Di Pietro: Gasparri assassino di democrazia
''L'unico vero potenziale assassino è Gasparri: è un assassino della democrazia''. Lo ha detto Antonio Di Pietro rispondendo al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che
stamattina ha messo in guardia dalla presenza di ''potenziali assassini'' nelle manifestazioni di piazza degli studenti contro il governo. ''Governo e maggioranza - ha dichiarato il leader Idv - continuano a provocare e tentano con la repressione di far tacere il disagio sociale. Alimentano la violenza, soffiando sul fuoco, con prese di posizione e azioni di stampo fascista. Tutto ciò - ha sottolineato Di Pietro - è gravissimo, ed è lo specchio dei peggiori regimi. Per questo motivo, bisogna stare lontani dai vari Gasparri e non certo dalle legittime e pacifiche manifestazioni di piazza''.
Fiat, Zipponi: Sacconi conferma servilismo del governo
Si apriranno questa settimana le contrattazioni tra la Fiat e i sindacati che, secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, potrebbero essere definite entro Natale. «Le affermazioni di Sacconi confermano, per l'ennesima volta, il servilismo e l'inutilità del governo Berlusconi nella vicenda Fiat – ha commentato Maurizio Zipponi, responsabile del Dipartimento Lavoro e Welfare dell’Italia dei Valori -. Il ministro della disoccupazione, infatti, ha assecondato in tutto e per tutto l'azienda e Marchionne, ignorando sistematicamente le richieste legittime dei lavoratori». Zipponi ha fatto anche notare che «negli Stati Uniti e nel resto d'Europa chi governa è riuscito a far prevalere gli interessi nazionali e a mantenere un settore strategico come quello dell'auto in Italia, invece, abbiamo finanziato la Fiat per anni e oggi Marchionne si concede persino il lusso di insultare il Paese e gli operai, utilizzati come capro espiatorio per coprire la drammatica perdita di mercato dell'azienda. Una strategia – ha concluso il parlamentare - che ha ricevuto la benedizione del governo, che sin dal primo giorno di legislatura, ha pensato esclusivamente ad attaccare i diritti dei lavoratori».
Orlando: da Franceschini scuse per tardare alleanza
Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, commenta il video messaggio di Franceschini proponendo al Pd di guardare oltre il 14 dicembre. «Ribadiamo con chiarezza e determinazione la condanna di chi, nel Pd come nell'IdV – ha detto Orlando - con il proprio comportamento ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori. Adesso ci chiediamo però se Franceschini non stia andando alla ricerca di scuse per evitare di rispondere, per i soliti contrasti interni al Pd, alla proposta strategica, da noi avanzata, di costruire con serietà un'alternativa di governo per contrastare Berlusconi oggi e il berlusconismo domani».
Di Pietro: Napolitano sciolga le Camere
«Prima il Capo dello Stato scioglie le Camere e meglio è». Lo ha dichiarato Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sottolineando la difficile situazione in cui si trova tutta l’Italia. «L'Italia dei Valori - ha aggiunto Di Pietro - crede che bisogna partire da una constatazione: il Governo Berlusconi sul piano politico non ha più una maggioranza. Può solo contare su un voto in più, un voto in meno per vivacchiare e assicurare la propria impunità. Ma dovere verso i cittadini è quello di offrire e trovare le condizioni per avere un Governo e un Parlamento che si occupino dei problemi di lavoro, occupazione, giovani, Mezzogiorno e tutte le altre questioni prioritarie sul tappeto. Per questa ragione - ha concluso il presidente dell'Idv - noi riteniamo che prima il capo dello Stato scioglie le Camere e meglio è».
Di Pietro a Bersani e Vendola: organizziamoci entro Natale
«È inutile che ci giriamo attorno. Tanto alla fine saremo noi tre: Idv, Pd e Sel. E quindi, a questo punto, formalizziamo subito la coalizione. Se matrimonio deve essere, sposiamoci entro Natale». Antonio Di Pietro sollecita così Pd e Sel a rompere gli indugi e a strutturare la coalizione. «Ho parlato qui alla Camera con Bersani e ho telefonato a Vendola – continua Di Pietro -. Ho detto a tutti e due che, visto che il terzo polo si è organizzato, a maggior ragione è ora che lo facciamo anche noi. Non possiamo stare a guardare mentre gli altri si strutturano: lanciamo la coalizione entro Natale». Di Pietro spiega poi: «Sia Bersani che Vendola mi hanno chiesto 24 ore. Per me se ne possono prendere pure di più. E comunque chi deve decidere è Bersani perché Vendola, come me, sta aspettando le risposte del Pd. Io a Bersani dico che aspettare le decisioni dell'Udc è come rincorrere la luna. Meglio uscire subito allo scoperto ma ho l'impressione che il Pd, prima di dire sì a noi, vuole vedere se c'è qualcosa di meglio di Di Pietro...». Sull’ipotesi di un’alleanza con il terzo polo, il leader dell’Italia dei valori chiarisce che «loro stanno in mezzo e devono fare una scelta. Se vogliono un'alleanza con il centrosinistra devono entrare nel centrosinistra. Non pensino di fare intese dopo il voto, perché significa prendere voti per venderseli il giorno dopo»
UNIPOL: DI PIETRO, PREMIER RESTA L'UTILIZZATORE FINALE
Sul rinvio a giudizio di Paolo Berlusconi per la vicenda Unipol, il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha fatto notare che “come al solito, ancora una volta, Silvio Berlusconi se la cava scaricando tutte le sue responsabilità sul fratello Paolo. Era già successo in occasione dell'inchiesta sulla corruzione della Guardia di Finanza, durante Mani Pulite, e sta succedendo ora con la richiesta di archiviazione della sua posizione”. Il presidente dell’Idv aggiunge che «la cosa certa è che il premier, anche in questo caso, di fatto risulta essere l'utilizzatore finale delle false accuse a Fassino per la vicenda Unipol. Al di là delle responsabilità penali, per le quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Paolo Berlusconi, Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli, è stata commessa una violazione enorme delle regole processuali e del segreto istruttorio al fine di screditare l'avversario politico. L'intercettazione fra Fassino e Consorte fu regalata a Silvio Berlusconi alla vigilia di Natale nella sua Villa d'Arcore. E il gradito omaggio – conclude Di Pietro - fu utilizzato dal premier, tramite Il Giornale di famiglia, per delegittimare l'allora segretario dei Ds”.
Di Pietro a Bersani e Vendola: costruiamo l'alternativa di governo
Antonio Di Pietro sollecita Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola a costruire subito, entro Natale, la coalizione di centrosinistra per contrastare il formarsi del Terzo polo. "Due aree ben precise si sono strutturate in Parlamento - dice il presidente dell'Italia dei Valori -. Pdl e Lega da una parte e un’area di mezzo, che si è messa in coordinamento e che deve scegliere se lavorerà in appoggio o in antitesi a Berlusconi. Si deve costituire necessariamente un'area di opposizione oggi e di alternativa domani ben chiara, riconoscibile". Di Pietro crede “nel sistema bipolare" e considera ambigua la scelta di "un Terzo polo che prende il voto ai cittadini senza dire con chi si allea, per fare cosa e con quale responsabilità di governo. Quello vuole dire solo prendere il voto per venderselo dopo”.
Carlino: Confindustria fotografa crisi che governo nega
La senatrice Giuliana Carlino, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Lavoro, pone l’accento sulla triste immagine dell’Italia che emerge dall’analisi di Confindustria sull’economia del nostro Paese. «I dati del Centro Studi Confindustria sono la fotografia di una drammatica realtà che l'Italia dei Valori denuncia da tempo – sottolinea la Carlino - e che il governicchio di Berlusconi fa finta di non vedere. I posti di lavoro persi, nell'indifferenza ripugnante del governo, sono drammatici non solo da un punto di vista quantitativo, ben 540 mila, ma anche perché si tratta per lo più di contratti a termine, collaborazioni a progetto e posti di lavoro autonomi». La senatrice Idv aggiunge che «la disoccupazione e l'emergenza salariale sono nodi da sciogliere al più presto, per questo è indispensabile mettere a punto una linea di politica economica seria che vada oltre il tirare a campare. Se non si vuole impoverire completamente e rapidamente il Paese – conclude la Carlino - è necessario che questo governo, lontano anni luce dai problemi del Paese reale, vada presto a casa».
Mura: critiche di D'Alema sono prova del nostro buon lavoro
Silvana Mura, tesoriere dell’Italia dei Valori, ha risposto alle accuse di Massimo D’Alema rivolte a chi non vorrebbe un governo di responsabilità nazionale in accordo con il Terzo Polo. «Le riflessioni del presidente D'Alema - ha dichiarato - meritano sempre grande attenzione per la loro lucidità e razionalità in linea teorica, peccato però che in politica oltre alla teoria contino pure i risultati». La Mura ha fatto quindi notare che «dalla famosa previsione sull'esito delle regionali del 2000 ad oggi, passando per ben due primarie in Puglia, perse drammaticamente, di risultati concreti le sue teorie ne hanno portatati a casa pochi. Considerato ciò, l'IDV rifletterà a fondo per capire se le critiche che il Presidente D'Alema ci riserva debbano essere interpretate come una prova del buon lavoro svolto dall'Italia dei Valori fino ad oggi».
Scontri, Orlando: Maroni riferisca su infiltrati
«Maroni ci dica chi erano gli infiltrati, da chi sono stati pagati e quali erano le loro intenzioni. Dalle immagini degli scontri, infatti, emergono particolari inquietanti ed alcune cose non tornano. Il ministro dell'Interno non può continuare a rimanere in silenzio: deve recarsi immediatamente a riferire al Copasir per spiegare perché‚ non è stato in grado di isolare i violenti, nonostante Roma fosse stata blindata sin dall'alba». È quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Le foto pubblicate ieri dai principali quotidiani on line - aggiunge Orlando - mostrano presunti studenti con jeans, felpe col cappuccio, scarpe da ginnastica, ma con manganelli e radio della polizia in mano. Ci chiediamo se, in mezzo ai tafferugli, vestiti come studenti, ci fossero quindi anche dei poliziotti in borghese. Se tutto ciò fosse accertato, sarebbe una strategia eversiva, un attentato alla sicurezza nazionale, un pericolo per i manifestanti pacifici, e un'offesa all'intero corpo di polizia che svolge la propria attività fra mille difficoltà e con enorme professionalità». Secondo il portavoce Idv si tratterebbe di una strategia per «distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dalle centinaia di migliaia di manifestanti onesti e pacifici che sono scesi in piazza in tutta Italia. Precari, studenti, terremotati, operari, ricercatori, insegnanti: c’è un'Italia che ha dignità e resiste pacificamente contro il sistema dei corrotti».
Di Pietro: traditori privi di strumenti culturali
All’indomani del voto di fiducia, Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, commenta sul Corriere della Sera la giornata politica definendo Scilipoti un “kamikaze dell’antiberlusconismo” e Razzi “un povero uomo che si è ritrovato eletto per grazia ricevuta”. Il presidente dell’Idv ha spiegato che Berlusconi l’ha scampata grazie alla compravendita “di persone prive di strumenti culturali” che si sono fatte “subornare dai potenti”. “Sa lei quante vittime ha fatto quella rabdomante di Vanna Marchi?”, ha detto Di Pietro paragonando il raggiro della venditrice a quello di Berlusconi. Tuttavia, il leader dell’Idv ha dichiarato di non volersi “nascondere dietro un dito” e di avvertire “la responsabilità politica di due onorevoli che hanno tradito il partito”, anche se, ha aggiunto, “affinché tagliassero il cordone ombelicale con noi devono avergli fatto vedere la luna nel pozzo”.
DI PIETRO: BERLUSCONI VADA AL COLLE, NON HA MAGGIORANZA
"Berlusconi è di fronte a un bivio: governicchiare per mantenere il ruolo di premier e godere del lodo Alfano o andare dal presidente della Repubblica per aprire la crisi e per verificare se c'è una maggioranza politica. Se non c'è si va al voto". Lo ha detto Antonio Di Pietro conversando con i cronisti alla Camera. Per il leader Idv, 314 voti a Montecitorio non sono la maggioranza assoluta. Si tratta quindi "di una sconfitta politica del governo e dunque il premier deve prendere atto che la maggioranza politica non c'e' più".
Governo passa, ma con soli tre voti
La Camera respinge il voto di sfiducia al governo Berlusconi con 314 voti contro 311, e due astenuti. Al Senato l'esecutivo ha ottenuto la conferma alla fiducia con 162 sì e 135 no. Decisiva la compravendita dei parlamentari che si è svolta nelle ultime settimane, denunciata dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sia in procura sia nel suo discorso in Aula. “Il voto non è più libero se, come ha fatto lei – ha detto Di Pietro rivolgendosi a Berlusconi - viene venduto, scambiato, ricattato, costretto, indotto. Lei è moralmente riprovevole perché comprando il voto di alcuni deputati ha violentato la Costituzione e umiliato il ruolo del Parlamento, ha ridotto grandemente le condizioni minime di agibilità democratica in quest’Aula e nel Paese”.
Di Pietro: la fine dell'Impero di cartapesta
“Finalmente signor presidente del Consiglio inizia la fine del suo impero di cartapesta. Qualunque sia il risultato del voto, qualunque sia il numero di voti comprati, è chiaro che non ha più la maggioranza politica”. Così Antonio di Pietro nel suo intervento alla Camera, nel dibattito sulla sfiducia al Governo. “Non le rimane - ha detto ancora il leader IdV - che rassegnarsi al suo destino, consegnarsi alla magistratura e farsi giudicare”. Di Pietro al premier che lasciava l'Aula ha gridato: “Pavido, pavido, scappi alle bahamas, vada a nascondersi altrimenti sarà processato ed è questo che vogliono i cittadini. Lei si è messo a fare politica non per badare agli interessi dell’Italia, ma per risolvere i suoi affari giudiziari”. In un altro passaggio del suo intervento Di Pietro ha fatto riferimento al 'Mercato delle vacche' degli ultimo giorni: “Lei ha comprato a suon di bigliettoni il consenso e il voto di fiducia dei parlamentari, approfittando delle loro debolezze. È un delitto, nonché un atto moralmente deplorevole”. E ancora: “Ha violentato la Costituzione e umiliato la funzione del Parlamento, ha violato le condizioni minime di agibilità democratiche”.
COMPRAVENDITA DEPUTATI, DI PIETRO INDICA MANDANTI A PM
Come aveva promesso, Antonio Di Pietro è tornato questa mattina a palazzo di giustizia, a Roma, per integrare, con un nuovo esposto, quello presentato tre giorni fa al procuratore Giovanni Ferrara, in cui ha denunciato la presunta compravendita di voti parlamentari in vista del voto di fiducia di domani. "Ho indicato fatti, circostanze e nomi" ha detto il leader dell'Idv, dopo aver lasciato l'ufficio del procuratore aggiunto Alberto Caperna. Ha fatto anche i nomi dei presunti mandanti? "Sì", ha risposto Di Pietro. Nell'esposto depositato - ha aggiunto
il presidente dell'Italia dei Valori - si chiedono, tra l'altro, ''interventi cautelativi'' ossia l'acquisizione ''ai fini probatori di atti'' che, a suo dire, dimostrerebbero la fondatezza delle sue accuse in merito al presunto ''mercato dei voti'' in Parlamento. Nell'esposto, ha dichiarato Di Pietro, non si fa riferimento solo ai due deputati che hanno lasciato il gruppo Idv alla Camera, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, ma anche ad esponenti di altre formazioni politiche. ''Ci sono comportamenti in Parlamento finalizzati a modificare gli assetti''. Di Pietro ha infine definito il ''passaggio di casacca'' di alcuni parlametari, ''comportamenti più spintanei che spontanei''. Gli inquirenti dovranno ora accertare se dietro i fatti denunciati dal leader dell'Italia dei Valori si possa configurare la fattispecie di corruzione.
Belisario: voteremmo sfiducia a due mani
Terminato l’intervento di Silvio Berlusconi al Senato. Felice Belisario, capogruppo Idv a palazzo Madama, ha commentato: “Il discorso di Berlusconi è stato inutile, ha detto le solite bugie che ripete da 16 anni, ha cercato di dare a tutti una lezioncina di educazione civica di quart’ordine. Berlusconi deve lasciare palazzo Chigi ma sa bene che appena lascerà la presidenza del Consiglio dovrà presentarsi davanti al tribunale di Milano. Da parte nostra, se potessimo votare due volte contro questo governo lo faremmo ben volentieri, con tutt’e due le mani”. Sulla compravendita di deputati, Belisario ha detto che “sappiamo che chi passa con facilità dal centrosinistra al centrodestra non lo fa di certo per ragioni politiche ma per altri motivi che di certo non sono onorevoli”.
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MERCATO VOTI, ORLANDO: I PM INDAGHINO PER ASSOCIAZIONE DELINQUERE
“I casi di corruzione, giustificati oggi da alcuni esponenti del Pdl, e che noi dell'Italia dei Valori abbiamo denunciato, chiedendo alla magistratura di accertarli e sanzionarli, confermano la presenza di un progetto eversivo, che i magistrati potrebbero definire come associazione a delinquere”. Lo afferma in una nota il portavoce IdV, Leoluca Orlando. “Un mese fa - continua - il presidente Berlusconi ha dichiarato di non avere più la maggioranza in Parlamento, e che avrebbe usato questo mese di tempo per acquisire parlamentari dell'opposizione. In termini politici si chiama organizzazione eversiva, in termini giudiziari si configura come associazione a delinquere, art. 416 c.p, finalizzata a realizzare la corruzione”.
Belisario: bene manifestazioni, ora spallata al governo
«Meno male che non tutti sono narcotizzati da Berlusconi e dal suo impero mediatico! Lo si è visto venerdì sera a Bologna, con la nostra kermesse al PalaDozza, e lo si è rivisto ieri a Roma, con la manifestazione organizzata dal Pd». Lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, commentando le mobilitazioni popolari degli ultimi giorni. «L'Italia dei Valori - sottolinea Belisario - ha un'antica consuetudine con le piazze, perché è lì che si riesce a consolidare la vera democrazia ed è dalla piazza che riparte il confronto con i cittadini e i loro problemi, le loro attese, con la loro voglia di cambiamento. È necessario dare l'ultima spallata a un governo di mercanti che fa della corruzione politica un'arma per devastare il Parlamento. Un patto forte tra IdV e Pd - conclude Belisario - serve a ridare speranza all'Italia».
Di Pietro: Scilipoti vota fiducia contro di me, che c'azzecca?
«Scilipoti era 15 anni che stava con noi come Razzi, per 15 anni la politica dell'Idv gli è andata bene. Ma che c'azzecca andare via dall'Idv per votare la fiducia? E' l'assioma che non c'azzecca. La prova dell’ipocrisia è che in odio a me vota a favore di Berlusconi. E come se in odio a mia moglie che mi ha tradito mi taglio il braccio». Così il leader dell'Italia dei Valori ha commentato le dimissioni di Domenico Scilipoti dal suo partito, nel corso della serata di ieri al Paladozza di Bologna. Della vicenda in corso in questi giorni nel suo partito Di Pietro ha incolpato la legge elettorale: «Per colpa di una mela marcia ci troviamo a dover subire conseguenze. Per questo o bisogna fare primarie interne al partito o primarie istituzionalizzate, perché i segretari dei partiti hanno una grande responsabilità. Per questo - ha concluso - aiutatemi e correggetemi».
Indagine della Procura, Donadi: Cicchitto difende una pratica riprovevole
«Cicchitto difende la corruzione politica, lo squallido mercato delle vacche che si sta svolgendo a Montecitorio per raccattare qualche inutile voto in più. Solo le persone come lui che provengono da logiche antidemocratiche come la P2 possono equiparare due cose agli antipodi». Lo afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera in risposta al presidente dei deputati Pdl che ha definito un «intervento gravissimo» che «costituisce una gravissima intromissione nella libera dialettica parlamentare» la decisione della procura di Roma di aprire un fascicolo contro ignoti e senza ipotesi di reato sulla compravendita di parlamentari, accogliendo l’esposto verbale del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, presentato in mattinata. La denuncia di Di Pietro, che riguarda la possibile corruzione di parlamentari al fine di ottenere il voto di fiducia, andrà a integrare gli accertamenti che già erano stati avviati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna. «È doveroso che la procura indaghi su una vicenda che sta minando la credibilità della nostra democrazia – ha aggiunto Donadi - e che niente ha a che vedere con una libera dialettica parlamentare. Sconcerta, invece, l'arroganza con la quale Cicchitto e gli altri esponenti della maggioranza difendono una pratica che, come dichiarato da Famiglia Cristiana, è moralmente più riprovevole di tangentopoli».
Compravendita parlamentari, procura di Roma apre fascicolo
La procura della Repubblica di Roma ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti e per il momento senza ipotesi di reato a proposito della “compravendita” di parlamentari, in seguito all’esposto verbale di Antonio Di Pietro che stamattina ha incontrato il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara. Il presidente dell’Italia dei Valori ha consegnato alla procura romana la documentazione necessaria ad accertare se nella compravendita dei parlamentari, che sarebbe in atto in queste ore in Parlamento, sia ravvisabile o meno il reato di corruzione. «Ho sentito il dovere di informare la procura di Roma – ha detto Di Pietro - dei fatti gravissimi che stanno avvenendo in Parlamento. E ho deciso di rimettere al procuratore la valutazione se si tratti esclusivamente di uno scandalo politico o di fatti penalmente rilevanti. A mio avviso - prosegue il leader dell’idv - ci troviamo in presenza di fatti gravi, penalmente rilevanti, che coinvolgono esponenti politici nelle istituzioni parlamentari e che in un Paese civile non dovrebbero mai accadere». Di Pietro ha concluso appellandosi a chiunque «possa aiutarci a far luce su questo scandalo, che io considero uno dei più gravi, in Italia, in questo XXI secolo. Il reato ipotizzato nei confronti di chi acquista e di chi vende voti sarebbe quello di corruzione. Ma non è da escludere anche quello di concussione.
Compravendita parlamentari, Di Pietro porta atti in Procura
Oggi Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, ha consegnato alla Procura di Roma una documentazione necessaria ad accertare se nella compravendita dei parlamentari, che sarebbe in atto in queste ore in Parlamento, sia ravvisabile o meno il reato di corruzione. «Ho sentito il dovere di informare la procura di Roma – ha detto Di Pietro - dei fatti gravissimi che stanno avvenendo in Parlamento. E ho deciso di rimettere al procuratore la valutazione se si tratti esclusivamente di uno scandalo politico o di fatti penalmente rilevanti. A mio avviso - prosegue il leader dell’idv - ci troviamo in presenza di fatti gravi, penalmente rilevanti, che coinvolgono esponenti politici nelle istituzioni parlamentari e che in un Paese civile non dovrebbero mai accadere». Di Pietro ha concluso appellandosi a chiunque «possa aiutarci a far luce su questo scandalo, che io considero uno dei più gravi, in Italia, in questo XXI secolo». Il reato ipotizzato nei confronti di chi acquista e di chi vende voti sarebbe quello di corruzione. Ma non è da escludere anche quello di concussione.
Approvati tutti i referendum, una vittoria contro le politiche del Governo
La Corte di Cassazione ha ammesso i tre quesiti referendari promossi dall’Italia dei Valori contro la privatizzazione dell’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. La campagna dell’Idv, iniziata lo scorso 1 maggio, ha raccolto complessivamente quasi due milioni di firme. “Siamo soddisfatti - afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro - l’IdV ha sempre creduto in questa battaglia. Siamo orgogliosi di esserci battuti in difesa dei principi democratici e di aver dato ai cittadini la possibilità di far sentire la loro voce”. “Chiediamo a loro - aggiunge - di esprimersi su temi che rappresentano il futuro di tutti, come l’acqua che è un bene collettivo e che non può essere privatizzata e il nucleare che noi consideriamo una tecnologia obsoleta e dannosa per il territorio e le persone”. “Infine - conclude il leader dell’IdV - vogliamo chiedere ai cittadini se sono d’accordo con una legge porcata come il legittimo impedimento che tutela la casta e va contro i principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione”.
Chi si vende merita l'albero di Giuda
"Se i finiani sono coerenti con le questioni politiche che hanno posto non devono fare un passo indietro", se invece "si dicono pronti a fare in 72 ore un Berlusconi bis, allora non c'e' un Giuda, ma 72 Giuda". Lo dice il presidente Idv, Antonio Di Pietro, che allargando il discorso rileva: "Qualsiasi parlamentare di qualsiasi partito tradisca i propri elettori e si venda per 30 denari merita, parlando in modo metaforico, l'albero di Giuda" e quanto all'Italia dei valori aggiunge: "Confido che l'Idv nel suo insieme faccia il proprio dovere come sempre. Il 14 saremo compatti".
Di Pietro: I miei parlamentari non abbandoneranno la nave dell'Idv
Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, in un’intervista al Corriere della Sera ha assicurato: "Ho parlato con i miei parlamentari uno a uno e mi hanno giurato che non hanno alcuna intenzione di abbandonare la nave sicura dell'Idv per andare ad appendersi all'albero di Giuda”. Il presidente è certo anche della lealtà di Domenico Scilipoti, nonostante secondo indiscrezioni sarebbe orientato a votare la fiducia a Berlusconi il 14 dicembre. “Riconfermo tutta la fiducia in lui – ha detto Di Pietro -. È un valente medico omeopatico, un bravo deputato, e ci dà pure un sacco di indicazioni mediche. Sono convinto che continuerà a lavorare per il partito”. Quanto ad Antonio Razzi, un altro parlamentare che molti danno in bilico, Di Pietro ha commentato che “nel suo caso le pressioni ricevute sono ancora più forti. So che è una persona che sta soffrendo e non lo voglio tirare per la giacchetta”.
Il Paese muore e satrapo nostrano ride
"Mentre il Paese muore per mancanza di occupazione e per mancanza di prospettive per il futuro, il satrapo nostrano ride, gode e continua a promettere la luna nel pozzo". Così il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ospite della trasmissione Sky 'Un caffè con…'. "Per questo, - prosegue - noi dell'Idv, che da sempre denunciamo l'anomalia racchiusa nel berlusconismo, stiamo già lavorando per il 'dopo Berlusconi'. Vogliamo essere un partito che costruisce l'alternativa ascoltando i bisogni dei cittadini. Nei primi punti del nostro programma ci sono i temi del lavoro, dell'istruzione e, soprattutto, della legalità poiché solo nella legalità tutti hanno pari diritti e pari opportunità".
UNIVERSITA: STERCO DAVANTI CASA GELMINI
Singolare contestazione nei confronti del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La scorsa notte davanti alla sua abitazione a Bergamo, alcuni studenti, per protestare contro la riforma appena approvata alla Camera, hanno appeso uno striscione alla cancellata dell'edificio e scaricando dello sterco davanti all'ingresso. ''La città di Bergamo ospita nella sua roccaforte alta il ministro più amato da tutti gli studenti d'Italia - hanno scritto gli autori dell'iniziativa in un comunicato inviato poi alla stampa -. Abbiamo violato questa roccaforte e scaricato davanti a casa Gelmini la 'naturale' reazione alla sua riforma''.
Vieni via con me, Di Pietro: misure pretestuose e vergognose
“L'Italia dei Valori esprime solidarietà alla redazione di Vieni via con me, a Loris Mazzetti e a tutti coloro che hanno ideato e portato avanti il programma, e si impegna a sollevare il caso in tutte le sedi competenti, partendo dalla commissione di vigilanza Rai. Le liste di proscrizione del Ventennio sono riemerse con forza: è il chiaro segnale di un regime ormai al tramonto”. Così Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, ha commentato la sospensione da parte della Rai del dirigente Loris Mazzetti per le dichiarazioni su “Vieni via con me” e il rimprovero dei vertici al programma per aver sforato di due minuti e mezzo i tempi prestabiliti. “Sono misure punitive pretestuose e vergognose – ha detto Di Pietro -. Una trasmissione ottiene un successo inaudito di ascolti e i dirigenti dell'azienda pubblica, invece di congratularsi con i conduttori, i redattori e gli autori, inviano una lettera di rimprovero e sospendono il responsabile del programma, Loris Mazzetti, reo di aver espresso liberamente la sua opinione, osando dire che avrebbe auspicato di poter fare altre puntate. In un'azienda pubblica avremmo gradito ai vertici persone fidate e libere. L'obiettivo di dirigenti seri e capaci - aggiunge il leader dell'IdV - dovrebbe essere il bene della Rai e la gestione trasparente ed efficiente dei soldi dei cittadini. Non abbiamo bisogno di burattini che portano avanti gli interessi del padre padrone dell'azienda concorrente”. Di Pietro ha poi aggiunto che “il presidente del Consiglio utilizza il servizio pubblico radiotelevisivo a proprio uso e consumo e i suoi sodali stanno lavorando per affossarlo definitivamente in modo da garantire serenità e profitti alle sue tv”.
Di Pietro: per noi lavoro e occupazione al primo posto
«L'Italia dei Valori mette al primo posto il lavoro e l'occupazione. Da tempo l'IdV è presente dentro e fuori le fabbriche, cercando di rappresentare le istanze di chi lavora, dei disoccupati e di chi convive con il nodo scorsoio del precariato, dei contratti a termine e con il ricatto continuo delle false partite Iva». Lo ha detto il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, intervenendo in collegamento via Skype alla convention del Popolo Viola che si è svolta ieri a Roma. «Abbiamo già detto più volte di essere dalla parte degli operai di Pomigliano e non della Fiat - ha aggiunto il leader dell’IdV- e ci stiamo battendo per convincere il ministero dello Sviluppo Economico a realizzare un piano per il rilancio delle piccole e medie imprese e per uscire in maniera definitiva dal precariato».
DI PIETRO: CONTRARIO A ESECUTIVO DI RESPONSABILITA'
Antonio Di Pietro non vede in un governo di responsabilità la soluzione alla crisi, piuttosto "entro la primavera del prossimo anno si deve andare al voto". Così il leader Idv in un'intervista ad Affariitaliani.it. "L'Italia dei Valori ribadisce che il 14 dicembre, che ci sia o non ci sia la fiducia, ci sarà comunque una maggioranza ballerina di un voto di qua piuttosto che di là. E, molto probabilmente, ci sarà una fiducia a Berlusconi al Senato e una sfiducia alla Camera". "Questo - sottolinea Di Pietro -, rende impossibile qualsiasi soluzione governativa che possa permettere di governare nell'interesse del Paese. Si tratterebbe di un esecutivo che potrà soltanto vivacchiare senza poter fare alcunché, in quanto appunto non potrà avere a disposizione una maggioranza adeguata. L'unica cosa che potrà fare, ma gli basteranno tre mesi, é una riforma della legge elettorale. Ma credo comunque che entro la primavera del prossimo anno si debba andare al voto. E noi in questo senso adegueremo le nostre decisioni".
Di Pietro ha comunque escluso di potersi presentare alle elezioni con Udc e Futuro e Libertà, perchè per l'Idv è fondamentale un programa condiviso . "E l'unico programma che può condividere il Centrosinistra - ha detto - é all'interno del triangolo composto da Partito Democratico, Idv e Sinistra Ecologia Liberta'".
WIKILEAKS: RAPPORTI PREMIER-PUTIN, INTERPELLANZA IDV
"Silvio Berlusconi è un premier a percentuale coinvolto in oscuri affari personali con lo 'Stato mafia' di Putin". Così in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, membro della commissione Esteri. "Ormai - aggiunge Orlando -, da autorevoli fonti interne e internazionali, viene confermato il vergognoso intreccio tra gli interessi personali di Berlusconi legati a suoi profitti e non agli interessi internazionali del nostro Paese. L'Italia dei lavoratori, delle piccole e medie imprese, degli studenti, dei ricercatori delle famiglie oneste e laboriose, non merita un presidente del Consiglio che è considerato un premier a percentuale". "Il Parlamento - prosegue Orlando - deve essere informato su questa vergogna, abbiamo presentato, insieme con il collega Fabio Evangelisti della commissione Esteri, un'interpellanza urgente. Il Paese ha il diritto di sapere e Silvio Berlusconi ha il dovere di spiegare all'opinione pubblica e ad ogni altra autorità competente, la natura dei suoi vergognosi affari con Putin". "L'Italia dei Valori non cesserà dal chiedere la verità e l'accertamento di ogni responsabilità oggi, nei confronti dell'attuale presidente del Consiglio, e domani nei confronti dell'ex premier, Silvio Berlusconi", conclude Orlando.
Di Pietro alla Stampa estera: Idv pilastro dell'alternativa
“L’Italia dei Valori vuole essere uno dei pilastri su cui si poggia l’alternativa a Berlusconi. Dobbiamo creare una grande forza del centrosinistra che proponga agli italiani un programma forte e condiviso per cominciare a cambiare questo Paese un minuto dopo la caduta di Berlusconi”. Così Antonio Di Pietro rispondendo a una delle tante domande dei giornalisti stranieri, durante un incontro nella sede della Stampa estera a Roma.
Belisario: solidarietà a Gioacchino Genchi
Il presidente dei senatori dell’Idv Felice Belisario ha espresso piena solidarietà al vicequestore e consulente di numerose Procure Gioacchino Genchi. Dopo la terza sospensione punitiva per le sue rivelazioni sui rapporti tra mafia e politica, Genchi sarà con ogni probabilità destituito oggi dalla Polizia di Stato. «E’ un grave atto intimidatorio – afferma Belisario - nei confronti di un onesto e capace servitore dello Stato. È evidente - aggiunge Belisario - che la partecipazione al Congresso nazionale dell'Italia dei Valori non può essere considerata un capo di imputazione, a meno che l'Italia, come forse vorrebbe il ministro Maroni, sia destinata a diventare uno Stato militarizzato dove la stampa viene imbavagliata, le forze dell'ordine relegate ad obbedire a politici mediocri e i cittadini tenuti all'oscuro dagli ignobili giochi che avvengono nei Palazzi della politica, del potere e dell'economia».
CINEMA, E' MORTO IL MAESTRO MONICELLI
Mario Monicelli è morto ieri intorno alle 21 a Roma. Il grande regista si è suicidato lanciandosi dal quinto piano dell'ospedale San Giovanni, dove era ricoverato per un cancro alla prostata. La notizia si è diffusa velocemente sul web e in pochi minuti ha fatto il giro del mondo. Il maestro della Commedia all'italiana non ha lasciato nessun biglietto nella sua stanza per spiegare il suo gesto. Nato a Viareggio nel 1915, Monicelli ha girato circa 60 film, tra questi veri capolavori come "Guardie e ladri", "I soliti ignoti", "La Grande guerra", "L'armata Brancaleone". Molti i messaggi di cordoglio, arrivati dal mondo del cinema e della politica.
Wikileaks, Di Pietro: diplomazia certifica quello che già sapevamo
"Non avevamo certo bisogno delle segnalazioni dell'ambasciata americana a Roma per sapere che Berlusconi era incapace, inadatto e inopportuno a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio. E che e' una persona di cui la comunita' internazionale non si puo' fidare e affidare". Così Antonio Di Pietro al quotidiano online Affaritaliani.it commenta le rivelazioni di Wikileaks sull'Italia. "Ora che quello che noi sapevamo da tempo viene certificato anche dalla diplomazia internazionale – sotolinea il leader Idv - mi pare che sia naturale conseguenza staccare la spina il 14 dicembre, prima che il nostro Paese finisca alla berlina da parte di tutte le altre nazioni del mondo".
Di Pietro: è prematuro parlare di primarie, pensiamo a sfiduciare Berlusconi
Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sull’eventuale candidato premier del centrosinistra ha precisato che “prima di parlare di Bersani e di Vendola bisogna vedere se si fanno o non si fanno le primarie, se si va a votare o non si va a votare. Mettersi a discutere di primarie e di chi è il primo che si mette in fila senza sapere se il 14 il governo Berlusconi verrà sfiduciato o meno, mi pare del tutto fuori tempo e fuori luogo”. Di Pietro ha portato come esempio il caso del ministro Mara Carfagna che “qualche giorno fa aveva detto di volersi dimettere dal Pdl e da parlamentare, mentre ieri Berlusconi ha detto che la questione è rientrata”. Il leader dell’Italia dei Valori ha proposto, quindi, di continuare a occuparsi di problemi concreti che, tradotti nello specifico, per Vendola significa “governare il territorio”, per Bersani “fare il leader di maggioranza relativa” e per lui stesso di “fare opposizione”.
Rai, Pardi: via Minzolini per il falso su manifestazione studenti
Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, continua ad attirare su di sé le critiche dell’opposizione. "Il servizio di ieri sera sulla manifestazione degli studenti è stato falsificato – ha fatto notare il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione di Vigilanza Rai, Pancho Pardi -. Il Tg1 ha inserito immagini a effetto di alcuni incidenti dello scorso luglio tra gli aquilani, che cercavano di protestare sotto Palazzo Grazioli, e le forze dell'ordine". Il deputato Idv ha chiesto perciò ai vertici Rai di sostituire il direttore Minzolini con “un giornalista vero che non travisi i fatti”. “Anche con le migliori intenzioni – ha concluso Pardi - è difficile sottrarsi al sospetto che le immagini più cruente siano state inserite nel servizio per criminalizzare, agli occhi dell'opinione pubblica, il movimento degli universitari e dei ricercatori che sta protestando contro la pessima riforma della Gelmini”.
Sospeso Barbato, Di Pietro: Parlamento sordo e cieco
“Siamo di fronte a un Parlamento sordo e cieco, che se la prende con chi denuncia i mali di questo paese piuttosto che con chi li provoca. Se a Barbato è stata data una sospensione di sei giorni di seduta, il presidente del Consiglio andrebbe sospeso a vita”. Così Antonio Di Pietro ha commentato la decisione dell’ufficio di presidenza della Camera, che ha sospeso per sei giorni il deputato dell’Idv Franco Barbato come “punizione” per la protesta di ieri alla Camera. Barbato aveva portato in aula un sacco di spazzatura per denunciare la situazione non più tollerabile di Napoli e della Campania ed era stato aggredito dal Pdl Carlo Ciccioli, sospeso anche lui per tre giorni. Il deputato dell’Idv non si è arreso e prima di essere espulso materialmente dai commessi ha mostrato una foto dei rifiuti che infestano Napoli, provocando uno sconcio coro di insulti dai banchi del centrodestra. La vicepresidente Rosy Bindi, che presiedeva l’assemblea, non ha ritenuto necessario intervenire.
RIFORMA GELMINI, SI ALLARGA LA PROTESTA DEGLI STUDENTI
Anche questa sarà una giornata calda sul fronte della protesta contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Dopo il blitz degli studenti ieri al Senato, con due manifestanti arrestati e 27 denunciati, a tener banco, oggi, è il sit-in davanti alla Camera. Alta tensione a Firenze, con una carica di alleggerimento della polizia ed un ferito tra i dimostranti. A Milano studenti nell'Agenzia delle entrate, a Palermo fumogeni e petardi.
Università, Di Pietro: ddl mette a rischio il futuro dei nostri giovani
Oggi, Antonio Di Pietro, insieme ad altri deputati Idv, è salito sul tetto della facoltà di Architettura a Roma per sostenere la protesta dei ricercatori dell’università. «Prima che sia troppo tardi i finiani – ha detto il leader dell’Italia dei Valori - ci diano una mano per mettere uno stop a questo provvedimento che fa scempio dell'università, della ricerca e della scuola. Si associno alla richiesta che l'Italia dei Valori ha già fatto da diverso tempo per ritirare il disegno di legge. Questo è un modo per aiutare tutti i protagonisti della protesta prima che questa si trasformi in una vera e propria rivolta sociale, come oggi è successo davanti a Palazzo Madama”. Di Pietro ha poi aggiunto che “chi sta in Parlamento ha il dovere di dare voce e ascoltare tutti gli operatori della scuola, dell'università e della ricerca che, ogni giorno, continuano a servire lo Stato nonostante il governo continui a tagliar loro risorse. Questo ddl mette a rischio il futuro del nostro Paese e dei nostri giovani».
Rifiuti, Di Pietro: Berlusconi mente sapendo di mentire
Sulla situazione dei rifiuti a Napoli e dintorni, sfuggita al controllo delle istituzioni, Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha sottolineato che "Berlusconi, per ben sette volte negli ultimi due anni, è andato a Napoli a dire che il problema era risolto, che non esisteva più. Non c'è niente di peggio di un presidente del Consiglio che mente sapendo di mentire, anzi forse non si accorge neanche di farlo perché è convinto delle sue false verità. Proprio come quando dice di essere ancora giovane". E in segno di protesta contro la situazione campana e l’atteggiamento del governo, questa mattina il deputato dell’Idv Franco Barbato ha portato nell'Aula della Camera un sacchetto di immondizia. Il presidente Gianfranco Fini lo ha richiamato all'ordine due volte e alla fine lo ha espulso, sospendendo la seduta.
Di Pietro: anche il Pd diffidi dei voltagabbana
“L'Italia dei Valori ha detto, sin dal primo momento, che per il dopo Berlusconi c'è bisogno di una coalizione che si riconosca in un programma unitario e che sia all'insegna del bipolarismo». Così il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Spero - continua Di Pietro - che finalmente anche il Partito democratico cominci a rendersene conto e che la smetta di correre dietro a chi è disponibile ad andare da una parte e dall'altra a seconda di chi offre di più. È meglio una moglie leale con il mattarello in casa, come noi dell’Italia dei Valori, piuttosto che un'amante fedigrafa che è disponibile ad andare con chiunque».
La maggioranza battuta alla Camera: Fli vota con l’opposizione
La maggioranza è stata battuta per due volte nell'Aula della Camera sull'articolo 4 della ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo. Dopo che, a scrutinio segreto, era già stato respinto un suo emendamento all'articolo 4, la maggioranza aveva dato indicazione per votare contro l'articolo nel suo complesso “evitando un vulnus”, come ha spiegato Andrea Orsini (Pdl). Al momento del voto, però, l'articolo (votato a scrutinio segreto) è passato con 292 sì, 250 no e un astenuto. Fli ha votato con Udc, Pd e Idv, battendo la maggioranza.
L'emendamento tendeva a ripartire nuovamente i voti per 73, quanti sono i seggi attualmente assegnati all'Italia nell'Emiciclo di Strasburgo, secondo il sistema inizialmente previsto per 72 seggi. In questo modo, il scanno in più sarebbe andato al Pdl e non all'Udc, com’era secondo l’emendamento dell’opposizione, approvato la scorsa settimana in Commissione
Alla fine la ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea è passata con voto quasi unanime (solo due astensioni e due voti contrari) dell'Aula della Camera e il testo, che passa al Senato, è sostanzialmente quello approvato in commissione.
Di Pietro: Fini e Carfagna cercano di risarcire l'Italia dei danni
Sulle dimissioni del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e sulla sua fuoriuscita dal Pdl, Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, ha detto che finché “non vedo non credo e poi se la Carfagna dovesse dimettersi denunciando il malcostume, la mala politica, la non trasparenza del suo governo, finirebbe per dire quello che io dico esattamente da quindici anni”. Per il momento, ha aggiunto Di Pietro “posso dire soltanto che Fini, fino a ieri, e Carfagna, ancora oggi, sono stati e sono complici nel sostenere le leggi ad personam di Berlusconi e nel fare da ombrello al non governo del presidente del Consiglio. In questi giorni, ogni volta che cercano di rimediare è semplicemente un risarcimento danni, al danno che hanno provocato».
RIFIUTI: UE E NAPOLITANO SMASCHERANO ECOBALLE BERLUSCONI
''Quirinale e Unione Europea smascherano le 'ecoballe' di Berlusconi''. La dichiarazione è del presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. ''E' scandaloso – afferma Donadi - che sulla drammatica situazione dei rifiuti a Napoli ed in Campania il governo continui a fare propaganda, esponendo i cittadini a rischi sanitari enormi. Del decreto non c'e' traccia e la Ue ha certificato il fallimento del governo, affermando che negli ultimi due anni non ci sono stati miglioramenti. Le chiacchiere di Berlusconi, che si vantava di aver risolto l'emergenza, sono un'offesa all'intelligenza di tutti gli italiani. La realtà, purtroppo, é sotto gli occhi di tutti''. ''Questo - conclude il capogruppo Idv - é il governo degli spot e degli studios cinematografici. Berlusconi pensa che le bugie e le finte immagini di città pulite, come nel caso di Napoli, o ricostruite, L'Aquila, valgano più della verità. Non e' così e se ne accorgerà, perché gli italiani sono stanchi di essere presi in giro''.
De Magistris: stasera Maroni spieghi i casi dell’Utri e Cosentino
Stasera il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sarà ospite della trasmissione “Vieni via con me”, per replicare al monologo di Saviano della scorsa settimana. «Il ministro dell'Interno è affetto da un'incontinenza televisiva che è imbarazzante e inopportuna – ha commentato Luigi De Magistris, eurodeputato e responsabile Giustizia dell’Italia dei Valori - . Da quando Saviano ha affermato, davanti a 9 milioni di telespettatori, una verità lapalissiana, Maroni non trova pace e cerca ogni spazio televisivo per difendere la Lega e se stesso, non a caso in tempi pre-elettorali». In nome del suo diritto di replicare alle accuse sulla connivenza tra ‘ndrangheta e alcuni esponenti della Lega, Maroni negli ultimi giorni ha occupato i salotti tv da “Matrix” a “In mezz’ora”. «Si tratta di un comportamento – ha continuato De Magistris - che conferma quanto la denuncia di Saviano sia un nervo scoperto per la Lega. Maroni spiegasse, in questa incontinenza tv, anche perché ha dato assenso a leggi criminogene, perché governa col partito dei Dell'Utri e dei Cosentino, perché si accaparra meriti che sono delle forze dell'ordine e dei magistrati come confische e arresti».
LA CARFAGNA CONFERMA: LASCIO GOVERNO E PDL
La coperta è corta. Nonostante il mercato delle vacche messo in atto da Silvio Berlusconi per passare indenne il voto di fiducia del 14 dicembre, il Pdl continua a perdere pezzi. L'abbandono annunciato dal Ministro delle Pari opportunità del suo scranno, anche parlamentare, fa capire a che punto sia arrivata la crisi all'interno del governo e della maggioranza. Le motivazioni addotte dalla parlamentare campana sulla "guerra per bande nel partito" è la prima vera ammissione di resa da parte di una delle predilette del Premier. E' evIdente che la sicurezza ostentata ieri da Berlusconi al termine del vertice della Nato di Lisbona fa parte della tattica comunicativa del "va tutto bene". Questa volta però il messaggio è diretto ai vertici del partito invitato a serrare le fila più che a coloro che hanno votato Pdl nelle ultime tornate elettorali. La gente non ne può più di questo infinito teatrino berlusconiano. Mandiamolo a casa!
SENTENZA DELL’UTRI, DI PIETRO: CHI NON VOTA LA SFIDUCIA COMPLICE DI BERLUSCONI
Antonio Di Pietro commenta dal suo blog le motivazioni alla sentenza di condanna per Marcello dell’Utri, che confermano i legami tra Cosa nostra e Berlusconi. “Per l’Italia - scrive il leader dell’Idv -, il fatto che un uomo simile occupi ancora la presidenza del consiglio è una vergogna che impiegheremo anni a lavare. Trovo incredibile che quest’uomo non senta il bisogno di restituire all’Italia onore e credibilità rassegnando da solo le dimissioni, come farebbe qualunque altro presidente del consiglio nel mondo democratico.
Ma Berlusconi - continua Di Pietro - non lo farà. Si barricherà invece più che mai a palazzo Chigi, non per governare il paese, di cui nulla gli importa, ma per difendersi dai processi e dalle sentenze, per evitare ancora una volta di affrontare le sue responsabilità”. Per Di Pietro “coloro che il 14 dicembre non voteranno la sfiducia a Berlusconi ne diventeranno i conniventi e complici”.
DI PIETRO: SE FINI NON SFIDUCIA PREMIER RINNEGA SE STESSO
"Se Fini non chiede le dimissioni di Berlusconi e non è conseguente a tutto ciò che ha detto a Mirabello e a Bastia Umbra, a questo punto anche lui fara' parte della schiera di coloro che rinnegano se stessi per un poltrona".
Così il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che è all'Aquila per partecipare, insieme con migliaia di cittadini provenienti da tutto il Paese, alla manifestazione "Sos l'Aquila chiama Italia".
Sentenza dell’Utri, Berlusconi raggiunto dal suo passato
"Il presidente del Consiglio è stato raggiunto dal suo passato che ha tentato in tutti i modi di cancellare ed è arrivato l'inizio della sua fine. Adesso, anche una sentenza ha accertato che Silvio Berlusconi intratteneva rapporti con la mafia, grazie al ruolo di collegamento di Marcello Dell'Utri, cofondatore di Forza Italia e senatore del Pdl”. Lo afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che si domanda: “ Ma ci voleva una sentenza? Da oltre 15 anni io, e molti come me, conoscevamo queste verità e le abbiamo sempre denunciate chiedendo altresìdi colpire gli intoccabili e gli esponenti delle caste e delle cosche". "Oggi - aggiunge Orlando - abbiamo il diritto di ricordare gli insulti, gli attacchi e le minacce subite solo per aver sempre portato avanti una battaglia per la legalità. Quegli stessi insulti e quelle minacce erano, ieri la conferma della paura e del nervosismo di Berlusconi e dei suoi complici, oggi sono per me, e per coloro che non hanno mai chinato la testa, titoli e medaglie di merito".
Finanziaria: sì della Camera. L’IDV si oppone
In attesa del voto di fiducia e di sfiducia del prossimo 14 dicembre, che potrebbe portare alla fine della legislatura Berlusconi, l'Aula della Camera oggi ha approvato la legge di Stabilità finanziaria. Il testo, che ha avuto 303 sì, 250 no e 2 astenuti, ora andrà al vaglio del Senato. La manovra è passata con i voti del Pdl, della Lega e di Fli, mentre l’Italia dei Valori, come preannunciato nei giorni passati, ha votato contro. Si sono astenuti i deputati delle Minoranze linguistiche.
È in corso la riunione del Consiglio dei Ministri per approvare la nota di variazione al Bilancio dello Stato che dovrà essere votata dall'Assemblea, per poi passare al voto finale sul Bilancio.
Intanto il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, in riferimento al reclutamento di parlamentari da parte del Pdl, fa notare come la maggioranza sia “politicamente morta da mesi e stiamo assistendo ad un inutile accanimento terapeutico, che tra le varie nefaste conseguenze ha quella di dar vita ad una squallida compravendita di parlamentari”.
Parlamento: siamo in piena palude
Siamo in piena palude, tutti stanno cercando di salvare la poltrona e il Presidente del Consiglio ha addirittura dato mandato ai suoi emissari di comprare il consenso. Questa non e' democrazia: e' da una parte dittatura, dall'altra ridicolo che il Parlamento tiri a campare per non assumersi le sue responsabilita. La mozione di sfiducia al governo, presentata assieme al Pd, ma anche quelle contro i ministri Calderoli e Bondi e quella sulla Rai, servono a snidare le opposizioni che chiedono trasparenza solo il sabato e la domenica a Mirabello. Vediamo se anche il lunedi' si assumono le proprie responsabilita.
Le 100 repliche di Maroni a Saviano
Altro che diritto di replica. Per rispondere alle accuse, documentate, di Roberto Saviano, il ministro Maroni, dopo essere stato ieri ospite unico a “Matrix” passerà a “Porta a Porta”, poi a “L’ultima parola”, quindi a "In 1/2 ora". Sempre che basti e non è detto. Undicimila persone, però, hanno già sottoscritto l’appello di Antonio Di Pietro “La penso come Saviano”. Di questa come di altre bufere indotte dai tentativi di censura in Rai si sarebbe dovuto parlare oggi nell’incontro tra la Commissione di vigilanza e il cda Rai. I consiglieri del centrodestra hanno preferito far saltare l’incontro adducendo scuse varie per non presentarsi. Il fatto, dichiara il deputato dell’Idv e membro della Commissione di vigilanza Nello Formisano “è di una gravità istituzionale enorme. Purtroppo questo è il modo con cui il centrodestra si rapporta al Parlamento. Confido che l’autorevolezza di Schifani e Fini ponga immediatamente rimedio a questo vulnus della democrazia parlamentare”.
DI PIETRO: OK PRIMARIE, SCELGANO I CITTADINI
"In un Paese normale devono essere i cittadini a scegliere chi deve esser il candidato. L'errore grave dei partiti è quello di sponsorizzare un candidato, prima che venga designato dal risultato delle primarie”. È quanto ha dichiarato Antonio Di Pietro, leader dell’italia dei valori, sulle primarie del Pd.
"Noi dell’Italia dei valori- ha aggiunto Di Pietro- che pure guardiamo alle primarie con favore non indichiamo agli elettori chi devono scegliere e votare. Sono gli elettori che devono decidere a chi dare la fiducia".
Sul rapporto con il Pd, Di Pietro ha assicurato che “mai come in questo momento l'opposizione è unita. Idv e Pd hanno presentato assieme una mozione di sfiducia al governo e non intendono ritirarla".
Di Pietro: Berlusconi incapace di intendere e di volere
Antonio di Pietro, intervenuto a un incontro su “Roma capitale”, con il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e il coordinatore regionale Idv Lazio, Vincenzo Maruccio, ha detto che “Berlusconi va scusato perché ha dimostrato di non avere capacità di intendere e di volere. Non sa come funziona la democrazia''. Per questo motivo, il leader dell’Italia dei valori è convinto che più tempo avrà il premier per “tirare a campare con l’attuale maggioranza” più è grosso il pericolo di non liberarsi di lui, in quanto “è il più grosso ricattatore e il più grosso ricattato”. Sulle possibili future alleanze nel centrodestra, Di Pietro ha aggiunto che “la prima cosa è costruire una coalizione con un programma che ridia fiducia ai cittadini e dia loro un immagine di unità. La scelta del candidato premier è secondaria a ciò”.
Referendum Usigrai, i giornalisti Rai bocciano Masi
La crisi del governo e in generale del berlusconismo si riflette anche in seno alla Tv di Stato. il 91,38% dei quasi 1.500 giornalisti che hanno votato al referendum indetto dall’Usigrai, il Sindacato dei giornalisti Rai ha, infatti, bocciato il Direttore Generale, Mauro Masi e il suo operato. Il risultato esprime chiaramente che chi lavora in Rai tutti giorni ne ha la tasche piene. Le ragioni di tanta insoddisfazione sono peraltro comprensibili: l'azienda rischia di fare la fine di Alitalia a causa dei bilanci in caduta libera, il deficit per il solo 2010 varia tra i 116 e i 130 milioni di euro. Una delle cause è individuata nella raccolta pubblicitaria da parte della Sipra che ha fatto registrare un misero +4% rispetto al 2009 contro il +8% di Publitalia, la concessionari pubblicitaria di Mediaset.
CRISI, LA MAGGIORANZA HA APERTO IL MERCATO DELLE VACCHE
“Noi dell’Italia dei valori denunciamo pubblicamente il tentativo di compravendita, che si chiama corruzione, ricatto, promesse indebite, di chi vuole svendere la dignità dei deputati e dei senatori per mantenere in piedi un Governo che non ha più titoli né qualità per restare un minuto in più a palazzo Chigi”. Lo ha detto questa mattina Antonio Di Pietro, a margine di una conferenza stampa alla Camera. “E’ vergognoso - ha dichiarato ancora il leader dell’IdV - tentare di costringere, convincere, magari pagando, senatori e deputati, a dare un voto di fiducia ad un governo che non ha più la fiducia del Parlamento, ma che tenta di comprarla come fosse una merce qualsiasi”. “Questo è un mercato delle vacche di cui bisognerebbe vergognarsi di fronte al Paese”.
Di Pietro: non rincorreremo il terzo polo
È stato tracciato il calendario delle ultime ore di questo governo. Ieri nell’incontro tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i presidenti delle due Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, è stato deciso che la priorità è l’approvazione della legge di stabilità finanziaria, l’esame della quale sarà concluso il 10 dicembre. Poi il 13 dicembre, Berlusconi si presenterà la mattinata al Senato e il pomeriggio alla Camera. Il voto di fiducia sul governo è dunque previsto per il 14 dicembre. Prima arriverà quello di Palazzo Madama, poi quello di Montecitorio. Antonio Di Pietro, in un’intervista a Repubblica.it pubblicata sul suo sito, ha detto che l’Idv voterà contro la legge finanziaria “perché la riteniamo ingiusta, ma al di la di questo è necessario che venga approvata, magari con i dovuti aggiustamenti, per permettere all’amministrazione pubblica di andare avanti”. Per il post-Berlusconi, invece, Di Pietro manda un chiaro messaggio al Pd:“E' inutile rincorrere Fini, Casini e Rutelli; loro vogliono fare un altro polo, quindi non ti puoi sposare con chi non si vuole sposare con te. Meglio tenersi una moglie con il mattarello in casa come l’Italia dei valori, ma leale e fedele, piuttosto che rincorrere queste signorine della politica che hanno già deciso di fare altro”.
Mura: la Lega spieghi la penetrazione della mafia al nord anziché minacciare Saviano
Questa legislatura è ormai agli sgoccioli e i partiti di maggioranza non hanno più parole per difendersi dagli attacchi provenienti da più fronti. A proposito della polemica tra Maroni e Saviano, per le dichiarazioni di quest’ultimo a “Vieni via con me”, Silvana Mura, tesoriere dell’Idv, ha sottolineato che "Saviano ha reso evidente a milioni di spettatori italiani un fenomeno reale e noto da tempo, ovvero che la criminalità organizzata è ormai da diversi anni fortemente radicata al nord nel cuore produttivo del Paese". Maroni, però, non accetta che venga detto in tv, davanti a milioni di telespettatori. “Questa verità incontrovertibile è il motivo del nervosismo e della rabbia leghista – ha continuato la Mura -, un partito che per anni ha portato avanti una propaganda che ora si scopre assolutamente falsa. Sul fatto che la mafia ha messo solide radici e strutture in Lombardia, ma anche in alcuni territori dell'Emilia Romagna e in altre zone del nord, la Lega farebbe meglio a dare spiegazioni ai cittadini su come sia stato possibile che tutto questo si verificasse sotto il suo naso senza che se ne accorgesse e tanto meno lo denunciasse piuttosto che lanciare accuse e minacce a Roberto Saviano”.
Di Pietro: non rincorreremo il terzo polo
È stato tracciato il calendario delle ultime ore di questo governo. Ieri nell’incontro tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i presidenti delle due Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, è stato deciso che la priorità è l’approvazione della legge di stabilità finanziaria, l’esame della quale sarà concluso il 10 dicembre. Poi il 13 dicembre, Berlusconi si presenterà la mattinata al Senato e il pomeriggio alla Camera. Il voto di fiducia sul governo è dunque previsto per il 14 dicembre. Prima arriverà quello di Palazzo Madama, poi quello di Montecitorio. Antonio Di Pietro, in un’intervista a Repubblica.it pubblicata sul suo sito, ha detto che l’Idv voterà contro la legge finanziaria “perché la riteniamo ingiusta, ma al di la di questo è necessario che venga approvata, magari con i dovuti aggiustamenti, per permettere all’amministrazione pubblica di andare avanti”. Per il post-Berlusconi, invece, Di Pietro ha detto senza esitazione che “è inutile rincorrere Fini, Casini e Rutelli; loro vogliono fare un altro polo, quindi non ti puoi sposare con chi non si vuole sposare con te. Meglio tenersi una moglie con il mattarello in casa come l’Italia dei valori, ma leale e fedele, piuttosto che rincorrere queste signorine della politica che hanno già deciso di fare altro”.
Di Pietro: Berlusconi vada a casa, ha fatto carta straccia del diritto allo studio
Berlusconi deve dimettersi perché non può continuare a trascinare un governo agonizzante che non si occupa più dei problemi reali dell’Italia. Ne è convinto Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, che ha sottolineato come il governo, tra i vari danni, abbia fatto “carta straccia del diritto allo studio”. “Gli aiuti alle scuole e alle università private – ha fatto notare Di Pietro - a fronte di ingenti tagli all'istruzione pubblica, dimostrano la precisa volontà di calpestare la Costituzione italiana e colpire irreversibilmente la nostra democrazia. Un Paese civile dovrebbe investire sulla cultura, ma in Italia questo non accade. Questo esecutivo vuole sovvertire lo Stato sociale e tarpare le ali al futuro del Paese azzerando il sistema formativo italiano che per decenni è stato il fiore all'occhiello di tutta Europa”. Di Pietro ha, perciò, assicurato che “l'Italia dei Valori si batterà in tutte le sedi per bloccare questo scempio. Siamo accanto ai precari della scuola, agli studenti, ai ricercatori, ai genitori che si vedono sottratto un diritto garantito dalla Carta, a coloro che domani scenderanno in piazza per protestare: a tutti esprimiamo solidarietà e promettiamo il nostro impegno”.
Orlando: invece di attaccare Saviano Maroni faccia pulizia nella Lega
Il portavoce dell’Italia dei valori Leoluca Orlando critica le parole del ministro Maroni contro Roberto Saviano, che durante la trasmissione ‘Vieni via con me’ aveva detto che la ‘ndrangheta “al Nord interloquisce con la Lega”. "Dal ministro - ha dichiarato Orlando - arriva un'intollerabile intimidazione ad uno scrittore che vive sotto scorta per la sua denuncia coraggiosa di tutte le mafie. Il ministro dell'Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all'interno del suo partito e cacci i disonesti". "Per la carica che ricopre – ha concluso Orlando – Maroni avrebbe l'obbligo morale di elogiare chi predica l'onesta e lotta contro la criminalità".
Di Pietro: no a governo tecnico, andiamo alle urne
In attesa di sapere l’esito colloquio di questo pomeriggio tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i due presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ribadisce il suo no al governo tecnico. “Credo che il ricorso alle urne sia la scelta più onesta e più chiara – ha detto Di Pietro a Porta a Porta -. E non vi fidate di chi dice che vuole un governo tecnico per poter cambiare la legge elettorale, perché se davvero si volesse si potrebbe cambiare ora in Parlamento, senza aspettare la caduta di Berlusconi. La verità è che c’è chi vuole tirare a campare con un governo non scelto dagli elettori, magari per altri tre anni, perpetrando l’agonia nella quale si trova l’Italia oggi. Io eventualmente – ha aggiunto Di Pietro - appoggerò il governo tecnico soltanto dall’esterno, per 90 giorni, il tempo necessario ad approvare una nuova legge elettorale. Ma non mi prenderò un ministero senza che mi sia stato dato dai cittadini”.
Donadi: far votare solo la Camera è delirio incostituzionale
Berlusconi non prende coscienza della profonda crisi in atto nella sua maggioranza e ancora si diverte a lanciare assurde provocazioni, come quella di far votare la mozione di fiducia soltanto alla Camera. “E’ un delirio incostituzionale - commenta Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera – perché è ovvio che la scelta di sciogliere una o tutt’e due le Camere spetta soltanto al presidente della Repubblica. Il solo fatto che Berlusconi l’abbia chiesto è segno di un uomo che ha perso lucidità. Il governo è morto, si vada alle urne e, compatibilmente con i tempi legislativi, prima si cambi la legge elettorale”.
Crisi, i finiani al governo presentano dimissioni
Alla fine le dimissioni sono arrivate e la crisi è di fatto aperta. La delegazione di Fli (il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso, i sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia) hanno consegnato alle 13 la lettera con le loro irrevocabili dimissioni. Non si sa ancora quando Berlusconi verrà ufficialmente sfiduciato, e neppure se il dibattito si svolgerà prima al Senato, come vorrebbe il Governo, o alla Camera, come sarebbe doveroso essendo già stata presentata a Montecitorio la mozione di sfiducia firmata da Idv e Pd. Lo si deciderà domani alle 16, in un incontro al Quirinale tra il capo dello Stato, Napolitano e i presidenti delle camere Schifani e Fini. Fervono intanto le manovre per il dopo Berlusconi, ma il leader dell’Idv Antonio Di Pietro boccia in partenza l’ipotesi di un governo tecnico il cui compito vada oltre la secca modifica della legge elettorale: “Se Berlusconi cade si vada a votare” .
Governo agonizzante: alle 13, quattro finiani presentano le dimissioni
Siamo vicini a un’altra tappa del lungo e inesorabile cammino del governo Berlusconi verso la fine. «Entro le ore 13 consegneremo le nostre lettere di dimissioni irrevocabili dal governo», ha annunciato Antonio Buonfiglio, sottosegretario di Fli alle Politiche agricole. Buonfiglio e Menia, insieme al ministro Ronchi e al viceministro Urso, lasceranno il loro incarico per chiudere con questa fase politica. E Berlusconi cosa farà? Prenderà atto della crisi insanabile che si è aperta nella sua maggioranza o proseguirà con il muro contro muro?
ANTONIO DI PIETRO: NON ENTREREMO IN UN GOVERNO TECNICO. SUBITO LA SFIDUCIA E LA RIFORMA ELETTORALE
L’Italia del Valori non parteciperà a nessun governo alternativo. Lo ha detto Antonio Di Pietro nell’intervista rilasciata a Sky TG24. Prosegue il leader dell’IDV :“Pensiamo, per un tempo limitato, ad un accordo diverso per sfiduciare Berlusconi in Parlamento dopodiché si vada alle urne. Da domani a quando si tornerà a votare, se si riesce a fare una nuova legge elettorale, ponti d’oro. A coloro che sostengono che per fare la riforma elettorale sia necessario un governo tecnico rispondiamo: non ci crediamo ma siamo disposti a metterli alla prova. Siamo disponibili a dare un appoggio esterno a questo eventuale governo per un massimo di 90 giorni”. Di Pietro si impegna a vigilare sull’operato di un eventuale esecutivo a termine: “Ogni sera uno dei nostri parlamentari , a termine della seduta , farà il conto alla rovescia. Al novantesimo giorno staccheremo la spina”.
DI PIETRO: TERZO POLO E’ TRADIMENTO VOLONTA' ELETTORI, IDV PER SISTEMA BIPOLARE
“Quest'idea di creare un ulteriore polo per cui indifferentemente si può stare a destra o a sinistra, mi pare sia un tradimento della volontà dell'elettore. E' invece un modo per prendere consensi e utilizzarli a proprio esclusivo vantaggio”. In visita ieri a Vicenza, Antonio Di Pietro ha così bocciato il cosiddetto ‘terzo polo’. “Noi – ha detto - manteniamo il nostro impegno nell'ambito del sistema bipolare e lavoriamo per costruire un'area riformista dove l'Italia dei Valori e il Pd possano fare da gambe portanti. Ci auguriamo che con la disfatta di Berlusconi e l'avvento di Fini possa esserci dall'altra parte una destra moderna su cui confrontarsi sui temi e sui programmi più che sulle lottizzazioni, sul voto del ricatto e sul voto di scambio”. “Noi dell'Italia dei Valori siamo per il sistema bipolare - ha ribadito Di Pietro - nel senso che i cittadini devono sapere prima chi sono coloro che si propongono a guidare il Paese, con quale programma e insieme a chi. Siamo convinti - ha concluso - che prima finisce il Governo Berlusconi e prima ci sarà una resurrezione di credibilità e fiducia verso le istituzioni”.
Governo teme mozione di sfiducia
"La lettera di Berlusconi è solo un mezzuccio che tenta di sovvertire i regolamenti parlamentari e le regole della Costituzione. Per evitare una mozione di sfiducia che è già agli atti, cerca, con quella cheritiene una furbata, di gestire a suo piacimento i modi e i tempi del percorso parlamentare. Ci dispiace dover dare una sofferenza a Berlusconi, ma dobbiamo ricordargli che siamo ancora in democrazia e che in essa esistono dei regolamenti parlamentari che vanno rispettati." Così in una nota il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori On Massimo Donadi.
Di Pietro: addio mia bella rete libera
"Internet compie in questi giorni vent'anni, e per festeggiare la Rete, in Italia, al posto della candeline sulla torta arriva il primo bavaglio, le prime regole pensate per limitarne la libertà". E’ la denuncia che Antonio Di Pietro lancia dal suo blog (www.antoniodipietro.it). "Diamo un addio alle web radio libere, che potevano trasmettere senza oneri burocratici, spese preventive e richieste d'autorizzazioni e pastoie varie. D'ora in poi chi vuole aprire una radio web dovrà fare una dichiarazione di inizio attività e pagare un costo di autorizzazione pari a 750 euro, che diventano 1.500 per le web tv lineari, quelle cioè con palinsesto. E' l'effetto di un provvedimento approvato ieri sera dall'Agcom (Autorita' garante delle comunicazioni), che deve trasformare in regolamento attuativo il decreto Romani sui servizi media audiovisivi”. ”Finora - scrive Di Pietro - tutti questi servizi potevano trasmettere in totale libertà, senza dover pagare un euro, senza dover affrontare le mille regole e regolette burocratiche che finiscono spesso per scoraggiare ogni iniziativa. Poi si sa come vanno le cose in questi casi. L'importante é fare il primo passo, invertire la rotta. Il resto viene da sé a valanga. Insomma il regime, nel momento della sua caduta, sta tentando di imbrigliare l'unico mezzo di informazione che non riesce a controllare: il web".
Rai, Donadi: Masi ha solo paura di Saviano e Fazio
In questi giorni di profonda agonia del governo, i fedelissimi cercano di risollevarne le sorti, ostacolando ogni forma di dissenso e di critica. È sceso in campo il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ponendo il veto alla partecipazione di Bersani e Fini a “Vieni via con me”. “È solo l'ultimo pretesto per mettere il bastone tra le ruote ad uno dei migliori programmi Rai degli ultimi anni – ha commentato il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi -. Masi ha paura di Saviano e Fazio. Teme i programmi di qualità, la cultura e la libertà d'espressione. Il direttore generale pensi piuttosto allo sfascio dei conti dell'azienda, agli sprechi, alla marea di consulenze, alla faziosità di certa informazione ed al declino della qualità dei programmi. Ha pesantissime responsabilità e dovrebbe dimettersi».
Di Pietro: non ci interessa chi firma la sfiducia
“La sfiducia per passare deve avere il anche voto favorevole di Futuro e libertà”, ha sottolineato Antonio Di Pietro che, a Perugia, sta partecipando a un incontro con i giovani e diversi rappresentanti di partito. “Se poi la nostra mozione non piace a quelli di Futuro e libertà - ha aggiunto Di Pietro - non c'è problema, ne presentassero una loro che la firmiamo anche noi. A noi non interessa che sia scritta dall'Idv, purché mandiamo a casa Berlusconi”. Il leader dell’Italia dei valori, prima di affrontare il “Caso Italia”, ha detto di essere molto soddisfatto del fatto che anche il Pd ha condiviso la mozione di sfiducia al governo Berlusconi, perché “è ora di porre fine a questa inattività, a questa malapolitica, che ha retto in tutti questi anni e che ha impoverito il Paese e umiliato le istituzioni”. Di Pietro ha anche sottolineato che questo è il momento di capire “chi fino ad ora ha predicato bene e magari razzola male perché è ora di stanare tutti coloro che dicono che questo governo ha impoverito e umiliato il Paese e che però ad oggi non avevano ancora il coraggio di sfiduciarlo”.
SFIDUCIA A GOVERNO, DI PIETRO: MANDIAMOLO A CASA OGNUGNO SI ASSUMA RESPONSABILITA’
“Finalmente è arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità politiche e personali, rispondendo alla propria coscienza e al Paese. Noi dell’Italia dei Valori ci siamo battuti affinché si arrivasse a questa sfiducia al governo Berlusconi". Così Antonio Di Pietro a proposito della presentazione di una mozione di sfiducia contro il governo, presentata insieme con il Pd. "Oggi più che mai - ha detto ancora il leader IdV - dopo quindici anni di politica del malaffare portata avanti da Berlusconi, è necessario dare la spallata definitiva. Mandiamo a casa questo esecutivo che non ha agito per il bene del Paese ma che ha sfruttato le istituzioni per garantire l’impunità al presidente del Consiglio e per tutelare i suoi affari e quelli della cricca”.
G20, Orlando: è indegno che Berlusconi fugga dai giornalisti
Silvio Berlusconi ha annullato la conferenza stampa a Seul, dove è in corso il G20. “Oltre a fuggire dai giudici ora fugge pure dai giornalisti – ha commentato Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei valori - . È indegno che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non abbia risposto alle domande della stampa internazionale come hanno fatto tutti i leader mondiali che partecipano al G20. È l’ennesima figuraccia che Berlusconi fa fare al nostro Paese a livello internazionale”. A questo punto, sottolinea Orlando, “non gli resta che dimettersi e andare in pensione. Il suo regno è finito è sta crollando pezzo dopo pezzo come accade per Pompei. Ormai il premier ha le ore contate e l’Italia presto si libererà di un cancro che ha distrutto l’economia nazionale, che ha infangato le istituzioni e che ha sporcato i valori morali”.
Di Pietro: non ci interessa chi firma la sfiducia
“La sfiducia per passare deve avere il anche voto favorevole di Futuro e libertà”, ha sottolineato Antonio Di Pietro che, a Perugia, sta partecipando a un incontro con i giovani e diversi rappresentanti di partito. “Se poi la nostra mozione non piace a quelli di Futuro e libertà - ha aggiunto Di Pietro - non c'è problema, ne presentassero una loro che la firmiamo anche noi. A noi non interessa che sia scritta dall'Idv, purché mandiamo a casa Berlusconi”. Il leader dell’Italia dei valori, prima di affrontare il “Caso Italia”, ha detto di essere molto soddisfatto del fatto che anche il Pd ha condiviso la mozione di sfiducia al governo Berlusconi, perché “è ora di porre fine a questa inattività, a questa malapolitica, che ha retto in tutti questi anni e che ha impoverito il Paese e umiliato le istituzioni”.
Di Pietro: non ci interssa chi firma la sfiducia
“La sfiducia per passare deve avere il anche voto favorevole di Futuro e libertà”, ha sottolineato Antonio Di Pietro che, a Perugia, sta partecipando a un incontro con i giovani e diversi rappresentanti di partito. “Se poi la nostra mozione non piace a quelli di Futuro e libertà - ha aggiunto Di Pietro - non c'è problema, ne presentassero una loro che la firmiamo anche noi. A noi non interessa che sia scritta dall'Idv, purché mandiamo a casa Berlusconi”. Il leader dell’Italia dei valori, prima di affrontare il “Caso Italia”, ha detto di essere molto soddisfatto del fatto che anche il Pd ha condiviso la mozione di sfiducia al governo Berlusconi, perché “è ora di porre fine a questa inattività, a questa malapolitica, che ha retto in tutti questi anni e che ha impoverito il Paese e umiliato le istituzioni”. Di Pietro ha anche sottolineato che questo è il momento di capire “chi fino ad ora ha predicato bene e magari razzola male perché è ora di stanare tutti coloro che dicono che questo governo ha impoverito e umiliato il Paese e che però ad oggi non avevano ancora il coraggio di sfiduciarlo”.
Una squadra per ricostruire il Paese e rilanciare l’economia
Il berlusconismo si avvia al tramonto e l’Idv inizia a pensare al dopo, quando si tratterà di ricostruire un Paese devastato. “Voglio far parte della squadra – scrive nel suo blog Antonio Di Pietro – ma non ne sarò il leader, perché rischierei di ricreare divisioni tra berlusconiani e dipietristi”. Il leader dell’Idv indica anche i primi passi che il futuro governo dovrebbe fare per far fronte all’emergenza economica: “Proporremo di individuare nuove risorse finanziarie ritirando le nostre truppe dall’Afghanistan e utilizzando il credito della cassa Depositi e Prestiti (11 miliardi) per sanare i debiti che lo Stato ha anche con le imprese che hanno realizzato opere pubbliche, così che queste possano fare nuovi investimenti e rimettere in moto l’economia”.
Di Pietro: con Berlusconi-bis Fini perde la faccia
“Mi auguro che le parole di Bossi siano solo un’invenzione e non il risultato di un lavoro in corso per mantenere Berlusconi al governo. Me lo auguro soprattutto per Fini che perderebbe la faccia e la dignità”. Antonio Di Pietro commenta così il balletto in corso da ore nella maggioranza. L’incontro tra Bossi e Fini di questa mattina non ha portato a nessun accordo, ma il leader della Lega spera ancora, evidentemente sulla base di qualche apertura del presidente della Camera, in una crisi pilotata , un giro di valzer che riporti Berlusconi al punto di partenza, cioè a palazzo Chigi. “Il parere favorevole di Fini all’eventuale mantenimento dell’incarico da parte di Berlusconi – prosegue Di Pietro - dimostrerebbe ciò che ho sempre sospettato e dichiarato: tutto questo can-can solo per ottenere qualche poltrona e ministro in più. Che vergogna!”.
Berlusconi ammette sue difficoltà Belisario: ora si dimetta
È stato lo stesso Berlusconi, al G20 di Seul, ad ammettere che in questo momento in Italia ha grandi difficoltà e, come conseguenza di una simile ammissione di responsabilità, è logico aspettarsi le sue dimissioni . Così Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato: “Il premier sta vivendo la sua Apocalypse now, non gli resta che formalizzare la crisi irreversibile della sua maggioranza. Berlusconi non può più nascondere che il suo governo sia ormai finito: è fondamentale, però, che non trascini tutta l'Italia nel suo Vietnam personale. La mozione di sfiducia - conclude Belisario - a questo punto è urgente e doverosa: lasciare in Paese in uno stato di immobilismo significa, invece, prolungare l'agonia sociale che le emergenze irrisolte stanno causando”.
CRISI DI GOVERNO: DI PIETRO, NON VORREI CHE LA MONTAGNA PARTORISSE UN TOPOLINO
"Mi sto impegnando affinché gli altri partiti dell'opposizione, o quelli che il sabato e la domenica dicono che il governo Berlusconi non ha più le qualità tecniche e morali per stare al governo, lo sfiducino”. Così Antonio Di Pietro in un’intervista pubblicata oggi su Affaritaliani.it. “La prima cosa da fare è questa. Fino a quando non si chiarisce chi fa il doppio gioco o chi fa sul serio è inutile parlarne. Ho l'impressione – ha detto ancora Di Pietro - che si tratti di un gioco di Palazzo dove alla fine la montagna partorirà il topolino. Non vorrei che tutto questo bailamme che è stato fatto e il conseguente blocco delle attività istituzionale serva per una ridistribuzione dei posti di ministro all'interno del Centrodestra da parte di una forza politica che si sentiva sottorappresentata e che ha fatto tutto sto macello per avere qualche ministro in più".
Bersani raccoglie il nostro invito: pronta raccolta di firme per sfiduciare il governo
Arriva un primo segnale concreto per mandare a casa il presidente del Consiglio e l’attuale maggioranza. Il Pd ha annunciato di aver cominciato la raccolta di firme per la mozione di sfiducia al governo Berlusconi come da tempo sta chiedendo l’Italia dei Valori. “Finalmente! Siamo soddisfatti della decisione del Pd: la sfiducia a Berlusconi è l’unica cosa da fare - ha commentato il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro -. Da tempo sosteniamo la necessità di mettere ciascun parlamentare davanti alle proprie responsabilità e di essere coerenti con le dichiarazioni di sfiducia finora fatte nei confronti del governo Berlusconi. Le firme che i parlamentari del Pd si accingono a raccogliere, e noi con loro, costituiscono il primo passo per chiudere l’era berlusconiana e ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni”.
Bersani ha spiegato che “l’obiettivo è quello di rendere evidente e formale la crisi. Abbiamo affidato ai nostri capigruppo, che se ne intendono, i percorsi e le tecniche migliori per arrivare a concretizzarlo”.
Ruby: Il caso non è chiuso
Il caso Ruby non è chiuso. La pm dei minori Anna Maria Fiorillo si rivolgerà al Csm perché “le parole del ministro Maroni” non corrispondono “a quella che è la mia diretta e personale conoscenza del caso”. Poche ore prima il ministro degli Interni, nel suo intervento alla Camera, aveva ribadito che sulla vicenda della liberazione della minorenne marocchina, indicata dal premier come “nipote di Mubarak”, tutto fu fatto secondo le regole. La pm cui, in quella notte del 27 maggio scorso, sarebbe spettata la decisione sulla sorte di Ruby non è d'accordo. “Penso che sia importante il rispetto delle istituzioni e della legalità – ha spiegato – e quando le vedo calpestate parlo”. La vicenda coinvolge anche il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha confermato ieri che per lui, invece, “la vicenda è chiusa”.
















