Gianni Rubbo | 21.05.08 22:12
vorrei rispondere al signor Federico Balestra: sono d'accordo con Lei nel salvaguardare chi si trova a causare un incidente per tragica fatalità, ma credo che qui ci si riferisca a chi si mette in macchina ubriaco, drogato o tutti o due. In quel caso secondo me, il sinistro causato non è più colposo, ma almeno preterintenzionale.
Postato da: maurizio zucchetti | 21.05.08 21:54
La proposta è indubbiamente otttima e da condividere, nella speranza ovviamente che venga presa in esame seriamente in sede parlamentare. Come noto, nella passata legislatura, l'on.D'Ambrosio - già proc.gen. a Milano - presentò innumerevoli disegni di legge che, data la sua notevole esperienza giudiziaria,avrebbero migliorato non poco il funzionamento della giustizia. Sfortunatamente i disegni di legge rimasero tali avendo il Parlamento altro da pensare. Non so se e in quale misura gli attuali disegni di legge dell'IdV riprendano quelli già presentati da D'Ambrosio, l'importante è che si faccia di tutto perchè vengano presi in esame.
Sarà il momento chiave per capire se il governo in carica abbia realmente a cuore il miglioramento della giustizia in Italia o se, al di là delle belle parole, intenda pensare solo
agli interessi di qualcuno.
Postato da: fernando esposito | 21.05.08 16:30
E indispensabile la certeza della pena.
Postato da: manola cru | 21.05.08 13:13
Sono sostanzialmente d'accordo anche con questo pacchetto di norme cercherei solo di discriminare meglio quali sono i reati commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale di cui si vuole inasprire le pene.
La circolazione stradale impatta un numero molto maggiore di persone che non i reati di violenza sessuale e violenza in famiglia, almeno spero che sia così, e quindi mi sembra "rischioso" mettere in condizione di paura di finire in difficolta economiche o in galera chi usa gli autoveicoli perchè gli incidenti capitano anche ai più prudenti e giudiziosi. Bisogna cercare di punire maggiormente i reati pericolosi, come la guida in stato di ebrezza o i limiti di velocità, ma è necessario secondo me rivedere alcuni limiti in funzione della sicurezza e della qualità dei veicoli in circolazione. Oltre a questo istituirei un concetto di recidività e cioè se una persona continua a infrangere il codice della strada con infrazioni pericolose deve essere punita maggiormente di chi infrange le regole la prima volta.
Postato da: Marco Sorio | 21.05.08 09:53
Non sono d'accordo sull'inasprimento delle pene per le norme sulla circolazione stradale.
Ricordate che sono gia molto salate, e che purtroppo una persona normale può incorrere in un incidente stradale oppure uscire dicasa senza patente trovandosi in una situazione economica terrificante come conseguenza.
E' assolutamente ingiusto.
Postato da: Federico balestra | 21.05.08 08:45
propongo in caso di NON comunicazione della propria identita' la registrazione del DNA come codice di identificazione per "immigrati e non " come alternativa obbligata conseguente alla non identificazione
Postato da: alberto scaroni | 21.05.08 07:52
Mi trovo pienamente d'accordo con tale proposta di legge.Concordo con l'innalzamento delle pene proposto.Per la violenza sessuale,considerati i danni atroci che provoca alle vittime,le pene devono essere ben più elevate rispetto a quelle attualmente previste. Sono personalmente favorevole alla pena di morte. Concordo con il divieto di patteggiamento in appello. E'assurdo che nel nostro ordinamento siano previsti dei riti speciali, come il patteggiamento,che, se vengono aditi, comportano ulteriori,enormi, sconti di pena (fino a un terzo nel patteggiamento, e senza tener conto della minor pena concordata col pubblico ministero) rispetto a quelli, innumerevoli, già previsti in sede esecutiva.Concordo pienamente con la limitazione della sospensione della pena in sede esecutiva, prevista dalla legge Simeone. Tutti gli sconti di pena, previsti in sede esecutiva, i quali mandano nel nulla le pene irrogate dai giudici con le condanne, tanto che un omicida sconta meno di 4 anni e mezzo di carcere e un violentatore o un pedofilo il carcere non lo vede neppure, se non, forse, per la custodia cautelare (che è diventata l'unica pena che si può irrogare), andrebbero aboliti. Per poter limitare o abolire tali sconti di pena e pene alternative bisogna cambiare la Costituzione,la quale,unica al mondo,prevede il principio rieducativo della pena, che costringe il legislatore a prevedere sconti di pena e pene alternative alla detenzione che facciano uscire il prima possibile il detenuto dal carcere,per reimmetterlo il prima possibile nella società:un annullamento della pena stessa, sostanzialmente.Considerata la giurisprudenza della Corte costituzionale,onde evitare che le future proposte di riduzione o abolizione di sconti di pena,se diventate leggi,vengano da essa dichiarate illegittime,occorre abolire,necessariamente,il principio rieducativo di cui all'art. 27,comma 3,Cost. Il nostro sistema processuale penale è,unico al mondo,completamente ineffettivo,perchè la costituzione italiana, unica al mondo, prevede: la possibilità di applicare la pena solo dopo la condanna definitiva, e non dopo il primo grado di giudizio, come avvene nel Regno Unito, in Germania,e nella stragrande maggioranza dei Paesi occidentali
Postato da: Luca Cv | 20.05.08 23:21
Mi trovo pienamente d'accordo con tale proposta di legge.Concordo con l'innalzamento delle pene proposto.Per la violenza sessuale,considerati i danni atroci che provoca alle vittime,le pene devono essere ben più elevate rispetto a quelle attualmente previste. Sono personalmente favorevole alla pena di morte. Concordo con il divieto di patteggiamento in appello. E'assurdo che nel nostro ordinamento siano previsti dei riti speciali, come il patteggiamento,che, se vengono aditi, comportano ulteriori sconti di pena rispetto a quelli, innumerevoli, già previsti in sede esecutiva. Il rito abbreviato, per esempio, comporta uno sconto di pena di un terzo, e, qualora l'imputato decida di aderire a tale rito, il pubblico ministero non può nemmeno opporvisi,e il giudice decide allo stato degli atti, anche se non sono state ancora raccolte tutte le prove del caso, dalle quali potrebbero emergere ulteriori responsabilità penali dell'imputato.Concordo pienamente con la limitazione della sospensione della pena in sede esecutiva, prevista dalla legge Simeone. Tutti gli sconti di pena, previsti in sede esecutiva, i quali mandano nel nulla le pene irrogate dai giudici con le condanne, tanto che un omicida sconta meno di 4 anni e mezzo di carcere e un violentatore o un pedofilo il carcere non lo vede neppure, se non, forse, per la custodia cautelare (che è diventata l'unica pena che si può irrogare), andrebbero aboliti. Per poter limitare o abolire tali sconti di pena e pene alternative bisogna cambiare la Costituzione,la quale,unica al mondo,prevede il principio rieducativo della pena, che costringe il legislatore a prevedere sconti di pena e pene alternative alla detenzione che facciano uscire il prima possibile il detenuto dal carcere,per reimmetterlo il prima possibile nella società:un annullamento della pena stessa, sostanzialmente.Considerata la giurisprudenza della Corte costituzionale,onde evitare che le future proposte di riduzione o abolizione di sconti di pena,se diventate leggi,vengano da essa dichiarate illegittime,occorre abolire,necessariamente,il principio rieducativo di cui all'art. 27,comma 3,Cost. Il nostro sistema processuale penale è,unico al mondo,completamente ineffettivo,perchè la costituzione italiana, unica al mondo, prevede: la possibilità di applicare la pena solo dopo la condanna definitiva, e non dopo il primo grado di giudizio, come avvene nel Regno Unito, in Germania,e nella stragrande maggioranza dei Paesi occidentali
Postato da: Luca Cv | 20.05.08 23:16
Mi trovo pienamente d'accordo con tale proposta di legge. Concordo con l'innalzamento delle pene proposto. Per la violenza sessuale, considerati i danni atroci che provoca alle vittime, le pene devono essere ben più elevate rispetto a quelle attualmente previste. Sono personalmente favorevole alla pena di morte. Concordo con il divieto di patteggiamento in appello. E'assurdo che nel nostro ordinamento siano previsti dei riti speciali, come il patteggiamento, che, se vengono aditi, comportano ulteriori sconti di pena rispetto a quelli, innumerevoli, già previsti in sede esecutiva. Il rito abbreviato, per esempio, comporta uno sconto di pena di un terzo, e, qualora l'imputato decida di aderire a tale rito, il pubblico ministero non può nemmeno opporvisi, e il giudice decide allo stato degli atti, anche se non sono state ancora raccolte tutte le prove del caso, dalle quali potrebbero emergere ulteriori responsabilità penali dell'imputato. Concordo pienamente con la limitazione della sospensione della pena in sede esecutiva, prevista dalla legge Simeone. Tutti gli sconti di pena, previsti in sede esecutiva, i quali mandano nel nulla le pene irrogate dai giudici con le condanne, tanto che un omicida sconta meno di 4 anni e mezzo di carcere e un violentatore o un pedofilo il carcere non lo vede neppure, se non, forse, per la custodia cautelare (che è diventata l'unica pena che si può irrogare), andrebbero aboliti. Per poter limitare o abolire tali sconti di pena e pene alternative, bisogna cambiare la costituzione,la quale,unica al mondo,prevede il principio rieducativo della pena, che costringe il legislatore a prevedere sconti di pena e pene alternative alla detenzione che facciano uscire il prima possibile il detenuto dal carcere,per reimmetterlo il prima possibile nella società:un annullamento della pena stessa, sostanzialmente.Considerata la giurisprudenza della Corte costituzionale,onde evitare che le future proposte di riduzione o abolizione di sconti di pena,diventate leggi,vengano da essa dichiarate illegittime,occorre abolire,necessariamente,il principio rieducativo di cui all'art. 27,comma 3,Cost. Il nostro sistema processuale penale è,unico al mondo completamente ineffettivo, perchè la costituzione italiana prevede, unica al mondo,prevede: la possibilità di applicare la pena solo dopo la condanna definitiva, e non dopo il primo grado di giudizio, come avvene nel Regno Unito, in Germania,e nella stragrande maggioranza dei Paesi occidentali
Postato da: Luca Cv | 20.05.08 23:11
L'articolo della costituzione dice "(...)le pene devono tendere alla riabilitazione(...)".
Postato da: Michele Di Mauro | 20.05.08 22:25
Gentile dott. Di Pietro,
ho due appunti da fare a questo punto.
1) I limiti di velocità e le regole per la circolazione stradale esistono già e sono ben precise. Non c'è necessità di inasprire le pene: se il limite in autostrada è 130 km/h, non serve abbassarlo a 50 km/h. Se c'è chi va a 200 km/h è perché NON CI SONO I CONTROLLI DI CHI DOVREBBE FAR RISPETTARE LE REGOLE. Valga lo stesso per le multe. Invece di innalzarle a migliaia di euro, SAREBBE SUFFICIENTE AUMENTARE I CONTROLLI.
2) C'è un articolo della Costituzione che dice: >...dopo che avremo garantito la certezza della pena, quando garantiremo la certezza della possiblità di rifarsi una vita dopo aver pagato il proprio debito con la società?
Grazie per l'attenzione
Postato da: Michele Di Mauro | 20.05.08 22:23
Secondo me il patteggiamento deve essere possibile solo nei primi mesi del processo Altrimenti il patteggiamento viene usato x "limitare i danni" nei casi in cui il reo vede che il processo sta andando male, e non è più un pentimento come dovrebbe essere
Per il resto: completamente d'accordo, la certezza della pena è forse la questione più importante in tema di giustizia
Postato da: Andre F | 20.05.08 21:16
A mio modesto avviso non serve innalzare le pene, se non in casi di reiterazione del reato, bensì riuscire ad ottenere la certezza delle pene. Chi è condannato in via definitiva deve scontare la sua pena: punto e basta. Inasprire le pene e inflazionare la normativa vigente con l'introduzione di nuove leggi sempre più repressive non garantisce sempre e comunque il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ricordate il proverbio: Can che abbaia non morde? A volte ho l'impressione che le istituzioni abbiano perso il controllo della situazione e si mettano a sbraitare facendo la voce grossa senza intimorire minimamente i criminali incalliti. Un pò come certi padri con i figli ribelli: ti tolgo la paghetta, non vedi più la TV per un mese, devi rientrare a casa entro le dieci di sera e per tutta risposta il figlio rientra beatamente alle due del mattino,se ne va dagli amici a vedere la TV e scrocca qualche soldo all'amico o amica fidati. Il padre continua ad inasprire i provvedimenti ed il figlio li aggira tranquillamente. Il padre ha perso autorevolezza ed il figlio non ne riconosce più l'autorità morale. Occorre un recupero di autorevolezza da parte delle istituzioni se si vuole che il cittadino ne riconosca almeno l'autorità morale. Imporre un'autorità soltanto materialmente induce paura e provoca frustrazione e ribellione con il risultato che violenza chiamerà sempre più violenza. Se è questo l'obiettivo che ci si propone e allora diamo pure delle cinghiate sulle gambe ai condannati come facevano sessant'anni fa i padri con i propri figli. Potrebbe essere una soluzione; ma io non ci credo anche perchè ho vissuto quei tempi e vi assicuro che i risultati ottenuti con le cinghiate non erano quelli sperati.
Postato da: Gianni gbc1940 | 20.05.08 21:06
Riguardo agli abusi sessuali, consiglierei di leggere questo articolo: http://lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-855-15,00.html Penso che dia interessanti spunti di riflessione.
In particolare il paragrafo : "Attesto di conoscere vittime di gravi abusi... non avrete sufficiente tempo e forza per essere guariti"
E la sezione intitolata "Al perpetratore"
Anche se di stampo cristiano, credo che potrebbe essere apprezzato anche da un pubblico più largo di persone.
In particolare sento di segnalare:
1 - A volte il molestatore ha un senso di vergogna di ciò che ha fatto e vorrebbe smetter di abusare o trovare il modo di pentirsi di ciò che ha fatto. Credo che invece do pensare al carcere in questo caso, sarebbe opportuno l'aiuto di uno specialista.
2 - Anche se spesso il molestato/a ha desiderio di ricevere vendetta per il torto subito, la condanna del molestatore non lo aiuta a sentirsi meglio. Per stare davvero meglio è necessario non il processo del molestatore ma un processo personale di guarigione. Capire e perdonare il molestatore, senza per questo smetter di condannare l’abuso subito, porta chi ha subito l’abuso a una vera serenità interiore, alla capacità di lasciarsi dietro le spalle il torto subito e vivere appieno la propria vita.
Marco
Postato da: Marcoccio | 20.05.08 20:30
Certezza della pena. Secondo me si deve fermarsi a rifletter su cosa si vuole ottenere mandando una persona in carcere.
1 - E' un deterrente per chi potrebbe delinquere?
2 - E' mettere da parte una persona che può nuocere se tenuta libera in società?
3 - Un modo per avere "giustizia"?
Cos’altro?
Pur concordando con l'utilità dei punti 1 e 2, ma credo che si deve pensare un po' a cosa è la "giustizia".
Credo che in tutti i sistemi giudiziari nel mondo, dove più dove meno, ci siano casi che dimostrano che il sistema non è totalmente giusto. Ci sono persone che dovrebbero essere o rimanere in galera, che se vanno fuori indisturbate a reiterare il reato e persone che si sono pentite del loro errore che sono tenute lontano dalla società a cui potrebbero contribuire.
Credo che il carcere dovrebbe essere principalmente recupero, rieducazione, possibilità di cambiare.
Capisco che non tutti sono disposti a cambiare. Capisco anche che c’è chi crede che i criminali non possano cambiare. Ma ho una serie di esempi che potrebbe dimostrare che invece posso cambiare e diventare anche migliori di tante persone che si sono sempre considerate oneste. Nelle carceri ci sarebbe bisogno di più educatori, più persone che aiutano chi ha sbagliato a capire perché ciò che hanno fatto è sbagliato e non un’ingiustizia subita dal “sistema”, ma anche e soprattutto aiutano i condannati a vedere la vita in maniera nuova. Che li aiutano a cambiare la loro mappa del mondo comprese le convinzioni limitanti che li rendono pericolosi per la società e per se stessi.
So che è difficile capire se una persona è veramente pentita e cambiata. Spesso si cerca in fatti oggettivi come la buona condotta. Ma come si può sapere se una persona si comporta bene per uscire di galera quando nella sua mente premedita il prossimo reato una volta libero, o se davvero è determinato a vivere una nuova vita?
Credo che prima dell’inasprimento delle pene sia necessario riformare il carcere e le procedure giudiziarie. Credo che sia necessario introdurre più personale educativo nelle carceri e che al momento di valutare la sospensione o riduzione della pena, si dovrebbe ascoltare/intervistare chi ha avuto interazione con la persona che si sta giudicando.
Se si viene meno a questo ruolo di riabilitazione, il carcere diventa un posto dove ammassare corpi di persone che lentamente muoino dentro, o che anche peggio, dal carcere imparano solo a diventare migliori delinquenti.
Postato da: Marrù | 20.05.08 20:09
Per aumentare il numero di magistrati recuparate quelli della procura militare che da quando è stata abolita la leva obbligatoria hanno un minor carico di lavoro.
Postato da: Paolo T. | 20.05.08 18:28
Le pene per la violenza sessuale devono prevedere pene fino al carcere vita. Da un minimo di 20 anni in su.
Postato da: SerPu | 20.05.08 17:16
Le pene per la violenza sessuale devono prevedere pene fino al carcere vita. Da un minimo di 20 anni in su.
Postato da: SerPu | 20.05.08 17:16
Le pene per la violenza sessuale devono prevedere pene fino al carcere vita. Da un minimo di 20 anni in su.
Postato da: SerPu | 20.05.08 17:16
Tale proposta è ottima.
carmen rossi
Postato da: carmen rossi | 20.05.08 17:03