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Giustizia


<< 7 Proposte di Legge per la Sicurezza e la Giustizia

PER LA CERTEZZA DELLA PENA

presentazione di: Gruppo IdV Senato
categoria: Giustizia

documento completo

1
   stato lavori

In questa Proposta di legge si prevede l’innalzamento della pena per tutti i reati commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale e sugli infortuni sul lavoro, si inaspriscono le pene per la violenza sessuale commessa da chi abbia un rapporto di convivenza con la vittima, e per il reato di maltrattamenti in famiglia.
La proposta prevede l’applicazione della misura cautelare in carcere quale misura unica, salvo che emerga l’insussistenza di esigenze cautelari.
Si prevede il giudizio immediato per tutti gli imputati in stato di custodia cautelare, portando il termine per la richiesta di immediato a sei mesi.
Si vieta la possibilità di patteggiamento in appello.
Si limita la possibilità di sospensione della pena.
Si propone la modifica della normativa sul riciclaggio con l’introduzione della possibilità di incriminare il cosiddetto “autoriciclaggio”.



Commenti



Assolutamente d'accordo sulla vostra proposta di legge. Siate fermi, determinati ed onesti, la gente vera ha bisogno di voi. Siate un punto di riferimento per chi crede ancora nei valori del popolo.

Postato da: claudia | 23.08.08 21:35




da'Italians'di BeppeSevergnini su corriere.it

Organizzazioni mafiose? pena di morte

Caro Beppe, cari Italians,
la lotta alle organizzazioni mafiose ha tutte le caratteristiche, ormai, di una guerra di quarta generazione (4GW), e deve essere combattuta con strumenti adeguati.

Ho una proposta che secondo me sarebbe risolutiva: ripristiniamo la pena di morte per un solo e unico reato: la «mancata costituzione all'autorità di iscritti in apposite liste di indagati per crimini mafiosi». Il funzionamento dovrebbe essere questo: si pubblicano per 30 giorni sui giornali, presso le questure e i tribunali le liste degli indagati che si devono consegnare.

Se entro 60 giorni dalla pubblicazione gli indagati non si consegnano e non si sottopongono a eventuali misure cautelari, vengono sottoposti a processo in contumacia per il reato di cui sopra. La difesa è svolta d'ufficio. Una volta passata in giudicato la sentenza, l'esecuzione della pena è delegata a speciali squadre che, agendo sia in assetto militare che sotto copertura, hanno il compito di rintracciare il condannato e, rintracciatolo, eseguire la sentenza immediatamente sul posto.

La foto del cadavere e le impronte digitali dovranno essere allegate al certificato di avvenuta esecuzione dal pubblico ufficiale. La pena è sospesa se il condannato si consegna spontaneamente all'autorità. Un ulteriore articolo dovrebbe specificare che non è punibile il pubblico ufficiale che ferisce o uccide chi si oppone con la violenza all'esecuzione della sentenza. Questo, tra l'altro, avrebbe il vantaggio di consentire a reparti con armamento pesante di entrare in quartieri-fortilizio della mafia ed eseguire le condanne spazzando via ogni resistenza.

Le zone de-mafiosizzate, in cui almeno il 90% delle sentenze sono state eseguite e/o il 90% dei mafiosi si sono consegnati, hanno come premio uno sconto fiscale per i residenti e per le attività economiche che vi si insediano.
Ciao,

Giuseppe Scalas, gscalas@mail.com

Postato da: Francesco Spinosa | 20.08.08 06:04




Per migliorare lo stato di sicurezza e serietà in Italia non è necessario aumetare le pene in numero e in durata, ma secondo me sarebbe sufficiente renderle certe e soprattutto introdurre la pena di piccola se non piccolissima entità che non sia amministrativa. Faccio un esempio. Guidi ubriaco e sei beccato la prima volta: 3 giorni di carcere che si possono scontare nelle celle che spèero abbiano in questura. Vieni beccato una seconda volta: 3 mesi. La terza volta 6 mesi e così via. O gli passa la sbornia o passa la vita in carcere, perché tale persona resta un potenziale omicida.
Per il furto, la rapina deve valere lo stesso ragionamento: una progressione della durata della pena per il recidivo. La ragionevolezza della pena deve essere commisurata ai reati e alla loro reiterazione (?). In questo modo nemmeno i mafiosi e camorristi avrebbero motivo di esistere se uno di loro abituato a delinquere si vede prospettare 30 anni di carcere anche per un semplice insulto (minaccia).
Basta con la prescrione che è una cosa ridicola e fatta solo per salvare l'amministrazione della giustizia che non va. Basta con appelli e contrappelli che servono solo agli avvocati. Istituire un organo di vigilanza sui magistrati che ne approfittano. In questo caso propongo pena doppia per il pubblico ufficiale e licenziamento in tronco senza appello (della serie: vuoi fare il polizziotto, bene il conrratto dice che se ti macchi di un solo non so ché vai a casa e cambi lavoro, o vai in cella e ti fai il doppio della pena rispetto ad un qualunque cittadino.
Diamo importanza all'onorevole CITTADINO.

Postato da: Ciro Sparano | 15.08.08 17:09




Ritengo che limitare l'accessibilità ai riti alternativi e, soprattutto, ridurre drasticamente i benefici previsti dalla normativa premiale in favore dei detenuti sia assolutamente auspicabile.
L'attuale impostazione che consente un'applicazione quantomeno "elastica" della pena detentiva è, a mio avviso, il frutto perverso del duplice errore derivante, per un verso, dal trascurare che il diritto penale ha una funzione eminentemente retributiva, di sanzione per coloro che hanno violato in maniera grave le regole della convivenza civile. Il secondo, e forse ancor più grave errore, sta nell'interpretare la norma costituzionale che orienta la pena alla rieducazione del reo non come indicazione al legislatore sulle modalità di esecuzione della pena, ma come nesso tra obbiettivo rieducativo e durata della detenzione. E' già stato autorevolmente osservato come, portato alle sue estreme conseguenze, questo principio conduca alla pena indeterminata, ovvero che si esaurisce solo una volta realizzato il risultato rieducativo.
Provvedimenti restrittivi di questa natura, unitamente all'inasprimento delle pene per i soli reati più gravi, non devono essere visti e valutati sotto il profilo della loro idoneità a ridurre l'incidenza della criminalità. Sono certo, come la situazione che si riscontra in altri ordinanmenti sta a confermare, che l'effetto deterrente sarebbe comunque contenuto.
Essi vanno correttamente presentati e introdotti come mezzi atti a presevare la fiducia dei consociati, i quali debbono poter avere la sicurezza che, di fronte ad un torto patito, ad un danno subito, la loro sacrosanta domamda di ristoro non rimarrà inascoltata. Si tratta in definitiva di garantire la credibilità dello Stato nel momento in cui le sue Istituzioni perseguono la finalità forse più importante fra quelle sue proprie, ovvero quella di soddisfare il naturale, insopprimibile bisogno di Giustizia dei propri cittadini

Postato da: Sergio Cabassi | 11.08.08 14:21




Ritengo che limitare l'accessibilità ai riti alternativi e, soprattutto, ridurre drasticamente i benefici previsti dalla normativa premiale in favore dei detenuti sia assolutamente auspicabile.
L'attuale impostazione che consente un'applicazione quantomeno "elastica" della pena detentiva è, a mio avviso, il frutto perverso del duplice errore derivante, per un verso, dal trascurare che il diritto penale ha una funzione eminentemente retributiva, di sanzione per coloro che hanno violato in maniera grave le regole della convivenza civile. Il secondo, e forse ancor più grave errore, sta nell'interpretare la norma costituzionale che orienta la pena alla rieducazione del reo non come indicazione al legislatore sulle modalità di esecuzione della pena, ma come nesso tra obbiettivo rieducativo e durata della detenzione. E' già stato autorevolmente osservato come, portato alle sue estreme conseguenze, questo principio conduca alla pena indeterminata, ovvero che si esaurisce solo una volta realizzato il risultato rieducativo.
Provvedimenti restrittivi di questa natura, unitamente all'inasprimento delle pene per i soli reati più gravi, non devono essere visti e valutati sotto il profilo della loro idoneità a ridurre l'incidenza della criminalità. Sono certo, come la situazione che si riscontra in altri ordinanmenti sta a confermare, che l'effetto deterrente sarebbe comunque contenuto.
Essi vanno correttamente presentati e introdotti come mezzi atti a presevare la fiducia dei consociati, i quali debbono poter avere la sicurezza che, di fronte ad un torto patito, ad un danno subito, la loro sacrosanta domamda di ristoro non rimarrà inascoltata. Si tratta in definitiva di garantire la credibilità dello Stato nel momento in cui le sue Istituzioni perseguono la finalità forse più importante fra quelle sue proprie, ovvero quella di soddisfare il naturale, insopprimibile bisogno di Giustizia dei propri cittadini

Postato da: Sergio Cabassi | 11.08.08 14:20




ci vuole sangue.............il sangue dei politici.......oramai basta parole....vi odiooooooooooooooooooooooooooo

Postato da: domenico | 10.08.08 17:44




e l'aumento per le forze dell'ordine ,e soprattutto per i cogl ke sono in mezzo la strada ogni giorno....sn incaz....tissimo....facciamo la fame..le persone hanno pietà di noi....10 anni di servizio e prendo 1300€ mi fate schiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiifo, vi odiooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo,se potessi gridarlo in faccia ai politici li sputerei tutti............ke italia di mer.....

Postato da: domenico | 10.08.08 17:41




Sono pienamente daccordo su inasprimenti delle pene per violenze a livello familiare e non. A proposito del riciclaggio sono favorevolea una maggiore stretta, a proposito vorrei fare presente che negli ultimi anni qui a Modena vi è stato un aumento preoccupante di compere di attività e immobili da parte di cinesi, premetto che io non ho nulla contro di loro a patto che rispettino le leggi, il fatto è che queste persone si presentano nelle attività con borse piene di contante e comprano all'istante e tali attività spesso non sono neanche in vendita... quindi mi sembra molto una situazione da riciclaggio in cui queste organizzazioni hanno del denaro da dovere pulire!!!
Un'altra cosa.... torno a dire che sono daccordo per la certezza delle pene,ma visto il quantitativo di persone non proprio oneste in circolazione.... abbiamo posto nelle nostre carceri??Che non sia il caso di fare lavorare tutti questi detenuti e di fargli costrire a loro le loro future carceri??Sarà un'idea strana e non condivisibile... però penso che potrebbe essere un modo per farli sentire un pò meno inutili, e fargli quasi capire cosa significa guadagnarsi il pane quotidiano lavorando 8-9-10 ore al giorno e più, come molte persone sono attualmente costrette a fare!!

Postato da: Mirco Neri | 09.08.08 12:21




Sono assolutamente d'accordo sul fatto di avere la certezza della pena. L'inasprimento non è un calmiere del delinquere. Basta prescrizioni, Basta condoni, basta indulti. Solo a pensare che andreotti non puo' essere condannato per le sue amicizie mafiose avute prima del 1980 mi viene la gastrite. E deve ritornare il reato di falso in bilancio. Vi sembra una cosa da poco...

Postato da: Marco Praga | 05.08.08 10:28




non so esprimermi molto ma sono con le vostre idee.

Postato da: eduardo merone | 03.08.08 14:43




Le proposte in sostanza sono tutte condivisibili.
Tuttavia il mio pensiero consiste prioritamente in una riforma dei Corpi di Polizia che possa andare gradualmente verso un'unificazione degli stessi. Attraversiamo un periodo di vacche magre ed abbiamo un debito pubblico che sta strozzando in partenza ogni iniziativa atta ad incentivare il nostro sistema economico con risorse e progetti. Quindi si rende necessario anche nel settore sicurezza una revisione degli attuali assetti del medesimo per giungere ad una migliore efficienza del servizio svolto nei confronti dei cittadini con lo stesso personale e più risorse derivanti dai risparmi che si otterrebbero con una minore logistica ed una Gerarchia meno alta e numerosa. Attualmente per come sono organizzati i Corpi di Polizia esistenti, siamo di fronte ad un eccesso di Alte Gerarchie derivanti dalla frammentazione degli stessi e dei reparti esistenti al loro interno. Con i mezzi moderni di oggi con sono più necessarie le Stazioni dei CC su territori poco abitati. La vigilanza estesa può essere effettuata con automezzi veloci. Mentre per quella ravvicinata nei centri urbani e nelle periferie delle città dovrebbe essere effettuata con personale a piedi, in bici ed automezzi di città. Occorre rivedere l'attuale politica di sopperire alla mancanza di sicurezza con aumenti di organici che poi vengono dispersi negli uffici predisposti dalle varie gerarchie che in concomitanza si ampliano. Non si può continuare a chiudere gli occhi! Gli aumenti di organici dei vari Corpi fino ad oggi non sono mai riusciti a risolvere l'annoso problema della poco visibilità fra la gente del personale di Polizia. Occorre quindi ridurre gli attuali assetti logistici dei vari Corpi arrivando con gradualità ad un'accorpamento degli stessi, utilizzando le varie specializzazioni, mediante l'impiego di pattuglie miste (Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Forestali, Polizia Penitenziaria ed anche Polizie varie Municipali, Provinciali, etc.)
sul territorio. Così facendo sarebbero sempre ben visibili le responsabilità dei Dirigenti per migliorare sempre il servizio, a beneficio dei cittadini e non degli interessi di coloro che devono assicurare il servizio stesso. Ciò senza nulla togliere al benemerito servizio che stanno svolgendo i Corpi di Polizia, nonostante la poco efficiente organizzazione che hanno.
Parlo da ex appartenente ad un Corpo di Polizia. Sono stato un sottufficiale della Guardia di Finanza. Saluti. Luciano Ronchini Lugo RA

Postato da: Luciano Ronchini | 30.07.08 11:55




Non credo che l'inasprimento della pena possa portare ad una positività nella nostra organizzazione sociale, la certezza della pena sicuramente può essere un deterrente per chi commette un reato a patto che i primi ad essere certi della pena siano i dirigenti di questo malsano groviglio di popoli che è l'Italia.La legge è attualmente certa per i ladri di galline, i quali crescono nel verso criminale e diventasno delinquenti, e certamente scontano la pena.Io ne ho conosciuti parecchi che oltre la certezza della propria pena hanno conosciuto solo privazioni e violenza nella loro miserevole vita.In galera debbono passare e starci i politici locali e nazionali che a tutti gli effetti delinquono in associazioni che nulla hanno da invidiare alla mammasantissima MAFIA.
quando in Italia il Tronchetti di turno finirà nelle patrie galere e vi soggiornerà per qualche mesetto allora i popoli fatti di peones e uomini normali saranno più rispettosi delle leggi con molta più convinzione. Inoltre senza soldi non si fà alcuna sicurezza per i cittadini, e senza uomini e mezzi non si può controllare alcunchè.
Prima informazione, diritti, conoscenza e poi sanzioni e galera.

Postato da: Michele Marra | 22.07.08 22:29




Non credo che l'inasprimento della pena possa portare ad una positività nella nostra organizzazione sociale, la certezza della pena sicuramente può essere un deterrente per chi commette un reato a patto che i primi ad essere certi della pena siano i dirigenti di questo malsano groviglio di popoli che è l'Italia.La legge è attualmente certa per i ladri di galline, i quali crescono nel verso criminale e diventasno delinquenti, e certamente scontano la pena.Io ne ho conosciuti parecchi che oltre la certezza della propria pena hanno conosciuto solo privazioni e violenza nella loro miserevole vita.In galera debbono passare e starci i politici locali e nazionali che a tutti gli effetti delinquono in associazioni che nulla hanno da invidiare alla mammasantissima MAFIA.
quando in Italia il Tronchetti di turno finirà nelle patrie galere e vi soggiornerà per qualche mesetto allora i popoli fatti di peones e uomini normali saranno più rispettosi delle leggi con molta più convinzione. Inoltre senza soldi non si fà alcuna sicurezza per i cittadini, e senza uomini e mezzi non si può controllare alcunchè.
Prima informazione, diritti, conoscenza e poi sanzioni e galera.

Postato da: Michele Marra | 22.07.08 22:29




Un saluto a tutti voi :-D

Scrivo al Presidente di Italia Dei Valori
Onorevole Antonio Di Pietro

Egregio amico e Onorevole Antonio Di Pietro ,
vorrei proporre una legge per la certezza della pena.

..... PROPOSTA DI LEGGE .....


Egregi Parlamentari ,
prima cosa non mi sembra corretto che in Parlamento ci siano CONDANNATI CHE CI RAPPRESENTANO , perchè senò anche questo fa parte di conflitto di interessi , ora spiego il perchè ..... faccio un esempio ..... se Imbriaco Angela saprebbe di dover andare in GALERA ( ANCHE SE MI CI STAVANO MANDANDO PER LE VERITà CHE SCRIVEVO E PER NON FINIRE IN GALERA LORO )e sarebbe un Parlamentare , cosa farebbe , convincerebbe i suoi amici Parlamentari a fare una legge per EVITARE LA GALERA , CALPESTANDO I DIRITTI DEI CITTADINI CHE ASPETTANO LA LEGALITà O CHE VORREBBERO LA LEGALITà ( QUESTO NON VUOL DIRE CONFLITTO DI INTERESSI ? ). Siccome la nostra legge costituzionale dice che DAVANTI ALLA LEGGE DOBBIAMO ESSERE GIUDICATI , CON GLI STESSI DIRITTI , INDIFFERENTEMENTE DA COLORE DI PELLE ,STATO SOCIALE ,RELIGIONE O IDEE POLITICHE ..... BASTEREBBE APPLICARE QUELLA LEGGE , dove dentro alle aule dei tribunali c'è una grande scritta
..... LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI ..... Imbriaco Angela intende per legge uguale per tutti , che dal semplice cittadino al servitore dello Stato , se uno sbaglia DEVE PAGARE , NON DEVONO ESISTERE LEGGI CHE CALPESTANO I CITTADINI ONESTI ,senò in GALERA CI VANNO SOLO I POVERI E CHI NON HA AMICIZIE POLITICH CHE LE FACCIANO LA LEGGE PER NON ANDARE IN GALERA .
Poi se si accerta che un cittadino gli SONO STATI NEGATI I LORO DIRITTI USANDO APPOGGI MAFIOSI , IO A QUELLE PERSONE LI METTEREI IN GALERA A VITA .Solo in questo modo possiamo dire che LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI .
NON SERVONO ALTRE LEGGI , SERVONO CHI LE Fà APPLICARE LE LEGGI SE UN CITTADINO SI ACCORGE CHE NON LE SONO STATI DATI I DIRITTI DI LEGGE CON SENTENZE FATTE PER CALPESTARE CHI DICE ..... Nò ALLA MAFIA .....


Cordialmente saluto tutti Imbriaco Angela

Scala40 ..... VIA I CONDANNATI DAL PARLAMENTO CI AVETE ROVINATO GIà ABBASTANZA A NOI TUTTI CITTADINI ONESTI

Postato da: Imbriaco Angela | 21.07.08 16:20




Sono pienamente d'accordo!

Postato da: Giuseppe Luongo | 21.07.08 07:07




Gradisco gran parte del disegno di legge ma si dimentica sostanzialmente l'importanza della Polizia Locale in tali materie(sulla quale vengono fatti solo un paio di accenni)
Auspico che la stessa Polizia Locale sia oggetto di una profonda riforma atta a riqualificarla e a restituirle quel lustro che ha perso da ormai vent'anni!!!
Parlando di sicurezza la Polizia Locale potrebbe essere molto d'aiuto... BASTA A "FARE CASSA" per il Sindaco di turno o essere l'impiegato comunale "vestito da vigile"(termine ormai obsoleto visto che l'unico vigile esistente nel nostro ordinamento giuridico è il vigile del fuoco!!!)
E' UNA FORZA PRESENTE IN MODO CAPILLARE SUL TERRITORIO ITALIANO E CHE CONOSCE BENE IL TERRITORIO E LE PERSONE.... CHE VENGA UTILIZZATA PER FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA E (perchè no) IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA...
Grazie per l'ascolto

Postato da: Alessio Altieri | 18.07.08 12:36




L'ITALIA DEI VALORI.
L'Italia è il paese della tv che ti vende la nutella e la pillola dimagrante subito dopo! L'Italia è il paese che ti dice di offrire i due euro tramite cellulare per una causa sociale e poi ti invita a spenderne 300 per il nuovo modello di cellulare!
L'Italia è il paese che vuole le grandi opere utili ai ricchi senza completare quelle piccole e indispensabili per tutti!
L'Italia è il paese in cui ognuno pensa per sè e tutti fanno finta di pensare agli altri!
L'ITALIA NON POSSIEDE UNA MORALE, UN SENSO DI GIUSTIZIA PUBBLICA (privata sicuramente!!)...CHE SENSO HA ALLORA DIBATTERE SUGLI STRUMENTI E SUGLI ORGANI ESECUTIVI DI QUALCOSA CHE NON ESISTE??

Postato da: Romana Occhinegro | 16.07.08 15:03




Condivido in assoluto il commento di marrù

Postato da: Matteo | 16.07.08 11:11




Sono "appena 25.000" gli uomini e le donne della Polizia di Stato impiegati in mansioni prettamente amministrative.

Un vero e proprio esercito indebitamente sottratto al proprio ruolo istituzionale, ai servizi di prevenzione, di investigazione e repressione degli eventi delittuosi per svolgere, impropriamente, funzioni di carattere esecutivo, amministrativo e contabile! Vale la pena ricordare che, per l’adempimento di dette funzioni, i cittadini italiani già pagano di tasca loro altrettante migliaia d’impiegati civili, in forza al Ministero dell’Interno, con professionalità sicuramente più idonee, più adeguate e certamente meno onerose degli elevati costi relativi alla formazione, all’addestramento ed al mantenimento del personale di polizia e delle sue strutture! E' inaccettabile che un agente, un sovrintendente o un ispettore svolga funzioni amministrative, come ancora più irragionevole ed irresponsabile è che queste funzioni siano esercitate da un commissario o da un questore. E’, poi, inevitabile che lo stato di generale malessere dei dipendenti civili - mortificati nella loro professionalità - ma anche e soprattutto degli operatori della Polizia di Stato - divisi tra chi presta servizio sulle volanti e chi, pur avendo lo stesso grado e lo stesso trattamento economico, occupa la propria giornata lavorativa dietro ad una scrivania - si rifletta negativamente sulla sicurezza di tutti i cittadini italiani e sul buon andamento della pubblica amministrazione!

Il governo risponde alla richiesta di sicurezza dei cittadini non con provvedimenti strutturali - restituire poliziotti ed impiegati civili al loro vero ruolo istituzionale - ma con un pacchetto sicurezza che prevede l'impiego dell'esercito! Tant'è che subito dopo la conversione in legge del decreto sicurezza l'Esercito metterà a disposizione del Minisitero dell'Interno 3.000 soldati per contrastare la criminalità. Di questi, 1.000 daranno vita alle prime pattuglie in dieci città italiane tra cui sicuramente Roma, Napoli e Padova, gli altri 2.000, invece, saranno dislocati su siti sensibili per rafforzare la vigilanza, anche nei luoghi di vacanza: prepariamoci, dunque, a trascorrere le ferie sotto l'ombrellone con le pinne, gli occhiali ed il fucile... di un caporal maggiore!

Postato da: http://statali.blogspot.com | 15.07.08 13:24




Mi sono appena iscritto all'Italia dei Valori dopo aver assistito al teatrino giornalistico intentato contro la prima vera libera manifestazione in Italia da molti decenni a questa parte, alludo a piazza NAvona dell' 8 luglio.
Vi prego di tenere in tenere in seria considerazione che la criminalizzazione dei cittadini non paga, L'unica vera alternativa è un cambio di cultura verso una legalità ed un modo di vivere più umano che tenga veramente conto degli altri e delle sue differenze.
Non credo che inasprendo le leggi o applicando tecnologie invasive si possa migliorare la situazione.
Non sono in sintonia quindi con le proposte di inasprimento delle pene (tranne che per reati di corruzione e di associazione mafiosa, etc).
Non prendiamocela con i più deboli perchè se così facessimo avremmo già perso la battaglia che oggi stiamo conducendo contro questa maggioranza che ci governa

Postato da: Roberto C | 15.07.08 09:18




Ho già scritto qualcosa su questo argomento.
Condivido appieno spirito , principi e intenti, però vorrei ancora sottolineare a chiedere che vengano esaminati alcuni aspetti,per esperienza personale rilevati.
Deve essere impedito l'accordo fra avvocati, e deve essere impedito che vi sia qualunque possibilità di conoscenza personale fra avvocati e giudici.
I fatti devono essere accertati dalla polizia giudiziaria in modo esaustivo.
Eventuali attenuanti devono essere rilevate dal giudice stesso, senza consentire accordi o "panigirici" da parte degli avvocati.
Personalmente abolirei proprio la figura dell'avvocato: non mi piace cosa questi siano diventati, non riesco a vederli puliti e diffido di loro.
Mi rendo conto che è una guerra persa, e allora, almeno togliamo loro il troppo potere di "pasticci" che hanno, e anche la possibilità di essere eletti in parlamento o in altri organi rappresentativi (in modo che non ci arrivino per i voti dei loro protetti delinquenti o voti di ricatto dd tutela).
L'imputato deve avere garanzia obiettive, e quella più importante rimane un'indagine precisa e accurata.
Troppo spesso accade che qualcuno venga accusato e debba dimostrare la sua innocenza: DEVE ESSERE ACCERTATA LA VERITA', PRIMA DI OGNI ALTRA COSA !
Devono essere impediti "giudizi personali"...
E' ovvio che una persona innocente, accusata , sia nervosa e possa essere "aggressiva"... ma questa non può essere "prova di colpevolezza".
Il delinquente vero, colui che commette lucidamente reati o che è avezzo alle balle, è senz'altropiù capace di rimanere impassibile, rispetto a chi è accusato ingiustamente.
Tutto quindi ruota intorno alla precisione delle indagini e all'accertamento dei fatti.

Postato da: Graziella Denti | 13.07.08 09:40




Premetto che non sono un esperto di diritto ma penso che il principale problema della sicurezza sia la gistizia, non tanto per colpa dei giudici, ma per tutte le varie leggi che legano le mani ai magistrati.
Io nel disegno di legge aggiungerei l'apertura di nuove carceri perchè quelle esistenti sono stracolme (come dimostrato da striscia, ne esistono molte prnote ma abbandonate), inoltre proporrei di crearne di nuove con annessi itribunali perchè spostare gl'inputati è molto costoso.
Inoltre io direi che uno debba iniziare a scontare la pena nel momento in cui e' condannato al primo appello, non e' possibile vedere assassini che prima di entrare in carcere hanno 10 anni di libertà.
L'utilizzo della cassazione dovrebbe avvenire solo quando i giudizi dei primi due appelli sono discordanti, non è possibile come avviene in molti casi che la cassazione ribalti i risultati dei due precedenti appelli.
Cosa fondamentale e' che chi sbaglia deve pagare, se sei condannato a 10 anni non puoi uscire dopo 3 o 4 sennò diventa una barzelletta..come diceva beccaria è la certezza della pena quello che frena i criminali.

P.S. Di Pietro continua cosi che il consenso sta aumentando, sei rimasto l'unico a fare opposizione, ma soprattutto battiti come stai facendo per giustizia e meritocrazia che dopo il paese si riprenderà da solo.
Andrea Scarpellini

Postato da: scarpellini.andrea | 12.07.08 19:14




più che limitare la possibilità di sospensione della pena bisogna toglierla la possibilità di sospensione della pena. Vai in galera e ci rimani fino a che non sconti tutto

Postato da: Mauro Medici | 11.07.08 22:18




art 656 cooma 5 del codice di procedura penale: le pene fino a 3 anni, anche se residuo di pena maggiore non vengono eseguite..ABOLIRLO, PER OGNI REATO!

Postato da: massimo antoniazzi | 11.07.08 01:48




vogliamo aggiungere finalmente la costruzione di nuove carceri e di migliorare la condizione delle guardie penitenziarie (che annoverano un alto numero di suicidi)?

Postato da: davide botto | 10.07.08 11:10




Non capisco come un prete condannato per pedofilia nei confronti di 12 ragazzi, venga condannato a soli 4 anni di reclusione, che poi vengono ridotti a 2, e quindi con il "premio" dell' INDULTO e rimesso automaticamente in libertà. Questo si chiama CERTEZZA della PENA?.

Postato da: Ivan Ruffini | 09.07.08 13:11




Caro dr Di Pietro vada avanti per questa strada che saranno sempre più coloro che la seguiranno.
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci rappresenti nella volontà di opporci a ciò che fanno i "loro" beneamati inquisiti e/o condannati e/o probabili giudicati colpevoli al Governo. Personalmente se avessi votato per uno qualsiasi dei partiti della coalizione dell'attuale maggioranza mi RITERREI un COMPLICE di chi ha commesso reati e non si fa giudicare.
Starei molto più tranquillo se sapessi che chi mi Governa anzicchè sfuggire alla Legge si facesse giudicare non avendo niente da temere. Ma a mio parere il fatto stesso che egli sfugga continuamente è la prova che se i suoi legali complici non stanno attenti a colmare tutti i buchi corre seri rischi di essere "acchiappato" con le mani nel sacco.
Per quanto riguarda la Legge sulla Nostra Sicurezza (perchè oggi, purtroppo, dobbiamo distinguere le cose) sarei del parere di allungare i termini di prescrizione oltre che a sospendere tali termini ogni qualvolta il processo non può andare avanti per problemi non dipendenti dall'Autorità Giudiziaria.
Proporrei anche di legare le "punizioni" alla durata dei processi stessi rendendole cioè direttamente proporzionate alla durata del processo. Chi sa di aver commesso un reato, non avrebbe così tanto interesse a farlo durare tanto.Chissà potrebbe essere un'altra strada per velocizzare i processi.

Postato da: umberto dolce | 09.07.08 11:53




Caro on: Di Pietro,ho letto le proposte di legge che intende presentare l'IDV . Per quanto riguarda la certezza della pena in merito alla violenza sessuale, penso che l'inasprimento della pena non debba riguardare solo chi ha rapporti di convivenza con la vittima ma tutti i reati di violenza sessuale con l'eccezione dei reati di pedofilia dove la pena deve essere massima. Distruggere una vita appena sbocciata equivale ad uccidere l'anima di un innocente che non avrà mai più una vita normale.
Ritengo sia altrettanto importante tutelare le donne minacciate e perseguitate dagli ex o da chiunque altro permettendole un scorta che oggi è vietata. Questo al fine di evitare delitti annunciati che si sono regolarmente perpetrati perché ls vittima è stata lasciata sola in balia del persecutore.

Postato da: olga sansone | 08.07.08 10:42




Sono d'accordo a condizione che IDV porti avanti una proposta di legge che vieti ogni forma di "indulto".
Non servono inasprimenti di pena: è sufficiente fare scontare quelle edittali. Già dal primo grado di giudizio in caso di flagranza di reato. Negli altri casi, dopo il secondo grado. Obbligando i giudici a chiudere i processi entro un solo anno. Obbligando i periti del tribunale a lavorare con maggiore celerità: la maggior parte dei periti iscritti presso il tribunale non sono mai stati chiamati per una perizia.
Obbligando le parti in causa a non chiedere sospensioni od altro. Si tratta solo di lavorare (anche di domenica se del caso!).
Il resto potrebbe andare bene: ricordiamoci che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Quindi anche le più alte cariche istituzionali per i fatti che non riguardano l'attività politica debbono soggiacere alla legge penale.
Cultura del chi figlio e chi figliastro? Cultura del ricco e del povero? Cultura del potere ad ogni costo a discapito dei deboli ed indifesi?
Il senso di giustizia deve essere inteso di giustezza e non "giustizialismo".

Postato da: Domenico Scapati | 06.07.08 08:57




Il problema principale della lentezza dei processi, a mio modo di vedere , è quello che tra lungaggini dibattimentali, cavilli e altri mezzi, non si arriva mai al terzo grado di giudizio in tempi da escludere la prescrizione (accorciata dal sig. B). In altri paesi, certamente più democratici del nostro e dove le garanzie processuali per la difesa non sono inferiori alle nostre, la condanna diventa operativa dopo il primo livello (vedi paesi anglosassoni). Come mai se in Italia si propone una soluzione del genere si vene tacciati di giustizialismo forcaiolo? Ci sono delle proposte in tal senso in parlamento? Ringrazio dell'attenzione e saluto cordialmente, Massimo Galliani

Postato da: Massimo Galliani | 05.07.08 21:45




per quanto riguarda gli incidenti stradali, ritengo che la pena dovrebbe essere massima per coloro che dopo un incidente (volontario o casuale che sia) non si fermano per soccorrere le vittime eventuali : questo atteggiamento è il massimo dell'inciviltà e la sanzione (pena di prigione + ritiro patente a vita + sequestro veicolo ecc.) deve essere altissimamente dissuasiva.

Postato da: Maria Vittorja Jacquot | 04.07.08 23:42




ANGELINO ALFANO è COLLUSO CON LA MAFIA firmato NINO LA PLACA cell3313933493

Postato da: nino la placa | 03.07.08 10:11




La giustizia deve fare il proprio corso! E' inammissibile che un imputato possa decidere di bloccare un suo processo, soprattutto bloccandone altre migliaia.
Se si vuole migliorare la giustizia snellendola questo provvedimento non la aiuta, perchè tra un anno il numero di processi e il lavoro della magistratura sarà ancora più elevato del corrente anno.
Vorrei chiedere all'On. Di Pietro se una soluzione al problema della lentezza della giustizia possa essere l'abolizione del terzo grado di giudizio e una multa salatissima a chi ricorra in appello, al termine del quale venga confermata la sentenza di primo grado, per aver rallentato il lavoro della magistratuta stessa.
Vorrei sapere se è un argomento che potrebbe rientrare nella proposta di legge dell IdV oppure se la considera limitante del diritto di un cittadino a cui viene contestato un reato.
Grazie
Marco

Postato da: Marco Volpe | 02.07.08 20:35




Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia

Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:58




Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia

Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:56




Caro Dott. Di Pietro,
in quanto a giustizia nessuno può insegnarle niente continui dunque a rappresentarci ed a lavorare benissimo come sta facendo.Non so in che modo possiamo aiutarLa,certo siamo preoccupati per Lei, perchè è onesto e quindi scomodo.
Faranno di tutto per affossarLa.
La cosa terribile è che nessun partito tranne il Suo ( nostro) si salva. Che schifo.
Con rispetto e stima Anna M. Sala e famiglia

Postato da: Anna M. Sala | 02.07.08 17:56




sono uno che ha votato italia dei valori all estero e me ne sono pentito perche non capisco a che cosa si sta giocando.sono d accordo con di pietro a combattere le leggi di berlusconi pero non capisco perche quando é stato approvato l indulto non siamo usciti dal governo perché con l indulto ne beneficiava anche berlusconi e continuo a non capire perché oggi tanto rumore giustamente e ieri silenzio assoluto vorrei una risposta per capire altrimenti comincio a credere che il caimano sotto sotto ha ragione.

Postato da: pietro pagano | 29.06.08 01:17




pur sostenendo IdV e essendo d'accordo con queste proposte mi vien da dire che è necessario fa applicare veramente ciò che esiste, farlo rispettare e poi aggiungere, modificare, migliorare.

Postato da: Luigi Massa | 28.06.08 23:57




LE FAMIGLIE HANNO BISOGNO DI PIU SOLDI GLI UOMINI HANNO PARI DIRITTO NEI CONFRONTI DEI RICCHI DISTRIBUZIONE DEI BENI EQUITA'CHI FA FRODE ALLO STATO DEVE RIDARE I SOLDI RUBATI LE MAFIE NON RESTITUISCONO INVESTONO STATE SALASSANDO TUTTE LE FAMIGLIE e i reati diminuiranno
UN MONDO SENZA MORTI E LA TERRA VI SARA' GRATA
VEGETARIANESIMO PER SALVARE LA TERRA E IL SUO SVILUPPO DI UN ESISTENZA UNIVERSALE

Postato da: salvatore romano | 28.06.08 19:54




Trovo più interessante e completo commentare sulle proposte di legge di idv i comportamenti che giudici completamente scorretti del nostro governo sul tema giustizia; più che di certezza della pena siamo al livello opposto di certezza di impunità e ritengo comico che si parli di conflitto di interessi per i magistrati, mentre si potrebbe parlare di ordine di interessi (assolutamente il contrario di conflitto di interessi) su quale politico del gruppo dell'on. Berlusconi cominciare a indagare, siccome nel simpatico gruppo ,penso ce ne siano parecchi; ovviamente complimenti e stima alla magistratura.
stefano sales

Postato da: stefano sales | 27.06.08 15:31




Anche questo è un tasto dolente del nostro paese dove le leggi sono dure con i cittadini onesti e di manica larga con i malviventi i cittadini a gran voce chiedono un cambiamento totale.
Bisognerebbe far produrre chi sbaglia se vogliono davvero reinserirsi nella società dovrebbero essere messi a lavorare e con i ricavi pagare le spese dei carceri non gravare sempre sui cittadini onesti che già non arrivano alla fin del mese. In oltre chi sbagli dovrebbe fare fino all'ultimo giorno di pena salvo eccezzioni per chi veramente collabora. Per snellire i processi basterebbe far si che chi viene preso nella flagranza del reato deve essere processato per rito direttissimo con la conseguente carcerazione in quanto la flagranza assicura la totale certezza che il reo è l'imputato. E sopratutto la cosa più importante è la partecipazione dei cittadini nel partecipare e aiutare le forze dell'ordine con denunce segnalazioni e quantaltr opossa servire a garantire la sicurezza di tutti

Postato da: vale x | 22.06.08 08:28




Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.

Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:23




Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.

Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:20




Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.

Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:20




Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.

Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:19




Preg.mo dott. Di Pietro,
avendo già espresso il concetto scrivendo sul Suo blog, Le ribadisco che la cosa più importante è la certezza del diritto congiuntamente alla certezza da parte di tutti i cittadini, indistintamente, di poter accedere alla "giustizia". Se Le scrivo è perché sono convinto che Lei sia una persona perbene ed è stato un magistrato al servizio dello Stato. Ma una noce in un sacco vuoto non fa rumore! Non so quanto possano valere, per Lei o per chi le legge, queste mie considerazioni ma pensi solo ad onorare il mandato conferitoLe dai cittadini ed abbandoni lo "spirito di corpo" che La lega a "puri concetti" che riguardano un'istituzione che in Italia non esiste. Ho 50 anni, sono napoletano e checche se ne dica o si pensi non ho mai conosciuto un politico od un camorrista, se non a mia insaputa, ma conosco e subisco la mafia!
Con stima La saluto cordialmente.

Postato da: Leonardo Bottiglieri | 22.06.08 02:17




Egregio Onorevole, sono d'accordo, in linea di massima con quanto proposto. Ciò che riscontro nella realtà dei procedimenti giudiziari è la differenza tra chi ha la possibilità di farsi rappresentare da avvocati di vaglia e chi no:in molti casi, per il medesimo reato, i primi in galera ci vanno per poco tempo, e proseguono con gli arresti domiciliari, i secondi vanno direttamente in galera e lì stanno fino al compimento dei procedimenti giudiziari. Perchè?

Postato da: cosetta sartori | 20.06.08 09:33




Non ho nè la competenza nè il diritto, non essendo un magistrato, di porre commenti sull'argomento "pena"; ritengo peraltro che per quanto riguarda l'argomento delle iniziative del Governo sul tema Giustizia siamo alla fantascienza e si tratterebbe di certezza dell'immunità per il Presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori.

Postato da: stefano sales | 18.06.08 14:26




Prima di tutto sento di dover ringraziare Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e quanti altri sono duramente, pacificamente e legittimamente impegnati in una battaglia che dovrebbe essere di tutti.Per questo non dimentico Falcone, Borsellino, Scopelliti, Dell Chiesa ecc.-
Sono del parere che le pene si debbano scontare interamente, specie per i recidivi che devono essere assoggettati a pene aggravanti.
Ogni reato consumato sotto l'effeto di droghe, alcoolici ecc. deve prevedere delle aggravanti di pena e non delle attenuanti, altrimenti è per tutti più facile ubriacarsi per commettere qualsiasi reato sentendosi non responsabile.
Occore abolire la prescrizione, confiscare il mal tolto fino alla settima generazione,PENE TRIPLICATE PER I POLITICI PERCHE' DEVONO DARE IL BUON ESEMPIO, ELIMINARE L'IMMUNITA' PARLAMENTARE,obbligo per ogni politico a qualsiasi livello di presentare l'inventario del patrimonio familiare insieme alle rendite prima della candidatura,consentire le intercettazioni, eliminare l'avviso di garanzia ( quest'ultimo lo vedo più simile ad un atto di collusione e di fiancheggiamento per facilitare l'elusione dei controlli da parte di chi commette reati). Sono favorevolissimo all'utilizzo dell'esercito per le strade fino all'eradicazione della criminalità( i cittadini devono poter camminare sicuri sempre, di notte e di giorno. Chi si comporta onestamente non ha bisogno di nascondersi ).Per i tossicodipendenti deve essere d'obbligo il ricovero per le cure, per il loro bene, per il bene dei loro familiari e della società in cui vivono.
Chi va in galera deve lavorare per pagarsi le spese.
Se si continuerà a tergiversare come si è fatto fino ad oggi, l'Italia avrà un futuro tutt'altro che roseo. Torneremo inesorabilmente nel Medioevo diventando - tutti - servi della gleba. La libertà che sbandierano oggi certi politici è funzionale solo al mantenimento dei loro privilegi e della loro privacy. Di quest'ultima ne hanno bisogno per nascondere meglio le loro malefatte. Ma, non si rendono conto che la gente comune, che è il popolo, si è autoreclusa nelle proprie abitazioni con doppie porte metalliche e con sistemi di allarme.
DI Travaglio e di Di Pietro ce ne vogliono ancora tanti. Io sono con voi e sono favorevole a qualsiasi disubbidienza civile non violenta per cause manifestamente giuste.
Con affetto e amicizia, C. Sacino

Postato da: Costantino Sacino | 17.06.08 16:50




La certezza della è una delle cose basilari che i cittadini onesti si attendono dai loro governanti. Basta sconti a chi delinque, basta cumulatività dei benefici di legge. Nella situazione attuale, si arriva al paradosso di cui parlò Travaglio, che è meglio uccidere la moglie piuttosto che pagarle gli alimenti per tutta la vita. Ma a parte questo, la certezza di andare in carcere e passare lì tutto il tempo per cui si è stati condannati migliora in un certo senso la sicurezza dei cittadini. Ma i parlamentari cosidetti, garantisti, si chiedono lo stato d'animo con cui affrontano i processi le vittime, per esempio di stupro, se poi rivedono i loro aguzzioni a piede libero dopo pochi mesi?

Postato da: Paolo Cossu | 16.06.08 07:41




Basterebbe la CERTEZZA DELLA PENA e processi più brevi.
Le attuali leggi lo avete sempre detto, sono idonee ad una GIUSTIZIA GIUSTA, salvo alcune piccole modifiche.
Ad esempio la prescrizione si interrompe se il rinvio delle udienze viene chiesto dalla difesa e per il periodo che trascorre tra un giudizio ed il successivo ( per capirci tra un appello e l'altro).
DA MODIFICARE SONO LA POSSIBILITA' DI ESSERE TUTTI UGUALI DIFRONTE ALLA LEGGE, COMPRESO I PARLAMENTARI E LE ISTITUZIONI. GLI UNICI ATTI NON GIUDICABILI SONO SOLO LE OPINIONI POLITICHE, NON GLI ATTI.

Postato da: michele d'achille | 14.06.08 12:27




Sono d'accordo con le proposte. In aggiunta vorrei dire che si dovrebbe ricorre più spesso a pene alternative serie al carcere, per i reati minori e non socialmente pericolosi.

Postato da: Onofrio Panzarino | 12.06.08 12:23




Io sul punto dell'inasprimento delle pene sulle violenze sessuali in ambito familiare e tra persone conoscenti non sarei pienamente daccordo;le pene devono essere alzate e garantite anche per i reati di violenza sessuale che avvengono normalmente tra persone che non si conoscono

Postato da: Francesco Ruzzo | 11.06.08 12:33




Premesso che non sono un'esperta, vorrei fare i seguenti appunti:
a) A mio parere, la possibilità di patteggiamento dovrebbe essere ulteriormente limitata. In particolare, auspicherei la modifica della legge n. 479 del 1999 con reintroduzione, almeno nel caso di reati gravi contro la persona, del consenso del P.M. alla richiesta avanzata dall'imputato. Non trovo morale che si consenta di accedere, senza esercitare nessun tipo di controllo, al patteggiamento, con conseguente abbondante sconto di pena, ad indagati responsabili di efferati omicidi.
b) Sarebbe auspicabile che gli sconti di pena, le pene alternative, la scelta del rito abbreviato non fossero CUMULABILI tra loro. La possibilità di usufruire contemporaneamente di tutto annulla di fatto la pena inflitta dal giudice.
c) I giudici che decidono gli sconti di pena o le pene alternative dovrebbero assumersi le responsabilità che la loro scelta comporta (se un medico sbaglia, paga, perchè non dovrebbe essere così anche per un giudice?). Se non erro, attualmente, non è dato, per questioni di privacy, conoscere nemmeno il mone del giudice responsabile di decisioni così importanti. Voglio ricordare che, in Italia, spietati killer seriali ed ex-brigatisti pluriomicidi condannati all'ergastolo sono tornati di fatto "liberi" di delinquere a causa di scelte errate. A chi va imputata la responsabilità?

Postato da: Angela Punzi | 10.06.08 17:33




Premesso che non sono un'esperta, vorrei fare i seguenti appunti:
a) A mio parere, la possibilità di patteggiamento dovrebbe essere ulteriormente limitata. In particolare, auspicherei la modifica della legge n. 479 del 1999 con reintroduzione, almeno nel caso di reati gravi contro la persona, del consenso del P.M. alla richiesta avanzata dall'imputato. Non trovo morale che si consenta di accedere, senza esercitare nessun tipo di controllo, al patteggiamento, con conseguente abbondante sconto di pena, ad indagati responsabili di efferati omicidi.
b) Sarebbe auspicabile che gli sconti di pena, le pene alternative, la scelta del rito abbreviato non fossero CUMULABILI tra loro. La possibilità di usufruire contemporaneamente di tutto annulla di fatto la pena inflitta dal giudice.
c) I giudic